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  1. #1
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    Predefinito Suddivisi in quante palazzine?

    Una certa impresa doveva costruire in Croazia
    ben 180 appartamenti.
    Si trattava di un progetto certamente faraonico.
    Qualcuno sa dirmi qualcosa di piu' del progetto?
    Per esempio quanti appartamenti erano stati
    previsti per ogni palazzina?
    Oppure se l'area in cui dovevano essere costruiti
    aveva qualche vincolo dal punto di vista naturalistico?
    Sarebe interessante andare a dare un'occhiata!

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  2. #2
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    In grandi progetti come questo gli uomini si rivelano.
    C'e' da domandarsi se speculazione edilizia attuata
    in un paese straniero e ideali di autonomia e federalismo
    possano coincidere.
    Di questi argomenti serebbe bello discuterne con i Sardi
    o con i Corsi, tra i piu' provati in materia di colonizzazione
    delle coste da parte dei potentati economici foresti.

  3. #3
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    Predefinito

    In origine postato da Rotgaudo
    In grandi progetti come questo gli uomini si rivelano.
    C'e' da domandarsi se speculazione edilizia attuata
    in un paese straniero e ideali di autonomia e federalismo
    possano coincidere.
    Di questi argomenti serebbe bello discuterne con i Sardi
    o con i Corsi, tra i piu' provati in materia di colonizzazione
    delle coste da parte dei potentati economici foresti.
    La speculazione edilizia non è mai una cosa positiva.
    Il terrritorio dove vive una comunità rappresenta i "luoghi dell'anima" e va amato e rispettato.
    Quello che resta della nostra Padania, è diventato oggetto di caccia da parte delle migliaia di immobiliari cresciute a dismisura dopo la bolla finanziaria degli anni scorsi.
    In combutta con le amministrazioni di tutte le risme, stanno letteralmente coprendo di cemento ogni possibile spazio rimasto.
    Questi signori sognano l'ingresso di milioni di stranieri nella speranza di vendergli o affittare una casa.
    Il problema è gravissimo perché si vogliono far coesistere viabilità, movimentazione delle merci, qualità della vita, in un territorio ormai saturo di ogni e possibile immaginabile infrastruttura.
    E' ora di dire BASTA! Ne abbiamo fin sopra i capelli di uno sviluppo che non è più benessere.

  4. #4
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    Predefinito se fai una ricerca in internet.....

    se vuoi saperne di più sul villaggio Skipper Croazia basta che vai su google e cerche con i vari nomi: Skipper - Ceit - Villaggio in Croazia. Avrai tutte le risposte che cerchi....

  5. #5
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    Predefinito

    Danke Rosanna per l'info.
    Ma quelle che tento di fare io sono considerazioni di
    tipo etico: si puo' essere federalisti e allo stesso tempo contribuire
    a cementificare uno dei pochi angoli naturali rimasti?
    Per di piu' in uno stato estero?
    Da chi professa sensibilita' per la cultura e le tradizioni
    dei popoli mi aspetteri altri tipi di investimento immobiliare,
    tipo ristrutturare un borgo abbandonato o restaurare
    una villa oppure un castello.
    Quindi certi progetti di tipo " invasivo " dimostrano quanto
    sottile sia la "scorza" culturale e la relativa credibilita' di certi personaggi.

  6. #6
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    Predefinito

    In origine postato da Rotgaudo
    Danke Rosanna per l'info.
    Ma quelle che tento di fare io sono considerazioni di
    tipo etico: si puo' essere federalisti e allo stesso tempo contribuire
    a cementificare uno dei pochi angoli naturali rimasti?
    Per di piu' in uno stato estero?
    Da chi professa sensibilita' per la cultura e le tradizioni
    dei popoli mi aspetteri altri tipi di investimento immobiliare,
    tipo ristrutturare un borgo abbandonato o restaurare
    una villa oppure un castello.
    Quindi certi progetti di tipo " invasivo " dimostrano quanto
    sottile sia la "scorza" culturale e la relativa credibilita' di certi personaggi.

