REGIONALI: MELONI, “TORRETTA E VENTO, I DUE VOLTI DELLA POLITICA DELLE STRUMENTALIZZAZIONI E DEI BEI FACCINI”
Roma - “Nessuno se lo sarebbe mai aspettato. Questa si che è una sorpresa…”, è il commento ironico di Giorgia Meloni, presidente nazionale di Azione Giovani, alla notizia di una possibile candidatura alle prossime elezioni regionali del Lazio, tra le file del Prc, di Simona Torretta.
“Quando le due volontarie rientrarono in Italia dopo il rapimento in Iraq - prosegue il massimo esponente del movimento giovanile di Alleanza nazionale - alcune affermazioni, alcuni atteggiamenti e soprattutto alcuni trascorsi storici delle due, ci avevano portato a pensare che l’ennesima strumentalizzazione della sinistra si celasse dietro quei due volti di donna. Ed ora ecco che le carte vengono scoperte, l’ennesima verità nascosta emerge. E pensare che erano state proprio loro a smentire ogni possibile coinvolgimento politico, sdegnandosi di fronte a chi sospettava ipotesi di questo tipo o ad una loro, prima presunta ora accertata, matrice ideologica”.
“Deve essere per questo che la giovane “portatrice di pace” si trova vicina a Rifondazione Comunista, il partito che parla di libertà e si fregia di bandiere sulle quali è impresso il simbolo di una sanguinaria dittatura - prosegue la Meloni -. L’idea di candidarsi, dopo la visibilità ottenuta poteva essere un’idea plausibile. L’ipotesi di farlo con gruppi moderati però è ben lontana da chi predica la pace con bandiere tricolori e poi in piazza picchia con il volto coperto o lo fa dall’alto di un palco, malgrado milioni di italiani abbiano seguito con il cuore in gola le tappe di un doloroso rapimento, spiegandoci che in fin dei conti il terrorismo non è poi così grave. Le discrepanze nelle scelte politiche della Torretta però vanno anche comprese: come biasimare questa decisione se il modello femminile dell’Ulivo è Flavia Vento, anche lei in pole position per una poltrona in Regione…”.
“Sarebbe ora di determinare i ruoli ed i compiti: le volontarie facciano le volontarie, aiutando chi ha bisogno e non solo chi la pensa come loro, le soubrette si dedichino allo spettacolo e cerchino di fare bella figura almeno in quel campo - conclude -. Vedere simili personaggi avvicinarsi al mondo della pubblica amministrazione con la pretesa di saper e di potere far politica solo grazie ad un bel faccino, a volte luminoso a volte patetico, non può che infangare ulteriormente la dignità ed il rispetto a chi davvero dedica la sua vita per la difesa dei diritti umani e della “Cosa Pubblica”, di chi ha alle spalle un percorso spesso difficile, che non risparmia ostacoli, e a chi le vette le raggiunge con amore, fatica e soprattutto per merito. Fare una politica morale e giusta non è un compito semplice. Così come non facile è spiegarlo a chi parole come giustizia e morale non le ha mai sentite”.
Fonte : Ufficio Stampa Azione Giovani




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