Ecumenismo: firmata la “Charta Oecumenica”



Domenica 23 gennaio, con una solenne liturgia ecumenica, la Chiese membro della "Comunità di lavoro delle Chiese cristiane in Svizzera", firmeranno la "Charta Oecumenica", il testo presentato dal Ccee e dalla Kek a Strasburgo con le linee guida dell'impegno dei cristiani in Europa. La firma al testo delle Chiese svizzere vuole essere un segno "per il cammino ecumenico" di quel Paese. "I cristiani – si legge in una nota congiunta – vivono e agiscono animati da una speranza comune. Le Chiese si impegnano a cambiare la loro visione: non dovranno più giustificare le loro azioni comuni, ma al contrario, spiegare ogni volta in cui si incamminano da sole nel loro cammino". Per il vescovo di Basilea, mons. Kurt Koch, "la firma rappresenta una tappa sulla via della comunità ecumenica in Svizzera, anche se siamo ancora lontani dall'obiettivo finale che è l'unità visibile dei cristiani; ma le Chiese cristiane rinnovano il loro impegno ad agire in questa direzione". Il Comitato ecumenico svizzero si dice "convinto" che la Charta Oecumenica "darà nuovo impulso al discorso e all'azione ecumenica". Il vescovo Heinrich Bolleter della Chiesa metodista fa notare che l'ecumenismo in Svizzera è percepito dalla gente come un affare che riguarda unicamente le due grandi Chiese nazionali, e cioè la Chiesa riformata e la Chiesa cattolica. L'ampiezza della diversità che al contrario caratterizza oggi il contesto religioso del Paese, rappresenta "un impegno forte" e "in questo contesto, la collaborazione tra le Chiese esige un alto livello di apertura e rispetto per le altre Chiese", soprattutto per quelle di minoranza. "La Comunità di lavoro delle Chiese cristiane in Svizzera" è stata fondata nel 1971 ed è composta attualmente da dieci chiese membro.

fonte: agenzia sir