    Massimo Colomban imprenditore illuminato ha lasciato la sua impresa (Permasteelisa) per una originale avventura culturale a Cison di Valmarino:
    il restauro di un antico castello........



    Officina Veneto Atti del Covegno
    Intervento di Massimo Colomban al convegno di
    “Veneto: un biglietto per il futuro” tenuto il 9-10 novembre 2002 a Villa Cordellina Lombardi - Montecchio Maggiore VI -

    MASSIMO COLOMBAN: Io vengo da quella provincia che ha descritto giusto un minuto fa l'ingegner Luca Zaia. Apprezzo molto quello che ha detto e lo condivido al 100%. Non sono però responsabile, almeno credo, come ha descritto lui gli imprenditori di questa invasione di capannoni su tutto il territorio. poiche ho sviluppato un 'impresa, la Permasteelisa, al 97% fuori dai confini nazionali, mantenendo invece la materia grigia e il quartier generale, non che il patrimonio aziendale, compreso la ricerca e sviluppo, a San Vendemiano, giusto a due passi da dove abita Luca, e quindi penso che si possa fare impresa intelligentemente in futuro.
    Quando sono partito eravamo in 100.000, questi erano i miei concorrenti quando son partito con una piccola officina, anzi mio padre aveva un'officina di fabbro e falegname, quindi mi piace il nome officina-laboratorio, e da lì con 6 persone son partito e son riuscito a fare quel che abbiamo fatto.

    Quindi vorrei riproporre uno slogan che io ho pensato: dobbiamo allargare di più le nostre intelligenze piuttosto che le fabbriche e usare un po' di più materia grigia che materia prima, perche il 10% in più che abbiamo di valore di manodopera, quindi di basso contenuto tecnologico, rispetto al nord ovest credo che ci ponga dei problemi colossali, cioè il nostro sviluppo forse ha i piedi d'argilla e quindi dobbiamo ripensarlo, dobbiamo riprogettarlo.
    Quando io son partito con un'officina facevo serramenti e poi via via ho aggiunto contenuti e questo ha richiesto 37 - 38 anni di lavoro.
    Mi hanno messo a lavorare molto giovane, e questo ha richiesto grossi sforzi e credo che dei grossi sforzi li dobbiamo fare tutti come imprenditori, quindi non possiamo, secondo me, più chiedere territorio, più chiedere manodopera. Dobbiamo sviluppare i nostri prodotti affinche abbiano meno necessità di manodopera, più contenuti, più materia grigia e quindi i prodotti valgono di più.


    Però vorrei anche dire che il ruolo dell'impresa sia un ruolo essenziale per qualsiasi crescita di qualsiasi società o comunità, e quindi l'intraprendere tanto bistrattato da politiche di sinistra per trent'anni ha creato, diciamo. una concezione dell'industria che la vuole colpevole di tutto, il che non è.
    Io dico siamo colpevoli per l'ambiente di quel 30% di emissioni nell'atmosfera. ma guardate che l'altro 70% sono le comunità, i propri enti, le abitazioni e lo sono le macchine che corrono per la strada e che abbiamo scelto di usare.
    E quindi il ruolo dell 'impresa nella programmazione per esempio di dove insediarsi, anche qui credo che la grossa responsabilità sia del sistema governativo che ha lasciato le zone industriali ad essere progettate ai singoli comuni che sono nati dai singoli localismi.
    Basti pensare che io sto investendo in un comune che ha 2.300 abitanti e 14 chiese, ecco, sono 14 comunità, sono 14 localismi, sono 14 borgate e ognuno vorrebbe la propria area industriale, tanto è vero che Luca ci ricordava che Treviso ha circa 6 zone industriali per comune.

