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    Predefinito Legittimo sparare ai nostri soldati

    Come ha ragione Oriana Fallaci. L'Europa andrebbe ribattezzata Eurabia.
    Ma l'Italia di più. Potrebbe funzionare Itallah?
    Di certo Osama Bin Laden dovrebbe eleggerla come luogo di pellegrinaggio, ed invece di girare intorno alla Pietra nera della Mecca, i suoi discepoli potrebbero adempiere il precetto ruotando intorno al Palazzo di Giustizia di Milano.
    Da qui infatti viene la buona novella per i seguaci dello sceicco saudita e consimili. Con la sentenza ben motivata di un giudice (i cui dettagli racconta a pagina 2 Luigi Gambacorta) viene sancita l'intoccabilità e quasi la sacralità dei kamikaze.
    Infatti come si fa a provare che sono kamikaze? Impossibile. Com'è noto sono gente disarmata. L'arma da essi adoperata è il loro stesso corpo. Mica si può arrestare la gente perché ha un corpo e dice di volerlo adoperare da qualche altra parte del mondo o forse persino in Italia. Non c'è bisogno di porto d'armi per il corpo. Il corpo è mio e lo gestisco io. Su autobomba, su aerei dirottabili. Fuori d'Italia con uso di coltello per decapitare miscredenti e traditori.
    Si sa che i guerrieri di Osama fanno questo. Lo sa tutto il mondo. Ci sono proclami scritti dappertutto. Ma per il giudice di Milano, chi può dirlo che sia sbagliato andare ad arruolarsi con Al Zarqawi? Nessuno. E anche chi li adesca e li spedisce, in fondo non fa nulla di male, giuridicamente parlando.
    Non siamo ironici.
    È quanto predicato dalla sentenza. La quale ha un suo rigore giurisprudenziale: rischia di diventare il nostro rigor mortis, ma che ci possiamo fare?
    C'era un gruppo islamista investigato dai pm e in particolare da Stefano Dambruoso. Hanno scoperto fosse legato ad Ansar Al Islam. Questo nome al profano non dice nulla.
    A chi legge un pochino di queste cose, il nome invece fa rizzare i capelli. È semplicemente la filiale di Al Qaeda in Europa.
    In questi ultimi anni ha mutato intestazione, e si fa chiamare Ansar Al Sunna. Chi è affezionato di analisi sull'attentato di Madrid e sui legami internazionali di Al Zarqawi avrà letto questa sigla in articoli di Libero una ventina di volte. Ma per la magistratura italiana non significa nulla. Occorrono prove, ed è giusto, per carità.
    Non bastano le documentazioni fornite dall'intelligence e dagli esperti internazionali, non sono sufficienti le rivendicazioni via internet, i video con le decapitazioni applauditi da questa o quella diramazione di Ansar Al Islam.
    Troppo facile. Fino quando non sei preso tu con il coltello insanguinato tra le mani, puoi persino arruolare miliziani Osama. Mica è reato. Per i nostri giudici (è già successo a Napoli) Bin Laden resta uno dei tanti predicator i islamici.
    Può essere simpatico o antipatico,ma gli americani non hanno ancora documentato appieno la sua responsabilità per l'11 settembre.
    I testimoni non hanno fornito le loro deposizioni dinanzi ad un avvocato e non si sa se siano disposti a venire a confermare le accuse in Tribunale a Milano.
    Veniamo al caso nostro. E' stato provato che il marocchino Nourredine Drissi e il tunisino Kamel Hamraoui raccoglievano, insieme ai compagni delle "cellule" di Ansar, denaro per donarlo ai gruppi di Al Qaeda. E' acclarato pure questo: reclutavano e spedivano musulmani residenti in Italia in campi paramilitari dove costoro - scienza comune - imparavano le arti preferite:
    1) guida di autobombe in direzione di ignari cittadini (tra cui bambini) in Iraq o altrove nel mondo;
    2) uso del kalashmikov anche contro elicotteri magari italiani,
    3) decapitazione di infedeli o di iracheni fedeli al governo voluto dall'Onu.
    Ma in Italia questo non è considerato reato.
    Essere di Al Qaeda non vuol dire essere perseguibili per terrorismo internazionale. Al massimo, li si può condannare per fabbricazione di passaporti falsi o per aver smerciato droga per la causa. Ma la causa resta buona e santa. Insindacabile.
