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    Predefinito Bossi, senza Lega Cdl e' sconfitta

    Leader Carroccio detta titolo al quotidiano 'La Padania''
    (ANSA) - MILANO, 12 GEN - 'Senza la Lega la Cdl va alla sconfitta'. Cosi' Umberto Bossi ha indicato al quotidiano 'La Padania' il titolo per domani. Il leader del Carroccio per tutta la giornata aveva taciuto sugli sviluppi della questione relativa alle liste per le regionali. Bossi aveva seguito l'evoluzione della situazione politica dal suo ufficio nella sede della Lega Nord in via Bellerio, a Milano.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    VERTICE NELLA MAGGIORANZA, BLOCCATE LE LISTE DEI GOVERNATORI
    Le ragioni della Lega Nord diventano i paletti della Cdl


    Igor Iezzi
    --------------------------------------------------------------------------------
    “No alle liste dei presidenti”. La parola è definitiva e condivisa da tutta la Cdl. Ora toccherà ai governatori adeguarsi, altrimenti la Lega confermerà la sua scelta di presentarsi autonomamente alle prossime regionali sancendo la sconfitta della Cdl. Perchè senza la Lega non si vince al Nord.
    Ieri il vertice con i leader della Cdl, tra cui il premier, Silvio Berlusconi, e i ministri delle Riforme e del Welfare, Roberto Calderoli e Roberto Maroni, ha fatto chiarezza dopo lo stillicidio di dichiarazioni da parte di alcuni Governatori sedotti da una lista del Presidente. Un chiarimento avvenuto dopo la dura e precisa presa di posizione di Umberto Bossi e del consiglio federale della Lega Nord che avevano annunciato la corsa solitaria del Carroccio alle prossime elezioni regionali. L’obiettivo era evidente: fermate la “crescita di forze di restaurazione” “che nascono per portare via i voti della Lega Nord e renderla meno determinante” e per organizzare la successione allo stesso Berlusconi. Lo strumento per realizzare questo disegno era stato individuato nelle liste dei Governatori, in particolare dietro la lista Formigoni, appoggiata da personaggi della prima repubblica, in cerca di un ritorno sulla scena politica, e dai poteri forti.
    Ma ieri la Lega ha incassato uno stop chiaro a questo progetto. «E’ stato positivo aver riportato sul tavolo competente questioni importanti per la coalizione, che inizialmente sembravano lasciati nelle mani dei governatori» ha commentato Calderoli. Insomma, «le problematiche sollevate dal consiglio federale della Lega sono state recepiti dal vertice della Cdl» che ha ribadito un forte no alle liste dei presidenti. Silvio Berlusconi, che al telefono avrebbe rassicurato il leader del Carroccio, impegnato a seguire tutta la giornata dal suo ufficio nella sede della Lega in via Bellerio a Milano, ha confermato che non ci saranno liste dei governatori, fatta eccezione per Lazio e Liguria, dove possono dare alla coalizione di centrodestra un significativo valore aggiunto. Il premier si è mostrato sicuro di convincere Formigoni, con il quale avrebbe avuto un colloquio telefonico, sulla bontà di questo progetto : «Sarà garantita la presenza di eminenti personalità nel suo listino», avrebbe promesso Berlusconi. E’ poi Calderoli a spiegare il meccanismo al quale i governatori dovranno adeguarsi, i «paletti da rispettare». Ogni candidato che vorrà farsi la sua lista dovrà prima convincere il proprio partito e poi l’intera Cdl. Servirà infatti una condivisione unanime da parte di tutti i segretari. Paletti messi a qualsiasi lista, sia civica sia personalistica. Ora quindi la palla torna nelle mani dei candidati presidenti, come Formigoni, «che dovranno chiarire se intendono o meno accettare quanto deciso dal vertice della Cdl». Calderoli su questo punto è chiaro. «Il vertice è un fatto politico, ma ora devono seguire fatti concreti, azioni conseguenti alle decisioni assunte» ha spiegato. Dovranno essere i governatori a chiarire cosa vogliono fare. Ecco perchè «non si è parlato di candidati e di candidature» e la decisione del consiglio federale «è ancora valida. Noi andiamo avanti»
    «La candidatura di Roberto Maroni alla presidenza della Lombardia è ancora valida perchè sancita dal Consiglio federale della Lega». «Sia chiaro a tutti - ha aggiunto Calderoli - l’unico organo a essere legittimato a modificare questa decisione è il Consiglio federale, sempre che il segretario Umberto Bossi, anche alla luce di eventuali e concreti fatti nuovi coerenti con le decisioni odierne assunte oggi, ritenga giustificato una nuova convocazione. Cosa che comunque non è ancora accaduta portandoci a dire che per noi nulla è cambiato». Se Formigoni dovesse andare avanti nonostante la contrarietà della Cdl le ipotesi sono due: la Lega mantiene ferma la decisione del consiglio federale e porta avanti il nome di Maroni, oppure «può anche darsi che la coalizione, invece di subire il progetto di qualche governatore, scelga un altro candidato». Formigoni, che ieri si è rifiutato di commentare l’esito del vertice, ora dovrà scegliere. Intanto, per mascherare l’alt subito e salvare l’immagine, fa filtrare la decisione, scaturita da una presunta telefonata con Berlusconi, secondo la quale l’accordo ruoterebbe attorno a tre punti: 1) tutti i partiti della Casa delle libertà collegati alla candidatura del presidente, compresa quindi la Lega Nord, contengono nel simbolo delle liste proporzionali anche la dicitura “per Formigoni” insieme, ovviamente, a quella del partito; 2) tutti i 16 nomi del listino collegato al candidato presidente saranno indicati direttamente dal presidente Formigoni e non dai partiti della coalizione; 3) Roberto Formigoni entra a far parte della consulta nazionale di presidenza di Forza Italia.
    Ma da Forza Italia arriva la prima smentita. La composizione del listino sarà decisa da Formigoni, ma in accordo con Berlusconi e ferma restando la rappresentanza dei partiti. Lo ha subito precisato una nota dell’ufficio stampa di Forza Italia. Forza Italia, nella nota, «fa presente che è stata approfondita una soluzione positiva per valorizzare tutti gli apporti politici e culturali della società civile alla lista lombarda della CdL». «E' evidente - sottolinea infine la precisazione - che nella composizione del listino va dato uno sbocco positivo all’azione politica e programmatica svolta dal presidente della Regione, ferma rimanendo la rappresentanza dei partiti e in accordo fra il candidato presidente della Regione stessa e il presidente Berlusconi».


    [Data pubblicazione: 13/01/2005]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

 

 

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