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In Origine postato da india9001
“Il Sardo è folle, stupido e cattivo”. L’intervista a Francesco Cesare Casula offre un punto di vista molto diverso da quello che va di moda in questo momento: la sardità è un valore che sta rinascendo in politica e nella vita sociale.
Professore di storia mediterranea, settantenne, sposato con tre figli, nato a Livorno e figlio di sardi, residente da decenni nell’isola, consigliere culturale durante la presidenza di Cossiga dall’85 al 92, Casula ha una visione della storia sarda e della persona sarda totalmente opposta rispetto a quella di Giovanni Lilliu, presidente onorario dell’associazione I Sardi.
Signor Casula, che opinione ha del professor Lilliu?
Premetto subito una cosa: io stimo molto Lilliu, che è stato mio insegnante. È una splendida persona, ma trovo che la sua filosofia sia molto “ingessata”.
Può spiegare cosa intende per filosofia “ingessata”?
È un tipo di filosofia molto forzata, un po’ tirata per i capelli. Lilliu sostiene che i sardi sono sempre stati vinti, ma che ogni tanto si sono ribellati ai vincitori.
Dove sta l’errore?
Anzitutto l’idea è sbagliata in partenza, anche dal punto di vista scientifico. Perché le cose non sono andate così.
E come andarono?
In Sardegna ci furono i giudicati, belli, moderni e autonomi. In seguito nacque il Regno di Eleonora d’Arborea, che non aveva nulla da invidiare agli altri stati italici. Non siamo sempre stati dei ‘vinti’. Io rinnego la ‘resistenziale sarda’ concepita dal professor Lilliu, e l’autocommiserazione che ne segue. Perché, invece, la Sardegna fu la base per creare l’Italia. Non dimentichiamoci che dal Regno di Sardegna, instaurato insieme ai piemontesi, ebbe origine il Regno d’Italia unita.
Quindi?
Quindi io vorrei che si facesse leva proprio su questo punto, per avere il rispetto e l’interesse delle altre regioni italiane ed europee. Invece vedo che si sta puntando all’orgoglio di essere sardo, nato in Sardegna: la ‘sardità’. Che io ripudio. Perché a un fiorentino o a un veneto non gliene frega niente della ‘sardità’. Ma se allo stesso fiorentino, allo stesso veneto, gli fai presente che l’Italia ha avuto origine dal Regno di Sardegna, ecco che ne susciti l’ammirazione e il rispetto. E l’interesse.
In modo da proporsi come fieri creatori della nazione italiana? Come vincitori?
Esatto. Voglio che questo merito sia riconosciuto. Ecco rovesciata completamente la filosofia di Lilliu, che ci vorrebbe oppressi e falliti. Ma io dico basta, all’antropologia del sardo vinto e battuto, ma orgoglioso e forte.
Ma il Regno di Sardegna non aveva una struttura solo piemontese? Di sardo aveva solo il nome.
Non c’entra niente, in Sardegna sono state create delle statualità e contano queste, non i sardi in sé. Anche se non fu fatto dai sardi, il Regno era comunque in Sardegna. Il Cagliari Calcio ha 9/11 di non-sardi in formazione, però lo si tifa. Perché è una squadra di Cagliari, della nostra città.
Cos’è la sardità per lei?
Non esiste affatto, la sardità. È solo un modo per piangersi addosso.
È una definizione un po’ riduttiva, no?
Non lo è affatto. Io sono nato a Livorno, ma sono sardo. I miei genitori erano sardi, io vivo e lavoro nell’isola da sempre, e parlo da sardo. E mi ritengo tale. Così, come me, anche Gigi Riva, che pure è nato in Lombardia. O può ritenersi sardo solo chi ha il cognome con le ‘u’ dentro?Come Lilliu? O Casula? Si tende a pensare che il sardo sia solo quello originario dell’isola, originario dei nuragici. Che poi, come sostiene Lilliu, si sono ritirati nell’entroterra. E allora, solo loro si devono considerare sardi?
In un editoriale scritto qualche tempo fa sull’ Unione Sarda, lei definì i Sardi: cattivi e stupidi. Perché?
Perché è vero. Siamo un milione e mezzo di persone. Pochini. Eppure abbiamo una percentuale alta, mostruosamente alta di delitti efferati. Di violenza. Non parlo di omicidi passionali, o dovuti a motivi economici. E non faccio un paragone nemmeno con la mafia o la camorra, che sono associazioni a delinquere con finalità economiche.
E allora a cosa si riferisce?
Al fatto che qui in Sardegna ci si ammazza per motivi stupidi, folli. A esempio, perchè un tale si è rifiutato di bere al bar con noi. Rancori covati per anni, repressi, che poi esplodono. Si ammazzano le ragazzine con le fucilate, da noi. I motivi? Magari per invidie e torti spesso solo immaginati.
Non è così in tutta Italia, in tutto il mondo?
Qua in modo particolare. Basta pensare a Roma, che ha tre milioni e più di abitanti. Eppure, non ci sono nove delitti efferati al giorno, in tutta la città. Come invece succede da noi.
Ci sono zone in cui avvengono due omicidi ogni dieci anni.
Certo, ci sono zone più o meno violente.
Quindi non c’è il pericolo di fare generalizzazioni superficiali? Come si dice: “di tutta l’erba un fascio”?
Ma per analizzare una situazione devi prendere in considerazione dati generali. Non si possono studiare i casi singoli. E comunque noi ci proponiamo al mondo attraverso il sardismo e l’identità, ma al mondo non gliene frega niente dell’identità.
Come mai la politica ha riscoperto questo valore?
Che valore non è. Si, la sinistra sta proponendo questo concetto ma è tutta una presa in giro.
Anche la destra, però, ha attinto alla stessa fonte.
E certo, infatto vale lo stesso discorso che ho fatto per la sinistra.
(Prof. FRANCESCO CASULA, docente della facoltà di Lettere e Filosofia dell'università di Cagliari)
che tristezza che ho provato nel leggere questa intervista:(