Hanno appena annunciato una bomba a Bagdad davanti ad una moschea scita facendo un sacco di morti. L'attacco è stato immediatamente attribuito ai sunniti
http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...utobomba.shtml
http://english.aljazeera.net/NR/exer...AAF2C025AC.htm
Scontato. E' uno dei passi che tutti si aspettavano e che avevamo in tanti previsto in vista delle elezioni del 30 gennaio
http://italy.indymedia.org/news/2005/01/715494.php
Il problema centrale per Bush in questi giorni è settimane è quello delle elezioni irachene. Deve vincere Allawi come ha vinto Karzai in Afghanistan. Deve vincere Allawi perché le elezioni sono un punto imprescindibile dei riti dello stabilimento del dominio americano. Prima l'aggressione militare e poi la costituzionalizzqazione della "vittoria della libertà"
Il problema è grande, come osserva Sergio Romano nel Corriere della Sera di 21 gennaio 2005
http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...1/romano.shtml
Per Bush l'exit strategy, l'uscita dalla crisi irachena per potersi dedicare alla guerra interna contro le pensioni etc..è difficile
" La scommessa è fondata su due premesse: la guerra è stata vinta e i riti della democrazia avranno una prodigiosa efficacia terapeutica. Delle due premesse la prima è purtroppo sbagliata. L’America ha vinto una guerra convenzionale contro l’esercito di Saddam Hussein, ma ne sta combattendo un’altra di tipo nuovo contro una pluralità di nemici che si servono di armi non convenzionali. Il numero delle vittime americane è fortunatamente contenuto. Ma il fatto che le forze degli Stati Uniti non riescano a proteggere i loro collaboratori iracheni è già, di per sé, una sconfitta.
Resta l’efficacia terapeutica del vangelo democratico cui Bush ha dedicato un discorso inaugurale dai toni fortemente missionari. Se i fatti gli daranno ragione, Bush potrà preparare l’uscita dall’Iraq e dedicarsi alla creazione di quella che ha definito ancora una volta «la società della proprietà».
Il passaggio delle elezioni dunque è centrale. Come farà a vincere, a far vincer Allawi (il quale è completamente in mano alla cia e lo hanno perfino ripreso mentre ammazzava iracheni cosicché quelle riprese si possono in qualsiasi momento far filtrare a qualche reporter democratico associato, embedded)?
I tecnici non mancano a Bush che può agire senza controllo in Iraq, semmai suo fratello governatore della Florida gli manda qualche suo uomo, sempre che non sia già a Bagdad alla consolle dei computers che conteranno i voti.
Gli unici ostacoli seri sono gli sciti filoiraniani i quali si sono illusi davvero di poter mettere le mani sull'intero potere.
Da qui le minaccie dei paladini della libertà gli USA e, naturalmente, Israele (creato a quel fine in zona qualche decennio fa) a Teheran e agli sciti. Di qui gli attentati contro le moschee. Gli ayatollah dovranno piegarsi, volenti o nolenti, pena esser licenziati ed esser mandati a raccattare elemosine nei bazar.
Deve instaurarsi il regno della libertà, come ha detto Bush nel gelo della cerimonia dell'incoronazione, mentre quel avido cane bastardo e di Boccelli gli uggiolava dietro.
Di quale libertà si tratti lo ha detto apertamente: l'instaurazione universalmente dispiegata della società dei proprietari e la soppressione delle pensioni e della sanità e della scuola pubblica. Un programma come si può ben vedere condiviso anche da noi non solo da berlusconi e dai suoi ma anche dai "moderati" dell'Ulivo, i vari rutelli del sistema.




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