****** 5. Per prima la Puglia ******
A proposito di centrosinistra, proprio domenica 16, in Puglia, centomila schede attendono, in oltre cento ³seggi elettorali², gli elettori del centrosinistra. Si deve scegliere il candidato a presidente della Regione, tra Nichi Vendola, di Rifondazione, e Francesco Boccia, della Margherita. Per la prima volta, si fanno primarie di questa ampiezza, e Carta è andata a vedere quel che accade. Il reportage è nel nuovo numero di Carta.
http://www.carta.org/rivista/settima...2/sommario.htm
http://www.carta.org/cantieri/secondarie/index.htm
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Qualcuno sa se ci sono altri candidati o ha articoli sull'argomento da postare?
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La Repubblica: Bari - IL PERSONAGGIO: Vendola replica "Sono gay e comunista"
Inviato da : marea Mercoledì, 15 Dicembre 2004 - 22:28
Politica e Società
Nichi Vendola rilancia la sua doppia sfida: nel centrosinistra per conquistare la candidatura alle regionali, e contro il governatore pugliese, Raffaele Fitto. «Io penso che se ci sono pregiudizi nei miei confronti, questi vengono da una lettura iperpoliticista piuttosto che da pregiudizi di altra natura», afferma in un´intervista a "La Stampa", dopo le dichiarazioni di Cossiga sul fatto che l´alleanza non vuole candidarlo perché gay. «Io posso battere Fitto, un principe chiuso, autoritario. Io non sarei il capo ma il fratello per moltissimi pugliesi». Intanto in Puglia, i Repubblicani europei offrono una mediazione per superare lo scontro con Francesco Boccia: «Chi vince le primarie corre per la Presidenza, chi le perde farà parte della squadra di governo in un posto chiave».
All´inizio fu Francesco Cossiga. «Vendola? Non lo vogliono perché è gay», tuonò l´ex presidente della Repubblica a proposito dei veti, più o meno espliciti, contro il candidato che Rifondazione comunista vuole schierare in Puglia contro Raffaele Fitto. Vendola, da par suo, sorride. Pare che con l´ex capo dello Stato ci sia stato anche un simpatico scambio telefonico. Ma nulla di più. Vendola non crede alla storia del pregiudizio: «Penso che se ci sono pregiudizi nei miei confronti - dice il deputato di Terlizzi in un´intervista pubblicata ieri da "La Stampa" - questi vengono da una lettura iperpoliticista piuttosto che da pregiudizi di altra natura».
Le difficoltà sono di natura politica. «Come farà Bertinotti a vincere un congresso difficile - si legge in un editoriale di ?Aprileonline´, il quotidiano telematico vicino al correntone Ds - se non porta a casa la candidatura di Vendola in Puglia?». Vendola respinge al mittente anche questa lettura: «La mia candidatura non è nata da un rapporto di filiazione con Bertinotti ma dalla mia storia in Puglia. E da una forte ambizione di vittoria, alla quale credo. Io posso battere Raffaele Fitto. Lui non è il più democristiano dei governatori del Sud: rappresenta invece la rappresentazione plastica di un moderno feudalesimo. Un principe chiuso, autoritario. Io non sarei il capo ma il fratello per moltissimi pugliesi». Se c´è un´analisi che Vendola e i bertinottiani pugliesi sentono di condividere è quella di Pietro Folena, molto critico nei confronti del suo partito, i Ds: «Il veto che hanno posto è incomprensibile. Vendola è in grado di far convergere su di sè il voto di molti scontenti del centrodestra, penso in particolare ai ceti popolari danneggiati dalle politiche sociali di Fitto». Nessun veto su Vendola, dice il presidente dei Ds, Massimo D´Alema, in una lettera, pubblicata oggi su "La Gazzetta del Mezzogiorno". «Il problema - aggiunge - è che il candidato deve essere scelto in Puglia». Nel centrosinistra, insomma, non c´è pace. A cinque giorni dalle primarie pugliesi e alla vigilia dal vertice della Gad nel quale Romano Prodi potrebbe indicare la soluzione per i casi irrisolti come Puglia, non si vedono segnali di distensione. Francesco Boccia, il candidato che i presidenti delle Province e i partiti della Fed, contrappongono nelle primarie a Vendola, continua il suo lavoro di assessore all´Economia. E gli capita, come ieri, di essere "faccia a faccia" con quello che potrebbe essere il suo avversario alle regionali, Raffaele Fitto. I due si sono incontrati in occasione dell´approvazione del Pit "Area metropolitana di Bari". L´incontro inizialmente era previsto, come per tutti i Pit, nella sede del Comune capofila. Quindi a Bari. Ma all´ultimo minuto, dalla Presidenza della Regione hanno deciso di spostare l´incontro nella sede del governatore pugliese. I due si sono appena salutati, ma niente di più. Le frecciate sono arrivate da Boccia che ha sottolineato i ritardi con cui si arriva all´approvazione del programma integrato per Bari e altri 15 Comuni del suo hinterland. È la misura dello scontro che potrà esserci, se l´unità del centrosinistra pugliese uscirà indenne dal confronto per la scelta del candidato.