    Noi avremmo un'idea per fregare Al Qaeda: inasprire le leggi sul fumo, lì magistrati sono durissimi la battaglia è riconosciuta giusta. Stroncare un vizio nobile. Invece, prendersela con chi manda in Iraq kamikaze e non incarcerare il ministro Martino che spedisce elicotteristi in Babilonia, sarebbe un'inaccettabile disparità di trattamento, una rottura della par condicio internazionale.
    Una gravissima violazione dell'imparzialità dei giudici,i quali finirebbero per favorire una «delle opposte fazioni in lotta».
    Non stiamo inventando. Nella sentenza è usata proprio questa formula.
    Soldati italiani della coalizione e miliziani legati ad Al Zarqawi hanno per il gup identica legittimità.
    A questo giunge il formalismo assoluto.
    Con lo stesso criterio si deve lasciar libero chi tu sai con assoluta certezza dirotterà a mani nude un aereo, o arruola un altro per farlo. Roba brutta, certo. Siccome però le idee sono impunibili e la libertà d'opinione inviolabile, non puoi farci niente.
    Solo nell'istante in cui desse un colpo di karate sulla nuca del pilota,si potrebbe cominciare a configurare un reato.
    Un decimo di secondo prima no, il martire ha persino il diritto di avvicinarsi alla cabina,magari con il ritratto di Osama sul petto. Infatti per la nostra giustizia i kamikaze arruolati da Al Qaeda in Italia e spediti ad agire in Afganistan o in Iraq sono idealisti.
    Chi li arruola fa il suo dovere di buon islamico. Non è un terrorista, tutt'altro. Sia chiaro: noi non conosciamo i due nordafricani assolti dall'accusa di terrorismo. Vale anche per essi il principio d'innocenza. Ci mancherebbe.
    Di certo però ora sappiamo che: stante le leggi vigenti; stante l'inter pretazione in uso presso i nostri magistrati delle medesime; stante la cultura dominante che dà supporto etico a ciò; stante tutto questo l'Italia è candidata agli Oscar nella parte di amica cretina del terrorismo islamista.
    Vogliamo dircelo? C'è un problema di buon senso.
    Di informazione specifica: non si può non sapere, se si lavora con presunti terroristi islamici, che cosa sia Ansar Al Islam.
    Ma c'è anche un equivoco legislativo. Fa benissimo Gianfranco Fini ad indignarsi per la sentenza. Bisognerebbe però anche aggiornare il nostro codice.
    Siamo in guerra, e non è una balla retorica. Il fatto che islamici estremisti reclutino tra noi kamikaze ne è la prova.
    Occorre prevedere un reato di terrorismo che tenga conto dell'idea tremenda di "martirio".
    Se no,leggi alla mano, se un tale telefona a qualcuno e dice:
    «Vado a New York, vorrei far saltare la metropolitana »,e ci va davvero, nessuno può fermarlo. A meno che abbia il passaporto falso. Ma quelli furbi ce l'hanno a posto,come i 19 dell'11 settembre, i capi dei quali passarono da Milano.
    Se li avesse fermati Stefano Dambruoso, il gup avrebbe detto: non bisogna violare la par condicio.
    Possibile non ci si renda conto della novità assoluta di questo tipo di aggressione terroristica? Secondo il citato pm Stefano Dambruoso, un magistrato inquirente invidiatoci dall'Occidente intero per scrupolo e competenza, senza nuove leggi non se ne esce.
    Ad esempio da noi reclutare armigeri a pagamento è reato.
    Ma se lo si fa gratis, nessuno può dir nulla, non c'è legge che punisca. Lo diceva proprio lui, testualmente, a Magdi Allam un anno fa. Bisognerebbe che i politici si lamentassero sì con i giudici, ma cambiassero anche le leggi.
    Non viviamo nel migliore dei mondi possibili. Ma in questo, dove si aggira il terrorismo islamico. Sono faccende delicate quelle in cui bisogna coniugare libertà e sicurezza.
    Ma non possiamo più sfuggire alle necessità della vita. Se no quelli sono liberi di organizzare la morte. Lo fanno lo stesso.
    Ma per favore senza la nostra benedizione imbecille.

