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    Predefinito Jack Herer: L'imperatore non ha vestiti

    L'imperatore non è vestito

    di Jack Herer





    Capitolo Uno



    Panoramica sulla storia della canapa



    A scopo di chiarezza, in questo libro:

    Spiegazioni o documentazioni indicate con un asterisco (*) sono riportate alla fine dei relativi paragrafi.
    Per brevità altre fonti di fatti, aneddoti, racconti, studi, etc. sono citati nel testo stesso.
    Le note numerate compaiono a pié di pagina al termine di ogni capitolo. Le riproduzioni di fonti critiche selezionate sono incorporate nel testo o in appendice.

    I fatti qui citati sono generalmente verificabili sulla Encyclopaedia Britannica, che fu stampata in gran parte su carta di canapa per oltre 150 anni.
    In ogni caso, qualunque enciclopedia (non importa quanto sia vecchia) o un buon dizionario possono bastare per una verifica generale.



    Cannabis Sativa L.



    Altrimenti conosciuta come: Canapa, cannabis, canapa Indiana; muggles, weed, pot, spinach, marijuana, reefer, grass, ganja, bhang, the kind, dagga, herb, etc., tutti nomi che si riferiscono esattamente alla stessa pianta!

    (In Italia principalmente erba, ganja, maria, grassa, etc., etc. -N.d.T.)

    Cosa c'è in un nome?

    (Geografia Statunitense)



    HEMPstead a Long Island; HEMPstead County in Arkansas; HEMPstead in Texas; HEMPhill in North Carolina, HEMPfield in Pennsylvania, tra le altre, furono così chiamate in quanto regioni di coltivazione della cannabis (hemp) o da nomi di famiglia derivati da tale coltivazione.



    Appunti di Storia Americana



    Nel 1619, la prima legge sulla marijuana a essere promulgata in America fu quella di Jamestown Colony, in Virginia, che “ordinava” a tutti i coltivatori di “far prova dei“ (crescere) semi di canapa indiana. Leggi più coercitive (must-grow) sulla coltivazione della canapa furono promulgate in Massachusetts nel 1631, in Connecticut nel 1632 e nelle Chesapeake Colonies a metà del '700.



    Anche in Inghilterra, l'assai ambìto orgoglio della piena cittadinanza Britannica veniva conferito da un decreto della Corona a quegli stranieri che avessero coltivato cannabis, e spesso si elevavano sanzioni penali a chi rifiutava di farlo.



    La cannabis era valuta (denaro) quasi ovunque nelle Americhe dal 1631 fino ai primi dell'800. Perché? Per incoraggiare i fattori americani a crescerne di più.1



    Si son potute pagare le tasse con la canapa in tutta l'America per oltre 200 anni.2



    Si poteva anche finire in galera -in America- se non si fosse coltivata la cannabis, durante svariati periodi di penuria, ad es. in Virginia tra il 1763 e il 1767.



    (Herndon, G.M., Hemp in Colonial Virginia, 1963; The Chesapeake Colonies, 1954; L.A. Times, August 12, 1981)



    George Washington e Thomas Jefferson coltivavano cannabis nelle loro piantagioni. Jefferson,3 mentre era inviato speciale in Francia, incorse in grandi spese, e anche considerevoli rischi per sé stesso e i suoi agenti segreti, al fine di procurare dei semi di canapa particolarmente pregiati, contrabbandati in Turchia dalla Cina. I Mandarini (governanti) Cinesi reputavano così importanti i loro semi di canapa che dichiararono la loro esportazione un'offesa capitale.



    Il carattere Cinese “Ma” è il più antico nome della canapa. Nel decimo secolo Ma era divenuto un termine generico per le fibre di ogni tipo, inclusa la juta e la ramia. Da allora la parola per canapa divenne “Tai-ma” o “Dai-ma”, che significa "grande canapa".



    Dal censimento degli USA del 1850 risultano 8.327 "piantagioni"* (poderi di almeno 2.000 acri) coltivati a cannabis per tessuti, tende e per il cordame usato per imballare il cotone. La maggior parte di queste piantagioni si trovavano nel Sud o nei Border States, soprattutto a cagione della manodopera molto economica degli schiavi, disponibile fino al 1865 nell' industria della canapa.

    (U.S. Census, 1850; Allen, James Lane, The Reign of Law, A Tale of the Kentucky Hemp Fields, MacMillan Co., NY, 1900; Roger. Roffman, Ph.D., Marijuana as Medicine, Mendrone Books, WA, 1982.)



    *In questo quadro non si considerano le decine di migliaia di piccoli appezzamenti coltivati a canapa, né le centinaia di migliaia se non i milioni di orticelli di famiglia in America; non si considera nemmeno il fatto che per duecento anni l'80% della canapa consumata in America è stato importata da Russia, Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia, etc..



    Benjamin Franklin fondò una delle prime cartiere in America che utilizzasse cannabis. Questo permise all'America di avere una stampa coloniale libera, senza dover elemosinare o giustificare il bisogno di carta e libri agli inglesi.

    Inoltre, diversi estratti di marijuana e hashish furono le prime, seconde o terze medicine più prescritte negli USA dal 1842 fino alla fine dell' 800.
    Il loro uso terapeutico restò legale durante gli anni '30 per gli umani, e in questo periodo fu ancora più importante nella medicina veterinaria.


    I farmaci estratti dalla cannabis erano prodotti dalla Eli Lilly, dalla Parke-Davis, dalla Tildens, dai Brothers Smith (Smith Brothers), dalla Squibb, e da molte altre case farmaceutiche Americane ed Europee. Durante tutto questo periodo non fu mai denunciata una morte causata dai farmaci agli estratti di cannabis, e non fu denunciato nessun abuso, o disordini mentali di sorta, se non per i neofiti disorientati o eccessivamente introvertiti.

    (Mikuriya, Tod, M.D., Marijuana Medical Papers, Medi-Comp Press, CA, 1973; Cohen, Sidney & Stillman, Richard, Therapeutic Potential of Marijuana, Plenum Press, NY, 1976.)



    Appunti di Storia Mondiale



    “Il più antico tessuto pettinato si direbbe quello di canapa, che si iniziò a produrre nell'ottavo millennio (8.000-7.000 a.C.).”
    (The Columbia History of the World, 1981, pag. 54.)



    Il corpus letterario (archeologia, antropologia, filologia, economia, storia) che riguarda la canapa è generalmente concorde sul fatto che:



    Da più di 1000 anni prima del tempo di Cristo fino al 1883 A.D., la cannabis -ovvero, la marijuana- era il raccolto agricolo maggiore e la più grande industria, da cui dipendevano migliaia di prodotti e di imprese, essendo questa la maggiore fonte di tessuti, fibre, olio da lampada, carta, incenso e medicinali. Nondimeno, fondamenti della nutrizione umana e animale erano il suo olio e le sue proteine.



    Praticamente tutti gli antropologi e le università del mondo riconoscono l'uso della marijuana nella gran parte delle nostre religioni e dei culti, come una delle sette droghe più largamente usate per modificare l'umore o la mente quando assunta come sacramento psicotropico, o psichedelico (il manifestarsi -o espandersi- della mente)



    Quasi senza eccezione, queste esperienze (psicotropiche) sacre hanno ispirato le nostre superstizioni, amuleti, talismani, religioni, preghiere, e codici linguistici. (V. Capitolo 10 su “Religioni e Magia.”)



    (Wasson, R. Gordon, Soma, Divine Mushroom of Immortality; Allegro, J.M., Sacred Mushroom & the Cross, Doubleday, NY, 1969; Plinio; Josephus; Erodoto ; Rotoli del Mar Morto; I Vangeli Gnostici; La Bibbia ; Ginsberg, Legends Kaballah, c. 1860; Paracelso; British Museum; Budge; Ency. Britannica, “Pharmacological Cults;” Schultes & Wasson, Plants of the Gods; Research of: R.E. Schultes, Harvard Botanical Dept.; Wm. EmBoden, Cal State U., Northridge; etC.)



    Grandi guerre combattute per assicurarsi la disponibilità di canapa



    Per esempio, il motivo principale della Guerra del 1812 (combattuta dall' America contro la Gran Bretagna) fu l'accesso alla cannabis russa. La canapa Russa fu anche il motivo principale per il quale Napoleone (nostro alleato nel 1812) e i suoi “Continental Systems” alleati invasero la Russia nel 1812. (Vedi Cp. 11, “La Guerra (per la Canapa) del 1812 e Napoleone Invasore della Russia ”)



    Nel 1942, dopo che l'invasione Giapponese delle Filippine tagliò i rifornimenti di canapa di Manila (Abaca), il Governo USA distribuì 400.000 libbre di semi di canapa ai coltivatori Americani dal Wisconsin al Kentucky, che produssero 42.000 tonnellate annue di fibra di canapa fino al termine del conflitto, nel 1946.



    Perché la Canapa è stata così Importante nella Storia?



    Perché la canapa è, soprattutto, la più forte, la più duratura, la più resistente delle fibre morbide naturali del pianeta. Le sue foglie e le infiorescenze (marijuana) sono state, a seconda della cultura, la prima, la seconda o la terza medicina più importante e più usata per i due terzi della popolazione mondiale, per almeno 3.000 anni, fino alla svolta del 20mo secolo.

    In botanica, la canapa è un membro della più evoluta famiglia di vegetali sulla Terra. E' una dioica (avente caratteri maschili, femminili e talvolta ermafroditi, maschili e femminili nella stessa pianta), legnosa, erbacea annuale che utilizza il sole in modo forse più efficiente di ogni altra pianta al mondo, crescendo fino ai 3.50-6 metri in una solo stagione. Può essere coltivata più o meno in ogni clima e su ogni terreno, anche in quelli con il più scarso margine.

    La canapa è, di gran lunga, la risorsa rinnovabile primaria della Terra. Per questo è tanto importante.