    Credo che siamo alla pazzia, insomma, mentre dovrebbero esserci una zona industriale ogni 3 comuni, infracomunale. o ogni 5 comuni, dipende poi dalla dimensione del comune. Credo che qui ci sia bisogno di una forte progettualità regionale. in questo caso, che permetta, non so, di trovare un'area e che poi quest'area la condividano 3 o 5 comuni, quindi che l'ICI e i benefici della tassa sulla costruzione e sull'urbanistica praticamente vadano poi condivisi, perche ognuno cerca di portare l'industria a casa loro proprio per queste necessità, diciamo quotidiane, io le chiamerei, hanno solo il problema di pareggiare il bilancio durante l'anno in cui stanno operando questi sindaci, o massimo 2 o 3 anni.

    Hanno una scarsa propensione alla progettualità a medio lungo termine che dovrebbe essere 5 - 10 - 25 anni, in tutto il mondo la progettazione è un masterplan, che viene proiettato a 25 anni e invece da noi... mi ricordo l'aeroporto di Venezia aveva un masterplan a 5 anni, adesso lo ha proiettato a 25; e quindi una grossa responsabilità è nel governo regionale che deve delegare, secondo me, dare delle linee guida e così come deve essere per l'impresa poi stabilire delle regole e delle penalizzazioni forti.
    Dare piena autonomia mi sta benissimo, dare fiducia al cittadino, fiducia a chi amministra localmente i comuni e le province, però con una forte penalizzazione per chi non rispetta le regole, perche rispettare le regole poi è un concetto basilare di democrazia.

    Per quanto riguarda l'ambiente io ho avuto una esperienza, l'ASSINDUSTRIA di Treviso e di Venezia mi ha chiesto se fondavo un club sul quale avevamo fatto un convegno come EUROP 500 ed è nato il Kyoto Club, che è un club tra imprese ed enti pubblici, è stato fondato nel '98, vi devo però dire che sconsolatamente, dopo 3 anni, io ho dato le dimissioni da presidente, adesso mi hanno chiesto di rimanere come vice presidente, ma non c'è assolutamente ne attenzione ne sensibilità non solo nell'ambiente imprenditoriale, ma nemmeno nelle amministrazioni, negli enti, nelle istituzioni, e quindi il problema dell'ambiente è un problema generalizzato di cultura. Però vorrei darvi uno stimolo.

    Il gruppo Permasteelisa fonda la propria fortuna non solo nella ricerca e sviluppo, fonda la propria fortuna nella ricerca e sviluppo per risparmiare energia, cioè un green lab, come dicono gli anglosassoni, è un 'etichetta verde, cioè abbiamo via via sviluppato i prodotti cercando di far risparmiare energia nonostante che il gruppo Permasteelisa produca facciate in vetro, qualcuno dice, io le ho fatte doppiamente in vetro e trasparenti, però risparmiano un sacco di energia.

    Vi sembra una illogicità, in realtà applicando semplicemente dei concetti tecnologici al prodotto abbiamo fatto diventare, praticamente, questo gruppo 5 volte più grande del secondo al mondo, anzi direi quasi senza concorrenza, proprio grazie alla tecnologia con rispetto ambientale, quindi ognuno di voi credo possa produrre qualcosa di ambientalmente sensibile.
    E guardate che il consumatore è sensibilissimo a comperare prodotti che siano attenti all'ambiente, e quindi non aspettate la regola, non aspettate la norma, ma come dicono gli anglosassoni e gli americani che noi pensiamo che non badino all'ambiente, in realtà loro non vogliono normare l'ambiente, vogliono educare a produrre prodotti praticamente ambientalmente sensibili o che non inquinino.

