La fase precogressuale dei Ds ha registrato una "straordinaria partecipazione". 190mila iscritti hanno partecipato ai dibattiti e votato le mozioni. È quanto affermato da Piero Fassino oggi nel corso di un'iniziativa indetta dal “gruppo dei 26”, una componente che, provenendo dal Correntone, ha assunto una posizione distinta da tutte le mozioni e ha preso parte al congresso Ds con cinque proposte per il programma del centro-sinistra (erano presenti, tra gli altri, Renzo Innocenti, Mauro Agostini, Giovanna Melandri, Walter Vitali, Laura Pennacchi e, come ospite, il candidato alla presidenza della Regione Lazio Piero Marrazzo).
Il segretario Ds ha anche ricordato che i numeri della partecipazione al confronto interno sono analoghi a quelli del congresso di Pesaro, quando il partito si trovava a fronteggiare una fase critica dopo la sconfitta del Centro-sinistra alle elezioni del 2001, quando la durezza dello scontro interno favorì un’altissima partecipazione al voto.
“Che i congressi nelle sezioni si siano conclusi con l'80% a favore della mia mozione aumenta l'unità interna, e questo non solo non ha impedito l'approdo unitario, ma ne ha favorito la costruzione”. Piero Fassino, parlando di fronte alla platea riunita a Roma, ha approfittato anche per rispondere all'appello all'unità del partito lanciato da Sergio Cofferati. Il sindaco di Bologna aveva infatti inviato un saluto all'assemblea promossa dal gruppo dei 26 che chiedono, tra l’altro, una modifica dello statuto della Quercia che consenta di svolgere il prossimo confronto congressuale non più su mozioni contrapposte, a cui collegare un candidato, ma su un documento unitario.
Cofferati, nel messaggio, sollecitava la ricerca di “una unità interna più ampia e salda” lamentando al tempo stesso un “confronto passivo fra enunciazioni statiche o precostituite prescindenti dai contenuto valoriali e programmatici”.
A queste osservazioni Fassino ha replicato che proprio nel congresso di Bologna, a cui ha fatto riferimento lo stesso Cofferati, la sua mozione “ha preso l'87% e ha favorito l'approvazione di tanti documenti unitari”. “Questa – spiega Fassino – è la dimostrazione della ricchezza e della forza del partito e conferma anche che non sono le modalità con cui si svolge il congresso a garantire la partecipazione. Oggi c’è un'articolazione chiara e netta delle posizioni e questo consentirà, insieme all'80% dei consensi raccolti dalla mia mozione, un approdo largamente unitario”.
Alle polemiche sulla questione dei programmi su cui lavorare lasciando da parte le formule "Gad" o "Fed" e altro, Fassino ha risposto che “chi fa politica sa che, in realtà, non c'e' una divisione tra contenitori e contenuti. Quando mi occupo della federazione non dimentico i valori a cui dobbiamo ispirarci”. Per il segretario dei Ds il terzo congresso può essere l'occasione per “far fare un salto di qualità” alla federazione e all'alleanza di centro-sinistra in modo da “rafforzare la leadership di Prodi affiancandogli una classe dirigente incardinata su un programma”.
Sulla stessa lunghezza d’onda sono le dichiarazioni del Sindaco di Roma, Walter Veltroni, che in un messaggio inviato al convegno “Cinque proposte per un programma che parli al paese”, ha dichiarato che il congresso dei Ds deve essere in grado di fornire un contributo per “costruire intorno a Romano Prodi una coalizione in grado di dare all'Italia un governo credibile, autorevole e rispettato”.
“Sono certo che la discussione andrà in questa direzione, così come sono convinto che le scadenze congressuali dei Ds e degli altri partiti daranno un impulso fondamentale per arrivare, nel migliore dei modi, ad un altro appuntamento, più ravvicinato: quello – ha concluso Veltroni – delle elezioni regionali”.




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