    Note (originali) :



    1. Clark, V.S., History of Manufacture in the United States, McGraw Hill, NY 1929, Pg. 34.


    2. Ibid.


    3. Diaries of George Washington; Writings of George Washington, Lettera al Dr. James Anderson, del 26 Maggio 1794, vol. 33, p. 433, (U.S. govt. pub., 1931); Lettera al suo sorvegliante William Pearce, 1795 & 1796; Thomas Jefferson, Jefferson’s Farm Books; Ernest Abel, Marijuana: The First 12,000 Years, Plenum Press, NY, 1980; Dr. Michael Aldrich, etc.

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    Predefinito Riferimento: Jack Herer: L'imperatore non ha vestiti

    L'imperatore non è vestito

    di Jack Herer





    Capitolo Due



    Breve sommario degli usi della canapa





    La Nostra Sfida al Mondo: Dimostrate Che Ci Sbagliamo



    Se tutti i carburanti fossili e i loro derivati, così come gli alberi per la carta e per l'edilizia fossero vietati per poter salvare il pianeta, annullare l'Effetto Serra e fermare la deforestazione;



    Allora ci sarebbe soltanto una risorsa annualmente rinnovabile conosciuta, in grado di rifornire il mondo di di carta e tessuti; di soddisfare i bisogni globali dei trasporti, dell'industria e delle abitazioni; riducendo l'inquinamento, risanando il terreno e ripulendo l'atmosfera, tutto nello stesso tempo...

    E questa sostanza è la stessa che ha fatto tutto ciò in passato

    La Cannabis… La Marijuana!



    Navi e Marinai



    Il novanta per cento* di tutte le vele navali (da prima dei Fenici, almeno dal V secolo a.C. fino a ben oltre l'invenzione delle navi a vapore, tra la metà e la fine del IXX secolo) erano fatte di canapa.

    *Il rimanente 10% erano solitamente di altre fibre come ramia, sisal, juta, abaca, etc.



    (Ernest Abel, Marijuana: The First 12,000 Years, Plenum Press, 1980; Erodoto, Histories, V sec. a.C.; Jack Frazier, The Marijuana Farmers, 1972; U.S. Agricultural Index, 1916-1982; film dello U.S. Department of Agricolture Hemp for Victory, 1942.)



    Il termine inglese “canvas”1 (tela) è la pronuncia olandese della parola greca “Kannabis.”*



    *Kannabis, nel linguaggio Greco (Ellenizzato) del Bacino del Mediterraneo, deriva dal Persiano e da più antichi idiomi Semitici Settentrionali (Quanuba, Kanabosm, Cana?, Kanah?) dei quali gli studiosi moderni hanno rintracciata una base vecchia di 6.000 anni nella famiglia della lingua Indo-Semitica Europea dei Sumeri e degli Accadici. La antica parola Sumero/Babilonese K(a)N(a)B(a), o Q(a)N(a)B(a) è una delle radici linguistiche sopravvissute più a lungo nella storia dell'uomo. 1 (KN significa canna e B significa due, due canne o due sessi.)



    Oltre alla veleria, fino a questo secolo, virtualmente tutto il sartiame, le funi d'ancoraggio, le reti da carico, le reti da pesca, le bandiere, le lenzuola e la stoppa (la protezione principale della nave contro l'acqua salata, usata come sigillante tra lo scafo esterno e quello interno) erano ricavati dagli steli delle piante di marijuana.



    Persino l'abbigliamento dei marinai, fino alle cuciture delle scarpe (talvolta di "tela") con suole di corda, era ottenuto dalla cannabis.*



    *Durante il XVI, XVII, XVIII e IXX secolo un cargo, un clipper, una baleniera, o una nave di linea trasportavano in media dalle 50 alle 100 tonnellate di cordame, senza contare le vele, le reti, etc., che dovevano essere sostituite ogni anno o due, a causa dell'erosione salina. (Chiedete alla U.S. Naval Academy, oppure V. la costruzione della USS Constitution, alias “Old Ironsides” a Boston.)



    (Ernest Abel, Marijuana, The First 12,000 Years, Plenum Press, 1980; Ency. Britannica; Alexander Magoun, The Frigate Constitution, 1928; film dello USDA Hemp for Victory, 1942.)



    Infine, le carte nautiche, le mappe, i diari di bordo, e le Bibbie erano fabbricate con una carta che conteneva fibre di canapa, dai tempi di Colombo (XV Sec.) fino agli albori del 1900 nel Mondo Occidentale Europeo/Americano, e dai Cinesi fin dal I secolo. La carta di canapa durava dalle 50 alle 100 volte più a lungo della maggior parte dei papiri, ed era cento volte più facile e più economica da fare.



    Incredibilmente, di una nave costavano più le vele, le corde etc. della costruzione delle parti in legno.



    Ma l'uso della canapa non era limitato alle profondità salmastre degli Oceani …



    Tessuti & Stoffe



    Fino al decennio del 1880 in America (e fino al XX secolo in quasi tutto il resto del mondo) l'80% di tutti i tessuti e le stoffe usate per l'abbigliamento , i tendaggi, i lini*, la biancheria da letto e da bagno, i tappeti e le tendine, le trapunte, gli asciugamani, i pannolini, etc., e anche la nostra bandiera , la "Old Glory", erano composti principalmente della fibra di cannabis.

    Per centinaia, se non migliaia di anni (fino al 1830) l'Irlanda produsse i migliori lini e l'Italia le migliori stoffe di canapa per l'abbigliamento.

    *L'edizione 1893-1910 della Encyclopaedia Britannica riporta, e Popular Mechanics nel 1938 stima che almeno la metà di tutto il materiale che è stato chiamato lino (linen, N.d.t.) non fosse prodotto dall' omonima pianta, ma dalla cannabis. Erodoto (c. 450 a.C.) descrive gli abiti di canapa fabbricati dai Traci come di bellezza pari al lino, e che "nessuna persona che non avesse molta esperienza avrebbe saputo dire se fosse canapa o lino".

    -- In inglese la parola "linen" -lino- indica anche l'oggetto composto di tale tessuto, e l'insieme o corredo di tali oggetti (tovaglie e tovaglioli, fazzoletti, federe, etc.) casalinghi; ad es., la biancheria da letto è detta anche "bedlinen" (lett., lini da letto) etc.-- (N.d.T.)



    Benché questi fatti siano ormai quasi dimenticati, i nostri antenati erano ben consapevoli del fatto che la canapa è più soffice del cotone, più calda del cotone, più assorbente del cotone, che ha tre volte la resistenza alla tensione del cotone, ed è molto più duratura del cotone.



    I tessuti fatti in casa erano quasi sempre filati dalle fibre cresciute nell'orto di famiglia.



    Infatti, nel 1776, quando le patriottiche e pratiche madri madri delle “Daughters of the American Revolution” (Figlie della Rivoluzione Americana, N.d.t.) -- il DAR di Boston e del New England -- organizzarono “spinning bees” per vestire i soldati di Washington, la maggior parte dei capi era tessuta con fibra di canapa. Se non fosse stato per la pianta storicamente dimenticata (o censurata) della marijuana il Continental Army sarebbe congelato a morte a Valley Forge, in Pennsylvania.



    L'uso comune della canapa nell'economia della nascente repubblica era abbastanza importante da occupare il tempo e i pensieri del nostro primo Segretario del Tesoro Alexander Hamilton, che scrisse nel 1790, “Lino e canapa: i manufatturieri di questi articoli hanno tali affinità l'uno con l'altro, e sono tanto spesso confusi, che potrebbero vantaggiosamente associarsi. La veleria dovrebbe essere un 10% dei loro compiti...



    (Herndon, G.M., Hemp in Colonial Virginia, 1963; DAR histories; Able Ernest, Marijuana, the First 12,000 Years; V. anche il film del 1985 Revolution con Al Pacino.)



    I carri coperti che raggiunsero il Far West (Kentucky, Indiana, Illinois, Oregon e California*) erano coperti con robuste tele incerate di canapa2 mentre le navi veleggiavano attorno al "Corno" verso San Francisco con vele e corde di canapa.



    *I famosi pantaloni da lavoro Levi's erano prodotti per i '49ers* della California con vele di canapa e rivetti. In questo modo le tasche non si strappavano quando venivano riempite con l'oro setacciato dal sedimento. 3



    *) Fortyniners: i cercatori della Grande Corsa all'Oro della California del 1849, N.d.t.



    I tessuti fabbricati in casa erano quasi sempre filati, dalla gente di tutto il mondo, delle fibre cresciute nell'"orto di famiglia". In America, questa tradizione perdurò dall'epoca dei Padri Pellegrini (1620) fino alla proibizione della canapa negli anni '30*.



    *Nel decennio del 1930, il Federal Bureau of Narcotics riferì al Congresso che molti Polacchi Americani crescevano ancora la canapa nei loro giardini, per fare i loro “long johns” (completo da notte composto da maglia e mutandoni lunghi, N.t.d.) e gli abiti da lavoro; essi accolsero a fucilate gli agenti che stavano rubando i loro vestiti per l'anno seguente.



    L'età e la densità degli appezzamenti di canapa influenza la qualità della fibra. Se un coltivatore desidera avere fibre morbide della qualità del lino, deve piantare le sue piante di cannabis l'una vicina all'altra.



    A spanne, se si pianta per uso medico o ricreativo, la proporzione è un seme per cinque iarde quadrate (mt. 4.5 ca). Se coltivata come pianta da seme: da quattro a cinque piedi (mt. 1.20-1.50) di distanza una dall'altra.


    (Univ. of Kentucky Agricultural. - opuscolo del marzo 1943.)



    Dai 120 ai 180 semi per iarda quadrata sono piantati per ottenere cordame grezzo e tessuto grossolano. Per lini delicati o merletti si crescono fino a 400 piante per i.q. e si raccolgono dopo 80-100 giorni.

    (Farm Crop Reports, rapporto internazionale USDA. Rivista CIBA 1961-62 Luigi Castellini, Milano.)



    Negli ultimi anni dell'820, le sgranatrici manuali per il cotone Americane (inventate da Eli Whitney nel 1793) furono largamente rimpiazzate da macchine sgranatrici e telai "industriali" fabbricati in Europa, a causa della superiorità di equipaggiamenti, macchinari e tecnologie europee.



