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  1. #1
    Franciscu Pala
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    Predefinito Bertinotti, comunisti italiani e diritto all'autodeterminazione.

    www.ilgiornaledisardegna.it

    Autonomia per l'Isola?
    Un diritto da tutelare

    Questa Europa è del mercato e non dei popoli che si autodeterminano


    FABRIZIO MELONI

    L'AUTODETERMINAZIONE dei popoli e del popolo sardo in particolare va valorizzata. Ma «deve essere coniugata con l'idea del pluralismo nell'unità».
    Fausto Bertinotti non ha dubbi: bene l'autonomia - dice il se-gretario del Prc - ma attenzione alle tendenze separatiste. È un Bertinotti più rosso che mai quello che domani sarà a Cagliari per la manifestazione regionale della sua mozione congressuale.
    Un Bertinotti a tutto campo: attacca la Costituzione europea, annuncia una grande battaglia in Sardegna per il piano per il lavoro e il diritto di cittadinanza. E parla di Prodi, «il candidato
    per vincere le elezioni politiche dell'anno prossimo».

    L'Europarlamento ha approvato la Costituzione europea. Come
    pone in relazione, lei che è il presidente della sinistra europea, il
    processo di nuova Europa e il valore della Sardegna come nazione
    senza Stato?

    La questione delle nazioni senza Stato o meglio delle nazioni in uno Stato è una condizione che riguarda diverse realtà europee. È ad esempio la realtà esistente all'interno dello Stato spagnolo. Realtà che riccamente esistono in uno Stato. Dunque credo che si possa valorizzare l'autonomia di una realtà così marcatamente definita come quella sarda all'interno dell'Italia e all'interno dell'Europa. La verità, anzi il problema è un altro: i popoli sono lontanissimi dalla Costituzione europea. I partiti e i movimenti, la società civile costruiscono la democrazia. Ed è per questo che faremo una grande campagna contro il trattato costituzionale
    europeo affinché ci sia un processo costituente dal basso. E il
    nostro punto di partenza sarà la manifestazione europea di Barcellona che lancerà la piattaforma.

    Europa degli Stati o Europa dei popoli?

    Più che essere un'Europa degli Stati questa è un'Europa del mercato e infatti con la Costituzione europea non si fa altro che si costituzionalizzare il mercato. E questo non va bene. Non va per niente bene. L'autodeterminazione dei popoli è da valorizzare ma va visto in contemporanea e alla luce delle drammatiche prove della storia recente. Insomma l'autodeterminazione io credo vada coniugata con l'idea del pluralismo nell'unità. Non credo nelle logiche separatiste.

    Già una volta proprio sulle questioni care a Rifondazione avete
    rotto l'alleanza con Prodi. Ora vi riprendete il professore?

    È cambiato il mondo da allora: eravamo nella fase dell'annuncio della fase della globalizzazione, attribuivamo alla globalizzazione una cornucopia in cui sarebbero venute le ricchezze per il mondo. Ora però c'è il movimento della globalizzazione. In Italia nel 1996 mancava il conflitto sociale e il protagonismo sindacale, ora abbiamo la rinascita dei conflitti. Inoltre è cambiata la politica: c'era un blocco del centrosinistra da una parte e noi dall'altra. E si fece la desistenza. Ora ci sono forze che sono più vicine a noi che alla parte moderata del centrosinistra. Il panorama è cambiato. E se qualcuno se ne fosse dimenticato c'è il governo di Berlusconi.
    Insomma, oggi ci sono le condizioni per cercare di fare alleanza.
    Questo non vuol dire che l'alleanza si farà: la riuscita è nelle mani di tutti.

    [...]

    Cosa ne pensa della spaccatura del Prc in Sardegna?

    Spero che l'orientamento maggioritario del mio partito a livello nazionale diventi anche maggioritario in Sardegna. Il partito viene danneggiato dalle divisioni. Ma io credo anche nel valore del dissenso. Anzi credo nel dissenso come punto irrinunciabile.

    [...]

    www.ilgiornaledisardegna.it


    - - - - - - - - - -



    che barba, che noia...
    e dire che due anni fa, durante una trasmissione di Radio Radicale, lo costringemmo ad ammettere che per la Sardegna si possa parlare di "nazione". Passi avanti, in due anni, non ne ha fatti.

