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Macellaio suicida, aveva contattato l'Antiracket
MILANO 22 GENNAIO 2005 - Roberto Mandotti, il macellaio di 41 anni che all'alba di ieri mattina si e' impiccato nel suo negozio al mercato comunale di viale Monza a Milano, perche' vittima di un usuraio, a veva contatto il numero antiracket e aveva registrato su un' audiocassetta una delle ultime conversazioni con chi lo stava ricattando.
E' quel che e' emerge dalle indagini condotte dalla squadra mobile e che ieri hanno portato al fermo di U.I., 59 anni, originario di Napoli ed incensurato. Per l'uomo il pm Alfredo Robledo, titolare dell'inchiesta, ha chiesto al gip Maurizio Grigo, la misura della custodia cautelare in carcere per usura aggravata.
A mettere gli investigatori sulle tracce di U.I, sono state le indicazioni precise (nome, cognome e indirizzo) date dal macellaio in una lettera ritrovata ieri insieme all' audiocassetta accanto al suo corpo: si tratta di due pagine scritte in stampatello in cui l'uomo ha chiesto perdono ai figli, alla moglie e al padre per il suo gesto dettato dal fatto di non riuscire piu' a sottostare ai ricatti.
Nella lettera Mandotti ha chiuso cosi': ''Vi prego aiutate mia moglie e i miei bambini''. Sulla casetta invece e' registrata una conversazione tra macellaio e presunto usuraio in cui si parla di tassi e di somme da restituire. Dalle perquisizioni effettuate in due appartamenti di Milano di proprieta' del presunto usuraio sono stati ritrovati assegni e cambiali per oltre centomila euro: la Procura ipotizza che applicasse un tasso superiore al 20 per cento e che il macellaio fosse ricattato da un paio di anni.




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