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    Predefinito Biaggi: "Caro Rossi, ti batto"

    Incontro in Gazzetta col pilota romano che ha parlato a ruota libera: "Lo scorso anno Valentino ha fatto una cosa grande, ma io lo so che ha un punto debole...".

    Sono passati più due mesi dall’infortunio con la Supermoto e le stampelle sono ancora lì, quasi a voler ricordare a Max Biaggi che la guarigione va conquistata con sofferenza. Intanto il 23 gennaio c’è la Honda RC211V che lo aspetta a Sepang per i primi test.
    — Quando diventa pilota ufficiale Honda... ufficialmente?
    «Spero a breve, ma tocca a loro decidere se annunciarlo o meno. Intanto mi sembra che ormai lo sappiano tutti...».
    — Il tecnico Erv Kanemoto farà parte della sua squadra?
    «La Honda sta organizzando un po’ tutto. Comunque anche dopo il 1998, l’ultimo anno che ho lavorato con Kanemoto, è rimasto un bel rapporto di amicizia e stima reciproca. E il responsabile della mia moto sarà una sorpresa».
    — Come sono andate le vacanze?
    «Sono stato in America. A Los Angeles ho visto la prima gara del campionato supercross. Pioveva, ma c’erano 70.000 spettatori. Lì ho incontrato Hayden, il mio compagno, Schwantz, Mamola».
    — Facciamo un nome: Rossi...
    «Ha fatto una grande cosa con la Yamaha. Come piloti, la nostra è una stima reciproca. Anche lui lo ha detto più volte. Le nostre strette di mano non sono per i fotografi. A volte parte da lui, a volte da me. E dopo quest’anno in Yamaha, dove si è misurato fino all’ultimo con Gibernau, forse mi ha rivalutato».
    — Rossi è un pilota imbattibile?
    «No, si può battere. Perchè inizia un’altra stagione di corse...».
    — Ma Valentino ha un punto debole?
    «Sì, ma non ve lo dico».
    — E di Rossi in F.1 che ne pensa?
    «Anch’io ho avuta la possibilità, ma la scelta l’ho fatta. Non sono andato in F.1 perchè sarebbe stato chiedere troppo al destino. È un po’ come chi viene dal nulla, crea qualcosa di importante e cambia la sua vita perché vuole di più. Non va...».
    — Qual è la moto del cuore?
    «L’Aprilia 250».
    — A proposito di Aprilia: Noale ha rinunciato alla MotoGP.
    «Dispiace. Ma anche se rimanessimo in 15 a correre non cambierebbe tanto. Chiedete alla gente chi sono i piloti di F.1 o della MotoGP: scommettete che non arrivano a dieci nomi?».
    — Cosa si aspetta dalla Honda?
    «Vorrei essere messo in condizione di renderla vincente. Essere assecondato nell’indirizzo tecnico. Finora mi sono dovuto adattare a moto fatte da altri».
    — Per questo vuole esserci a tutti i costi domenica 23 gennaio a Sepang?
    «Delle due è meglio esserci. Perché non sempre può andare come nel ’98, quando Doohan sviluppò una Honda perfetta che andava bene per chiunque guidando pulito o di traverso. Allora, anche se debuttavo in 500 e avevo fatto 3 soli test ho vinto la prima gara e ho lottato con Doohan fino alla fine».
    — Potrebbe svilupparla Gibernau?
    «Secondo me è meglio che lo faccia io. La Honda starà a sentire un po’ tutti e alla fine spero che si indirizzi un po’ più verso la nostra strada».
    — Quale è il pilota più forte?
    «È come chiedere ad un agricoltore se il suo vino è il migliore...».
    — E i piloti americani?
    «Bisogna dar loro tempo. Vengono da campionati e circuiti diversi dai nostri. E da loro il livello è un bel po’ più basso».
    — A cosa pensa durante una caduta?
    «Vai già al seguito, non a quanto sta accadendo. Lucidità pura».
    — E rivedendosi alla televisione?
    «Mi stupisco sempre di come non si trasmettano dallo schermo le difficoltà incontrate per arrivare a quel punto».
    — Chi è il più grande staccatore?
    «Per me il brasiliano Alex Barros».
    — I circuiti più belli...
    «Per il pubblico Laguna Seca con il suo micidiale cavatappi: rettilineo, poi una discesa ed una esse. Per me Brno».
    — Come è cambiato il Motomondiale?