  2. #2
    LiberaMente
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    I veri separatisti sono i partiti italiani e i loro ascari sardi, che tengono la Sardegna fuori dal'Europa, senza possibilità di confronto con gli altri popoli... se non è separatismo questo
    Su Templare

  3. #3
    Trigu, terra, traballu
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    bertinotti, prodi, fini e berlusconi... ke differenza c'è?

  4. #4
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    Predefinito Re: Bertinotti, comunisti italiani e diritto all'autodeterminazione.

    Originally posted by tziku
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    Autonomia per l'Isola?
    Un diritto da tutelare

    Questa Europa è del mercato e non dei popoli che si autodeterminano


    FABRIZIO MELONI

    L'AUTODETERMINAZIONE dei popoli e del popolo sardo in particolare va valorizzata. Ma «deve essere coniugata con l'idea del pluralismo nell'unità».
    Fausto Bertinotti non ha dubbi: bene l'autonomia - dice il se-gretario del Prc - ma attenzione alle tendenze separatiste. È un Bertinotti più rosso che mai quello che domani sarà a Cagliari per la manifestazione regionale della sua mozione congressuale.
    Un Bertinotti a tutto campo: attacca la Costituzione europea, annuncia una grande battaglia in Sardegna per il piano per il lavoro e il diritto di cittadinanza. E parla di Prodi, «il candidato
    per vincere le elezioni politiche dell'anno prossimo».

    L'Europarlamento ha approvato la Costituzione europea. Come
    pone in relazione, lei che è il presidente della sinistra europea, il
    processo di nuova Europa e il valore della Sardegna come nazione
    senza Stato?

    La questione delle nazioni senza Stato o meglio delle nazioni in uno Stato è una condizione che riguarda diverse realtà europee. È ad esempio la realtà esistente all'interno dello Stato spagnolo. Realtà che riccamente esistono in uno Stato. Dunque credo che si possa valorizzare l'autonomia di una realtà così marcatamente definita come quella sarda all'interno dell'Italia e all'interno dell'Europa. La verità, anzi il problema è un altro: i popoli sono lontanissimi dalla Costituzione europea. I partiti e i movimenti, la società civile costruiscono la democrazia. Ed è per questo che faremo una grande campagna contro il trattato costituzionale
    europeo affinché ci sia un processo costituente dal basso. E il
    nostro punto di partenza sarà la manifestazione europea di Barcellona che lancerà la piattaforma.

    Europa degli Stati o Europa dei popoli?

    Più che essere un'Europa degli Stati questa è un'Europa del mercato e infatti con la Costituzione europea non si fa altro che si costituzionalizzare il mercato. E questo non va bene. Non va per niente bene. L'autodeterminazione dei popoli è da valorizzare ma va visto in contemporanea e alla luce delle drammatiche prove della storia recente. Insomma l'autodeterminazione io credo vada coniugata con l'idea del pluralismo nell'unità. Non credo nelle logiche separatiste.

    Già una volta proprio sulle questioni care a Rifondazione avete
    rotto l'alleanza con Prodi. Ora vi riprendete il professore?

    È cambiato il mondo da allora: eravamo nella fase dell'annuncio della fase della globalizzazione, attribuivamo alla globalizzazione una cornucopia in cui sarebbero venute le ricchezze per il mondo. Ora però c'è il movimento della globalizzazione. In Italia nel 1996 mancava il conflitto sociale e il protagonismo sindacale, ora abbiamo la rinascita dei conflitti. Inoltre è cambiata la politica: c'era un blocco del centrosinistra da una parte e noi dall'altra. E si fece la desistenza. Ora ci sono forze che sono più vicine a noi che alla parte moderata del centrosinistra. Il panorama è cambiato. E se qualcuno se ne fosse dimenticato c'è il governo di Berlusconi.
    Insomma, oggi ci sono le condizioni per cercare di fare alleanza.
    Questo non vuol dire che l'alleanza si farà: la riuscita è nelle mani di tutti.

    [...]

    Cosa ne pensa della spaccatura del Prc in Sardegna?

