Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    Senatore e Magno Pilastro
    Data Registrazione
    13 Mar 2002
    Località
    Verona
    Messaggi
    2,841
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Le primarie della GAD: troppa grazia!!!

    Tutti i capobastone della GAD, grandi e piccoli, vogliono candidarsi alle primarie.
    Tattica, ambizione, presunzione o che altro?
    Chissà.
    Anche Dipietro, che non vuole sentirsi secondo a un Bertinotti o un Mastella (candiderà la Pivetti ? O la Sironi?) ha annunciato di essere in lizza.
    Mosca cocchiera o duce di invincibili legioni, che pensa di poter presto gettare il gladio, novello Brenno, sul piatto della bilancia della auspicata ripartizione delle careghe?


    Chi vivrà vedrà. Però una sghignazzata ci sta!
    E il Berlusca si frega le mani.

    P.S. quetso ed altri numerosi, gustosi fotomontaggi di satira politica nel mio sito
    http://utenti.lycos.it/Cirno

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Importare la democrazia

    La gente ride.

    Ride di una coalizione il cui capo designato dai partiti, Prodi, ha proposto che la sua scelta come candidato sia battezzata da elezioni primarie, in forma democratica, scatenando invece una farsa.
    La gente ride di una coalizione che discute seriamente dell’opportunità di tenere queste elezioni con un solo candidato, una grottesca parodia della Romania di Ceausescu.
    Ride la gente di una coalizione che ha una crisi di nervi davanti ai risultati di elezioni primarie in Puglia, e considera un “terremoto” il risultato non previsto, la libera scelta di un candidato contro
    un altro, Vendola contro Boccia, dopo un confronto civile secondo regole da tutti accettate.
    Si ride amaro quando i capi dei diesse chiedono inutilmente a Bertinotti di non candidarsi, di consentire un plebiscito, quando gli osservatori e commentatori amici, militanti, intimano dalle colonne di Repubblica di abrogare le pericolose elezioni primarie, di sostituirle con un sinodo dei parlamentari già eletti, tagliando fuori da comizi appena convocati gli elettori.
    Si arriva al ghigno nel vedere che la sinistra libertaria, i girotondini, gli intellettuali che vogliono essere sentiti nelle camere permanenti di consultazione, i giornali che invocano la democrazia di piazza come il Manifesto e l’Unità, insomma tutti i più scaltri o grossolani demagoghi se ne stanno lì imbambolati, e invece di reclamare a gran voce la conta politica come fattore di legittimazione della leadership, invece di protestare contro l’ombra del plebiscito o il metodo sinodale, offrono l’imbarazzante spettacolo del loro imbarazzo.
    Forse Bush non ha diritto di esportare la democrazia nel mondo, ma il centrosinistra italiano ha sicuramente il problema di importarla nelle sue file.

    Da anni tutti ripetono demagogicamente che i leader dell’Ulivo sbagliano, che come dice Moretti “con questi qui perderemo sempre”, che sono autolesionisti per piccoli interessi.
    Non è così, non è solo così.
    E’ che hanno escogitato un meccanismo che non può funzionare perché è fondato su un falso, su un unicum mondiale: la politica come una specie di grande Onu, un paese un voto, un partito un voto.
    E sono da anni sempre alla ricerca delle regole, dei portavoce unitari, dei bilanciamenti, delle visibilità, e si lanciano all’inseguimento di un elettorato imbestialito moltiplicando promesse di lealtà alla folla, santificando una coalizione che non ha un “padrone”, ma in realtà è fatta di feudatari.
    Invece in democrazia ci si conta.
    Berlusconi ha molti più voti del secondo partito della coalizione; Blair vince il congresso del Labour, come Zapatero, Schröder, Jospin, Bush o Kerry, tutti coloro che si candidano sono selezionati da un voto o da una battaglia congressuale, nessuno viene scelto con un plebiscito o dal conclave di una coalizione.
    Le primarie pugliesi sono state l’uovo di Colombo, una soluzione lineare ed evidente.
    Se fanno paura, se è scattato il vade retro, è perché quella che si considera una coalizione democratica è in realtà una nomenclatura o comunque si comporta come tale.
    Compresi i lagnosi girotondini, che alla prova dei fatti esitano, si ritraggono, sbandierano, ma ci tengono a funzionare come una lobby senza verifiche.
    Che gli unici democratici siano i comunisti di Rifondazione la dice lunga sulla cultura consociativa del resto della brigata.

