Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
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    Angry Miss Germania turca e la Turchia in UE

    Pare chiaro che l'elezione in Germania della bella Asli Bayram possa essere una manovra di avvicinamento per la insistente avanzata della Turchia dentro l'Unione Europea.

  2. #2
    HIROSHI SHIBA
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    per quel che riguarda la miss in questione condivido la non approvazione, ma per quel che riguarda la turchia, una sua eventuale entrata forse non è il peggiore dei mali. sono un pò controcorrente credo.

  3. #3
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    In origine postato da HIROSHI SHIBA
    per quel che riguarda la miss in questione condivido la non approvazione, ma per quel che riguarda la turchia, una sua eventuale entrata forse non è il peggiore dei mali. sono un pò controcorrente credo.

    Non sarà il peggiore, ma è fra i due o tre peggiori in graduatoria...

  4. #4
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    e come dice la canzone

    ...venghino venghino siori al grande circo dell'umanità...


  5. #5
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    In origine postato da HIROSHI SHIBA
    per quel che riguarda la miss in questione condivido la non approvazione, ma per quel che riguarda la turchia, una sua eventuale entrata forse non è il peggiore dei mali. sono un pò controcorrente credo.
    Da www.msft.it

    PERCHE' DICIAMO "NO" ALLA TURCHIA IN EUROPA

    In questi giorni sentiamo continuamente parlare di una possibile entrata nell'Unione Europea della Turchia. GN, con molti esponenti del mondo culturale e politico, è convinta invece che gli Italiani ritengano l'ingresso della Turchia (paese geograficamente asiatico, culturalmente islamico, da ormai un secolo dominato da arroganti oligarchie massonico-mafiose) come un pericolo gravissimo per il futuro d'Europa ed una rottura clamorosa con la tradizione e la storia europea. Per secoli, la Turchia è stata una minaccia a quella stessa civiltà europea alla quale oggi pretende di unirsi. L'espansionismo turco (che ebbe inizio con la caduta di Costantinopoli), per circa 500 anni inglobò nel suo impero i diversi stati balcanici, come la Grecia, l'Albania, la Bulgaria, la Serbia, i principati romeni, la Bosnia-Erzegovina e infine l'Ungheria, giungendo alle porte di Vienna, che diveniva così il punto di massima avanzata dell'Impero Ottomano, minacciando il cuore stesso dell'Europa.


    La capitale austriaca divenne il baluardo dell'Europa e durante i due assedi che dovette subire (nel '500 e nel '600), vide versare il sangue di migliaia di soldati europei di diverse nazionalità (italiani, germanici, polacchi, ungheresi), uniti, nell'estremo sacrificio, per la salvezza di Vienna e della stessa Europa. In entrambi i casi, per nostra fortuna, l'esercito turco, venne sconfitto e respinto da questi valorosi guerrieri europei.
    Per l'uscita definitiva della Turchia dal contesto Europeo si dovette attendere la fine dell'800, con l'indipendenza dei vari stati balcanici, anche se l'Europa pagò un tributo altissimo, perdendo l'antica Costantinopoli e la Tracia orientale, unico lembo di territorio europeo a divenire turco. Moltissime città dell'Europa mediterranea e orientale portano ancora oggi visibili ferite causate dalle invasioni e dalle oppressioni turche. Questa breve parentesi storica è necessaria a ricordare, a chi ignora o finge di ignorare la perenne inimicizia della Turchia nei confronti dell'Europa. Permettere l'ingresso alla Turchia rappresenterebbe un autentico suicidio per la nostra Europa, oltre che ad un’offesa alla memoria delle intere generazioni di giovani Europei che sacrificarono la vita per fermare l'offensiva turca.

