Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    Obama for president
    Data Registrazione
    10 Apr 2003
    Località
    Venezia
    Messaggi
    29,093
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito effetti delle armi di distruzioni di massa di saddam(della serie era senza)







  2. #2
    Obama for president
    Data Registrazione
    10 Apr 2003
    Località
    Venezia
    Messaggi
    29,093
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    l 16 Marzo del 1988, Halabja, una città curda del nord Iraq di 45.000
    abitanti, fu sottoposta, nel corso di un'azione militare irachena,
    al più massiccio bombardamento con armi chimiche che sia mai stato
    usato nei confronti di civili.
    Gli agenti chimici usati erano un "cocktail" di iprite (dannosa per la
    pelle, gli occhi e le membrane dell'apparato respiratorio) e di gas
    asfissianti nervini denominati "sarin", "tabun" e "VX". I veleni
    chimici impregnarono la pelle e gli abiti della gente, ne attaccarono le vie
    respiratorie e gli occhi, e contaminarono acqua e cibo. Molte
    persone caddero uccise all'istante, lì dove si trovavano in quel momento,
    prime vittime dell'attacco. Si stima che morirono così circa 5000 persone.
    Alcuni vennero trasportati immediatamente negli Stati Uniti, in Europa
    o in Iran per essere curati. La maggior parte fece presto poi ritorno ad Halabja.

    Da allora nessuna équipe medica, irachena, europea o americana,
    nessuna agenzia internazionale, ha valutato gli effetti a breve termine
    o le conseguenze a lungo termine che hanno avuto i bombardamenti
    chimici. Gwynne Roberts, un regista, girò nel 1988 un film sull'attacco
    chimico che fu premiato. Il film si intitolava "Venti di Morte" ("The
    Winds of Death"). Vidi questo film, che mi colpì profondamente.
    Gwynne è ritornato ad Halabja lo scorso anno (1997), ed è rimasto
    impressionato dalla quantità di sopravvissuti che, già a prima vista,
    apparivano in pessime condizioni di salute. Non riusciva a capire
    come mai nessuno avesse mai cercato di verificare cosa stesse
    accadendo a quelle persone. Mi ha convinto che avrei dovuto fare
    qualcosa. Perché mai una donna, docente di genetica, ha voluto
    intraprendere un viaggio come questo? Sono andata per imparare ed aiutare.
    Era la prima volta che una terribile mistura di armi chimiche veniva
    impiegata contro una così vasta popolazione civile. Volevo vedere
    la natura e l'entità dei problemi che aveva la gente, ed ero sconcertata
    che in dieci anni dall'attacco nessuno, incluse le principali
    organizzazioni umanitarie, avessero visitato Halabja per
    determinare esattamente gli effetti che avevano avuto quei bombardamenti.
    Ero preoccupata di possibili effetti, quali malformazioni congenite,
    sterilità e cancri, indotti non solo in donne e bambini, ma nell'intera
    popolazione. Temevo anche che potessero esservi altri effetti gravi
    a lungo termine, come cecità e danni neurologici, per i quali non esiste
    nessuna terapia conosciuta.

    Quello che ho trovato è stato di gran lunga peggiore di quanto avessi
    mai potuto immaginare. Le sostanze chimiche avevano seriamente
    danneggiato il sistema nervoso e respiratorio e gli occhi della gente.
    Molti erano diventati ciechi. Frequenti le malattie della pelle, con gravi
    piaghe che spesso degenerano in cancri della pelle.
    Lavorando insieme ai medici del posto, ho confrontato l'incidenza di
    sterilità, malformazioni congenite e cancri (includendo cancri alla
    pelle, al cranio, collo, sistema respiratorio, tratto gastrointestinale,
    seno e tumori infantili) tra coloro che allora si trovavano ad Halabja
    con quella di una popolazione di una città situata nella stessa
    regione e non interessata dai bombardamenti chimici.
    Ho trovato che la frequenza di queste patologie risultava ad Halabja
    tre o quattro volte maggiore, anche a distanza di dieci anni dall'attacco.

    Un numero sempre crescente di bambini muore ogni anno di leucemie
    e linfomi. I tumori tendono a manifestarsi ad Halabja in popolazioni
    molto più giovani che altrove, e molte persone hanno tumori
    aggressivi, per cui i tassi di mortalità sono molto alti. Nella regione
    non è disponibile né chemioterapia né radioterapia. Ho verificato anche
    che la chirurgia pediatrica è del tutto carente, e sarebbe fondamentale
    per poter intervenire sui principali difetti cardiaci congeniti, labbro
    leporino, gola lupina e sulle altre gravi malformazioni dei bambini.
    Questo significa che ad Halabja stanno morendo di malattie
    cardiache bambini che potrebbero essere operati e con buona probabilità
    sopravvivere se vivessero in Gran Bretagna o negli Stati Uniti.
    E' stato per me molto penoso vedere volti di bei bambini sfigurati da labbra
    leporine o palato lupino, sapendo che esperti chirurghi in Europa
    e nel nord America correggono ogni giorno questi difetti.