    Oggi il cinquanta per cento di tutti i prodotti chimici utilizzati nell'agricoltura Americana è per la coltivazione del cotone. La canapa non richiede prodotti chimici e ha poche erbacce o insetti nemici - eccetto il Governo USA e la DEA.



    Per la prima volta, del vestiario di cotone leggero poté essere prodotto a un costo minore rispetto a quello richiesto dalla macerazione e dalla separazione manuale delle fibre di canapa per essere filato a mano su arcolai e filatoi.4



    Malgrado ciò , per via delle sue qualità di resistenza, morbidezza, calore e durabilità, la canapa continuò a essere la seconda fibra naturale più utilizzata fino agli anni '30.



    *Nel caso ve lo chiediate, non ci sono THC o "sballo" nella fibra di canapa. Esatto: non potete fumarvi la vostra camicia! In effetti, cercare di fumare del tessuto di canapa, o qualunque altro tessuto, potrebbe essere mortale.



    Dopo la legge sulla Marijuana Tax del 1937, le nuove "fibre plastiche" DuPont, usate su autorizzazione della Compagnia Tedesca I.G.Farben (parte dei proventi del brevetto furono usati come risarcimento per la Prima Guerra Mondiale dai Tedeschi per gli Americani) rimpiazzarono le fibre naturali di canapa. (Un 30% della I.G.Farben, sotto Hitler, fu di proprietà della DuPont America.) La DuPont introdusse anche il nylon (inventato nel 1935) sul mercato, dopo averlo brevettato nel 1938.



    (Jerry Colby, DuPont Dynasties, Lyle Stewart, 1984.)





    Carta di fibra e polpa



    Fino al 1883, il 75-90% di tutta la carta del mondo era prodotta con fibra di cannabis, compresa quella per i libri, le Bibbie, le mappe, le banconote, le obbligazioni e i titoli azionari, i quotidiani, etc. La Bibbia di Gutenberg (nel XV sec.); Pantagruel e l'erba Pantagruelion, di Rabelais (XVI sec.) la Bibbia di Re Giacomo (XVII sec.); i phamplets di Thomas Paine “The Rights of Man”, “Common Sense”, “The Age of Reason” (XVIII sec.); le opere di Fitz Hugh Ludlow, Mark Twain, Victor Hugo, Alexander Dumas; “Alice in Wonderland” di Lewis Carroll (XIX sec.); e più o meno tutto il resto fu stampato su carta di canapa.



    La prima bozza della Dichiarazione di Indipendenza (del 28 giugno 1776) fu scritta su Carta Olandese (di canapa), così come lo fu la seconda, completata il 2 luglio dello stesso anno. Questo fu il documento approvato quel giorno, annunciato e presentato il 4 luglio 1776. Il 19 luglio del 1776 il Congresso ordinò che la Dichiarazione fosse copiata e redatta su pergamena (una pelle conciata di animale) e questo fu il documento firmato dai delegati il 2 agosto 1776.



    La carta di canapa durava dalle 50 alle 100 volte più del papiro, ed era cento volte più semplice e più economica da produrre.



    Quello che (i coloni Americani) e il resto del mondo usavano per produrre tutta la carta erano scarti delle vele e del cordame venduto dagli armatori come cascame, per essere riciclato.



    Il resto della carta proveniva dagli abiti smessi, dalle lenzuola, dai pannolini, dalle tende e dagli stracci, fatti prevalentemente di canapa e talvolta di lino, venduti agli straccivendoli.



    I nostri avi erano troppo parsimoniosi per gettar via qualcosa, sicché, fino al 1880 ogni brandello di straccio o abito veniva riciclato nella carta.



    La carta di stracci, che contiene fibra di canapa, è quella di migliore qualità e la più durevole mai prodotta.
    Può essere strappata quando è umida, ma riacquista la sua completa resistenza una volta asciutta. Se non è sottoposta a condizioni estreme, la carta di stracci rimane stabile per secoli. Non si consuma praticamente mai. Molti documenti ufficiali del Governo USA furono redatti, per legge, su carta di stracci di canapa, fino agli anni '20.5



    Gli studiosi ritengono generalmente che la antica tecnica - o arte - cinese della fabbricazione della carta di canapa (I sec. A.D., 800 anni prima che la scoprissero i paesi Islamici, e da 1200 a 1400 anni prima degli Europei) sia uno dei motivi principali della immensa superiorità del sapere e delle scienze cinesi rispetto a quelli Occidentali per 1400 anni. L'arte cartaria usata per la fabbricazione di una carta resistentissima permetteva agli Orientali di lasciare in eredità la loro conoscenza così che fosse accresciuta, investigata, raffinata, confutata e modificata, generazione dopo generazione (in altre parole, una erudizione cumulativa ed esauriente).



    L'altro motivo per la grande superiorità del sapere Orientale rispetto a quello dell'Occidente per 1400 anni è che la Chiesa Cattolica Romana proibì di leggere e scrivere al 95% della popolazione Europea; inoltre fece bruciare, o bandire, o vietò tutti i libri nazionali e stranieri, inclusa la stessa Bibbia!, per oltre 1200 anni con la minaccia -messa in pratica sovente- di morte. Per questo gli storici hanno definito questo periodo "Evo Oscuro" (476 A.D.–1000 A.D., o fino al Rinascimento) (V. Cap. 10)



    Funi, spago & Cordame



    Virtualmente ogni città o paese (da tempo immemorabile) nel mondo ha avuto una industria di corda di canapa.6 La Russia era la maggior produttrice del mondo e la sua manifattura era la migliore; fornì l'80% della canapa mondiale dal 1640 al 1940.



    Thomas Paine descrisse quattro risorse naturali essenziali per la nuova nazione in "Common Sense" (1776): “cordame, ferro, legname e catrame.”
    La principale tra queste era la canapa per il cordame. Scrive: "La canapa cresce rigogliosa fino all' eccesso, non ne abbiamo bisogno tanta per il cordame." Poi prosegue elencando il necessario per guerreggiare con la marina Britannica: cannoni, polvere da sparo, etc.



    Dal 70 al 90% di tutte le funi, lo spago e il cordame furono prodotti con la canapa fino al 1937. Da allora essa fu sostituita perlopiù con le fibre petrolchimiche (principalmente della DuPont, su licenza della compagnia Tedesca I.G.Farben), o dalla canapa di Manila (abaca), spesso intrecciata con fili d'acciaio per aumentarne la resistenza, importata dal nostro "nuovo" possedimento nel Pacifico dell'estremo Occidente, le Filippine, confiscate alla Spagna come risarcimento per la Guerra Ispano-Americana del 1898.



    Tele Artistiche



    La canapa è il mezzo perfetto per l'archiviazione.7



    I dipinti di Van Gogh, Gainsborough, Rembrandt, etc., furono stesi soprattutto su tele di canapa, così come praticamente tutti i dipinti su tela.



    La forte e lucente fibra di canapa resiste al calore, alla muffa, agli insetti e non è danneggiata dalla luce. I dipinti a olio su tela di canapa e/o lino sono rimasti in buone condizioni per secoli.



    Per migliaia di anni, virtualmente tutte le buone vernici e gli smalti vennero prodotti con olio di semi di canapa e/o di lino.



    Vernici & Smalti



    Per esempio, nel solo 1935, 116 milioni di libbre (58.000 tonnellate*) di semi di canapa furono utilizzati in America soltanto per smalti e vernici. Il mercato dell'essicazione dell'olio di canapa era quasi interamente appannaggio delle industrie petrolchimiche DuPont.8



    *Il National Institute of Oilseed Products depose congressualmente contro la Marijuana Transfer Tax Law del 1937. Come paragone, consideriamo che il Drug Enforcement Administration (DEA), assieme alle polizie di stato e locali, dichiara di avere confiscato nel 1996 oltre 700 tonnellate di marijuana cresciuta in America; semi, piante, radici, e tutto. La stessa DEA dichiara che dal 94 al 97 per cento di tutte le piante di canapa sequestrate e distrutte fin dagli anni '60 erano state cresciute allo stato brado e non potevano essere fumate come marijuana.



    Il Congresso e il Dipartimento del Tesoro si accertarono attraverso una deposizione segreta di DuPont nel 1935-37, raccolta direttamente da Herman Oliphant, Capo del Consiglio del Dipartimento del Tesoro, che l'olio di semi di canapa poteva essere rimpiazzato con gli oli sintetici petrolchimici prodotti principalmente dalla DuPont.



    Oliphant fu l'unico responsabile per la stesura della Marijuana Tax Act che fu sottoposta al Congresso.9 (V. Cap. 4)



    Fino al 1800, l'olio di canapa era l'olio da illuminazione più usato in America e nel mondo. Da allora, fino al 1870, fu il secondo olio più usato, superato solo dall'olio di balena.



    Olio da illuminazione



    L'olio di canapa bruciava nelle lampade del leggendario Aladino, di Abramo il Profeta e, nella vita reale, di Abraham Lincoln.



    Era l'olio da lampada che illuminava maggiormente.



    L'olio di canapa per lampade fu rimpiazzato dal petrolio, dal kerosene, etc., dopo la scoperta del petrolio in Pennsylvania nel 1859 e la monopolizzazione di John D. Rockefeller, dal 1870 in poi (V. Cap. 9). In effetti, come affermò il celebre botanico Luther Burbank “I semi [della cannabis] sono utilizzati negli altri paesi per il loro olio, e il modo in cui vengono trascurati qui dimostra il solito uso scellerato delle nostre risorse agricole."



    (Luther Burbank, How Plants Are Trained To Work for Man, Useful Plants, P. F. Collier & Son Co., NY, Vol. 6, pag. 48.)



    Energia da Biomassa



    Nei primi anni del 1900, Henry Ford e altri futuristici, organici geni dell'ingegneria si accorsero (come i loro eredi intellettuali e scientifici di oggi) che fino al 90% del carburante fossile utilizzato oggi nel mondo (carbone, petrolio, gas naturali...) avrebbe potuto essere sostituito da molto tempo con la biomassa: gambi di granturco, cannabis, carta straccia e simili.



