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GAD: FABIO MUSSI, TEMO DUE SINISTRE IN ROTTA DI ALLONTANAMENTO
ROMA, 13 GEN - Il leader del Correntone Ds, Fabio Mussi, teme che si allarghi la frattura tra una sinistra riformista e una radicale e sostiene che bisognerebbe lavorare per un ''riavvicinamento delle varie parti'' tanto piu' ora che c'e' ''la prospettiva di un comune impegno di governo nel quadro dell' alleanza del centrosinistra''.
Mussi si prepara a partecipare all' assemblea della sinistra radicale in programma per sabato prossimo alla Fiera di Roma (promossa da Asor Rosa e accolta, tra gli altri, da Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e altri) e il seminario, indetto per domenica prossima da una serie di riviste di sinistra e di area cattolica e a quegli appuntamenti esprimera' la sua preoccupazione su una radicalizzazione dei contrasti nella sinistra.
Il leader della minoranza interna dei Ds, inoltre, mette le mani avanti rispetto a quanti prefigurano un nuovo soggetto politico che raggruppi la sinistra radicale (stimata sul 13%) e dice: ''Sulle formule sono prudente. Gia' sono contrario alla Fed e non vorrei impelagarmi nella costruzione di una Fed dall' altra parte''. ''Io sabato - preannuncia - chiedero' prudenza sulle precipitazioni organizzative mentre sono favorevole a forme di collaborazione piu' stabili che ritengo siano una cosa utile''.
''Nel quadro dell' Alleanza - osserva Mussi - c'e' il problema storico della sinistra e, nonostante la novita' di un' adesione del Prc a una prospettiva di governo, resta il rischio di due sinistre che dal punto di vista politico e programmatico vadano in rotta di allontanamento''. ''Io guardo con grandissimo allarme - spiega - alla possibilita' di una chiusura di una parte della sinistra nel recinto riformista e di un processo di progressiva, sostanziale distinzione dalla sinistra che viene definita radicale''.
''Fra le tante questioni storiche che ha il nostro Paese - ragiona Mussi - oltre a quella del rapporto tra culture riformiste di matrice socialista e di matrice popolare e cattolica, che pero' non si identificano con le nomenclature dei partiti perche' non siamo piu' ai temi del compromesso storico, visto che non ci sono piu' ne' la Dc ne' il Pci, c'e' la questione della divisione della sinistra italiana''. ''Io credo - avverte il leader del correntone - che non convenga a nessuno una strategia di approfondimento e radicalizzazione di questa divisione. Anche qui non siamo piu' nella situazione del rapporto tra il Pci che occupava quasi per intero la scena e le formazioni extraparlamentari''.
''Oggi, invece, - conclude Mussi - siamo di fronte a una sinistra diffusa, frammentata e credo che non sia un tema marginale quello di un riavvicinamento delle varie parti della sinistra tanto piu' che c'e' la prospettiva di un comune impegno di governo''.




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