    Ferrara su Il Foglio, e senza ironia.

    saluti

  3. #3
    Conservatore
    Data Registrazione
    30 Apr 2004
    Località
    Sponda bresciana benacense
    Messaggi
    20,196
     Likes dati
    67
     Like avuti
    187
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Chissà cosa ne direbbero i nostri progenitori Latini di un Di Pietro incapace di fare un discorso ortograficamente corretto...

    Cicerone vs Di Pietro. Queste sarebbero delle belle primarie

  4. #4
    Senatore e Magno Pilastro
    Data Registrazione
    13 Mar 2002
    Località
    Verona
    Messaggi
    2,841
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da UgoDePayens
    Chissà cosa ne direbbero i nostri progenitori Latini di un Di Pietro incapace di fare un discorso ortograficamente corretto...

    Cicerone vs Di Pietro. Queste sarebbero delle belle primarie
    ...hai ragione, Mustang. In democrazia ci si conta, e ci si dovrebbe pesare anche. E quanto a peso specifico gli attuali capoccia delle varie componenti della GAD, escluso forse il solo Bertinotti, sono scarsi.
    Già. Vogliono le primarie, ma con candidato unico e unanimità assicurata.
    C'è da aver paura.

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Le ragioni di Fausto

    Nella discussione con Romano Prodi sul carattere delle primarie nel centrosinistra, Fausto Bertinotti ha ragione.
    L’argomento opposto dal professore bolognese, che considera una “stramberia” candidature diverse su un programma identico, è priva di senso.
    Dal punto di vista generale perché le primarie si fanno in un partito o in una coalizione per verificare il consenso, anche fra personalità che convergono sulle scelte politiche fondamentali, altrimenti non si proporrebbero insieme al corpo elettorale. Passando al caso specifico, è evidente che il leader di un partito, per giunta di un partito a forte connotazione ideologica come Rifondazione comunista, è il portatore di opzioni programmatiche nettamente riconoscibili.
    D’altra parte, come ha ricordato Bertinotti, non è stato lui ma Prodi a volere le primarie, e queste primarie per essere un atto democratico e non un plebiscito propagandistico, prevedono un confronto tra candidati (e posizioni) diversi.
    Quello che preoccupa l’establishment del centrosinistra, soprattutto dopo il successo di Nichi Vendola in Puglia, è che la sinistra radicale attraverso le primarie ottenga una visibilità e una quota virtuale di rappresentanza molto superiore al suo peso elettorale reale.
    E’ un problema che si sono posti anche i grandi partiti americani, abituati al meccanismo delle primarie da un lungo periodo.
    L’antidoto principale consiste nella pluralità delle candidature di partenza, che spesso sono più di una dozzina. Poi, attraverso il meccanismo dei confronti Stato per Stato, si fa la selezione e si riversano i suffragi ottenuti dai candidati che si ritirano su quelli politicamente più affini.
    La situazione è diversa quando c’è un presidente uscente che si ripresenta.
    In quel caso o non ci sono candidature alternative o sono espressione di outsider rapidamente spazzati via.
    Prodi, forse, si considera una specie di presidente uscente, e aveva pensato a primarie plebiscitarie come quelle di George W. Bush.
    Invece è uno uscito, non uscente.
    Che cadde come cadde, e dovrebbe tenerne conto.

    Ferrara su Il Foglio del 24 gennaio

    saluti

 

 

Discussioni Simili

  1. Sud di qua Sud di là troppa grazia Sant’Antonio
    Di x_alfo_x nel forum Regno delle Due Sicilie
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 07-11-09, 23:52
  2. Conseguenze della troppa voglia di vincere
    Di Stefano71 nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 29
    Ultimo Messaggio: 27-01-08, 16:37
  3. Troppa grazia Sig.ra Sapori
    Di pensiero nel forum Padania!
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 24-06-05, 13:02
  4. Troppa grazia, signora...
    Di Scettico nel forum Padania!
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 23-06-05, 23:39
  5. Primarie GAD: troppa grazia!!!
    Di Cirno nel forum Imperial Regio Apostolico Magnifico Senato
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 24-01-05, 00:16

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito