IRAQ, FRATELLO DEL MARESCIALLO UCCISO: ERA IN MISSIONE DI PACE
21/01/2005 - 19:00
Roma, 21 gen. (Apcom) - Simone Cola, il maresciallo italiano ucciso a Nassiriya, doveva rientrare a febbraio. In servizio presso il Primo Reggimento "Idra" dell'Aviazione dell'Esercito, con sede a Bracciano, Cola aveva già compiuto altre missioni. Era nato il primo settembre 1973: lascia una bambina di 5 mesi che aveva fatto appena in tempo a vedere. La famiglia è sconvolta, l'unico che trova la forza di parlare è Gianluca, suo fratello, che lo definisce "un eroe". "Non lo sentivo da prima di Natale - racconta il fratello - però mi diceva sempre di essere tranquillo. Mio padre lo sentiva di frequente, anche due volte al giorno. Simone era lì per fare qualcosa di utile per gli altri, voleva aiutare i bambini iracheni che si trovavano in difficoltà. La sua era una missione di pace".
Il maresciallo Simone Cola era a bordo di un elicottero dell'Esercito, in volo per un'azione di copertura, a supporto di una pattuglia attaccata nell'abitato di Nassiriya. Durante il sorvolo, una raffica di arma da fuoco lo ha colpito. Le condizioni di Cola sono apparse subito molto gravi e il ferito è stato trasportato all'ospedale di Tallil. E' morto poco dopo.
La salma rientrerà in Italia "non prima di un paio di giorni", ha reso noto in un'intervista rilasciata all'emittente tv Sky Francesco Tirino, tenente colonnello del contingente italiano di stanza a Nassiriya.
Messaggi di cordoglio alla famiglia sono giunti dal presidente della Repubblica e dalle piu' alte cariche dello Stato. "Oggi è il momento del dolore - ha dichiarato il ministro degli Esteri, Gianfranco Fini - e il nostro pensiero va alla famiglia del ragazzo ucciso e alle forze armate che pagano un ulteriore tributo alla speranza di pace, libertà e democrazia per l'Iraq. Ma l'orientamento del governo non cambia. Ce ne andremo dall'Iraq solo quando il legittimo governo chiederà agli italiani e alle altre forze militari di lasciare il Paese".
Intanto i capigruppo di Ds e Margherita in Senato, Angius e Bordon, esprimendo il loro cordoglio per la morte del maresciallo Cola, hanno chiesto la convocazione congiunta delle commissioni Esteri e Difesa delle Camere e che il governo riferisca urgentemente in Parlamento in merito alla morte del soldato italiano in Iraq.
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