MiSSILI RUSSI ALLA SIRIA: ISRAELE CERCA DI BLOCCARE VENDITA-punto
12/01/2005 - 200
Lo confermano fonti israeliane
Gerusalemme, 12 gen (Ap-Apcom) - Un giallo diplomatico e militare si sviluppa attorno ai missili ad alta precisione che la Russia, secondo varie fonti, vorrebbe vendere alla Siria, e che Israele non vorrebbe assolutamente veder giungere a Damasco. Mosca nega che sia calato il gelo diplomatico con lo Stato ebraico, mentre fonti israeliane e il quotidiano russo Kommersant confermano e danno dettagli, e dettagli preoccupati.
Israele, secondo funzionari israeliani, sta in effetti tentando di bloccare l'accordo; la tensione c'è, e anzi un viceministro degli Esteri russo è nella regione per discutere la vicenda. Alla richiesta di un commento, il ministro degli Esteri israeliano Silvan Shalom si è limitato a dire, "Abbiamo stretti contatti con i russi. Abbiamo avuto delle consultazioni nei giorni passati e speriamo di raggiungere l'accordo necessario".
Anche sul tipo di missili non c'è chiarezza. Secondo i funzionari israeliani - presumibilmente bene informati - si tratta di missili antiaerei portatili Igla SA-18s a Damasco. Il quotidiano russo Kommersant, che per primo oggi ha parlato di questo accordo militare russo-siriano, affermava che si tratta di 18 complessi terra-terra Iskander-E (che possono distruggere obiettivi fino a 280 chilometri e potrebbero raggiungere tutto il territorio israeliano, compresa la stazione nucleare di Dimona, nel deserto del Negev).
Fonti israeliane della difesa invece escludono che si tratti di Iskander-E; le fonti d'altronde affermano che l'accordo militare fra Mosca e Damasco è stato siglato alcuni giorni fa e sono preoccupati che questi missili, tra i più sofisticati mezzi anti-aerei, possano finire nelle mani dei guerriglieri libanesi Hezbollah.
Il neovicepremier israeliano Shimon Peres, da parte sua, alla richiesta di un commento ha dichiarato che "abbiamo sufficienti problemi con la Siria a terra e non abbiamo bisogno di altri dal cielo". Israele, comunque, ha smentito la notizia del Kommersant secondo cui Gerusalemme avrebbe richiamato in patria il proprio ambasciatore a Mosca; il diplomatico si troverebbe in patria in vacanza e tornerà in Russia al più tardi oggi o domani.
La Russia dei missili non parla: ma oggi ha dichiarato di non aver constatato alcun segnale di crisi grave con Israele. Anzi secondo Alexander Iakovenko, portavoce della diplomazia russa: "la nostra valutazione è che le relazioni russo-israeliane si sviluppano in maniera stabile e costruttiva."
I rapporti tra Israele e Russia sono in effetti notevolmente migliorati negli ultimi 15 anni. Il primo ministro Ariel Sharon, egli stesso di discendenza russa, ha visitato Mosca tre volte da quando ha avuto l'incarico, chiedendo ripetutamente al presidente russo Vladimir Putin di esercitare pressioni per frenare l'eventuale riarmo di Siria e Iran.
Sempre fonti israeliane dichiarano che Israele potrebbe addirittura permettere che l'accordo militare vada in porto, pur di non mettere a rischio i rapporti con la Russia. E ora si guarda con ansia alla visita in Russia del presidente siriano Basher Assad, prevista dal 24 al 28 gennaio.
L'analista israeliano Gerald Steinberg afferma che la notizia giunge come una sorpresa perché i siriani non hanno denaro sufficiente per comprare armi russe da numerosi anni, ma che se fosse vera "rappresenterebbe una sfida per i piani militari israeliani."
Paul Beaver, un analista della difesa, da Londra riferisce che la Russia non vende nuove armi ai Paesi arabi dal 1990. Beaver descrive il missile SA-18 come un'evoluzione del russo Sam-7, che era già ampiamente usato durante la guerra in Vietnam. La nuova arma è anche in grado di evitare molti dei sistemi di difesa antimissile occidentali e costa 250.000 dollari al pezzo. Beaver aggiunge che sarà problematico per Israele fermare l'accordo militare tra Mosca e Damasco perché lo Stato ebraico è "profondamente coinvolto con la Russia. Le industrie militari israeliane sono ampiamente collegate con lo Stato russo, per cui è difficile per i due Paesi".




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