13/01/2005 - 15:40
Processo di appello era stato condannato per frasi antimusulmane
Parigi, 13 gen. (Apcom) - Il presidente del fronte nazionale francese Jean-Marie Le Pen è giunto presso il palazzo di giustizia di Parigi in compagnia della moglie Jany. Le Pen assisterà all'apertura del processo di appello in cui è incriminato per "incitazione all'odio razziale".
Le Pen è stato incriminato per alcune affermazioni alla stampa dell'aprile 2003 e condannato a 10.000 euro di ammenda dal tribunale di Parigi.
In un'intervista a le Mondel del 19 aprile 2003 Le pen aveva affermato: "il giorno in cui in francia ci saranno non cinque ma 25 milioni di musulmani, sono loro che comanderanno. I francesi dovranno camminare rasente i muri e scendere dai marciapiede abbassando gli occhi. E se non lo faranno, i musulmani li apostroferanno dicendo: cos'hai da guardare? Cerchi rogne? E non ci resterà che girare al largo per non rischiare un pestaggio".
Oggi il leader del Front national è nuovamente sulle prime pagine dei quotidiani francesi per nuove affermazioni sopra le righe.
Qualche tempo fa Le Pen aveva dichiarato al settimanale "Rivarol" che l'occupazione tedesca in Francia "non è stata particolarmente disumana, anche se vi sono stati degli eccessi, inevitabili in un Paese di 550mila chilometri quadrati". Oggi, irritato dell'indignazione suscitata dalle sue parole, ha deciso di citare per diffamazione il quotidiano Le Monde che avrebbe manipolato "le sue frasi", riportando alcuni estratti dell'intervista apparsa sul settimanale di estrema destra.
In quell'intervista, pubblicata il 7 gennaio, Le Pen rimetteva in questione le vessazioni commesse dall'esercito occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale, definendole delle sbavature inevitabili. In Francia "l'occupazione tedesca - affermava Le Pen - non è stata particolarmente disumana". Queste affermazione, riprese dai quotidiani nazionali ieri, hanno suscitato un'ondata di indignazione e la condanna generale da parte del mondo politico.
"Sono un difensore della libertà di pensiero e della libertà di giudizio", ha regito Le Pen. "E' scandaloso che sessant'anni dopo , non ci si possa esprimere in modo coerente e tranquillo su questi temi e non si possa dare un giudizio libero sugli eventi dell'occupazione.
Jean-Marie Le Pen ha colto l'occasione per porsi nel ruolo di vittima, denunciando una "reazione mediatica organizzata" per estromettere il Front national dal dibattito sulla costituzione europea. "Si sta tentando di squalificare i difensori del "no" perché i sostenitori del sì hanno paura della sconfitta", ha dichiarato Le Pen prima di annunciare l'intenzione di sporgere querela contro il quotidiano Le Monde.
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