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  1. #1
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    Predefinito La democrazia dei militanti

    La democrazia dei militanti
    di GIOVANNI SARTORI

    Romano Prodi ospite di Porta a porta (Liverani)
    Magnifico, magnifico! Finalmente arriva in Italia, o quantomeno in Puglia, la vera democrazia, «l’esercizio democratico di dare voce al popolo» (Bertinotti). Inoltre, sorpresa, sorpresa! Infatti ha vinto Vendola, candidato di Rifondazione, contro Boccia, candidato della Margherita. «Io ho sempre saputo che l’idea di un pirata era quella vincente; e il pirata ha vinto, ha affondato la nave del vecchio sistema di potere» (ancora Bertinotti). Anche Prodi esulta: «E’ stato un grandissimo esempio di democrazia». Perché, secondo i prodiani, in Puglia hanno perso i partiti, ha vinto lo spirito dell’Ulivo.

    Trascinato dallo stesso entusiasmo anche il bravissimo amico Paolo Franchi commenta che Prodi «è stato lucido» nel considerare Bertinotti il suo interlocutore privilegiato. Io, invece, in tutto questo peaneggiare non vedo nessuna lucidità. Allora, e per cominciare, vittoria della democrazia? Facciamo qualche conto. L’affluenza è stata dichiarata un boom. In realtà gli 81 mila «primaristi» che hanno votato costituiscono meno del 10 per cento dell’elettorato di centrosinistra che ha votato in Puglia alle ultime elezioni europee. E siccome il voto si è diviso pressoché a metà (la differenza è stata di mille voti), Vendola è stato designato da un 5%, che poi si riduce a un 2% di chi ha diritto al voto (in Puglia sono 3.500.000). Ai bei tempi di Stalin, la sua democrazia richiedeva il 99%. Oggi Bertinotti si contenta del 5-2%. Lui sì, e anche Prodi sì; ma io no. E quando Vendola dichiara che «questo voto... segna l’esplosione della democrazia» direi che esagera alla grande.

    Veniamo alla sorpresa. Se Bertinotti ha sempre saputo che l’idea del pirata era vincente, io ho sempre saputo (dalla letteratura sull’argomento) che il pirata non c’entra e che alle primarie partecipano e vincono quasi sempre i militanti, i più ideologizzati, gli attivisti, e cioè i «sinistri» della sinistra e, simmetricamente, i «destri» della destra. E questo perché gli elettori «tranquilli» disertano le primarie e detestano il voto continuo. Gli elettori tranquilli, sia di sinistra che di destra, votano, quando votano, alle elezioni vere, non alle elezioni preliminari.

    Dunque, per chi si intende di queste cose la vittoria di Vendola non è una sorpresa. La sorpresa sarebbe se Vendola vincesse la Puglia. In questi casi (da non confondere con le primarie sulla presidenza degli Stati Uniti, un discorso da fare a parte) la regola è che chi vince le primarie perde le elezioni. E’ così - ripeto - perché gli «intensi», i militanti, sono sempre più a sinistra, o più a destra, del loro elettorato di riferimento. Dal che consegue che al loro elettorato la loro scelta non piace. Sbaglierò, ma la scelta di Vendola faciliterà la vittoria di Fitto. E, in generale, ha ragione Diliberto (cossuttiano): «Prodi e Fassino riflettano, le primarie rischiano di non rappresentare i reali rapporti di forza dell’elettorato». Appunto.

    Inoltre, nessuno si è ancora soffermato sul problema posto dalle primarie «aperte», e cioè aperte a tutti. In Puglia si è chiesto ai primaristi di sottoscrivere con firma leggibile la loro adesione al «progetto politico della Grande Alleanza». Ma questa è una protezione risibile. A parte il fatto che il progetto è ancora nelle nuvole, chi mi impedisce di mentire o comunque di cambiar parere il giorno dopo? Se io fossi Fitto avrei spedito i miei fedeli a votare per Vendola. Fitto non lo ha fatto (non credo a chi denunzia dei brogli). Però, fatta la legge trovato l’inganno. Succederà, o può sempre succedere. Mettete la faccenda in mano a un Cuffaro (tanto per fare un nome) e ne vedremo di belle.
    Sì, temo che con le primarie ne vedremo in ogni caso di belle.
    19 gennaio 2005

  2. #2
    Obama for president
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    Predefinito

    a me basta che si vinca con chi è secondario vendola è forte e personalmente mi sta anche simpatico, inoltre un omosessuale presidente di una regione del sud sarebbe un bel colpo ai teo con bottiglione e associati però temo che ai primi attachi all'insegna dell'orco comunista la frittata si giri

  3. #3
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    Predefinito Re: La democrazia dei militanti

    In origine postato da benfy
    La democrazia dei militanti
    di GIOVANNI SARTORI

    Romano Prodi ospite di Porta a porta (Liverani)
    Magnifico, magnifico! Finalmente arriva in Italia, o quantomeno in Puglia, la vera democrazia, «l’esercizio democratico di dare voce al popolo» (Bertinotti). Inoltre, sorpresa, sorpresa! Infatti ha vinto Vendola, candidato di Rifondazione, contro Boccia, candidato della Margherita. «Io ho sempre saputo che l’idea di un pirata era quella vincente; e il pirata ha vinto, ha affondato la nave del vecchio sistema di potere» (ancora Bertinotti). Anche Prodi esulta: «E’ stato un grandissimo esempio di democrazia». Perché, secondo i prodiani, in Puglia hanno perso i partiti, ha vinto lo spirito dell’Ulivo.

    Trascinato dallo stesso entusiasmo anche il bravissimo amico Paolo Franchi commenta che Prodi «è stato lucido» nel considerare Bertinotti il suo interlocutore privilegiato. Io, invece, in tutto questo peaneggiare non vedo nessuna lucidità. Allora, e per cominciare, vittoria della democrazia? Facciamo qualche conto. L’affluenza è stata dichiarata un boom. In realtà gli 81 mila «primaristi» che hanno votato costituiscono meno del 10 per cento dell’elettorato di centrosinistra che ha votato in Puglia alle ultime elezioni europee. E siccome il voto si è diviso pressoché a metà (la differenza è stata di mille voti), Vendola è stato designato da un 5%, che poi si riduce a un 2% di chi ha diritto al voto (in Puglia sono 3.500.000). Ai bei tempi di Stalin, la sua democrazia richiedeva il 99%. Oggi Bertinotti si contenta del 5-2%. Lui sì, e anche Prodi sì; ma io no. E quando Vendola dichiara che «questo voto... segna l’esplosione della democrazia» direi che esagera alla grande.


    19 gennaio 2005
    E quando decidono i segretari di partito che percentuale è?
    Anche Sartori cade nella provocazione capiziosa.

    La cosa più sensata l'ha detta Diliberto.

 

 

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