ROMA - E adesso la parola passa alle banche. L’apertura dell’indagine sul piano Alitalia, decisa ieri dalla Commissione europea, rimette agli istituti finanziari la responsabilità di decidere se concedere subito alla compagnia la garanzia del «buon esito della sottoscrizione delle azioni da parte d’investitori privati» nell’ambito della prevista ricapitalizzazione. Ma sul punto le banche, sondate dall’advisor Mediobanca, finora hanno frenato perché prima vogliono verificare che il risanamento sia avviato e poi vogliono conoscere bene le condizioni dell’operazione. Risultato: le lettere d’impegno richieste dall’Ue potranno arrivare solo a ridosso dell’operazione, a maggio. E la ricapitalizzazione, che dovrà durare nove settimane, rischia di slittare a dopo l’estate.
La questione è delicatissima e presenta aspetti politici: al governo italiano la richiesta fatta dall’Ue sarebbe apparsa eccessiva. Nell’ultimo blitz a Bruxelles, Dario Scannapieco (responsabile privatizzazioni del Tesoro) avrebbe chiesto di procrastinare la verifica dell’impegno concesso dalle banche. In pratica il Tesoro avrebbe proposto alla Commissione di concedere subito a Alitalia il via libera all’operazione e di verificare a maggio l’impegno delle banche, riservandosi la possibilità di revocare l’autorizzazione se questo impegno venisse meno.
L’indisponibilità mostrata dall’Ue avrebbe indisposto il governo italiano. Ma la replica della Commissione è arrivata per iscritto nel documento che apre l’indagine: vi si legge che, in occasione della precedente ricapitalizzazione di Alitalia, la Commissione ricevette «prima della decisione» copia delle lettere d’intenti degli istituti finanziari stranieri e italiani che garantivano il buon esito dell’operazione. Non solo: «La Commissione, grazie a queste lettere, era al corrente delle condizioni esatte della sottoscrizione».
A questo punto al governo italiano resterebbe una sola carta: invocare il senso di responsabilità delle banche a salvaguardia di un patrimonio nazionale e indurle a fornire la garanzia prima del tempo da loro previsto.
Resta poi aperto il capitolo di Az Service, la società dei servizi: l’Ue nominerà, di concerto con il governo italiano, un esperto per valutare l’economicità dell’ingresso di Fintecna nel capitale (per 220 milioni di euro) che dovrebbe avvenire in tre tranche successive. La questione potrebbe portare alla rivisitazione dell’accordo con i sindacati comportando tempi più lunghi. Intanto i piloti di tutte le compagnie hanno proclamato uno sciopero di quattro ore per il 10 febbraio prossimo per protestare contro l’indeterminatezza delle norme sui limiti di volo.
Antonella Baccaro
Corriere della Sera




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