AIR DOLOMITI SI APPRESTA ALL’INGRESSO NELLA FLOTTA DEL BAE 146 – IL PRIMO VELIVOLO OPERATIVO TRA APRILE E MAGGIO – MA NEL FRIULI VENEZIA GIULIA IL CONSIGLIERE REGIONALE ADRIANO RITOSSA CHIEDE LUMI SUL TRASFERIMENTO DEL PERSONALE NAVIGANTE DA RONCHI DEI LEGIONARI AL “VALERIO CATULLO” DI VERONA
Il pericolo si avvertì, pesante, già alcuni anni orsono. E non fu solo una sensazione, quando la compagnia decise di trasferire al “Valerio Catullo” tutte le assistenti di volo. Dalle parole si passò ai fatti e, complice il piano di sviluppo e di partnership con Lufthansa, così si fece, nonostante le lunghe e non certo indolori battaglie sindacali e legali. Oggi sembra profilarsi all’orizzonte lo stesso pericolo, ovvero che tutto il personale navigante, vale a dire comandanti e piloti, venga dislocato sulla sede di Verona anzichè rimanere in quella “storica” di Ronchi dei Legionari. Lo paventa, carte alla mano, il consigliere regionale Adriano Ritossa che, ieri, ha presentato al presidente della giunta, Riccardo Illy, un’interrogazione che mette tra l’altro in guardia sulla futura presenza del vettore nel Friuli Venezia Giulia. Dai documenti in possesso dell’esponente di Alleanza Nazionale, infatti, rischiano di dover “volare” verso il Veneto un totale di 300 persone addette ai voli e un centinaio che, invece, si occupa della logistica operativa. Ritossa sollecita i vertici regionali ad intraprendere concrete azioni per evitare che lo spostamento operativo sia l’inizio della progressiva, definitiva perdita del vettore dallo scalo di armamento ronchese. Atti alla mano, come detto. Ritossa si riferisce, ed allega alla sua interrogazione, una comunicazione diffusa al personale il 16 dicembre scorso dal presidente, Michael Kraus ed una nota, datata 30 dicembre, a firma dell’acountable manager, ovvero il direttore operativo, Giacomo Manzon. La decisione sembra essere maturata sulla base del fatto che Air Dolomiti ha deciso di rivedere la composizione della propria flotta con l’ingresso di cinque Bae 146, quadrigetto capace di trasportare 100 passeggeri, l’arrivo di un nuovo Atr700 e l’uscita di scena di 3 Atr500 e di 5 jet CRJ200. Un’innovazione che, secondo Kraus, conferma e rafforza l’importanza della base scaligera. “Consegue – si legge nel documento in possesso di Ritossa – un’immediata risposta della compagnia per rimanere altamente competitiva e forte, che si tradurrà in un’ulteriore concentrazione di risorse sulla base veronese, in particolare piloti, con una modifica della struttura attuale”. Un’ipotesi che viene evidenziata e confermata anche nella successiva nota, quella a firma di Manzon. Si parla, in questo caso, della definitiva concentrazione della base operativa equipaggi sullo scalo di Villafranca, ma anche l’avvio dell’attività di manutenzione per conto terzi che, però, potrebbe essere sviluppata a Ronchi dei Legionari. In questo documento, poi, si sottolinea come proseguano gli incontri sindacali per la definizione della tempistica relativa al trasferimento su Verona del personale di condotta rimasto ancora a Ronchi dei Legionari. I primi velivoli con capacità superiore a quella adottata da Air Dolomiti da 15 anni a questa parte, 100 posti contro i “tradizionali” 50-70, dovrebbero iniziare ad operare tra aprile e maggio prossimi. E mentre Ritossa paventa il rischio ulteriore, qualora i vettori regionali fossero messi in discussione, di un avvantaggiarsi degli scali di Lubiana e Klagenfurt, va registrata l’immediata, seppur sorpresa reazione di Lodovico Sonego. “Ne prendo atto e ci ragioneremo – ha detto l’assessore regionale ai trasporti – ma non possiamo non dimenticare che Air Dolomiti aveva già trasferito parte del quartier generale a Verona”. E che all’orizzonte si profili un’altra battaglia legale?




Rispondi Citando
).