    La biomassa può essere convertita in metano, metanolo o benzina a una frazione del costo del petrolio, del carbone o dell'energia nucleare, specialmente se ci sono costi ambientali, e se il suo uso può fermare le piogge acide, lo smog solforoso, e l'Effetto Serra sul nostro pianeta, ORA!*



    * Il Governo e le industrie del petrolio, del carbone, etc., insistono sul fatto che la biomassa non è migliore delle riserve di carburante fossile, riguardo l'inquinamento, ma questo è patentemente falso.



    Perché? Perché, a differenza dei carburanti fossili, la biomassa proviene da piante viventi (e non estinte) che rimuovono continuamente anidride carbonica dalla nostra atmosfera mentre crescono, attraverso la fotosintesi. Nondimeno, i carburanti da biomassa non contengono zolfo.



    Questo si può ottenere coltivando canapa per biomassa e convertendola, attraverso pirolisi o compostazione biochimica, in carburanti che sostituiscano i carbonfossili*.



    * Va tenuto presente che il potenziale della biomassa/cellulosa della cannabis è almeno quattro e più volte meglio dei suoi rivali più prossimi: stoppie, canna da zucchero, kenaf (ibisco delle Indie orientali, N.d.t.), alberi, etc. (Solar Gas, 1980; Omni, 1983: Cornell University; Science Digest, 1983: etc.).

    V. anche Cap. 9, “Economia.”





    Uno dei prodotti della pirolisi, il metanolo, è spesso utilizzato oggi per le auto da competizione e fu usato dai coloni americani e dagli automobilisti quotidianamente, a fianco del petrolio, dagli anni '20 fino alla metà degli anni '40 per muovere decine di migliaia di auto, veicoli militari e agricoli, fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.



    Il metanolo può anche essere trasformato in una benzina senza piombo ad alto numero di ottani, con un processo catalitico sviluppato dalla Georgia Tech University in collaborazione con la Mobil Oil Co.





    Medicina



    Dal 1842 fino all'ultimo decennio dell'800 un tipo di marijuana estremamente forte (conosciuta allora come estratto di cannabis) ed estratti, tinture ed elisir di hashish erano tra i medicinali più venduti in assoluto per l'uomo (dalla nascita, attraverso l'infanzia, fino alla vecchiaia) e in veterinaria fino agli anni 20 del '900 e oltre. (V.Cap. 6 sulla "Medicina" e Cap. 12 sul "XIX Secolo").



    La regina Vittoria usava la resina di cannabis per i crampi mestruali e la PMS ( Pre-Menstrual Syndrome, N.d.t.). Il suo regno (1837- 1901) crebbe di pari passo con l'aumento smisurato dell'uso di cannabis Indiana come farmaco.



    Come abbiamo visto prima, per almeno 3000 anni, fino al 1842, estratti di marijuana di ogni sorta (fiori, foglie, radici, etc.) erano i medicinali più diffusi e i più comunemente accettati nel mondo, per la maggior parte dei malanni dell'umanità.



    Nell'Europa Occidentale, la Chiesa Cattolica Romana proibì l'uso della cannabis o di ogni terapia medica, eccezion fatta per l'alcool e la flebotomia, per oltre 1200 anni. (V. Cap. 10 sulla “Sociologia.”)



    La Farmacopea Statunitense indicava la cannabis come rimedio efficace contro: affaticamento, accessi di tosse, reumatismi, asma, delirium tremens, emicrania, crampi e depressione associati alle mestruazioni (Prof. William EmBoden, Docente alla California State University di Northridge.)



    Nel XX secolo le ricerche sulla cannabis hanno dimostrato il valore terapeutico e la completa sicurezza nel trattamento di molte patologie quali asma, glaucoma, nausea, tumori, epilessia, infezioni, stress, emicrania, anoressia, depressione, reumatismi, artriti, morbo di Alzheimer ed herpes. (V, Cap. 7, “Usi Terapeutici della Cannabis.”)

    Olii Alimentari & Proteine



    I semi di canapa erano usati regolarmente per il porridge, le zuppe, e le farinate di tutta la popolazione mondiale, fino a questo secolo (lo scorso, N.d.t.). I monaci dovevano mangiare un piatto di semi di canapa tre volte al giorno, tessevano i loro abiti con la canapa, e stampavano le loro Bibbie su carta composta della sua fibra.



    (Dr. Vera Rubin, “Research Institute for the Study Of Man;” Eastern Orthodox Church; Cohen & Stillman, Therapeutic Potential of Marijuana, Plenum Press, 1976; Ernest Abel, Marijuana, The First 12,000 Years, Plenum Press, NY, 1980; Encyclopedia Britannica.)



    Il seme di canapa può essere torchiato per ottenere un olio altamente nutritivo, il quale contiene più acidi grassi essenziali di ogni altra specie nel Regno Vegetale. Questi oli essenziali sono responsabili delle nostre immunoreazioni e puliscono le arterie dal colesterolo e dalla placca.

    Il sottoprodotto della torchiatura dei semi contiene proteine della migliore qualità; può essere maltato, o utilizzato come base per farne dolci, pani o sformati. Le proteine dei semi di marijuana sono una fonte di proteine tra le migliori, più complete e più facilmente assimilabili dal corpo umano.
    Il seme di canapa è la fonte singola di nutrimento più completa per l'alimentazione umana (V. Cap. 8.)



    I semi di canapa furono, fino alla proibizione legale del 1937, il becchime numero uno al mondo, tanto per uccelli selvatici che domestici.
    Era il loro preferito* tra ogni genere di becchime sul pianeta; nel 1937 quattro milioni di libbre di semi di canapa per uccelli canori furono venduti al dettaglio negli USA. Gli uccelli scelgono i semi di canapa da un mucchio di becchime misto, e li mangiano per primi. Gli uccelli allevati allo stato brado vivono più a lungo e si riproducono di più quando i semi di canapa sono inclusi nella loro dieta, utilizzandone l'olio per le loro penne e per la loro salute in generale.(V. Cap. 8, “I semi di canapa come base per il nutrimento mondiale”)



    *Atto Congressuale del 1937: “Gli uccelli canori non cantano senza,” lamentano le industrie di cibi per animali. Risultato: semi sterilizzati di cannabis continuano a essere importati negli USA da Italia, Cina e altri Paesi.



    I semi di canapa non producono ebbrezza negli umani o negli uccelli. Nei semi si trovano tracce infinitesimali di THC. I semi di canapa sono anche l'esca per pesci preferita in Europa. I pescatori comprano sacchetti di semi dai venditori di esche, e ne gettano manciate nel fiume o nel lago; i pesci si fiondano attorno ai semi e sono presi all'amo. Nessun'altra esca è tanto efficace, e ciò la rende il cibo più desiderabile e nutriente per uomini, uccelli e pesci.

    (Ricerca personale di Jack Herer in Europa.) (Jack Frazier, The Marijuana Farmers, Solar Age Press, New Orleans, LA, 1972)



    Materiale edile & Abitazioni



    Poiché un acro di canapa produce tanta polpa di cellulosa quanto 4,1 acri di alberi*, la canapa è il materiale perfetto per sostituire gli alberi e farne assi di compensato, assi di truciolato e stampi per il calcestruzzo.

    *Dewey & Merrill, Bulletin #404, United States Dept. of Agricultural., 1916.



    Materiale edilizio pratico, economico, ignifugo, con eccellenti proprietà di isolamento termico e sonoro, si produce scaldando e pressando le fibre della pianta per creare robusti pannelli che sostituiscono cartongesso e compensato. William B. Conde della Conde’s Redwood Lumber, Inc. nei pressi di Eugene, Oregon, assieme alla Washington State University (1991–1993), hanno dimostrato la superiorità in robustezza, flessibilità, e la maggior convenienza dei materiali composti di canapa rispetto a quelli in fibra di legno, anche per le travi.



    Lo isochanvre, un materiale da costruzione Francese riscoperto da poco prodotto con canapa e calce, pietrifica in uno stato minerale che può durare secoli. Gli archeologi hanno rinvenuto un ponte nel Sud della Francia, del periodo Merovingio (500–751 A.D.), costruito con questo processo. (V. Chènevotte habitat di René, Francia)



    La canapa è sempre stata utilizzata per la tessitura dei tappeti. La fibra di canapa permette la manifattura di tappeti robusti, resistenti e inattaccabili dal marciume, che evitano i vapori tossici dei materiali di sintesi, oltre alle reazioni allergiche dovute ai sintetici.



    Anche le tubature in plastica (PVC) si possono produrre utilizzando la cellulosa rinnovabile della canapa in luogo del carbone e del petrolio.



    Dunque possiamo immaginarci la casa del futuro interamente costruita, ammobiliata e dipinta con la risorsa rinnovabile numero uno, la canapa.



    Fumo, Svago & Creatività



    La Dichiarazione d'Indipendenza Americana riconosce l'"inalienabile diritto" alla "vita, alla libertà e al perseguimento della felicità". Successive decisioni parlamentari assicurano il diritto alla privacy.



    Molti artisti e scrittori hanno usato la cannabis per avere stimoli creativi, dagli autori dei capolavori mondiali della religione ai nostri più irriverenti scrittori satirici. Tra di loro Lewis Carroll e il suo bruco che fuma hookah in "Alice nel Paese delle Meraviglie", Victor Hugo e Alexander Dumas; i grandi del jazz come Louis Armstrong, Cab Calloway, Duke Ellington e Gene Krupa; e il percorso arriva fino ai moderni artisti e musicisti come Beatles, Rolling Stones, Eagles, Doobie Brothers, Bob Marley, Jefferson Airplane, Willie Nelson, Buddy Rich, Country Joe & the Fish, Joe Walsh, David Carradine, David Bowie, Iggy Pop, Lola Falana, Hunter S. Thompson, Peter Tosh, Grateful Dead, Cypress Hill, Sinead O’Connor, Black Crowes, Snoop Dogg, Los Marijuanos, etc.



    Certo, fumare marijuana aumenta la creatività in alcuni, e in altri no.



    Ma da che mondo è mondo, varie proibizioni e gruppi di "temperanti" hanno cercato e talvolta sono riusciti a rendere proibite le sostanze che alcuni preferiscono per rilassarsi, come il tabacco, l'alcool e la cannabis.



