FARE una nuova proposta politica in Italia è qualcosa che può ingenerare perplessità, ma la necessita di non restare asfissiati dalla mancanza della politica vera, attiva e propositiva è stata più forte di qualunque remora.
E' giunto il momento di aprire una seria riflessione, all’interno del panorama politico italiano, sul ruolo e sul futuro dei Movimenti politici.
Gli atteggiamenti dei partiti nei confronti di chi, come noi, considera la politica attiva come Servizio (con la esse maiuscola), sono sempre gli stessi; dichiarazioni e ammissioni sull’indispensabilità della partecipazione alla vita politica della cosiddetta società civile e dei movimenti politici cittadini organizzati ecc. ecc. ec...
In TEORIA, TUTTI sono pronti a riconoscere il ruolo determinante dei Movimenti per la crescita sociale e politica delle nostra nazione. Diventiamo indispensabili, nelle dichiarazioni, per la crescita del paese poiché portatori di esperienze nuove, e durante le fasi elettorali siamo fondamentali, ma per il resto del tempo diventiamo delle inutili zavorre.
Il problema vero, purtroppo, è che troppo spesso i movimenti hanno, semplicemente, atteso l’invito dei professionisti della politica, non rendendosi conto del proprio, enorme potenziale politico, di idee e anche, perché no, di consenso, di cui, loro stessi, sono portatori; non essendo, spesso, capaci di organizzarsi in un soggetto politico autonomo e indipendente dai partiti.
E’ impensabile che un mondo così vitale, propositivo e impegnato sia marginalizzato, e diventi semplice strumento elettorale delle varie formazioni politiche.
E’ evidente a tutti che è giunto il momento di proporre un vero modello innovativo al mondo della politica italiana, contrapponendo ai professionisti della politica il coinvolgimento delle professionalità in politica.
Attendere dei segnali positivi dal mondo dei partiti è inutile e controproducente, poiché la politica di professione, in realtà, non ha interesse a coinvolgere realmente i Movimenti politici nella vita politica nazionale, in quanto le motivazioni etiche che spingono molti di noi ad impegnarsi attivamente, diventano un ostacolo per chi ragiona in termini di stabilità, equilibri e compromessi che spesso, molto spesso, significano trasversalismi.
La politica che molti di noi vorrebbero è basata sulla trasparenza e sulla partecipazione; un sistema diverso, anzi opposto, da quello che tutti i partiti ci propongono indifferentemente dalle loro collocazione.
Oggi, purtroppo, SUBIAMO un modello di democrazia delegata, schema che prevede procure (assegni in bianco) conferite con le elezioni ai rappresentanti Istituzionali e Politici, che sulla base della proprie esperienze e capacita la utilizzano nel corso del proprio mandato, quasi sempre, senza alcun reale confronto con i propri Cittadini-Elettori.
Ciò che un “VERO” Movimento politico può e DEVE proporre è un esempio esattamente opposto, e cioè quello di una vera Democrazia PARTECIPATA; modello che capovolgerebbe il “Modus Operandi” dei professionisti della Politica, mettendo, realmente, in primo piano l’Individuo che, così, diventerebbe soggetto attivo e propositivo e non semplicemente un numero.
In una fase storica caratterizzata da grandi incertezze, c’è la necessità di un soggetto politico che proponga una politica diversa, “ribaltando la piramide” cioè, guardando e valutando le situazioni con l’ottica di chi sta in basso, cogliendo e rappresentando il punto di vista dei soggetti più deboli, di coloro che, solitamente, non hanno voce.
Purtroppo la legge elettorale maggioritaria (che molti pensavano avrebbe dato più peso al cittadino-elettore), nei fatti, consente ai partiti di decidere a tavolino gli eletti e di conseguenza di selezionare la propria classe politica non secondo il valore politico e personale dei candidati, ma secondo il peso di questi ultimi all’interno della struttura di partito.
Pertanto è IMPOSSIBILE poter partecipare alla selezione dei futuri rappresentanti istituzionali se non si dispone di una organizzazione politica!!!!
Per evitare di riempire la scacchiera con i soliti Esperti, è necessario che tutti coloro che ritengano di potere dare un contributo personale decidano di impegnarsi in prima persona, per fare si che negli spazi riescano ad inserirsi persone che vogliano realmente fare politica per dare un servizio alla collettività e non soggetti, spesso equivoci, che vogliano servirsi della società.
Il timore maggiore, che tutti noi, spesso abbiamo e che organizzandosi e strutturandosi si possa perdere molta della spinta iniziale, ciò è legittimo; ma quelli che dovremmo chiederci è; quale forza abbiamo attualmente se siamo costretti a subire supinamente le decisioni dei tanti Soloni della politica professionale senza potere assolutamente discutere, determinare ed indirizzare le scelte?
Qual è L’Italia che noi vogliamo?
La risposta è contenuta nelle azioni e nei fatti futuri (e non solo nelle parole) di chi critica e non vuole accettare silentemente questo stato di cose.
E’ impossibile non pensare, seriamente, che sia giunto il momento per fare un passo in più; e, conseguentemente, strutturarsi, tutti insieme, in qualcosa di più ampio per realizzare da soli ciò che probabilmente altri considerano soltanto un manifesto.
Giuseppe Ielo
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