    Quasi in ogni strada, in ogni casa, in ogni reparto ospedaliero si
    assiste ogni giorno alla tragedia umana delle conseguenze
    neuropsichiatriche dei bombardamenti chimici. La gente piange
    ed ha gravi disturbi depressivi. Le tendenze suicide sono palesemente
    evidenti. Spesso i chirurghi si trovano a dover asportare proiettili
    dal corpo di persone che hanno tentato il suicidio.
    Molti hanno danni neurologici o effetti neuromuscolari a lungo termine.
    Molte persone non possono permettersi nemmeno i più
    economici trattamenti terapeutici o farmaci, e perciò sono riluttanti
    a recarsi all'ospedale. Al momento ad Halabja non esistono terapie
    efficaci per nessuna di queste patologie, anche nel caso di trattamenti "salva-vita".
    Il fatto che si riscontrino gravi malformazioni congenite di origine
    genetica in bambini nati anni dopo l'attacco chimico indica che gli
    effetti di queste sostanze chimiche vengono trasmessi alle generazioni successive.

    La presenza di alto tasso di aborti, di morti infantili e di sterilità
    significa che in questa comunità la vita non può più riprodursi.
    Gli abitanti speravano che dopo l'attacco avrebbero potuto ricostruire
    le famiglie e le comunità distrutte. L'impossibilità della ricostruzione
    ha portato la gente alla disperazione. Ne ha frantumato la vita e le speranze.
    Un sopravvissuto racconta di essersi rifugiato in uno scantinato con
    circa un centinaio di altre persone, tutte morte durante i
    bombardamenti. I sopravvissuti non solo devono confrontarsi
    con il ricordo dei loro cari morti all'improvviso tra le loro braccia, ma
    devono anche sopportare malattie dolorose che colpiscono loro stessi,
    amici e parenti. Molti hanno più d'un problema grave, come malattie
    respiratorie, nervose, dermatologiche, degli occhi, tumori e figli
    disabili con malformazioni congenite, deficit mentali, paralisi cerebrale
    e sindrome di Down.
    Dieci anni dopo l'attacco chimico, la gente sta soffrendo di molteplici
    effetti, tutti attribuibili a danni a lungo termine del DNA.

    Il giorno prima del nostro arrivo era stato lanciato un appello
    radiofonico in cui si chiedeva alle persone con problemi di salute
    di recarsi in ospedale per una ricognizione. Il primo giorno si sono
    presentate 700 persone, di cui 495 avevano due o più gravi problemi
    di salute. Ci siamo imbattuti in casi estremamente tristi.
    La popolazione di Halabja necessita di aiuti immediati. Sono
    necessari specialisti (come chirurghi pediatrici), apparecchiature e farmaci.
    Ancor più essenziale provvedere a bisogni primari, come
    riscaldamento, acqua pulita e sforzarsi di salvaguardare la
    popolazione da ulteriori attacchi futuri.
    Dobbiamo renderci conto che le conoscenze mediche e scientifiche
    di cui disponiamo su quali siano i metodi più adeguati di trattamento
    delle vittime di un attacco chimico di tale portata sono davvero
    esigue. E' necessario ascoltare, pensare e valutare con grande attenzione,
    poiché molte di queste persone sono state esposte a strane
    combinazioni di gas tossici. Molti presentano quadri clinici mai
    visti o documentati prima d'ora.

    Di fatto non abbiamo alcuna conoscenza su come trattare i problemi
    derivanti da armi così devastanti, con conseguenze di tale atrocità
    mai riscontrate in passato.
    Le immagini che girarono il mondo dopo l'attacco del 1988, diffuse
    dai giornali e dalle televisioni, erano raccapriccianti. Una foto riproduceva
    un padre che moriva stringendo a sé due gemelli neonati, nel tentativo
    di far loro da scudo con il corpo. Una statua che riproduce
    quell'immagine è all'ingresso di Halabja. Non è la tradizionale
    statua di un eroe che si erge fiero, scolpito in pietra o bronzo a rappresentare
    il successo ed il trionfo dell'uomo, ma è l'immagine di un uomo
    prostrato ed agonizzante, che muore nell'atto di proteggere i suoi bambini.
    Un profondo brivido mi ha attraversato quando sono entrata nella città
    ed ho visto quella statua..E' stato come una nube tossica psicologica
    che si è calata su di me, difficile da scacciare. Si è fatta più intensa
    quando ho incontrato la gente, ho ascoltato le loro storie ed ho visto
    l'entità degli effetti patologici a lungo termine.
    Le immagini terribili della gente di Halabja e la loro situazione
    ritornano di notte nei miei incubi e riappaiono di giorno nei miei
    pensieri. Forse il persistere di questi vividi ricordi mi è di monito
    che ora l'impegno più importante deve essere quello di tentare di portare
    aiuto a questa gente, con tutte le nostre forze.

 

 

Discussioni Simili

  1. Armi di Distruzione di Massa di Saddam? Ma sono in Siria!
    Di Totila nel forum Politica Estera
    Risposte: 27
    Ultimo Messaggio: 22-12-05, 04:11
  2. L'Italia compra armi di distruzioni di massa. PERCHE'?
    Di Dario nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 29-10-03, 18:46
  3. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 12-06-03, 13:07
  4. Trovate le armi di distruzioni di massa!!
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 24-04-03, 10:42

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito