La nipote del Duce si candida e attacca il leader di An
"Ha strappato il cuore alla madre per arrivare dove è arrivato"
"Fini pronto a tutto per il potere"
ROMA - "Noi siamo una forza di vaccino dai poli, siamo anti-comunisti ma anche anti-capitalisti". Una Alessandra Mussolini più agguerrita che mai ha illustrato oggi alla stampa la decisione di candidarsi alla presidenza della Regione Lazio con la sua formazione di estrema destra Alternativa Sociale.
"C'è chi dice in modo grossolano che noi ci candidiamo per favorire la sinistra - ha proseguito l'ex parlamentare di An riferendosi a Fini - e lo dice una persona che ha strappato il cuore alla madre per arrivare dove è arrivato. Ad attaccarci è proprio lui... lo vedo proprio disperato". "Per noi - ha aggiunto - la politica è questo, è cuore di mamma, sentimento, non è potere, capriole e giravolte per una poltrona".
La scelta della Mussolini rischia di creare più di un grattacapo alla Cdl. La candidatura dell'ex parlamentare di An chiude infatti definitivamente la porta alle speranze di Berlusconi di vederla alla testa del Polo nelle regionali in Campania. Alimentando di conseguenza tra gli alleati di centrodestra lo scontro, già arrivato a livelli di guardia, per la scelta dello sfidante ad Antonio Bassolino. La corsa della Mussolini nel Lazio potrebbe inoltre mettere a repentaglio le possibilità di successo di Storace, togliendo voti al candidato della Cdl in una situazione di potenziale equilibrio con il candidato dell'Ulivo Piero Marrazzo.
Del resto, a sentire le parole pronunciate oggi dalla Mussolini contro Gianfranco Fini, pensare di poter ricucire lo strappo a destra con la nipote del Duce, sembra proprio fosse un'ambizione fuoriluogo. La Mussolini per esprimere tutta la sua lontananza dal suo ex leader si è spinta a parafrasare una fiaba tanto simbolica quanto macabra.
"C'è un ragazzo - ha detto Mussolini riferendosi ancora a Fini - che va da un uomo e gli chiede: 'Come faccio a raggiungere il potere?'. E l'uomo gli dice, vai da tua madre, strappale il cuore e portamelo. Il ragazzo corre, raggiunge la madre, le strappa il cuore, ma inciampa e cade e il cuore da terra dice: 'ti sei fatto male figlio mio?". "Per noi - ha concluso l'ex esponente di An - la politica è questo, è cuore di mamma, sentimento, non è potere, capriole e giravolte per una poltrona".


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