a sentenza farà da apripista per la futura giurisprudenza
Con il nuovo processo a Milano, l'imputato rischia l'ergastolo
Omicidio Desirée, la Cassazione
"La pena per Erra va inasprita"
Il nuovo processo si celebrerà all'Assise d'appello di Milano

Giovanni Erra

ROMA - La Cassazione ha annullato la sentenza di condanna a 20 anni di reclusione per Giovanni Erra, l'unico maggiorenne dei quattro accusati per la violenza sessuale e per l'omicidio, tre anni fa, della quattordicenne Desirée Piovanelli a Leno, in provincia di Brescia.

La prima sezione penale della Cassazione ha ordinato che nuovi giudici si pronuncino sulle aggravanti che sono state invece escluse nella sentenza d'appello: "Per la conseguente rideterminazione del trattamento sanzionatorio, la prima sezione penale rinvia ad altra sezione". Probabilmente, sarà la Corte d'Assise d'Appello di Milano a riprocessare in secondo grado l'imputato.

La decisione della Cassazione ha affermato la "continuità normativa" tra la vecchia e la nuova legge sulla violenza sessuale del 1996, con la conseguenza che l'aggravante dell'omicidio a scopo di stupro può essere applicata anche a chi ha commesso questo delitto dopo l'entrata in vigore della nuova legge.

Il sostituto procuratore generale della Cassazione, Fabrizio Ciani, ha detto che "la nuova legge sulla violenza sessuale non comporta l'incompatibilità dell'aggravante, perchè in tal caso una simile esclusione sarebbe in netto contrasto con lo spirito della legge del 1996 che ha inteso aumentare la tutela da questo crimine". In sintesi, secondo il Pg, "anche con la nuova normativa si dovrebbe poter punire con l'ergastolo i delitti perpetrati allo scopo di conseguire la violenza sessuale".

Il Pg ha sottolineato che questa è la prima volta che "si pone questo problema in Cassazione". Dunque, la decisione di questa sera, "farà da apripista per la successiva giurisprudenza".

Se le aggravanti saranno confermate dalla nuova corte d'Appello, Giovanni Erra rischia l'ergastolo.

Al dibattimento in Cassazione era pesente anche il padre di Desirée, Maurizio Piovanelli, che si è costituito parte civile nel procedimento: "Adesso si apre uno spiraglio di luce ed io e la mia famiglia possiamo riprendere a sperare che ci sia una condanna più pesante, come l'ergastolo, nei confronti di Giovanni Erra. Questa sentenza ci ha restituito fiducia nella giustizia".