Il governo stringe i tempi sulla riforma della giustizia.
Il premier Silvio Berlusconi ha dettato in un vertice la linea al Pdl: il provvedimento sul processo breve va approvato entro i primi mesi dell’anno e dev’essere a prova di Corte costituzionale.
L’Associazione nazionale magistrati irritata fa sapere che si batterà «sempre per una magistratura indipendente, non condizionata dal potere politico».
Ai toni polemici delle toghe risponde il ministro Alfano, il quale assicura che non c’è alcuna intenzione di portare i pm sotto il controllo del governo.
Ma - sottolinea il ministro - la riforma della giustizia non verrà scritta «sotto dettatura dell’Anm».
Intanto il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, dopo le tensioni nella maggioranza, avverte i finiani: «Niente fughe in avanti».
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E' "pacifico" che in un Paese democratico la magistratura non deve essere condizionata dal potere politico!
Ma questo sottintende che nemmeno il potere politico può essere condizionato da quello giudiziario.
Altrimenti sarà quest'ultimo a preparare le liste dei candidati da presentare agli elettori.
E questa "non è democrazia"!
saluti




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