    «Dal punto di vista dei rapporti tra noi piloti ha perso un po’. Con Schwantz, Mamola e compagnia si giocava a calcio nel paddock, si facevano le gare in bicicletta, c’era sempre una trovata. Adesso quasi non vedi neanche il tuo compagno di squadra. Anche le prove ufficiali: adesso le fanno solo al sabato. Sono tempi che servono più alle tv che a noi».
    — È stato vicino alla Ducati?
    «Sono stato contattato nel 2003. A sentire loro ero la prima scelta. Ma avevamo un modo di vedere le cose diverso e allora ho preferito rimanere con i giapponesi. E poi, dopo anni di collaudi con la Yamaha, non volevo ripartire con una moto nuova: mi sarebbe costato troppa energia».
    — Fortuna, talento: cosa conta di più?
    «Aiutati che Dio ti aiuta è un detto che vale sempre. Detto questo, arrivi a un certo punto dove pensi di avere imparato abbastanza e pensi che è difficile ancora progredire. Invece no. Allora devi stuzzicare la tua fantasia. Anche nell’allenamento».
    — In moto c’è più sofferenza o divertimento?
    «Percepisci la sensazione del divertimento. Fare un numero è come far vedere un album di fotografie ad un amico. La moto non è un lavoro, è un piacere».
    — In questi due mesi di stop per l’infortunio a cosa ha pensato?
    «Due mesi e 5 giorni, ormai li conto. Ho fatto le cose semplici. Tutti i piloti sono così. Ad esempio a casa può darsi che li trovi a rompere la legna perchèquel giorno devono essere boscaioli. Nella sofferenza ho trovatoaiutodai tifosi e dalla gente. Mi hanno chiamato anche alcuni colleghi: Hayden, McWilliams, Hopkins».
    —C’è il doping nel Motomondiale?
    «Cosa può dare il doping ad un pilota?».
    — E la cocaina?
    «Penso di no, ma non ne sono sicuro. Però chi va a troppe feste rischia».
    — Sarà pronto per il Motomondiale?
    «Sì. In questi due mesi non ho usato neppure un antidolorifico. Questo per prepararmi eventualmente a prenderli. La mobilità al piede è ancora poca e il dolore è tanto. Domenica a Sepang non sarò al cento per cento. Però voglio esserci perchè la mia è una gran scommessa.Quando mi sono rialzato dall’asfalto, sulla pista di Latina, mi è passato nella mente il film di quello che sarebbe stato il 2005».
    — E l’incidente di Rossi con lo snowboard? Lì anche lui ha rischiato...
    «Innanzitutto, quello investito non è il mio commercialista... Scherzi a parte, non ci ho pensato più di tanto perchè quel giorno è morto Meoni».
    — Non è che voi piloti rischiate un po’ troppo con i vostri divertimenti extra...
    «Sono manifestazioni di vitalità. La libertà di fare un salto di venti metri con la moto da cross può darti gusto come una cena con gli amici».
    — Si può voler bene ad una moto?
    «Se riesci a farla tua sì. Io la rispetto come un amico, ma la vedo molto femmina. Ogni tanto mi è anche capitato di parlarle. E a casa, all’ingresso, ne ho due: ma non vi dico quali».
    — Cosa non le piace di se stesso?
    «Sul lavoro mi irrigidisco e la gente non mi conosce per quello che sono davvero».


    non vedo l'ora che ricominci la Moto Gp

  2. #2
    give peace a chance
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    bah....
    mica so convinto che vince....

  3. #3
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    Originally posted by demian
    bah....
    mica so convinto che vince....
    nemmeno lui, ma ogni anno deve dirlo......

  4. #4
    give peace a chance
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  5. #5
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    Originally posted by Nirvana
    nemmeno lui, ma ogni anno deve dirlo......
    _______________________________________

    No lui ci crede ma non ha la classe di Valentino...

    Valentino è tra i grandissimi della storia della moto,

    Hailwood, Agostini, Redman, Dohoan, Read, Sheene, Roberts, e pochi altri tra i fuoriclasse.

    Biaggi non è al livello dei suddetti, con Valentino non c'è storia, ha sempre perso.

 

 

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