    Spero che l'orientamento maggioritario del mio partito a livello nazionale diventi anche maggioritario in Sardegna. Il partito viene danneggiato dalle divisioni. Ma io credo anche nel valore del dissenso. Anzi credo nel dissenso come punto irrinunciabile.

    [...]

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    che barba, che noia...
    e dire che due anni fa, durante una trasmissione di Radio Radicale, lo costringemmo ad ammettere che per la Sardegna si possa parlare di "nazione". Passi avanti, in due anni, non ne ha fatti.

    e io mi ricordo bene che disse.....si è una nazione, ma l'indipendenza no, rischiamo di finire come in yugoslavia.....
    mhaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

  5. #5
    Indipendentista sardu
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    Rif.Com. è in bilico tra tendenze opposte... Esiste la base italiana che storce il naso per quanto riguarda l'autodeterminazione dei popoli INTERNI alla Repubblica Italiana (soprattutto sardi, friulanie tirolesi), mentre la base sarda -ed ormai, viste le recenti dichiarazioni pubbliche, anche la dirigenza sarda- è in movimento, e in genere per l'autodeterminazione...

    I vertici tentano di accordare tutti quanti, ed ecco che saltano fuori discorsi come quello soprariportato da Bertinotti.

    Io rimango dell'idea che tutti i comunisti sardi [ovviamente indipendentisti] debbano coalizzarsi in una forza "made in Sardinia", attualmente coloro che lavorano all'interno di Rif.Com., anche per avvicinare Rif.Com. alla questione nazionale sarda, purtroppo devono scontrarsi con forze centripete troppo forti e troppo radicate.

    Bertinotti nei riguardi della Sardegna è sempre ambiguo, da un calcio alla botte e uno al cerchio, è evidente che tenta di conciliare tendenze contrastanti.

  6. #6
    Indipendentista sardu
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    Predefinito Re: Bertinotti, comunisti italiani e diritto all'autodeterminazione.

    Originally posted by tziku

    e dire che due anni fa, durante una trasmissione di Radio Radicale, lo costringemmo ad ammettere che per la Sardegna si possa parlare di "nazione". Passi avanti, in due anni, non ne ha fatti.
    ho visto l'anno scorso il filmato dell'intervista nel web.

  7. #7
    Meda sabios paris
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    Predefinito

    Originally posted by Cristianu
    Rif.Com. è in bilico tra tendenze opposte... Esiste la base italiana che storce il naso per quanto riguarda l'autodeterminazione dei popoli INTERNI alla Repubblica Italiana (soprattutto sardi, friulanie tirolesi), mentre la base sarda -ed ormai, viste le recenti dichiarazioni pubbliche, anche la dirigenza sarda- è in movimento, e in genere per l'autodeterminazione...

    I vertici tentano di accordare tutti quanti, ed ecco che saltano fuori discorsi come quello soprariportato da Bertinotti.

    Io rimango dell'idea che tutti i comunisti sardi [ovviamente indipendentisti] debbano coalizzarsi in una forza "made in Sardinia", attualmente coloro che lavorano all'interno di Rif.Com., anche per avvicinare Rif.Com. alla questione nazionale sarda, purtroppo devono scontrarsi con forze centripete troppo forti e troppo radicate.

    Bertinotti nei riguardi della Sardegna è sempre ambiguo, da un calcio alla botte e uno al cerchio, è evidente che tenta di conciliare tendenze contrastanti.
    Puitte no faeddades limpiu e los battides a seberare? O cun nois, e tando cun Sardinnya, o cun su partidu Italianu, e tando cun Roma, e tando, cuntra de a nois..... Deo no soe comunista e soe s'urtimu chi tenet de faeddare, ma penso chi sa franchesa e sa coerentzia in politica siet innantis a tottu!
    Si b'at comunistas chi suni pro s'indipendentzia de Sardinnya, tenen de dessare RC e intrare in d'unu partidu Indipendentista, a tipu Consurta Comunista Sarda.....Bo!
    De accordu tando cun sa forza "Made in Sardinia"...... E cun d'un'alleanza elettorale cun sas atteras forzas Indipendentistas!
    Puitte no fagher puru una Consurta de Tribagliadores Sardos in alternativa a CGIL-CISL e UIL ?
    S'opposizione a sa dretta in Sardinnya no devet esse s'Ulivo, ma sos Indipendentistas, ca sa "gherra" no est Berlusconi-Prodi, ma Istadu Italianu- Sardinnya!

