E' accaduto a Genova subito dopo Natale. Il feto ha 23 settimane
Nello stesso ospedale 5 anni fa un altro caso. Il parto andò bene
E' incinta, in coma irreversibile
Il marito deciderà sorte del bimbo
L'ospedale San Martino di Genova
GENOVA - Saranno il marito e la famiglia a decidere del destino del bambino che sta crescendo nel grembo della donna in coma irreversibile, ricoverata nel reparto di rianimazione dell'ospedale San Martino di Genova. Lo ha stabilito il Comitato etico dell'ospedale che stamani si è riunito per prendere una decisione sulla vicenda della donna, poco più che trentenne, vittima di un'emorragia cerebrale e senza speranza. Ma il feto continua a dare segni vitali e ormai è arrivato alle 23 settimane.
Nel corso della riunione, che il direttore sanitario dell'ospedale Paolo Elia Capra ha definito "lunga ma serena", il direttore della rianimazione Franco Bobbio Pallavicini e quello della neonatologia Sandro Trasino hanno illustrato la situazione della donna e lo stato evolutivo del feto.
Al termine della discussione, alla quale hanno preso parte i 30 membri del comitato, espressione della società civile e della Chiesa, è stato deciso che i due medici informino in modo dettagliato i familiari della paziente, e in particolare il marito. A loro spetterà il diritto di esprimere la loro volontà sulla possibilità di ulteriore sviluppo della gravidanza, con particolare riferimento alla regolare crescita del feto.
Il dramma della donna si è compiuto nei giorni successivi al Natale mentre si trovava con la famiglia in una cittadina della riviera. Colta da un malore improvviso, era stata trasportata in elicottero all'ospedale San Martino. Qui le condizioni erano apparse subito critiche: emorragia cerebrale era la diagnosi, con ampio versamento di sangue e le funzioni vitali compromesse. Il suo stato è progressivamente peggiorato fino a quando un elettroencefalogramma piatto ha posto il comitato etico davanti alla difficile scelta.
Nel 1999 i medici dell'ospedale San Martino avevano vissuto un dramma analogo: una giovane di 24 anni entrata in coma per aneurisma cerebrale e morta un mese dopo il parto. Il bimbo, dopo un periodo trascorso in ospedale, era stato giudicato sano ed aveva raggiunto il padre e lo zio in un paese dell'entroterra di cui la famiglia è originaria.
(26 gennaio 2005)
La domanda è semplice: cosa fareste voi?




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