Davanti al memoriale dell’Olocausto cita Almirante e contesta Fini per la frase sul «male assoluto»: «Io, Storace e altri eravamo perplessi»
«Il fascismo non voleva le leggi razziali»: bufera su Gramazio
L’ex parlamentare di An, in visita in Israele: «Il regime trascinato dalla Germania». Lo sdegno della comunità ebraica
DAL NOSTRO INVIATO
GERUSALEMME - Lo scontro, durissimo, arriva alla vigilia del 27 gennaio, il giorno della «memoria» che ricorda la liberazione di Auschwitz. Domenico Gramazio sceglie Israele per «assolvere» il fascismo per le leggi razziali. Durissima la replica della Comunità ebraica di Roma.
Presidente dell’Agenzia di sanità pubblica del Lazio, Gramazio, ex parlamentare ed esponente della destra sociale di An, si trova a Gerusalemme con una delegazione della Regione. Parla durante la visita al Yad Vashem, il memoriale della Shoah dove un anno fa Gianfranco Fini tagliò definitivamente le radici di An, definendo il fascismo il «male assoluto». Qui il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni legge un salmo nella tenda della memoria dove riposano le ceneri di alcuni dei sei milioni di morti nei campi di sterminio. Gramazio definisce il nazismo «un mostro» ma contesta apertamente la frase di Fini: «Io, Storace e altri esprimemmo perplessità perché ritengo che la destra italiana non abbia avuto responsabilità nello sterminio di massa degli ebrei». Gli italiani, aggiunge, «tentarono di salvare molti ebrei e il regime fascista fece leggi razziste trascinato dall’accordo con la Germania». E conclude: «L’Italia fascista non condivise queste leggi e ricordo sempre quello che diceva Almirante che, dopo aver salvato molti ebrei, fu aiutato a sopravvivere negli anni del ’45 e ’46 proprio da un ebreo che lui aveva salvato».
«Le dichiarazioni in Israele a Yad Vashem del signor Gramazio ci lasciano perplessi anche se non sorpresi» è stata la prima reazione di Riccardo Pacifici, portavoce della comunità ebraica: «Proprio oggi sono stati pubblicati documenti comprovanti la collaborazione attiva prestata da Mussolini e dalla Repubblica di Salò alle deportazioni degli 8 mila ebrei italiani che sono scomparsi ad Auschwitz e negli altri lager. Sotto questo profilo - spiega ancora Pacifici - le dichiarazioni di Gramazio dopo la visita allo Yad Vashem si configurano più come una profanazione che come un omaggio. Vorremmo invitarlo a leggersi ciò che Almirante - citato incautamente come "protettore degli ebrei" - scriveva su un libello xenofobo, razzista ed antisemita dal nome La difesa della razza , le cui firme ancora pesano sulle coscienze degli autori. Siamo fiduciosi del fatto che le sorti di An, oggi non sono nelle mani di Gramazio, ma di altri leader le cui parole di condanna del fascismo "quale male assoluto" rispecchiano, vogliamo sperare, i sentimenti genuini di molti elettori di quel partito. A tal proposito attendiamo una presa di posizione del presidente Storace». Per ora Storace tace, ma a tarda sera ha già telefonato a Gramazio ...




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