Barzellette, gag, pacche sulle spalle
Berlusconi show al vertice della Fao


Il premier: «Manca nome, propongo
le dimissioni del presidente Diouf...».
A Gheddafi: «Non dilungarti troppo»
ROMA
E' di nuovo Berlusconi show al vertice della Fao di Roma. Il premier ha svolto gli adempimenti che gli competono come presidente dell’Assemblea con un piglio determinato quanto scherzoso.

Il presidente del Consiglio ha letto i nomi dei vicepresidenti che ciascuna area geografica del globo ha designato per il summit sull’alimentazione. Berlusconi ha commentato la mancanza di un nome per la tavola rotonda sui problemi dell’America Latina proponendo una soluzione piuttosto radicale: «Per questa manchevolezza, propongo le dimissioni del presidente Diouf», ha detto il premier. Il leader Fao, seduto accanto a lui, ha riso alla battuta, non l’unica del breve intervento dedicato da Berlusconi alle formalità di rito.

Sempre relativamente alla ratifica delle nomine dei presidenti delle varie commissioni, già preventivate e portate solo alla formale approvazione dell’Assemblea, Berlusconi ha chiesto se fossero d’accordo per aggiungere immediatamente dopo: «E vorrei vedere che no....». Memore della maratona oratoria all’Onu Berlusconi ha dato la parola a Gheddafi con una barzelletta: «Marx torna sulla terra, e chiede al Soviet di poter parlare per un mese in televisione. Il Soviet gli dice di no - racconta il premier - dal banco della presidenza - e allora Marx chiede una settimana. Sempre no, e neanche per un giorno: alla fine il Soviet offre tre secondi. Marx accetta, va in televisione e dice: "Lavoratori di tutto il mondo, scusatemi"». Per Berlusconi è un modo per dire che «con la sintesi si può arrivare a dire cose importanti. Invito i relatori a stare nei 5 minuti».

Ma c’è subito una sfida improba: il primo a intervenire è proprio il leader libico: «Cinque minuti per Gheddafi mi sembrano una pia speranza - dice ridendo Berlusconi - ma naturalmente mi rivolgo a lui e alla sua benevolenza nei nostri confronti». Gheddafi ha poi condensato il proprio intervento in pochissimi minuti, limitandosi a sottolineare la necessità di «alimentare le risorse idriche» in Senegal e nel lago Ciad. Poi si è rivolto al Cavaliere: «Al mio amico Berlusconi - ha affermato il Colonnello - dico che non mi dilungherò. La brevità è il fulcro dello spirito e quindi mi fermerò qui come raccomandato». Il presidente del Consiglio ha accolto con soddisfazione questo «record di brevità»: «Resterà negli annali dei vertici mondiali», ha ironizzato.

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