    Renato Farina su Libero del 25 gennaio

    saluti

  2. #2
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    Reclutare kamikaze per l’Iraq non è reato

    L'ufficio reclutamento può essere aperto in Via Quaranta o dintorni. Assoldare guerriglieri islamici da spedire in Iraq non è reato. A Milano non si applica il 270bis ( terrorismo internazionale) per chi raccoglie soldi, mezzi e soprattutto uomini per combattere a favore di Saddam Ussein. Lo ha scritto il gip Clementina Forleo, che ha assolto tre imputati "milanesi" e rispedito al giudice di Brescia due "cremonesi", perché si proceda con le vecchie norme e non con la legge approvata dopo l'11 settembre 2001. Un bel colpo per i cinque affiliati ad "Ansar Al Islam" che con azzardo calcolato, hanno scelto il rito abbreviato. Io non prendo parte, non mi schiero, non scelgo tra i combattenti, scrive nella sua maniera togata la Forleo. Che sia proprio il contrario lo documenta lei stessa. Punire « anche gli atti di guerriglia, per quanto violenti, posti in essere nell'ambito dei conflitti bellici in atto tra Stati porterebbe inevitabilmente a una ingiustificata presa di posizione per una delle forze in campo. Questo ( attenzione all'inciso) « a prescindere dagli obbiettivi presi di mira » . Chissà se in quel "a prescindere", vanno inclusi i carabinieri di Nassirja. « Le attività violente o di guerriglia anche se poste in essere da parte di forze armate diverse da quelli istituzionali, non possono essere perseguite neppure sul piano del diritto internazionale, a meno che non venga violato il diritto internazionale umanitario » . Bisogna precisare che due degli imputati ( Bouyahia Maher Ben Abdekaziz, Toumi Alì Ben Sassi, tunisini) sono stati condannati a 3 anni. Ma per « favoreggiamento alla immigrazione illegale e procacciamento dai documenti falsi » .
    Il terzo Mohamed Daki, il più alto in grado nel gruppo, si è preso un anno e 10 mesi e sarà scarcerato alla fine di gennaio. Perché procurassero passaporti italiani, i meglio confezionati e i più appetiti tra gli islamici, la Forleo non se lo chiede, quasi si trattasse di trovare per dei compatrioti dell'ordinario lavoro nero. Piuttosto le è mancato l'ardire di assolverli anche per le carte false, visto che per reclutare combattenti agivano in stato di necessità. La Forleo ha ignorato che Mohamed Daki ( quello che tra sei giorni lascia San Vittore), aveva consegnato a Reggio Emilia il passaporto per Maxamed Ciise, il capo che in Siria doveva procurarsi da Al Qaeda i fondi per Ansar Al Islam. E che ad Amburgo ( dove era tornato prima di essere estradato in Italia) aveva dato alloggio a Ramzi Binalashib, il pianificatore delle strage alla Torri Gemelle.
    Per la Forleo i rapporti dei servizi segreti « le cosiddette fonti d'intelligence sono atti affetti da inutilizzabilità patologica » . Meno ancora contano le « segnalazioni da parte di organismi americani o da fonti del BKA tedesco » .
    Inutili anche gli « atti compiuti all'estero non assistiti dalle garanzie difensive.
    Ci si riferisce - lo scrive sempre il gip - alle audizioni di ex combattenti ristretti in Iraq, assunti dall'autorità norvegese ed acquisite ai nostri inquirenti per rogatoria » .
    Inutile per il processo anche il fatto che due combattenti, reclutati proprio a Milano proprio da questo gruppo ( Morkidi Kamal e Abib Waddani), si sono fatti saltare in Iraq come kamikaze e sono stati celebrati, anche qui, come eroi.
    In più , di azioni terroristiche hanno parlato gli stessi imputati.
    La Forleo riferisce della « maledizione » , contro l'Italia registrata nella cella di sicurezza della Questura ( 1/ 4/ 2003) tra Ciise Maxamed e El Ayashi ( imputati che hanno scelto i rito ordinario). Per lei si tratta di « commenti tutt'altro che inequivocabilmente riferibili ad attività di tipo terroristico concretamente programmate » .
    Nè vede riferimenti al terrorismo in casa nostra nella registrazione telefonica tra El Ayashi e l?imputato Hamraoui che gli spiega: « Non hanno bisogno di uomini lì, hanno bisogno di uomini qui » . In questo caso « è evidente - per il gip - che si riferiscono ai finanziatori di quei combattimenti » .
    Perché la metà dei procacciatori di fondi dovesse essere messa in cassa integrazione non di capisce. Eppure nella stessa telefonata Mullah Fuoad chiede all'interlocutore l'invio di « combattenti adeguatamente addestrati, di gente che colpisca con il ferro, quelli che stavano in jaban ( Giappone) » .
    Ma il giudice trova ambiguo anche « il riferimento ai kamikaze, all'invio di uomini disposti al diretto sacrificio umano » . C'è anche un pentito, Mohammed Tahir.
    Racconta che Ansar Al Islam era in contatto con Al Qaeda e che aveva progettato anche di utilizzare kamikaze » . Ha parlato per « sentito dire, senza fornire alcun elemento di diretta cognizione » . In conclusione « può ricavarsi che Ansr Al Islam era strutturata come una vera e propria milizia islamica, addestrata alla guerriglia, finanziata da gruppi stanziati in Europa » . Ma « gli obiettivi di natura terroristica erano probabilmente propri di alcuni suoi membri » .
    Per rimandare i due imputai di Cremona al giudice di Brescia, il gip osserva infine che le « cellule si muovevano in sostanziale autonomia, anche in presenza dei necessari collegamenti tra le medesime e altre collaterali, stanziate all?estero » .
    Un bell'omaggio alla compartimentazione, proprio di ogni organizzazione terroristica che si rispetti.