    Quindi produrre con una attenzione al verde crea maggior profitto, questo è provato. In EUROP 500 che era questa statistica e che continua ogni anno, tra le 500 imprese a più alto tasso di sviluppo, in cui la nostra era finita per ben 5 anni, mi ricordo che il 70% dei più grandi casi di successo in Europa erano tutte aziende che avevano puntato sull'innovazione tecnologica con un'attenzione abbastanza elevata al risparmio energetico, quindi all'ambiente, a processi puliti, cioè produrre consumando meno energia, meno gas, meno acqua, eccetera, vuol dire produrre più efficacemente e quindi pensatelo anche in qualsiasi scala di impresa, anche uno che ha IO persone o 100 persone, produrre ambientalmente, con rispetto all'ambiente, quindi applicando l'ISO 14000 o la EMAS eccetera vi porta a risparmiare tutta una serie di costi che si traducono in maggiore efficienza, in un prodotto con più valori.

    Viene poi il momento in cui si deve rispondere verso la comunità e verso il proprio management, io l'ho trovato al mio interno - qualcuno mi dice che sono stato un po' pazzo, ma insomma - ho distribuito il 50% gratuitamente lungo la strada delle mie azioni a 80 manager che credevo e credo tutt'oggi sia gente che se lo meritava e gli ho passato l'azienda. Quindi credo che poi fare impresa bisogna risponderne verso la comunità se uno poi va a inquinare il fiume perche scarica mentre fa un processo chimico, ecco, questo va
    messo in galera, perche l'ambiente è un patrimonio di tutti noi, è un patrimonio anzi dei nostri figli, quindi noi lo dobbiamo perlomeno passare come l'abbiamo trovato.

    Questa coscienza tipicamente calvinista che credo mi è entrata abbastanza nei cromosomi visto che gli ultimi 30 anni li ho passati in grossa parte nel mondo anglosassone, è poco radicata nella nostra cultura; cioè noi siamo abituati a peccare, tanto poi ci si va a confessare e si ritorna candidi. Invece la politica calvinista è che nessuno ti perdona i tuoi peccati e quindi nessuno ti perdona le tue bugie e nessuno ti perdonerà se tu commetti qualcosa.
    Non esiste il perdono, la grazia, come si discute sempre in Italia, il condono eccetera, non esiste nella mentalità anglosassone, pensaci bene prima.

    E quindi credo che qui dovremo fare uno sforzo un po' tutti, anche noi imprenditori per primi, e rispondere verso la comunità, la nostra impresa deve far crescere il management. Io non ho mai considerato di essere il padrone, mi son sempre offeso quando qualcuno dice, come ha detto Luca prima, il paron eccetera. Il padrone non esiste. Diversi ruoli, diverse responsabilità, diverse remunerazioni e anche un diverso rischio, e quindi per me siamo tutti insieme su una barca, ci sono collaboratori, c'è chi ha intrapreso il rischio d'impresa e fa l'imprenditore, però a chi la passa? Io non l'ho passata ai figli, ho 4 figlie e non le vedevo così motivate da prendere in mano l'impresa, l'ho passata al management.

    E quindi credo che crescendo la Permasteelisa ha fatto crescere una comunità di subfornitori che non sono mai stati stritolati, credo almeno, non ne ho mai sentito nessuno venire a protestare, e abbiamo fatto crescere chi ha operato all'interno passandogli le redini di questa impresa. Forse una formula molto avveniristica, ma io credo che tra l'utopia collettivistica e socialistica pura delle cooperative, dove tutti son padroni e quindi nessuno è padrone alla fine, o l'utopia del padrone unico che comunque l'impresa è una cosa sua che fa quello che vuole, ecco, direi che esiste una via di mezzo dove chi contribuisce alla crescita imprenditoriale dell'impresa debba ottenerne sia gli oneri che i benefici, e quindi partecipare all'impresa.

    Vorrei lasciare quindi, al di là della provocazione che, ripeto, dobbiamo allargare un po' di più le nostre intelligenze e usare più materia grigia, ma qual è la prima impresa regionale? Senza che nessuno se ne accorga e senza che nessuno la bada è l'impresa turistica e culturale. Bene, noi a questa impresa turistica e culturale le stiamo consumando tutto il territorio, le stiamo togliendo la bellezza del paesaggio che sta intorno. Pensiamo a questa villa, è un patrimonio, è un giacimento, qualcuno ha il petrolio, noi abbiamo dei giacimenti culturali.

