www.comedonchisciotte.net/index.php
TERRORISTI ISLAMICI SI ADDESTRANO A FIANCO DEGLI ISRAELIANI
---Le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, noto gruppo terrorista palestinese, ha invitato un gruppo di giornalisti a visitare il suo campo d’addestramento a Khan Younis, nella striscia di Gaza. Chi avesse la curiosità di vedere le foto delle esercitazioni (uomini con passamontagna impegnati in varie attività con diverse armi, dai kalashnikov ai missili Kassam) le può trovare sul sito “libertyforum.org”.
Il guaio è che i giornalisti hanno fatto, una volta sul posto, scoperte alquanto incresciose. Per esempio, che i cecchini “musulmani fondamentalisti” esibivano una carabina di precisione israeliana del costo di 4500 dollari. Che tutti calzavano “anfibi” dell’IDF, Israeli Defense Force, ossia dell’armata israeliana. Ma soprattutto che il campo ultrasegreto di Khan Younis, dove si addestrano i terroristi assassini, è situato in mezzo a sei fortini dell’esercito israeliano (il più vicino è a cinque minuti di strada) che proteggono un insediamento illegale ebraico con 10 mila coloni. Anzi le esercitazioni coi missili Kassam hanno luogo nell’aranceto di proprietà (illegale) dei suddetti coloni.
Il che consente una sola conclusione: i “terroristi arabi suicidi” sono addestrati sotto l’occhio benevolo d’Israele, e con la protezione dell’esercito israeliano.
Non è la prima volta che si scopre questo strano legame fra terroristi islamici e Israele. Spesso in passato Tel Aviv ha usato e manipolato gli estremisti islamici per imporre la sua agenda geopolitica al mondo. Victor Ostrovsky, famoso ex-agente del Mossad, ha raccontato in un suo libro che l’intera operazione Usa di fornitura ai mujaheddin afghani contro l’Urss era sotto la supervisione del Mossad, che aveva le sue entrature tra i fondamentalisti. Ostrovsky spiegò nel suo libro The Other Side of Deception (L’altra faccia dell’inganno, ovviamente inedito in Italia) come, per i duri israeliani, la sopravvivenza d’Israele dipende dalla sua forza militare “e questa forza nasce dalla necessità di rispondere a una minaccia costante”. Tale minaccia va “mantenuta costante” con ogni mezzo.
Perciò, “il sostegno ai gruppi più estremi del fondamentalismo musulmano era parte essenziale del piano generale del Mossad per l’area. Un mondo arabo dominato da fondamentalisti non avrebbe potuto mai essere considerato un interlocutore dall’Occidente, e avrebbe lasciato così Israele a giocare la parte del solo Stato democratico e razionale nella regione”.
Un giornalista americano di nome Jack Anderson condusse un’inchiesta approfondita sullo scottante argomento nel ’72, basandosi su fonti del Dipartimento di Stato. Secondo il quale “Israele finanziava segretamente il gruppo di Abu Nidal”, il superterrorista palestinese dell’epoca, in quanto era interesse israeliano “gettare l’una contro l’altra le varie fazioni palestinesi” e l’estremismo islamico “era utile a destabilizzare i regimi arabi in Medio Oriente”. Hamas è un altro di questi gruppi: utilissimo perché, ogni volta che la pace in Medio Oriente sembra giunta a un punto decisivo, compie un attentato sanguinoso che consente a Sharon di gettare all’aria il tavolo e rifiutare ogni concessione. Il defunto Arafat denunciò molte volte che Hamas era stato fabbricato da Israele per creare difficoltà a lui.
Basta poco a capire che oggi altre famigerate maschere come Osama bin Laden e Al Zarqawi espletano esattamente la stessa utile funzione.
Maurizio Blondet
24.01.05


Rispondi Citando
