Le articolazioni della Casa delle Libertà

di Gianni Baget Bozzo - 14 gennaio 2005


L'emersione dei governatori indica che il panorama del centrodestra si è fatto più complesso. In un certo modo è diventato un fenomeno normale che interessa ambizioni politiche normali. Forza Italia è nata come impulso spirituale di libertà di fronte all'abbattimento dei partiti democratici da parte dell'offensiva giustizialista. Non aveva cultura fondante, non aveva tradizioni politiche nel Paese. Richiese una percezione dello stato di necessità in cui versava la cosa pubblica e necessitò di una mobilitazione straordinaria.

Dopo la vittoria del 2001 il centrodestra è diventato un elemento stabile del panorama politico italiano. Ora normali uomini politici entrano nell'agone per motivi politici: l'egemonia pubblica della sinistra è rotta. Il centrodestra non ha ancora un linguaggio ma ha già una realtà: emergono volti non nuovi con un significato nuovo.

Consideriamo la nomina di Giulio Tremonti a vice-presidente di Forza Italia. Tremonti è stato la figura centrale del governo Berlusconi e la sua rimozione è stata vissuta come un trauma, la "verifica" è stata una prova per Forza Italia, che alla fine ha dovuto lasciare il ministero dell'Economia per quello degli Esteri. Forza Italia ha ora una seconda figura espressa dall'uomo che più di ogni altro ha qualificato, tra i ministri, il ruolo innovativo del partito e della sua prospettiva. Diventare vice di Berlusconi indica che vi può essere una successione politica non carismatica, ma fondata sulla qualità e sulla competenza. Una candidatura normale che dà al partito una identità diversa dalla semplice mobilitazione per la difesa della libertà di tutti. Ciò normalizza in qualche modo Forza Italia: la classe dirigente del partito ha ora anche un leader non carismatico, politicamente normale anche se dotato di qualità e di competenza eccezionali.

Possiamo considerare un altro elemento che diventerà più forte se Francesco Storace vincerà le elezioni laziali. Gianfranco Fini ha rappresentato la lunga traversata del deserto in cui il problema fondamentale era quello della legittimazione del Msi. Il presidente di Alleanza Nazionale ha dovuto rimpicciolire la memoria del partito fino a farle subire una certa forma di epurazione, che ha condotto allo scisma di Alessandra Mussolini. Francesco Storace rappresenta il corpo del partito, la sua legittimazione compiuta grazie all'opera di Fini può manifestare i sentimenti e le pulsioni della destra storica italiana in maniera più forte e diretta.

Se vincerà le elezioni romane, Storace potrà dire che la tradizione è finita e che la legittimazione è ormai compiuta. Alleanza Nazionale può preoccuparsi di essere se stessa senza timore di reazioni negative: ciò significa il compimento della normalizzazione del partito, il compimento della sua identità in forma diversa. Fini è la figura della legittimazione, Storace rappresenta il risultato di essa.

E' singolare che tutti gli "uomini nuovi" non per la loro storia, ma per la nuova collocazione politica in cui si trovano, sottolineino un rapporto con la Chiesa: sia Formigoni a Milano che Storace a Roma. Tremonti, non a caso, è l'inventore dell'8 per mille nella dichiarazione dei redditi. Così il centrodestra trova un nuovo rapporto col mondo cattolico che è alternativo a quello della sinistra e che ha il linguaggio dei temi della vita. E' la fine della tradizione della Democrazia Cristiana, impegnata nella mediazione tra realtà cattolica e mondo laico. Le tesi cattoliche possono essere espresse in modo più diretto secondo lo stile impresso alla Chiesa da papa Woytjla. Il centrodestra può diventare normale anche nel mondo cattolico, dove esso non ha ancora trovato un suo linguaggio, ma ha trovato un rapporto reale.

Gianni Baget Bozzo
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