    Che cosa abbiamo fatto per sviluppare e per innovare questo tipo di attività, questa impresa, perche è un 'impresa, è un 'impresa che non si vede perche veramente, come diceva qualcuno, è miniaturizzata nel territorio, è fatta di tutte famiglie che operano, manca però di strategia e siccome io mi son messo a investire in questo settore - è per questo che vi prqvoco ed ho buttato una buona fetta del mio patrimonio a recuperare un qualcosa che è dimensioni 10 volte questa villa, anche credo di costi, purtroppo, e che però io ne vedo ogni mese qualcuno di migliore, io dico abbiamo un territorio con dei giacimenti, io li vorrei chiamare così, dei giacimenti, un patrimonio incredibile. Pensiamo solo che questi giacimenti che sono 5 o 10 volte la Romantic Strasse o 10 volte i castelli della Loira... adesso vi faccio un paragone.

    La Romantic Strasse muove 40 milioni di visitatori, di cui 25 milioni interni e 15 milioni che varcano il confine dall'estero per andare a vedere la Romantic Strasse. I castelli della Loira ne hanno 30 milioni di visitatori, anche lì 20 interni e 10 che vanno appositamente da altri stati per vedere i castelli della Loira. Mettiamo insieme tutte le nostre ville venete e i castelli del Veneto, così, tanto per prendere dei giacimenti visibili che fuoriescono dal territorio, nessuno sa darmi le statistiche ma credo che non arriveremo a l milione di visitatori.

    Quindi noi non abbiamo assolutamente ne innovato ne infrastrutturato e qui c'è bisogno di un forte disegno regionale. Non si può fare politica del turismo a livello provinciale poiche, se uno viene a Castelbrando (adesso dico anche il nome, faccio un po' di pubblicità, che è a nord di Vittorio Veneto, appena a lato di Vittorio Veneto), appena si muove da Castelbrando per andare un attimo intorno con la macchina dove può andare?
    Può andare a Bassano e quindi siamo già a Vicenza, va al castello che è a 2 chilometri ed è già a Belluno, va a Sacile che è un bel centro con delle casette per il Natale e automaticamente è in Friuli, sotto la provincia di Pordenone; quindi ben vengano le organizzazioni territoriali provinciali a livello turistico, ma le infrastrutture, il disegno generale guai se non fosse fatto almeno dalla regione. Pensare che lo faccia il governo centrale è un po' un 'utopia perche non si riesce ad essere efficienti con una fabbrica con 57 milioni di dipendenti, riusciamo ad esserlo difficilmente noi con 4 mila.
    E quindi penso che la politica debba essere fatta proprio a livello di comuni, province ma poi il disegno generale deve essere regionale.

    Io quindi vorrei solo concludere dicendo che visto che ho speso un po' la mia vita a girare il mondo facendo l'imprenditore, io vedo due o tre settori che noi possiamo sviluppare.
    Il turistico e culturale e il settore digitale che non è assolutamente enfatizzato, non è assolutamente sviluppato. Non gli viene posta la giusta attenzione. Io spero che Veneto Innovazione vedo il presidente qui, il caro amico Sandro Sandri - metta la giusta attenzione poiché come si fa a ripopolare le nostre montagne?
    Credo che il mondo digitale possa dare un contributo, si può lavorare con il telelavoro, si può ridurre il traffico se usassimo molto di più la teleconferenza cioè noi ci spostiamo con l'auto per fare degli incontri; io credo che noi potremmo lanciare una sfida: videoconferenza diffusa sul territorio, dare un incentivo alle imprese, cercare di muovere anche il governo centrale che non ci ha dato i soldi per fare le infrastrutture e quindi almeno ci di i soldi per dotarci della videoconferenza. così non occorre che usiamo la macchina e usiamo la videoconferenza.