    Ma veniamo alla Turchia, per così dire, "moderna". È un dato storico innegabile che, dopo le grandi stragi dell'800 e dell'inizio del '900, è proprio la Turchia "moderna", "laica" ed "illuminata" (quella che da un secolo è nelle mani delle logge massoniche e delle loro mafie) a organizzare e a portare a termine, tra il 1915, il 1922 e oltre, lo spaventoso genocidio degli Armeni, il primo ed uno dei maggiori genocidi del XX secolo.
    Genocidio già ammesso e condannato dal parlamento italiano, dal parlamento europeo e di numerosi altri paesi. Non dimentichiamo poi i massacri, le espulsioni e le spoliazioni subite dai Greci che da millenni risiedevano sulle coste dell'Asia Minore. In definitiva , nei confronti degli Armeni, dei Greci e di altri popoli cristiani orientali, è stata eseguita da parte dei governi Turchi la prima e più accurata "pulizia etnica" dei nostri tempi, deportando, costringendo all'esilio o sterminando, prima nei territori ottomani, poi in quelli della Turchia odierna, le antichissime nazioni cristiane eredi della più alta civiltà classica.
    Dal 1974 la Turchia occupa militarmente circa il 40% del territorio della Repubblica di Cipro, contro ogni e più elementare principio del diritto internazionale, ignorando ogni risoluzione dell'ONU (dopo Israele, la Turchia è lo stato al Mondo ad aver violato il maggior numero di risoluzioni dell’ONU).
    Nel 1983, anzi, la Turchia fa proclamare, nei territori ciprioti occupati illegalmente, una Repubblica Turca di Cipro del nord. Credete poi che la Turchia non metta le mani anche nella regione Balcanica? I paesi balcanici sono afflitti da ricorrente instabilità politica proprio a causa delle offensive politico-economiche provenienti dall'orbita turca. Offensive destinate a minare, attraverso l'asservimento turco alle lobbies mondialiste, ogni futura prospettiva di un'Europa forte e autonoma. Dal punto di vista economico i nostri agricoltori e gli agricoltori di ogni paese europeo già conoscono la minaccia economica rappresentata dai prodotti provenienti dalla Turchia e dal Nord Africa, concorrenziali e di bassa qualità. E guardano con preoccupazione all'inammissibile ingresso nell'Unione Europea di un paese non europeo come la Turchia, i cui standards sociali e di produzione sono tanto più bassi e molto meno costosi. Un esempio tra mille: cosa accadrà agli olivicoltori italiani, che vedono già oggi i propri prodotti di prima qualità duramente minacciati da concorrenze sleali extra-europee? Ancora una volta, non possiamo non riconoscere il subdolo tentativo di privilegiare un'economia incentrata sullo sfruttamento e sulle delocalizzazioni, tanto care alle multinazionali e alle organizzazioni sovranazionali che decidono il futuro dei popoli.
    Infine, in un contesto di situazione immigratoria già gravissima, l'ingresso di un paese di circa 70 milioni di abitanti rappresenta un vero suicidio per un'Europa in crisi, che già"ospita" decine e decine di milioni di extracomunitari. Ciò è ulteriormente aggravato dal fatto che la strategia politica della Turchia ha oggi l'abitudine di considerar "turchi" tutti i popoli asiatici turco-mongoli dei paesi islamici dell'ex URSS e ha più volte manifestato la volontà di procedere a dare loro il passaporto e la cittadinanza. In altre parole, con la Turchia nell'UE ci ritroveremo ad affrontare un fiume umano composto da centinaia di milioni di ulteriori extracomunitari. Anche il presidente della Convenzione europea sulle Riforme, il francese Giscard d'Estaing, ricorda giustamente che "la capitale turca (Ankara) non si trova in territorio europeo, e il 95% della popolazione turca vive al di fuori dell'Europa, e per questo la Turchia non è uno stato europeo". La Turchia è il più grande paese mussulmano ad aver chiesto di far parte dell'Unione Europea. La sua entrata creerebbe un pericolosissimo precedente, perché scatenerebbe inevitabilmente una catena di richieste analoghe, da parte di altri paesi (Marocco, Tunisia, e le Repubbliche dell'Asia Centrale ex sovietiche, ecc.), portando ad una vera e propria perdita di identità culturale e religiosa, che snaturerebbe la millenaria storia dell'Europa, fondata sulla civiltà greco-romana. Noi di GN diciamo quindi un "NO" deciso non solo alla Turchia, ma anche a tutti gli stati mussulmani ed extraeuropei in generale. Diciamo quindi "NO" anche ad Israele, in quanto,come i già citati stati mussulmani, anch'esso non ha i requisiti storici, religiosi, geografici e politici compatibili con la nostra Europa.
    Noi siamo sostenitori di una Europa dei popoli "europei", legati da una comune civiltà, e non di una Europa "non europea", senza identità e senz'anima, come è invece imposta dal sistema Mondialista e dalle forze politiche schiave di esso.



    Gioventù Nazionale

 

 

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