Fonte: www.noreporter.org
Aveva ucciso un ventenne per uno sguardo di troppo ad una ragazza. Dopo 8 mesi è libero perchè "non socialmente pericoloso". Non è una barzelletta, ma la decisione di un giudice
PALERMO - Non «socialmente pericoloso», quindi libero di uscire dalla cella. Lascerà presto il carcere minorile Malaspina, il 17enne che otto mesi fa colpì con una coltellata al petto un giovane di 20 anni al termine di una banale discussione per uno sguardo di troppo a una ragazza.
La relazione del tribunale di Palermo sulle sue «condizioni psicologiche e sociali» ha stabilito che il ragazzo dovrà essere affidato a una comunità che avrà il compito di recuperarlo socialmente. I suoi legali, nel corso del processo con rito abbreviato che si è svolto martedì davanti al gup di Palermo, hanno infatti chiesto e ottenuto la scarcerazione del giovane, che a novembre ha compiuto 18 anni.
L'OMICIDIO - Il delitto si consumò la sera del due maggio scorso sul lungomare di San Leone, frazione balneare di Agrigento.
Alcuni giovani che si avvicinano e attaccano bottone con le ragazze della comitiva. Uno scambio di sguardi, duri, tra un ventenne, Angelo Gagliano e il diciassettenne. I due si dicono poche parole, poi il minorenne tira fuori un coltello, con la lama non lunga ma affillata e colpisce al petto l'altro. Gagliano si piega su sè stesso, percorre una decina di metri, d'istinto, verso l'albergo dove il padre lavora come cuoco. Poi s'accascia per terra. Inutile la corsa nell'ospedale San Giovanni di Dio: la lama ha trafitto il cuore. Il minorenne viene arrestato poco dopo. Gli investigatori lo raggiungono a casa mentre dorme. Accanto a lui sulla sedia vicino al letto i vestiti della sera macchiati di sangue. Frequenta il quarto anno di un istituto superiore, il giovane accoltellatore. E' figlio di una coppia di commercianti e vive in una famiglia numerosa. Viene denunciato per favoreggiamento anche un altro ragazzo. Ha dato all'amico il ciclomotore con cui è fuggito dopo il delitto.
I GENITORI DELLA VITTIMA - Ora la notizia della scarcerazione dell'assassino del figlio lascia impietriti i genitori. «Lillo oggi è morto di nuovo, me lo hanno ucciso un'altra volta», non si dà pace Giuseppe Gagliano, padre di Angelo.




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