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Schwerpunkt
Chi prima chi dopo, ciascuno di noi si è trovato nell'imbarazzante situazione di dover spiegare ad amici e conoscenti la nostra "visione" dell'esistenza, la complessità e la profondità di un pensiero che la gente comune non sospetta neanche possa ancora trovar spazio nel mondo attuale.
Imbarazzante poichè è arduo cercar di veicolare certi discorsi senza scadere nel banale, disarmante perchè è ancor più difficile renderli metabolizzabili da gente completamente a digiuno di certe basi politiche o filosofiche.
La sensazione che rimane è sempre quella di rivestire la parte dell'alienato, e approcciarsi, anche gradualmente, a chi evidentemente ha un'altra concezione del bene e del male è ormai un'impresa improba nel nostro contesto; la fase di stabilizzazione delle spinte sovversive democratiche ed egualitarie è largamente compiuta e le menti viaggiano ad una sola direzione.
Nonostante alcuni tiepidi successi, se ogni partito o movimento identitario europeo non è riuscito ancora a sfondare, malgrado circostanze sociali favorevoli, lo dobbiamo alla mancanza di adeguati studi sia sui messaggi da diffondere che sui diversi modi di veicolarli e modularli a seconda del target di riferimento. Il rischio di essere tagliati fuori è alto: anche quando fortunosamente si riesce a raggiungere un potenziale elettore le probabilità che rifiuti completamente il messaggio sono elevate, ed esso dirotterà il proprio voto su formazioni generalmente riconosciute come più "accettabili".
Il nodo gordiano da risolvere è l'eventualità di "darsi una moderata" strategica senza perdere nel frattempo la propria identità, soluzione scelta a suo tempo da fascismo e NS. Purtroppo non se ne esce.