MILANO - Catena di provocazioni imbastita dagli impuntiti che
gravitano nell'area dell'autonomia e dei centri sociali: a colpi di bombe
molotov i soliti noti dell'estrema sinistra milanese stanno nuovamente dando
segno della propria problematica esistenza. L'ultimo episodio in cui si sono
distinti è l'attentato incendiario compiuto la scorsa notte, in via Plinio,
a Milano, in una traversa del centrale corso Buenos Aires. Obiettivo del
lancio di una molotov, che ha provocato solo danni lievi, è stata la
"Bottega del Fantastico", una libreria specializzata in titoli esoterici,
ritenuta dalla Digos vicina, per via delle frequentazioni, all'area dell'estrema
destra.
La molotov, lanciata probabilmente da un'auto in corsa, è finita
contro il muro del palazzo, tra le due vetrine del negozio, e ha provocato
solo l'annerimento della parete e una bruciatura agli addobbi natalizi. L'episodio
è stato scoperto intorno alle 4.30 da una Volante che, transitando in via
Plinio, ha notato l'ormai piccolo focolaio della bottiglia incendiaria.
Nei giorni scorsi c'erano stati altri due episodi simili contro
obiettivi considerati vicini ad ambienti di destra. Prima era stata lanciata
una molotov che però non era esplosa contro l'agenzia di viaggi "Easy
London" in via Garigliano, legata a una società vicina a Roberto Fiore,
leader del movimento di destra Forza Nuova. Proprio l'agenzia di viaggio era
stata oggetto di attentati simili negli passati.
Il giorno di Capodanno era stata lanciata un'altra bottiglia
incendiaria contro un negozio di tatuaggi "Nutty Tatoo" in piazzale
Maciachini frequentato anche dalle teste rasate.
Prosegue intanto la manfrina sul mai avvenuto incendio ai danni del
cosiddetto Centro sociale orso (sigla che sta per officina di resistenza
sociale): i rilevi dei carabinieri hanno accertato che quanto accaduto la
mattina dello scorso 10 gennaio non ha alcuna origine dolosa, le fiamme
infatti si sono sprigionate da un corto circuito causato dal frigorifero del
bar. Anche la porta d'ingresso del centro sociale di via Gola non presentava
alcun segno di scasso.
Nonostante l'evidenza, leoncavallini e compari hanno dato vita ieri
pomeriggio a Milano in piazza del Duomo a un surreale presidio "contro il
vile attentato fascista". Circa duecento militanti di centri sociali e sigle
di diverse aree (dal Leoncavallo all'Orso, dal Vittoria al Bulk, dalla casa
occupata di via dei Transiti ai Proletari comunisti di Bergamo) hanno
allestito un banchetto con volantini all'angolo con via Torino, poi percorsa
da un corteo destinato a concludersi all'Orso, in via Gola, passando per il
quartiere Ticinese.
In piazza c'era anche Daniele Farina, celebrato esponente del
Leoncavallo e consigliere comunale a Milano con il Prc, che si è stracciato
le vesti contro i «segnali di riorganizzazione a livello regionale di
elementi dell'estrema destra. Si ha una sensazione di impunità», ha
sentenziato.
Stando ai fatti, gli unici indiscutibili episodi di violenza che si
moltiplicano indisturbati sono proprio quelli imputabili ai pruriti
rivoluzionari dei sessantottini fuori tempo massimo.
(da www.lapadania.com 16/01/2005)




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