    Luigi Gambacorta su Libero del 25 gennaio

    saluti

  3. #3
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    1) l'Irak non è nemmeno terra di Al Zarkawi e dei terroristi ma degli Irakeni;

    2) esiste una sostanziale differenza tra una missione di guerra e una di supporto alla pace; in una missione di guerra ci si va coi carri armati, e si interviene con elicotteri da attacco (apache, mangusta, supercobra e simili). Il fatto che i nostri abbiano gli Ariete, e abbiano i Mangusta, ma non li utilizzino praticamente mai mi pare significativo.

    Poi se uno vuol fare polemica anche su fatti di questa gravità la faccia pure: si qualifica da solo.

  4. #4
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    In origine postato da UgoDePayens
    1) l'Irak non è nemmeno terra di Al Zarkawi e dei terroristi ma degli Irakeni;

    2) esiste una sostanziale differenza tra una missione di guerra e una di supporto alla pace; in una missione di guerra ci si va coi carri armati, e si interviene con elicotteri da attacco (apache, mangusta, supercobra e simili). Il fatto che i nostri abbiano gli Ariete, e abbiano i Mangusta, ma non li utilizzino praticamente mai mi pare significativo.

    Poi se uno vuol fare polemica anche su fatti di questa gravità la faccia pure: si qualifica da solo.
    Per forza, sono trincerati nella base stretti tra Scilla e Cariddi:

    Scilla: se il Governo si ritira, fa una figura di merda colossale davanti agli Stati Uniti e davanti ai bananas che ha caricato a molla per difendere la guerra.
    Scommetto che se Berlusconi decidesse il ritiro, un buon 5% dei lettori di questo forum non lo rivoterebbe.

    Cariddi: se mettono fuori il naso dalla caserma rischiano. Nassirya è stato già un duro colpo, ma per la sorpresa la gente ha assorbito senza grosse reazioni; se ci trovassimo una 30 di morti ammazzati in un giorno come i nostri amati alleati statunitensi, sarebbe il tracollo elettorale.

    Morale: tenere un basso profilo con Al QUaeda (da un po' di mesi non si sente più parlare di minacce dirette all'Italia.. )

  5. #5
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    In origine postato da UgoDePayens
    1) l'Irak non è nemmeno terra di Al Zarkawi e dei terroristi ma degli Irakeni
    Come no? Vattimo ha detto che Zarqawi è una sorta di Sandro Pertini iracheno

  6. #6
    Silvioleo
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    In origine postato da JackTK
    Al Zarqawi e' un frutto della guerra preventiva.
    io non sono un fautore della guerra preventiva...ma al zarqawi è un figlio di puttana che sgozza uomini innocenti come maiali indipendentemente da quel che fanno gli usa...chiariamo...perchè altrimenti qua si arrivano a giustificare macellai di uomini e violentatori di bimbi(penso alla scuola in ossezia)....ste cose nn si giustificano MAI.

  7. #7
    Silvioleo
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    In origine postato da JackTK
    e' un figlio di puttana come altri ve ne sono dall'altra parte.
    forse la sua sensibilita' e' molto piu' impressionabile dallo sgozzamento che dai democratici bombardamenti sui civili come a Falluja..
    ma sempre di morte si tratta...
    o no?
    io la guerra in iraq non l'avrei fatta .

  8. #8
    Silvioleo
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    In origine postato da JackTK
    nemmeno io..e non perche' sia un pacifista (= non sono pacifista).
    re3sta il fatto che il terrorismo non puo'trovare giustificazione alcuna...senno' è un macello...

  9. #9
    Silvioleo
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    In origine postato da JackTK
    la guerra e' ancor piu' stupida perche' certi esiti erano assolutamente prevedibili.
    il terrorismo e' uno di questi.
    è proprio questo che ti sto contestando...è una follia pensare che il terrorismo nasca dalla guerra.

  10. #10
    Silvioleo
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    In origine postato da JackTK


    il terrorismo non nasce dalla guerra ma da essa trae ulteriore alimento.
    questo è molto diverso da:"Al Zarqawi e' un frutto della guerra preventiva."

 

 
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