Membri del gruppo radicale sciita telefonano al generale Borrini
"E' stato un caso episodico, sfuggito a ogni controllo"
Al Sadr collabora con l'Italia
"Troveremo chi ha ucciso Simone"
ROMA - Un "caso episodico", "sfuggito ad ogni controllo". E l'offerta di una collaborazione, per cercare i responsabili. Il gruppo del leader sciita radicale Moqtada al Sadr entra nella vicenda della morte di Simone Cola, il militare italiano ucciso due giorni fa a Nassiriya: "alti esponenti" del movimento hanno manifestato, questa sera, al comandante del contingente italiano, generale Giovanni Batista Borrini, il proprio "rammarico" per l'omicidio del giovane maresciallo, e hanno annunciato di aver istituito una commissione, incaricata di condurre indagini per individuare gli assassini.
E' stato il vicegovernatore della provincia di Dhi Qar a telefonare al generale Borrini, per dirgli che "alti esponenti" dell'"Ufficio dei martiri al Sadr" volevano parlargli. Alle 17 l'ufficiale li ha ricevuti a Camp Mittica, il quartier generale italiano. "Mi hanno detto che erano venuti per rammaricarsi di quanto successo venerdì scorso, quando è stato ucciso il nostro Simone Cola. Hanno voluto esternarmi tutto il loro dispiacere per l'accaduto - ha detto Borrini - e mi hanno pregato di formulare da parte loro le condoglianze alla famiglia del maresciallo, al personale del contingente e a tutto il popolo italiano".
Gli uomini di al Sadr hanno anche detto al generale che "si è trattato di un episodio del tutto fortuito, determinato da individui sfuggiti ad ogni controllo".
"Mi hanno anche detto - ha aggiunto Borrini - che proprio per questo, hanno nominato una commissione con l'incarico di condurre indagini per individuare il colpevole o i colpevoli di questo delitto". Il comandante del contingente italiano ha affermato che i suoi interlocutori gli hanno assicurato "di non tollerare episodi del genere, proprio perché sanno che i militari italiani stanno lavorando per il benessere del popolo iracheno.
Sarebbe, anzi, proprio questo ad accrescere la loro rabbia e il dispiacere per l'accaduto. E si sarebbero anche impegnati "a fare di tutto per rendere più sicuro l'ambiente in questo periodo elettorale". I vertici dell'"Ufficio dei martiri al Sadr" a Nassiriya hanno confermato "che sul territorio sono presenti cellule terroristiche e organizzazioni esterne che sfuggono al loro controllo - ha concluso Borrini - e che potrebbero essere causa di atti ostili, ma da parte loro c'è l'impegno a porre in essere ogni azione possibile per individuare, e se possibile fermare, l'azione di questi elementi".


Rispondi Citando