    Abraham Lincoln rispose a questo tipo di mentalità repressiva nel Dicembre del 1840, quando affermò “La Proibizione va oltre i confini della ragione in quanto cerca di controllare i desideri dell'uomo con la legislazione e rende un crimine ciò che non lo è. Una legge proibizionista è uno schiaffo al principio stesso sul quale il nostro governo venne fondato.”

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    Predefinito Riferimento: Jack Herer: L'imperatore non ha vestiti

    Stabilità Economica, Profitto & Libero Commercio



    Noi pensiamo che in un mercato competitivo la gente si affretterebbe a comprare durevoli, biodegradibili “Pot Tops” o “Mary Jeans”, etc., prodotti con piante senza pesticidi o erbicidi. Alcune delle industrie che hanno aperto la strada con questi prodotti sono Ecolution, Hempstead, Marie Mills, Ohio Hempery, Two Star Dog, Headcase e, in Germania, HanfHaus, etc.



    E' ora che mettiamo alla prova il capitalismo e che lasciamo decidere il mercato senza costrizioni della domanda e dell'offerta, così come la nostra coscienza ecologica "Verde", sul futuro del pianeta.



    Una camicia di cotone nel 1776 costava da $100 a $200, mentre una camicia di canapa costava da 50 cents a $1. Entro il 1830, camicie di fresco e leggero cotone avevano lo stesso prezzo delle più calde, pesanti camicie di canapa, offrendo una possibilità di scelta competitiva.



    La gente era in grado di scegliere il suo abbigliamento basandosi sulle qualità particolari che desiderava in un tessuto. Oggi non abbiamo questa possibilità.



    Il ruolo della canapa e di altre fibre naturali dovrebbe essere determinato dal mercato della domanda e dell'offerta, dai valori e dai gusti personali, e non dalle influenze improprie delle leggi proibizioniste, dai sussidi federali e dalle eccessive tariffe doganali che impediscono ai tessuti naturali di rimpiazzare le fibre sintetiche.



    Settant'anni di soppressione dell'informazione da parte del Governo hanno prodotto la quasi totale ignoranza pubblica degli incredibili potenziali della fibra di canapa e dei suoi usi.



    Utilizzando canapa al 100%, o mischiando canapa e cotone organico, potremmo lasciare la nostra camicia, i nostri pantaloni e altri capi ai nostri nipoti.
    Con una spesa intelligente si potrebbero rimpiazzare le fibre sintetiche petrolchimiche come nylon e poliestere con fibre naturali più resistenti, più economiche, fresche, assorbenti, traspiranti e biodegradabili.



    La Cina, l'Italia e Paesi Europei dell'Est come Ungheria, Romania, Cecoslovacchia, Polonia e Russia attualmente fanno milioni di dollari con tessuti di robusta canapa e tessuti in canapa e cotone, e potrebbero guadagnare miliardi di dollari all'anno.



    Questi Paesi traggono profitto dalle loro tradizioni agricole e tessili, mentre gli USA cercano di forzare l'estinzione di questa pianta sostenendo le tecnologie distruttive del sintetico.



    Anche il tessuto misto cannabis/cotone non è stato posto ufficialmente in vendita negli USA fino al 1991. I Cinesi, per esempio, furono obbligati da un tacito accordo ad inviarci ramia e cotone scadenti.



    (National Import/Export Textile Company of Shanghai, comunicazione personale con l'autore nell' Aprile-Maggio 1983.)



    Mentre l'edizione del 1990 di questo libro andava in stampa, capi di vestiario che contenevano almeno il 55% di cannabis arrivavano dalla Cina e dall' Ungheria. Nel 1992, mentre andavamo in stampa, molti diversi tipi di tessuto di canapa al 100% arrivavano direttamente dalla Cina e dall' Ungheria. Ora, nel 2007, i tessuti di canapa sono richiestissimi in tutto il mondo, esportati dalla Romania, dalla Polonia, dall'Italia, dalla Germania, etc.
    La canapa è stata definita "hottest fabric" (tessuto più caldo, N.d.t.) degli anni '90 da Rolling Stone, Time, Newsweek, Paper, Detour, Details, Mademoiselle, The New York Times, The Los Angeles Times, Der Spiegel, ad infinitum. Tutti loro hanno pubblicato le più eclatanti notizie sulla canapa industriale e nutrizionale.



    Inoltre, la canapa coltivata per produrre biomassa potrebbe alimentare un'industria energetica da miliardi di dollari all'anno, che migliorerebbe la qualità dell'aria e porterebbe il benessere nelle aree rurali e nelle comunità circostanti, lontano dal potere centralizzato del monopolio. Più di ogni altra pianta sulla Terra, la canapa può mantenere la promessa di una economia e di una ecologia sostenibili.



    In Conclusione. . . .



    Dobbiamo reiterare la nostra premessa iniziale sfidando il mondo a dimostrare che ci sbagliamo. Se tutti i carburanti fossili e i loro derivati, così come gli alberi per la carta e le costruzioni fossero vietate per poter salvare il pianeta, annullare l'Effetto Serra e fermare la deforestazione;



    Allora ci sarebbe soltanto una risorsa annualmente rinnovabile conosciuta in grado di rifornire il mondo di di carta e tessuti; di soddisfare i bisogni globali dei trasporti, dell'industria e delle abitazioni; riducendo l'inquinamento, risanando il terreno e ripulendo l'atmosfera, tutto nello stesso tempo...

    E questa sostanza è la stessa che ha fatto tutto questo in passato

    La Cannabis… La Marijuana!



    1. Oxford English Dictionary; Encyclopedia Britannica, 11ma edizione, 1910; film dello U.S.D.A. "Hemp for Victory", 1942.



    2. Ibid.



    3. Levi-Strauss & Company of San Francisco, CA, colloquio personale dell'autore con Gene McClaine, 1985.



    4. Le vecchie Spinning Jennys (filatoi, filiere) e i filarelli erano principalmente usati per le fibre in quest'ordine: canapa, lino, lana, cotone, e così via.



    5. Jack Frazier, The Marijuana Farmers, Solar Age Press, New Orleans, LA, 1974; Biblioteca del Congresso USA; Archivi Nazionali; U.S. Mint; etc.



    6. James T. Adams, editor, Album of American History, Charles Scribner’s Sons, NY, 1944, pg. 116.



    7. Jack Frazier, The Marijuana Farmers, Solar Age Press, New Orleans, LA, 1974; Biblioteca del Congresso USA; Archivi Nazionali.



    8. Larry Sloman, Reefer Madness, Grove Press, New York, NY, 1979, pag. 72.



    9. Richard Bonnie e Charles Whitebread, The Marijuana Conviction, Univ. of Virginia Press, 1974.





    Quando la Canapa Salvò la Vita a George Bush



    Un altro esempio dell'importanza della canapa: cinque anni dopo che la cannabis fu dichiarata illegale nel 1937, venne prontamente reintrodotta nel 1942, allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.



    Così, quando il giovane pilota George Bush si paracadutò dal suo aereo in fiamme dopo una battaglia sul Pacifico, non sapeva molto del fatto che:



    - Parte del motore del suo apparecchio era lubrificata con olio di semi di canapa;



    - il 100% del tessuto del paracadute che gli salvò la vita era fatto con canapa coltivata negli USA



    - Virtaulmente tutto il sartiame e le funi della nave che lo ripescò erano fatte di canapa.



    - Le manichette antincendio della nave (come quelle delle scuole in cui studiò) erano composte di canapa, e



    - Infine, quando il giovane George Bush era sano e salvo sul ponte, le cuciture dei suoi scarponi erano di canapa, così quelle di tutte le scarpe in cuoio e gli scarponi militari moderni.



    Bush ha passato una buona parte della sua carriera cercando di sradicare la cannabis e di far osservare le leggi per accertarsi che nessuno conoscesse queste informazioni - incluso forse lui stesso. . .



    (Film dello USDA Hemp for Victory, 1942; Opuscolo 25 U. del KY Agricultural Ext. Service, Marzo 1943; Gatewood Galbraith, Kentucky Marijuana Feasibility Study, 1977.)





    La Battaglia del Bollettino 404



    La Messa in Scena



    Nel 1917, il mondo stava combattendo la Prima Guerra Mondiale. In questo Paese gli industriali, assediati dal salario minimo e dalle imposte sui redditi, erano in crisi depressiva. Gli ideali progressisti andarono perduti non appena gli USA presero parte allo scontro mondiale per la supremazia commerciale. E' su questo scenario che il primo dramma sulla canapa del XX secolo fu inscenato.



    Personaggi e Interpreti



    La storia ha inizio nel 1916, poco dopo la diffusione del Bollettino USDA 404 (V.). Presso San Diego, in California, un immigrato tedesco di 50 anni, di nome George Schlichten mise a punto una semplice quanto brillante invenzione. Schlichten aveva speso 18 anni e 400.000 dollari nel decorticatore, una macchina in grado di scortecciare quasi ogni tipo di pianta lasciando la polpa intatta. Per costruirla aveva sviluppata una conoscenza enciclopedica sulle fibre e sulla fabbricazione della carta. Il suo desiderio era di fermare il disboscamento a causa della carta, che egli riteneva essere un crimine. La sua nativa Germania era molto progredita nell'imboschimento e Schlichten sapeva che la distruzione delle foreste significava la distruzione di barriere spartiacque indispensabili.



    Henry Timken, il facoltoso industriale inventore dei cuscinetti rotanti, aveva subodorato l'invenzione di Schlichten e volle incontrare l'inventore nel Febbraio del 1917. Timken vide il decorticatore come una scoperta rivoluzionaria che avrebbe migliorato le condizioni dell'umanità.
    Timken offrì a Schlichten la possibilità di coltivare 100 acri di canapa nel suo ranch, nella fertile Imperial Valley in California, a Est di San Diego, così che potesse provare la sua invenzione.



    Non andò vieri, che Timken incontrò il gigante dell'editoria E.W. Scripps, e il suo socio da sempre Milton McRae a Miramar, il domicilio di Scripps a San Diego. Scripps, allora 63enne, possedeva la più grande catena di quotidiani del Paese. Timken sperava di interessare Scripps nella produzione di carta da giornale di canapa.