    E comunque non dimentichiamo, e ho chiuso, che le infrastrutture che dei pasdaran ambientalisti hanno sempre bloccato sono indispensabili per lo sviluppo. E' indispensabile l'intraprendere, le imprese, e quindi
    non va criticata più di tanto perché la pianificazione non c'era e quindi è nata spontaneamente, ma quello che manca sono le infrastrutture, senza infrastrutture ci si soffoca e quindi la mia paura è che l'attuale passo di sviluppo, che deve fare un passo avanti ma è un passo indietro, si trovi il collo di bottiglia spaventoso... tanto per citarne uno dei tanti sul territorio... che è quello di Mestre che io vedo si progetto a medio lungo, cioè avremo la tangenziale, praticamente il passante largo, fra 10 anni, ma io mi domando: fra 2 anni o 4 anni o 5 anni che cosa succederà? Grazie.

  7. #7
    Araldo
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    Splendido.
    La "Summa" della logica e del buonsenso rapportate al reale.
    Non può essere altro che padano vero.
    Peccato che nello stato itagliano l'interfaccia siano gli itagliani e i padani della cultura dominante e degli interessi personali. Fascisti ladri e comunisti docenti.
    Tipo quelli di cui parla il thread.

  8. #8
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    In origine postato da Maxadhego
    Massimo Colomban imprenditore illuminato ha lasciato la sua impresa (Permasteelisa) per una originale avventura culturale a Cison di Valmarino:
    il restauro di un antico castello........
    Si, Massimo Colomban è certamente un imprenditore illuminato.
    Condivido moltissimo di tutto ciò che ha detto.

  9. #9
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    In origine postato da Rotgaudo
    In grandi progetti come questo gli uomini si rivelano.
    C'e' da domandarsi se speculazione edilizia attuata
    in un paese straniero e ideali di autonomia e federalismo
    possano coincidere.
    Di questi argomenti serebbe bello discuterne con i Sardi
    o con i Corsi, tra i piu' provati in materia di colonizzazione
    delle coste da parte dei potentati economici foresti.
    Scusami, io sono contro le speculazioni edilizie di questo tipo, ma mi sfugge il nesso tra "autonomia e federalismo" e "speculazione edilizia"... cosa vorresti dire? Questo c'entra con l'ambientalismo, ma la Lega Nord pure essendo lega e di colore verde mica è legambiente o "i verdi"... no?
    Oppure, se la tua obiezione è sul fatto di averlo fatto in un paese straniero, vuoi dire che ai federalisti è vietato investire all'estero?
    ciao.

  10. #10
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    In origine postato da Max_s
    Scusami, io sono contro le speculazioni edilizie di questo tipo, ma mi sfugge il nesso tra "autonomia e federalismo" e "speculazione edilizia"... cosa vorresti dire? Questo c'entra con l'ambientalismo, ma la Lega Nord pure essendo lega e di colore verde mica è legambiente o "i verdi"... no?
    Oppure, se la tua obiezione è sul fatto di averlo fatto in un paese straniero, vuoi dire che ai federalisti è vietato investire all'estero?
    ciao.
    Caro Max_s
    A mio avviso un buon federalista ama il suo territorio ma nello stesso tempo rispetta quello dei vicini.
    Personalmente non trovo corretto cementificare il territorio del vicino. Per quel che riguarda il progetto sovramenzionato ho fatto
    una piccola ricerca su internet e ho letto che si trattava di un
    " Complesso immobiliare che finito avrebbe dovuto contare
    2300 appartamenti, ..." e che " La Societa' era riuscita a costruire
    soltanto il primo lotto del mega-impianto-turistico. Sei palazzine
    per un totale di 180 appartamenti."
    Naturalmente non so se cio' sia vero, ma se fosse vero ti
    lascio immaginare l'impatto ambientale di tale progetto.
    Per quanto riguarda i "verdi" ritengo che un buon federalista
    debba essere - per certi aspetti - piu' verde dei "verdi".

 

 
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