La situazione politico-sociale di Ponte di Piave ha oramai raggiunto l’apice del paradosso con l’imminente sfratto della cittadina italiana che non riesce a pagare l’affitto della sua attuale abitazione .
Ponte di Piave, per l’ennesima volta in meno di un anno, si è visto elevare ad emblema dello scempio costituito dalla società multirazziale e dalla imbelle gestione che le istituzioni conducono riguardo al problema migratorio. Djamel Azoug sta occupando un’abitazione nei pressi di p.zza Sarajevo senza aver mai pagato l’affitto e senza approfittare delle offerte di lavoro che li sono state fatte pervenire. Il Comune ha pensato bene che invece di prendere una netta posizione a difesa della legalità e della giustizia fosse opportuno utilizzare deliberatamente i soldi dei cittadini (quelli di chi lavora e paga le tasse, non certo quelli dei parassiti sociali come Azoug) per anticipare i soldi dell’affitto.
Di fronte ad una situazione ben più grave, e cioè quella di una cittadina italiana, onesta lavoratrice, l’amministrazione con a capo Zanchetta ha risposto con una deliberazione di sfratto che ha dell’assurdo. Crediamo che raramente in passato si fosse toccato un tale livello di stupidità e di incapacità nell’amministrare. Mentre i cittadini italiani sono sempre più poveri, mentre esistono nostri connazionali che sono costretti lavorare giorno e notte per mandare avanti la propria famiglia, mentre molti anziano hanno pensioni che non bastano nemmeno ad acquistare i beni di prima necessità, la “genialità” del sindaco Zanchetta partorisce l’idea di utilizzare i fondi del comune per garantire l’alloggio ad extracomunitari che non lavorano e non pagano le tasse. Immigrati che oltretutto dimostrano nel loro modo di agire anche una buona dose di sfacciata arroganza. Ma l’epica propensione alla solidarietà dell’amministrazione sembra dissolversi nel nulla quando è un connazionale a versare in condizioni di profondo disagio economico. La maggioranza ha dimostrato addirittura una determinazione nel prendere questa decisione che mai l’aveva caratterizzata. Il concetto di preferenza nazionale, per cui i diritti di chi è nato e cresciuto da generazioni in queste terre dovrebbero essere garantiti con massima precedenza rispetto agli stranieri, viene calpestato senza alcun ritegno.
Ponte di Piave, oltre a costituire un chiaro esempio del fallimento della società multirazziale sembra anche essere un ottimo esempio di un’imbelle gestione della “cosa pubblica” e di totale abbandono del cittadino da parte delle istituzioni. Analizzando quali sono state le soluzioni apportate dall’amministrazione comunale per fronteggiare questa situazione, ci si rende conto che tutte le iniziative vanno in senso contrario alla garanzia di sicurezza per i cittadini italiani.
Dopo questo ennesimo intollerabile episodio, Forza Nuova assicura ai cittadini di Ponte di Piave che ogni strada sarà intrapresa per dare una svolta a questa situazione. Prenderemo iniziative di vario genere, compiremo atti eclatanti per sollevare la questione anche oltre i confini del comune. Di questo passo, da qui a poco tempo, saranno i cittadini italiani ad essere discriminati in nome di una falsa e ipocrita tolleranza solidale con chi nelle nostre terre veicola esclusivamente problemi di ordine pubblico e conflitti sociali. Speriamo che il modus operandi di Zanchetta e dei suoi collaboratori si manifesti come caso isolato ed unico, in caso contrario il futuro dei nostri connazionali sarà sempre più nefasto.