    I baroni della carta stampata della fine del secolo abbisognavano di grandi quantitativi di cellulosa per la loro crescente distribuzione. Quasi il 30% dei quattro milioni di tonnellate di carta manufatta nel 1909 fu trasformato in quotidiani; nel 1914 la distribuzione di quotidiani era cresciuta del 17% per oltre 28 milioni di copie.1 Nel 1917, il costo dei quotidiani saliva rapidamente, e McRae, che possedeva una cartiera dal 1904, era preoccupato.



    Il seme è piantato



    In Maggio, dopo aver incontrato di nuovo Timken, Scripps chiese a McRae di esaminare la possibilità di usare il decorticatore nella manifattura della carta da giornale.



    McRae si dimostrò eccitato all'idea; definì il decorticatore “una grande invenzione. . . [la quale] non solo renderà un grande servizio a questo Paese, ma sarà molto proficua finanziariamente. . . . [essa] potrebbe rivoluzionare le attuali condizioni.” Il 3 Agosto, mentre il periodo del raccolto si approssimava, fu organizzato un incontro tra Schlichten, McRae, e l'editore di quotidiani Ed Chase.



    All'insaputa di Schlichten, McRae fece stenografare le tre ore di incontro al suo segretario. Il documento che ne risultò, l'unica testimonianza conosciuta ad oggi della voluminosa conoscenza di Schlichten, è riportato in toto nella Appendice I.



    Schlichten aveva studiato a fondo molti tipi di piante con cui produrre carta, tra le quali grano, cotone, yucca, e la spagnola baccata. Sembra che la canapa fosse la sua preferita: “La canapa è praticamente un successo e ne verrà carta di qualità superiore a quella comunemente usata per i quotidiani,” affermò. La sua carta di canapa era anche meglio di quella prodotta per il Bollettino USDA 404, dichiarava, poiché con il decorticatore si eludeva il processo di macerazione, evitando così le fibre corte e la colla naturale necessaria a tenere assieme la carta. Schlichten era in grado di produrre 50.000 tonnellate di carta all'anno, al prezzo di $25 alla tonnellata, il che era meno del 50% del prezzo delle testate dell'epoca. E ogni acro di canapa trasformata in carta, aggiungeva Schlichten, avrebbe salvato cinque acri di foresta.



    McRae fu molto impressionato da Schlichten. L'uomo che aveva cenato con presidenti e capitani d'industria scrisse a Timken, “Posso dire senza ambiguità che Mr. Schlichten mi ha impressionato in quanto uomo di grande intelletto e perizia; e, a quanto posso vedere, egli ha creata e costruita una macchina portentosa.” Dispose affinché Chase trescorresse il maggior tempo possibile con Schlichten e gli preparasse un rapporto.



    Tempo di Raccolto



    In Agosto, dopo tre mesi soltanto di crescita, il raccolto di Timken aveva raggiunto la sua altezza massima - 14 piedi! (426,72 cm, N.d.t.) ed egli era alquanto ottimista riguardo i suoi progetti. Sperava di andare in California e vedere il raccolto decorticato, e sé stesso come un benefattore dell'umanità, che permetteva alla gente di lavorare meno e aver più tempo per lo "sviluppo spirituale". Scripps, d'altro canto, non aveva una visione ottimistica. Aveva perso la sua fiducia in un Governo che pensava avrebbe portato il Paese alla rovina economica a causa della guerra, e che si sarebbe preso il 40% dei suoi profitti in imposte sul reddito.


    In una lettera a sua sorella Ellen del 14 Agosto, egli scrive: “Quando Mr. McRae mi ha detto dell'aumento previsto per il prezzo della carta bianca, gli ho risposto che ero abbastanza sciocco da non preoccuparmi di una cosa di quel genere." Ci si aspettava che il prezzo della carta aumentasse del 50%, il che sarebbe costato a Scripps l'intero profitto annuale di $1.125.000! Invece di sviluppare nuove tecnologie, prese la via più breve: la Penny Press Lord aumentò semplicemente il prezzo delle sue testate, da uno a due centesimi.



    La Fine



    Il 28 Agosto Ed Chase inviò il suo rapporto completo a Scripps e McRae. Anche lui era entusiasta del nuovo metodo: “Ho veduta una stupenda, quanto semplice invenzione. Ritengo che rivoluzionerà molti dei metodi di produzione nell'alimentare, nel vestiario, e in ogni altro bisogno dell'umanità."



    Chase aveva visto il decorticatore produrre sette tonnnellate di canapuli (frammenti di corteccia, N.d.t.) in due giorni. A pieno regime, aveva previsto Schlichten, ogni macchina avrebbe prodotto cinque tonnellate al giorno. Chase aveva concluso che la canapa avrebbe facilmente soddisfatta la richiesta per i quotidiani di Scripps sulla West Coast, con rimanenze bastanti per delle attività secondarie. Aveva stimato che la stampa dei quotidiani sarebbe costata tra i $25 e i $35 per tonnellata, e avanzò la richiesta di aprire una cartiera anche sulla East Coast.



    McRae, tuttavia, sembrava aver capito che il suo capo non era più molto interessato alla produzione di carta di canapa. La sua risposta al rapporto di Chase fu cauta: "Molto sarà determinato dalla praticabilità dei costi di trasporto, manufattura, etc., etc., che non possono essere accertati senza un'adeguata ricerca." Forse quando i suoi ideali si scontrarono con il duro lavoro per svilupparli, il semi-pensionato McRae si tirò indietro.



    In Settembre il raccolto di Timken produceva una tonnellata di fibra e quattro di canapuli per acro, ed egli stava cercando di coinvolgere Scripp nell'apertura di una cartiera a San Diego. McRae e Chase andarono a Cleveland e passarono due ore a convincere Timken che mentre la canapa era utilizzabile per tutti gli altri tipi di carta, essi non ne potevano trarre una carta da giornale che fosse abbastanza economica. Forse la cartiera dell'Est che avevano sperimentato non era stata incoraggiante, e infine si risolse di trasformarla per ottenere carta dal legno.



    In quel periodo anche Timken era afflitto dall'economia del tempo di guerra. Si aspettava di pagare imposte per un 54% e stava cercando di mutuare $2 millioni con un interesse del 10% per riattrezzare macchine belliche. L'uomo che solo qualche settimana prima non vedeva l'ora di essere in California, non aspettò un minuto per trasferirsi a Ovest per tutto l'inverno. Disse a McRae, “Penso che sarò troppo dannatamente occupato in questa regione del Paese per occuparmi degli affari.”



    Il decorticatore riaffiorò poi negli anni '30, quando fu pubblicizzato come la macchina che avrebbe fatto della canapa un "Raccolto da un miliardo di dollari" in un articolo su Mechanical Engineering e su Popular Mechanics.* (Fino alla edizione del 1993 "The Emperor...", si credeva che il decorticatore fosse una nuova scoperta di quell'epoca.) Ancora una volta, la nascente industria della canapa fu stroncata, questa volta dal Marijuana Tax Act del 1937.



    • Ellen Komp





    Note:



    1. World Almanac, 1914, p. 225; 1917



    2. Milton McRae, Forty Years in Newspaperdom, 1924 - Brentano’s NY



    3. Archivi Scripps , University of Ohio, Athens, Archivi di Ellen Browning Scripps, Biblioteca Denison, Claremont College, Claremont, CA





    Perché Non Usare La Canapa Per Invertire l'Effetto Serra e
    Salvare il Mondo?



    Agli inizi del 1989, Jack Herer e Maria Farrow posero questa domanda a Steve Rawlings, l'ufficiale più alto in grado allo U.S. Department of Agriculture (che era incaricato di invertire l'Effetto Serra), nel centro di ricerca mondiale USDA a Beltsville, nel Maryland.



    Innanzitutto ci presentammo dicendo che scrivevamo per il giornale del partito politico Green (i "Verdi", n.d.T.). Poi chiedemmo a Rawlings: “Se lei avesse mai una scelta, quale sarebbe il modo ideale per fermare o invertire l'Effetto Serra?”



    Egli disse, “Smettere di abbattere gli alberi e di usare i carburanti fossili.”



    “Beh, perché non lo facciamo?”



    “Non esistono sostituti accettabili del legno per la carta, o per i carburanti fossili.”



    “Perché non usiamo piante annuali per la carta, e la loro biomassa per fare il carburante?”



    “Beh, quello sarebbe ideale,” convenne. “Sfortunatamente, non c'è niente che possa produrre abbastanza materiali.”



    “Bene, cosa direbbe se ci fosse una pianta che può sostituire tutta la polpa di legno, tutti i carburanti fossili, produrre la maggior parte delle nostre fibre naturali, con la quale di può fare di tutto, dalla dinamite alla plastica, che cresce in 50 stati e che un acro di questa pianta sostituirebbe 4,1 acri di alberi, e che se si utilizzasse un 6% del territorio USA per coltivarla, anche in terreni con scarso margine, questa pianta produrrebbe tutti i 75 miliardi per dieci alla ventiquattresima di BTU* che occorrono all'America ogni anno? Questo aiuterebbe a salvare il pianeta?”



    “Sarebbe l'ideale. Ma questa pianta non esiste.”



    “Noi pensiamo di sì.”



    “Ah, sì? Qual'è?”



    “La canapa .”



    “Canapa!” Ci meditò sopra per un momento. “Non ci avrei mai pensato. Sapete, credo che abbiate ragione. La canapa potrebbe essere la pianta che fa tutto questo. Wow! E' un'idea grandiosa!”



    Eravamo eccitati, mentre descrivevamo a grandi linee queste informazioni e delineavamo il potenziale della canapa per la carta, la fibra, il carburante, il cibo, la vernice, etc. e come si sarebbe potuta usare per ripristinare l'ecosistema mondiale e riequilibrare l'ossigeno nell'atmosfera senza provocare disordini nel tenore di vita al quale la maggioranza degli Americani sono abitutati.



    In sostanza, Rawlings ritenne che le nostre informazioni fossero probabilmente corrette, e che la cosa avrebbe potuto benissimo funzionare.