Ieri ci hanno provato anche i Repubblicani europei a suggerire una soluzione: «Dopo le primarie - spiega il segretario regionale, Martino Bonomo - il vincitore si cimenterà per la carica di presidente della Regione, al perdente dovrebbe essere riservato un posto di assoluto rilievo nel governo pugliese. Per noi Boccia vale Vendola e viceversa. Importante è battere il centrodestra».
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Regionali, settimana decisiva per la Gad
Entra nel vivo la discussione sui candidati della prossima tornata elettorale. Domenica le primarie in Puglia: Nichi Vendola e Francesco Boccia per battere Fitto
Sarà una settimana decisiva. Entra nel vivo per entrambi gli schieramenti la discussione sulla definizione delle liste, a novanta giorni dalla prossima tornata elettorale. Per la Gad una prova di tenuta, dopo le polemiche che nei giorni scorsi hanno investito Prodi. Domani si riunisce il direttivo della Margherita, all'ordine del giorno la ricerca della tregua con l'ex presidente della commissione europea richiesta dallo stesso "professore" che, dopo il silenzio dei giorni scorsi, è tornato da "portavoce" della Grande alleanza - come lui stesso ha sottolineato - a rilanciare la necessità di spingere sull'acceleratore della coalizione. E' in un'intervista rilasciata al Regno, il periodico dei sacerdoti dehoniani di Bologna, che il professore ha sottolineato a chiare lettere le sue intenzioni. «Primarie entro la fine di maggio» e se ci sono candidati ombra - come Veltroni, Bersani, Letta o Rutelli - che si faccia «un gesto doveroso di responsabilità» e si esca allo scoperto. Eppure i rapporti tra il candidato leader della coalizione e il segretario dei "dielle" restano tutti ancora appesi a un filo, nonostante il forcing diplomatico spinto soprattutto da Marini e Fassino e nonostante quella telefonata apparentemente distensiva che, dopo mesi, Prodi e Rutelli sono tornati a farsi. Anche l'intervento di ieri di D'Alema su Repubblica fa capire l'aria che continua ancora a spirare. «C'è una discussione politica con la Margherita - ha sottolineato il presidente della Quercia - che non può essere ridotta a una bega. Sono contrario a una rappresentazione del dibattito interno al centrosinistra di stampo qualunquista, del tipo: "i partiti rompono le scatole a Prodi". E' un errore che lo inebolirebbe».
Prodi - secondo D'Alema - sta proponendo alle principali forze politiche del centrosinistra di trovare fra di loro una solidarietà speciale, una cooperazione rafforzata che si esprime nella federazione. «E a compimento di questo processo - continua - non c'è l'eliminazione dei partiti, ma la creazione di una grande forza politica di tipo nuovo. Ha ragione Prodi quando dice che dobbiamo fare un patto con il Paese. Noi non cerchiamo lo scontro con la Margherita, il problema è approfondire una discussione politica. In un processo di questo tipo - avverte - non c'è un'ora "x", non dipende da quante liste unitarie si fanno, anche se l'auspicio - aggiunge - è che ve ne siano il più possibile». La sfida è tutta aperta. Sul tavolo le decisioni da prendere sui candidati e sulle liste. Si va in dieci regioni verso la presentazione delle "Liste uniti nell'Ulivo". In quattro - Puglia, Campania, Molise e Abruzzo - sono più probabili liste separate. E in molte regioni sono previste riunioni che dovranno sciogliere i molti nodi della coalizione. Martedì a Pescara è previsto il vertice tra i segretari regionali della Gad. Per oggi è stata convocata dal presidente Loredana Di Lorenzo un'assemblea regionale della Margherita. «Sarà un momento di discussione - avverte una nota - alla presenza dell'onorevole Franco Marini per valutare gli effetti della legge sulle incompatibilità ed ineleggibilità ma anche per ufficializzare le scelte politiche della Margherita abruzzese». Nelle ultime ore sono tornati a circolare con insistenza ipotesi alternative a quella dell'attuale sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso. Si riparla ancora dello stesso Marini (Margherita) ma anche della candidatura di Ottaviano del Turco (Sdi) e del capogruppo dei Ds alla Regione Gianni Melilla.
Sulla Lista unitaria è ancora la Margherita a frenare in Campania. E per la Basilicata è convocata ancora per giovedì la riunione dei segretari e dei coordinatori regionali della Grande Alleanza che si è aggiornata sulla scelta del candidato governatore alla regione. Il "papabile" resta Vito De Filippo, attuale presidente del Consiglio regionale. Ma la sfida più attesa è quella che domenica vedrà protagonista la Puglia. Francesco Boccia, assessore del comune di Bari, appoggiato da Ds, Margherita e Sdi, e Nichi Vendola, deputato di Rifondazione, proposto da Rifondazione comunista, Verdi e Italia dei Valori, saranno gli "alleati-avversari" delle "primarie delle cento città". Urne aperte dalle 9 alle 22 per tutti gli iscritti alla Gad ma anche per coloro che sono muniti di tessere di sindacati e di associazioni democratiche. Si potrà votare in 109 seggi che comprendono Bari, tutti i capoluoghi di provincia, 73 comuni sopra i 15mila abitanti e i comuni più piccoli (dai 5mila agli 8mila abitanti). Una sfida che come ha già avvertito Vendola «avrà un vincitore ma non un vinto». L'obiettivo finale resta battere Fitto alle prossime regionali. Un appuntamento decisivo per la Grande alleanza.
Castalda Musacchio





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