Riguardo alle catene di Sant'Antonio via email che stanno girando in questi giorni, per piacere vi chiedo di evitare di far girare notizie false o superate dagli eventi. Sprecate solo banda e mettete in giro notizie che in realtà sono già state superate. Inoltre, un minimo di intelligenza non fa mai male: se qualcuno ha parenti, soprattutto bambini dispersi, nella zona dello tsunami difficilmente avrà il tempo di vedere via email se le foto del proprio figlio girano nelle catene di Sant'Antonio di tutto il mondo, ma si fionderà direttamente in zona per sapere le notizie di prima mano dagli ospedali di Phuket o Khao Lak. Quindi per piacere, lo ripeto, pensateci diverse volte prima di mandare in giro queste catene di Sant'Antonio, non servono a niente ed inoltre riempiono la posta di roba inutile. Grazie mille.
Specificamente mi riferisco a:
- Caso bambina bionda dell'ospedale di Phuket
Trovate tutto qui:
http://www.attivissimo.net/antibufal...ini/sophia.htm
Perché non è una bufala, ma non va diffusa
La bambina era effettivamente ricoverata all'ospedale di Phuket dopo lo tsunami, ma è stata identificata ed è in grado di parlare. E' già stata riaccompagnata nel suo paese d'origine, la Germania. Pertanto è ora inutile diffondere ulteriormente questo appello.
La foto della bimba è presente nel sito dell'Ospedale Internazionale di Phuket (http://www.phuket-inter-hospital.co.th/siriroj.html). Secondo il sito, la bimba si chiama Sophia M. (cognome omesso per privacy, in quanto minore), è tedesca e ha dieci anni; i suoi genitori sono Norbert e Edeltraud M. ("Sophia M**** is 10 years olds. She is German. She looking for her parents, Mr.Norbert and Mrs.Edeltraud M****."). Pertanto l'appello è inesatto quando dice che "non ricorda niente, neanche la nazionalità".
Secondo la newsletter SalvaPC del 12/1/2005 (http://punto-informatico.it/salvapc/index.asp?i=102), si tratta ora di "trovare il modo migliore per farla tornare a casa, questione in mano al Coordinamento internazionale per la gestione dell'emergenza attivo in Thailandia in questi giorni." Tuttavia il sito tedesco PC Welt ha diramato un invito a non diffondere ulteriormente l'appello (http://www.pcwelt.de/news/online/106364/) perché Sophia si trova già di nuovo in Germania
- Caso bambino disperso a Khao Lak dopo lo tsunami
Trovate tutto qui:
http://www.attivissimo.net/antibufal...ini/hannes.htm
Perché non è una bufala, ma non va diffusa
Il bambino era effettivamente ricoverato all'ospedale di Phuket dopo lo tsunami, ma è stato identificato e ricongiunto con il padre il 29/12/2004. Pertanto è ora inutile diffondere ulteriormente questo appello.
La foto del bambino è presente nel sito dell'Ospedale Internazionale di Phuket (http://www.phuket-inter-hospital.co.th/siriroj.html). Secondo il sito, "la famiglia di questo bambino è già stata ritrovata". Il numero telefonico e l'indirizzo Web dell'ospedale indicati nell'appello sono esatti (anche se talvolta privi del prefisso telefonico internazionale 0066).
Secondo quanto riportato da CNN (http://edition.cnn.com/2004/WORLD/as...sweden.boy.ap/) il 29/12/2004, Il bambino si chiama Hannes B. (il cognome è noto, ma l'ho omesso in base alle regole della privacy italiane), ha 18 mesi, è svedese ed è stato ricongiunto con il padre, Marko Karkkainen, il 29/12/2004. Anche il padre era ricoverato (nel medesimo ospedale secondo alcune fonti, in un altro ospedale secondo altre).
La diffusione della foto del bimbo via Internet ne ha consentito l'identificazione, da parte dello zio del bambino, il 28/12/2004, a due giorni dallo tsunami, secondo Snopes.com (http://www.snopes.com/inboxer/children/hannes.asp). L'identificazione non è avvenuta grazie alla circolazione della foto via e-mail, ma grazie alla presenza dell'immagine nel sito dell'ospedale di Phuket, ossia nel posto più logico dove cercare informazioni sui dispersi ("Relatives saw the boy's picture on the hospital's website", http://www.cbc.ca/cp/world/050107/w010756.html).




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