    Disse, “E' un'idea meravigliosa, e penso che potrebbe funzionare. Ma certamente non si può mettere in pratica.”



    “Sta scherzando!” rispondemmo. “Perchè no ?”



    “Beh, Mr. Herer, non lo sapeva che la canapa è anche marijuana?”



    “Sì, certo che lo so, ne ho scritto per circa 40 ore a settimana, negli ultimi 17 anni.”



    “Bene, lo sa che la marijuana è illegale, vero? Non possiamo usarla.”



    “Nemmeno per salvare il mondo ?”



    “No. E' illegale”, mi informò, in tono severo. “Non possiamo usare qualcosa di illegale.”



    “Ma neanche per salvare il mondo?” chiedemmo, sbalorditi.



    “No, neanche per salvare il mondo. E' illegale. Non si può usare. Punto.”



    “Non fraintendetemi, è una grande idea,” proseguì, “Ma non ve lo lasceranno mai fare.”



    “Ma perché lei non va avanti, e non dice al Segretario dell'Agricoltura che un pazzo della California le ha dato la documentazione che dimostra che la canapa sarebbe in grado di salvare il pianeta e che la sua prima impressione è che potrebbe avere ragione, e che la cosa merita un serio studio? Cosa ne dice?” “Beh, non credo che resterei qui molto a lungo, dopo averlo fatto. Dopo tutto, sono funzionario del Governo.” “Allora perché non ricostruisce la nostra stessa documentazione, nel suo computer, nella biblioteca dello U.S.D.A.? E' da lì che abbiamo avuto la documentazione iniziale.”



    Disse, “Non potrei firmare quella documentazione.”



    “Perché no? Noi l'abbiamo fatto.”



    “Mr. Herer, lei è un cittadino. Lei può firmare qualsiasi cosa voglia. Ma io sono un funzionario del Dipartimento dell'Agricoltura. Qualcuno vorrebbe sapere perché voglio tutta quella documentazione. E io sarei finito.”



    Infine, ci mettemmo d'accordo per spedirgli tutta la documentazione che avevamo ottenuto dalla biblioteca della U.S.D.A., se gli avesse voluta dare almeno un'occhiata.



    Rispose che lo avrebbe fatto, ma quando lo chiamammo un mese dopo disse che non aveva ancora aperto il pacco che gli avevamo spedito, e che ce lo avrebbe rimandato senza aprirlo, perché non voleva la responsabilità di quella documentazione, adesso che l'Amministrazione Bush l'avrebbe rimpiazzato con uno dei suoi uomini.



    Gli chiedemmo se avrebbe passato la documentazione al suo successore, ed egli rispose “Assolutamente no.”



    Nel Maggio 1989, avemmo virtualmente la medesima conversazione e lo stesso risultato con il suo collega, il Dr. Gary Evans dello U.S. Department of Agriculture and Science, l'uomo incaricato di fermare la tendenza al riscaldamento globale.



    Alla fine egli ci disse “Se davvero volete salvare il pianeta con la canapa, voi [attivisti per la canapa/marijuana] dovreste trovare il modo di farla crescere senza le cime narcotiche (SIC) e poi potreste usarla.”



    Questo è il genere di irresponsabilità spaventata (e spaventosa) del nostro Governo, contro la quale dobbiamo confrontarci.



    *) B.T.U.: British Thermal Unit - il quantitativo di calore necessario per aumentare di un grado Farenheit (F) una libbra (Kg.0.454) di acqua (N.d.T.)

  4. #4
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    L'imperatore non è vestito

    di Jack Herer





    Capitolo Tre



    Febbraio 1938 - Rivista Popular Mechanics:
    “UN NUOVO RACCOLTO DA UN MILIARDO DI DOLLARI”

    Febbraio 1938 - Rivista Mechanical Engineering:
    “IL PIU' PROFICUO E DESIDERABILE DEI RACCOLTI”



    La tecnologia moderna stava per essere applicata alla produzione di canapa, facendone la risorsa agricola numero uno in America. Due delle pubblicazioni più rispettabili e influenti della nazione, il Popular Mechanics e il Mechanical Engineering, pronosticavano un luminoso futuro per la canapa Americana.



    Migliaia di nuovi prodotti avrebbero creato milioni di nuovi posti di lavoro e proclamata la fine della Grande Depressione. Invece la canapa fu perseguitata, messa al bando e dimenticata grazie a W. R. Hearst, il quale etichettò la canapa come “l'erbaccia messicana killer, marihuana.”



    Dal 1901 fino al 1937, lo U.S. Department of Agriculture predisse ripetutamente che, una volta ottenuta la tecnologia per il raccolto, grazie al nuovo processo di separazione della fibra dalla polpa l'industria della canapa era nella sua infanza, e che quello sarebbe tornato a essere il raccolto numero uno in America. L'avvento del decorticatore G.W. del 1917 per poco non realizzò questa profezia. (V. pag.13-15 e Appendice.)



    La predizione si reiterò nella stampa popolare quando il Popular Mechanics pubblicò nel Febbraio 1938 il suo articolo “Billion-Dollar Crop.” La prima ristampa di questo articolo, dopo oltre 50 anni, compare nell'edizione originale del presente libro. L'articolo è riprodotto qui esattamente come fu stampato nel 1938.



    A causa delle sue tabelle di marcia e delle sue scadenze, il Popular Mechanics preparò questo articolo nella primavera del 1937, quando la cannabis usata per fibre, carta, dinamite e olio era ancora legale ed era, in effetti, un'industria in crescita vertiginosa.



    Ristampato in questo capitolo è uno stralcio dell'articolo del Mechanical Engineering sulla canapa, pubblicato nello stesso mese. In origine questo era un opuscolo, presentato un anno prima allo Agricultural Processing Meeting of the American Society of Mechanical Engineers di New Brunswick, New Jersey, il 26 Febbraio 1937



    I rapporti dello USDA durante gli anni '30, e gli atti del Congresso del 1937, dimostrano che la superficie coltivata a canapa era raddoppiata in America quasi ogni anno, dal minimo storico del 1930 -in cui erano 1000 acri in tutti gli USA- fino al 1937, con 14.000 acri a canapa che sarebbero divenuti il doppio nell'immediato futuro.



    Come si evince da questi articoli, l'industria della canapa da poco meccanizzata era appena nata, ma era destinata a diventare la più grande in America; e considerati gli sviluppi successivi (tecniche per ottenere energia dalla biomassa, materiali edili, etc.) sappiamo che la canapa è la più importante risorsa ecologica al mondo e quindi, potenzialmente, la singola industria più grande del pianeta.



    L'articolo del Popular Mechanics fu il primo nella storia Americana a utilizzare il termine "billion-dollar"* che non era mai stato usato prima negli USA, a proposito di nessun raccolto agricolo.

    *Miliardo di dollari (N.d.T.) -- Equivalente a $40-$80 miliardi di oggi. (nota dell'Autore)



    Gli esperti oggi stimano prudentemente che, una volta reintrodotta pienamente in America l'industria della canapa genererebbe da $500 miliardi a un trilione di dollari all'anno, salverebbe il pianeta e la nostra civiltà dal carburante fossile, dai suoi derivati, e dalla deforestazione!



    Se Harry Anslinger, DuPont, Hearst e i loro (che si sappia o meno, adesso come allora) politici comprati non avessero bandita la canapa - con il pretesto della marijuana (V. Cap. 4, "Ultimi giorni... ") - e negata la conoscenza della canapa alle nostre scuole, ai ricercatori e persino agli scienziati, le luminose prospettive di questi articoli sarebbero già tutte una realtà - e con più vantaggi di quanti se ne possano immaginare, grazie alle nuove tecnologie che sono in continuo sviluppo.



    Per dirla con un mio collega, in modo adeguato: "Questi articoli sono state le ultime parole oneste dette a proposito dell'utilità della canapa negli ultimi 40 anni..."



    Un Nuovo Raccolto da Un Miliardo di Dollari

    Popular Mechanics, Febbraio 1938



    Per i fattori Americani si prospettano nuovi raccolti di contante, per un ammontare annuo di svariate centinaia di milioni di dollari, e tutto perché si è inventata una macchina che risolve un problema vecchio di 6.000 anni. E' la canapa, un raccolto con il quale nessun altro prodotto Americano può reggere il confronto. Al contrario, la sua presenza soppianterà l'importazione di materia prima e manufatti prodotti da coolies (operai sottopagati, in genere Indiani e Cinesi, N.d.t.) e dalla fatica dei contadini, e darà vita a migliaia di posti di lavoro per gli Americani in tutta la Nazione.
    La macchina che rende possibile tutto questo è stata disegnata per rimuovere la corteccia dal resto del gambo, rendendo pronta all'uso la fibra di canapa senza una mole proibitiva di lavoro umano. Quella della canapa è la fibra-modello (standard, N.d.t.) nel mondo. Ha un'altissima resistenza alla tensione e una lunghissima durata. Si utilizza per produrre più di 5.000 prodotti tessili, che vanno dalla corda ai più raffinati pizzi, e la "scorza" legnosa che rimane quando la fibra è stata rimossa contiene più del settantasette per cento di cellulosa, che può essere utilizzata per produrre oltre 25.000 articoli diversi, dalla dinamite al cellophane.



    I macchinari già in funzione nel Texas, nell'Illinois, nel Minnesota e in altri stati producono fibra con un costo di manodopera di mezzo centesimo per libbra, ed esiste un mercato redditizio per i resti degli steli. Gli operatori alle macchine ottengono un buon guadagno, in competizione con quello delle fibre straniere prodotte dai coolies, e pagano ai coltivatori quindici dollari per una tonnellata di canapa.



    Dal punto di vista dei coltivatori, la canapa è un raccolto facile da ottenere e può rendere da sei a sette tonnellate per acro, in qualsiasi appezzamento dove crescano mais, grano o avena.
    Ha un periodo di crescita breve, perciò si può piantare dopo che si sono già avuti altri raccolti. Può esser coltivata in ogni stato dell'Unione. Le lunghe radici penetrano e spaccano il suolo, lasciandolo in perfette condizioni per il raccolto dell'anno successivo.
    Il denso ammasso di fogliame, alto dagli otto ai dodici piedi (ca 2.50-3.50, N.d.t.) soffoca le erbacce. Due raccolti successivi sono sufficienti per bonificare terreni che erano stati abbandonati a cagione dei cardi Canadesi o della quack grass (intraducibile, N.d.t.).