    P.S. Su PCI no at votadu sempere contra de sa Limba sarda? E pro sa petrolchimica......

  8. #8
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    La questione è come sempre intricata.
    Purtroppo i partiti della sinistra taliana vedono il discorso dell'autodeterminazione come il fumo negli occhi. E quelli comunisti non fanno eccezione. Secondo me questo è un errore enorme, basterebbe leggere qualche caposaldo teorico del comunismo (marx e lenin in primis) per rendersi conto che il principio di autodeterminazione è un principio proprio del comunismo.
    Stando così le cose credo anch'io che la cosa migliore che i comunisti indipendentisti sardi si spostino tutti in un partito comunista sardista come ad esempio la consurta, che a quel punto diventerebbe un soggetto forte e metterebbe le dirigenze sarde di prc e pdci in condizione di dover cambiare prospettiva e a quel punto magari trovare anche delle collaborazioni

    a si biri

  9. #9
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    Originally posted by ZenaRossa
    La questione è come sempre intricata.
    Purtroppo i partiti della sinistra taliana vedono il discorso dell'autodeterminazione come il fumo negli occhi. E quelli comunisti non fanno eccezione. Secondo me questo è un errore enorme, basterebbe leggere qualche caposaldo teorico del comunismo (marx e lenin in primis) per rendersi conto che il principio di autodeterminazione è un principio proprio del comunismo.
    Stando così le cose credo anch'io che la cosa migliore che i comunisti indipendentisti sardi si spostino tutti in un partito comunista sardista come ad esempio la consurta, che a quel punto diventerebbe un soggetto forte e metterebbe le dirigenze sarde di prc e pdci in condizione di dover cambiare prospettiva e a quel punto magari trovare anche delle collaborazioni

    a si biri
    Quale consurta scusa ?

  10. #10
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    Predefinito

    Originally posted by ZenaRossa
    La questione è come sempre intricata.
    Purtroppo i partiti della sinistra taliana vedono il discorso dell'autodeterminazione come il fumo negli occhi. E quelli comunisti non fanno eccezione. Secondo me questo è un errore enorme, basterebbe leggere qualche caposaldo teorico del comunismo (marx e lenin in primis) per rendersi conto che il principio di autodeterminazione è un principio proprio del comunismo.
    Stando così le cose credo anch'io che la cosa migliore che i comunisti indipendentisti sardi si spostino tutti in un partito comunista sardista come ad esempio la consurta, che a quel punto diventerebbe un soggetto forte e metterebbe le dirigenze sarde di prc e pdci in condizione di dover cambiare prospettiva e a quel punto magari trovare anche delle collaborazioni

    a si biri
    Io non sono un esperto per cui ciò che dico va preso con le pinze, però quello che dici in parte sta accadendo. Ovvero esiste una fuga di millitanti verso gruppi indipendentisti, tra cui la Consurta, ed esiste anche una forte spinta dalla base comunista INTERNA a Prc verso l'indipendentismo. Il risultato lo abbiamo sott'occhio: di recente le dirigenze SARDE di Rifondazione hanno iniziato a parlare esplicitamente di AUTODETERMINAZIONE, SFRUTTAMENTO COLONIALE, ed altri slogan non semplicemente sardisti (anche Forza Italia utilizza al giorno d'oggi logan sardisti autonomisti) ma proprio INDIPENDENTISTI. E' chiaro il tentativo da parte della dirigenza sarda di conservare i consensi di una base che sta mutando. Per cui la dirigenza SARDA è GIA' nella condizione che tu auspichi, il problema sta a Roma, da dove poi realmente arrivano gli ordini e tocca sottomettersi.
    Infatti come vedi Bertinotti sta dimenandosi tentando di dare "contentini" a tutti, evitando il problema sostanziale sull'autodeterminazione o meno del popolo sardo...

 

 
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