da Rinascita di oggi:
di Houssein Amiri
del Teheran Times
Torturare e perseguitare un gruppo etnico o una nazione, quale che sia il pretesto, è inaccettabile, ma è ancor peggio abusare di tali sofferenze esagerandone gli effetti per finalità politiche di gruppo.
Attraverso l’esagerata amplificazione delle sofferenze degli Ebrei durante la II Guerra Mondiale, i gruppi sionisti e il regime d’Israele stanno approfittando della situazione e sollecitano le mobilitazioni di organismi internazionali al fine di neutralizzare qualsiasi opposizione ai propri diabolici complotti.
Nessuno vuole ignorare la sofferenza degli Ebrei sotto il regime nazionalsocialista, ma la sofferenza di un gruppo etnico-religioso non può permettere al mondo di rimuovere la sofferenza di un’altra nazione e di permettere a quelli che avevano sofferto una persecuzione di perseguitare un’altra nazione.
Ogni anno, il 27 gennaio, i media si lanciano in una totale copertura del cosiddetto “olocausto” e Tel Aviv bacchetta il mondo per la persecuzione che gli ebrei dichiarano di aver sofferto nel passato.
Questo “olocausto”, oggi, ha delle connotazioni molto complesse. L’esagerazione di questo fenomeno può essere interpretato come un tentativo degli Europei di salvare le proprie colpevoli coscienze permettendo a coloro che sarebbero state vittime della propria ingiustizia di occupare e rapinare le terre dei Palestinesi.
Dopo la fine della guerra del 1945, gli “Alleati” con i dirigenti sionisti iniziarono a formulare strane concezioni sull’uccisione di Ebrei nei campi nazisti che un uomo moderno può oggi difficilmente accettare. Con la pubblicità sulle camere a gas costoro tentano di promuovere l’idea che gli Ebrei non siano più soggetti all’ingiustizia.
Per raggiungere tale obiettivo, l’Occidente, in particolare la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, hanno agevolato l’occupazione della Palestina e condannato i palestinesi a pagare per un crimine che gli stessi occidentali avrebbero commesso. Un crimine le cui dichiarate vittime stanno ora perpetrando contro i Palestinesi.
Non molto tempo fa un gruppo di storici revisionisti dell’Occidente ha iniziato a contestare la tesi della strage nazista di 6 milioni di ebrei. In due decade di studi, tali storici revisionisti hanno dimostrato come fosse addirittura “inattuabile” il preteso programma di Hitler di eliminazione di un così vasto numero di persone durante gli eventi bellici. Gli storici hanno anche provato che il preteso atto di “pulizia etnica” attraverso l’uso del gas velenoso Zyclon-B, così come proclamato dai sionisti non fosse realisticamente possibile.
Norman J. Finkenstein, un ebreo che insegna presso l’Università di New York, ha criticato tali politiche sioniste e ha dichiarato quella che ha definito “l’Industria dell’Olocausto”, un mero strumento di sostegno al governo di Israele.
Ora i sionisti stanno cercando di rivitalizzare la loro “verità” ormai caduta in discredito agli occhi della pubblica opinione, utilizzando stampa, radio, televisione, internet e, soprattutto, il cinema e le sue industrie di Hollywood, dove molti dei responsabili sono Ebrei.
Si può dire che ogni guerra, in specie una guerra mondiale, conduca con sé problemi e disastri, e la II Guerra Mondiale non è certo un’eccezione. Senza dubbio i campi di concentramento tedeschi non erano campeggi per le vacanze e imponevano dure condizioni di vita ai prigionieri, come ogni campo di detenzione in ogni guerra e in ogni parte del mondo.
Molte persone, in questi campi, anche uomini, donne e bambini innocenti, sono morti di fame, di malattia e per altre cause.
Le vittime sono state di varie nazioni e di differenti gruppi etnici, ebrei inclusi, che vi hanno perso molti dei loro, ma gli ebrei non sono state le uniche vittime della seconda guerra mondiale. La ricorrenza del cosiddetto olocausto serve soltanto a mascherare le politiche repressive e persecutorie dei sionisti contro i Palestinesi.
La dichiarazione che sei milioni di ebrei sono morti durante il secondo conflitto mondiale esagera deliberatamente la verità. E in ogni caso una sofferenza subita non può giustificare i crimini verso un’altra nazione. Non può coprire i crimini di Israele contro il popolo della Palestina.




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