TERRORISMO/ CHERTOFF, IN ALCUNI CASI TORTURE SONO AMMISSIBILI
29/01/2005 - 23:10
Lo avrebbe detto alla Cia quando era vice di Ashcroft

New York, 29 gen. (Apcom) - Michael Chertoff, il neosegretario per l'Homeland Security, aveva comunicato alla Cia che alcune torture inflitte ai sospetti terroristi durante gli interrogatori potevano essere considerate ammissibili. A dichiararlo secondo quanto riportato dal New York Times, sarebbero stati alcuni funzionari, vecchi e nuovi, dell'amministrazione.

Chertoff, giudice d'appello federale ed ex vice di John Ashcroft al dipartimento di Giustizia subito dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001, avrebbe detto alla Cia che, in determinate circostanze, il ricorso a metodi non ortodossi poteva essere considerato lecito. Il neosegretario avrebbe cosi' risposto a una precedente interrogazione dell'Intelligence, sui rischi di una incriminazione di chi utilizzava tecniche di interrogatori particolari su alcuni sospetti.

L'accusa arriva da tre funzionari (di cui due ex) particolarmenti vicini agli ambienti della Cia e a conoscenza delle relazioni che esistevano fra l'intelligence e il dipartimento di Giustizia. Secondo i tre la divisione criminale ufficialmente perseguiva ogni forma di tortura, ma di fatto riconosceva dei limiti entro i quali gli agenti potevano agire senza rischio di inciminazione. Tra i metodi "leciti" erano compresi tutti quelli che non causavano danni fisici all'interrogato, mentre tra i vietati vi erano quelli che causavano disturbi psichici e fisici, oltre alle ritorsioni nei confronti dei familiari el sospettato. Non e' chiaro pero' se la Cia o altri proposero queste misure.

Il nome di Chertoff si aggiunge, nella vicenda delle torture, a quello di Alberto Gonzales, scelto da Bush per la carica di segretario alla giustizia, ed ex consigliere legale della Casa Bianca. Se il primo ha infatti lasciato aperta la possibilita' di usare alcune torture, il secondo era stato autore di un memo ufficiale nel quale diceva che la Casa Bianca non era tenuta ad applicare le disposizioni della convenzione di Ginevra ai detenuti in Iraq e a Guantanamo. Lo stesso Gonzales, sentito dalla commissione al Senato per la ratifica della nomina di segretario alla Giustizia, non ha voluto rispondere in modo chiaro sulla vicenda delle torture. Per questo la commissione lo ha rimandato dinanzi al Senato.