    Con i vecchi sistemi, la canapa veniva tagliata e lasciata nei campi per settimane, finché non era abbastanza "macerata" e le fibre potevano essere strappate con le mani. La macerazione non è che decomposizione per effetto della rugiada, della pioggia e dell'azione batterica. Si sono costruite macchine per separare meccanicamente le fibre dopo che la macerazione era completa, ma i costi erano troppo alti, troppo grande la perdita di fibre, e la qualità della fibra relativamente scarsa.
    Con la nuova macchina, nota come decorticatore, la canapa viene tagliata con una mieti-legatrice leggermente modificata. Viene immessa nella macchina, dove un trasportatore automatico a catena la convoglia verso un braccio ruttore al ritmo di due o tre tonnellate l'ora. Gli steli vengono spezzettati finemente e ricadono nella tramoggia, dalla quale vengono soffiati da un compressore ad una imballatrice, o carro coperto, o carro merci per il trasporto. Le fibre escono dalla macchina già pronte per l'imballaggio.



    Da qui in poi, qualsiasi cosa può succedere. La fibra grezza può essere impiegata per produrre uno spago o una corda resistentissimi, trasformata in tela di sacco, filo per tappeti o linoleum, o può essere decolorata e raffinata, per farne sottoprodotti resinosi di alto valore commerciale. Essa può, di fatto, prendere il posto di tutte le fibre straniere che stanno inondando oggi i nostri mercati.



    Migliaia di tonnellate di canapuli sono usate ogni anno da una grande industria di polvere nera, per la manifattura di dinamite e TNT. Una grande industria cartaria, che pagava più di un milione di dollari all'anno in imposte per le cartine da sigaretta straniere, oggi produce queste cartine con la canapa coltivata nel Minnesota. Una nuova fabbrica in Illinois produce un'ottima carta di canapa. I materiali naturali della canapa ne fanno una economica fonte di polpa per ogni sorta di manifattura cartacea, e l'altissima percentuale di cellulosa alfa promette una fornitura illimitata di materia prima per le migliaia di prodotti in cellulosa sviluppati dai nostri chimici.



    In genere si ritiene che tutto il lino venga prodotto con la pianta del lino. In realtà, la maggioranza viene dalla canapa - le autorità hanno calcolato che più della metà dei tessuti di lino che importiamo siano manufatti di canapa. Un'altra concezione erronea è che la tela di sacco sia fatta di canapa, Invece, usualmente la sua origine è la juta, e praticamente tutta la tela di sacco che usiamo è tessuta da operai Indiani che sono pagati solo quattro centesimi al giorno. Lo spago per legare è solitamente fatto di sisal, che viene dallo Yucatan e dall'Africa Orientale.



    Tutti questi prodotti che oggi importiamo, possono essere prodotti con canapa cresciuta in casa. Reti da pesca, corde per archetti, tende, funi, grembiuli e camice, tovaglie damascate, raffinati abiti di lino, asciugatoi, biancheria da letto, e migliaia di altri oggetti d'uso quotidiano, possono essere coltivati nei poderi Americani. La media delle nostre importazioni di tessuti e fibre estere si aggira sui $200.000.000 all'anno; delle sole fibre grezze abbiamo importato più di $50.000.000 nel primo semestre del 1937. Tutti questi introiti si possono mettere a disposizione degli Americani.



    L'industria della carta offre possibilità anche maggiori. Come industria essa ammonta a oltre $1.000.000.000 annui, e di questi l'ottanta per cento proviene dall'importazione. Ma dalla canapa si produrrà ogni qualità di carta, e qualcuno al governo ha calcolato che 10.000 acri a canapa produrranno tanta carta quanto in media 40.000 acri di terreno a polpa.



    Un ostacolo nella avanzata della canapa è la riluttanza dei coltivatori a provare il nuovo raccolto. Il problema è aggravato dal bisogno di una attrezzatura adeguata ad una distanza ragionevole dalla fattoria. La macchina non può operare proficuamente a meno che non ci sia terreno a sufficienza nel raggio percorribile e il coltivatore non può ricavarne profitto se non ha il macchinario per trattare il raccolto.
    Un altro ostacolo è che l'infiorescenza della pianta femmina della canapa contiene marijuana, un narcotico, ed è impossibile coltivare la canapa senza produrre infiorescenze. Le norme federali obbligano i coltivatori di canapa a registrarsi, e delle proposte di legge per prevenire la produzione del narcotico sono alquanto urgenti.
    Ad ogni modo, la relazione tra la canapa come raccolto e la marijuana sembra essere esagerata. La droga viene usualmente prodotta dalla canapa selvatica, o locoweed, che si trova sui terreni incolti e lungo le ferrovie di ogni stato. Se le norme federali possono proteggere il pubblico senza impedire la coltura legittima della canapa, questo nuovo raccolto può arricchire incommensurabilmente l'agricoltura e l'industria Americane.







    Il più proficuo e desiderabile dei raccolti



    Mechanical Engineering, 26 Febbraio 1937



    "Lino e canapa: dal seme al telaio" fu pubblicato nel numero del Febbraio 1938 della rivista Mechanical Engineering.

    In origine fu presentato allo Agricultural Processing Meeting of the American Society of Mechanical Engineers di New Brunswick nel New Jersey, il 26 Febbraio 1937, dalla Process Industries Division.



    Lino e canapa: dal seme al telaio



    Di George A. Lower



    Questo Paese importa praticamente tutte le sue fibre, eccezion fatta per il cotone.
    La ginnatrice Whitney, potenziata con dei nuovi procedimenti per la filatura, permette al nostro Paese di produrre cotone con costi talmente inferiori a quelli del lino che le manifatture di lineria hanno praticamente cessato di esistere negli Stati Uniti. Non possiamo produrre le nostre fibre ad un costo inferiore a quello di tutti gli altri coltivatori del mondo. A parte i costi di lavorazione più alti, non figuriamo tra i grandi produttori; la Jugoslavia, ad es., che è la maggior produttrice di fibre per ara in Europa, ha prodotto ultimamente 883 libbre. Cifre paragonabili negli altri Paesi sono l'Argentina, 749 libbre, l'Egitto con 616 libbre, e l'India, 393 libbre; mentre la produzione media nel nostro Paese è di 383 libbre.



    Per affrontare la concorrenza in modo proficuo, dobbiamo migliorare i nostri metodi in tutto il processo, dal seme al telaio.



    Il lino viene ancora strappato alla radice, macerato in un bacino, seccato al sole, battuto fintanto che le fibre non si separano dal legno, quindi filato, e infine scolorito con lisciva ricavata dalla cenere di legna, potassa fatta con le alghe, o calce. Migliorie nei macchinari per la coltivazione, la semina e la mietitura hanno aiutato materialmente i grandi coltivatori e, a un certo grado, anche i piccoli, ma i processi dal raccolto al filato sono grezzi, dispendiosi e devastanti per il fondo.
    La canapa, la più forte di tutte le fibre vegetali, offre la maggior produzione per acro e richiede la minima attenzione. Essa non soltanto non richiede diserbatura, ma uccide tutte le erbacce e lascia il terreno in condizioni ottimali per il raccolto seguente. Ciò, a onta del suo valore monetario, ne fa un raccolto desiderabile da crescere. Riguardo il clima e la coltivazione, i suoi requisiti sono simili a quelli di lino e simili, dev'essere raccolta prima che sia troppo matura. Il periodo migliore è quando le foglie inferiori sul gambo appassiscono e i fiori spargono il loro polline.



    Come per il lino, le fibre sono laddove i peduncoli delle foglie escono dal gambo, e sono fibre laminate tenute insieme dalla resina. Trattata chimicamente come il lino, la canapa produce una stupenda fibra, tanto simile al lino che è necessario un potente microscopio per distinguere la differenza -- e solo allora, perché nella canapa alcune estremità sono scisse. Inumidire qualche treccia di fibre e tenerla sospesa è l'unico modo per identificare definitivamente i due poiché, asciugando, il lino volgerà verso destra, o in senso orario, e la canapa verso sinistra, in senso anti-orario.



    Prima [della I Guerra Mondiale], la Russia produceva 400.000 tonnellate di canapa, la quale veniva ancora tutta spezzata e cardata a mano. Oggi produce la metà di quel quantitativo e la tiene perlopiù per sé, così come fa l'Italia dalla quale importiamo moltissimo.



    In questo Paese la canapa, piantata in ragione di uno staio per acro, rende circa tre tonnellate di fibra secca per acro. Dal 15 al 20 per cento di queste sono fibra, e dall'80 all'85 per cento è materiale legnoso. Il mercato in rapida espansione della cellulosa per le plastiche ci dà buoni motivi di credere che questo materiale finora scartato si rivelerà abbastanza redditizio da ripagare il raccolto, mantenendo il costo della fibra sufficientemente basso da competere con le 500.000 tonnellate di fibre dure che si importano annualmente.



    Essendo la canapa da due a tre volte più forte di ogni altra fibra dura, molto meno peso è necessario per ottenere una buona proporzione tra il seminato e il prodotto finale.



    Ad esempio, lo spago di sisal con una resistenza alla tensione di 40 libbre dà 450 piedi per libbra. Uno spago migliore fatto di canapa darebbe 1280 piedi per libbra. La canapa non va soggetta ai numerosi tipi di deterioramento delle fibre tropicali, e nessuna tra queste resiste altrettanto a lungo nell'acqua, dolce o salata.



    Mentre la teoria nel passato era che il taglio dovesse avvenire quando il polline iniziava a volare, le piante con alcune delle migliori fibre lavorate dai coltivatori di canapa del Minnesota erano pesanti di semi. Questo punto dovrebbe essere affrontato il prima possibile, seminando qualche acro e raccogliendo il primo quarto quando il polline vola, il secondo e il terzo a una settimana o 10 giorni di distanza, e l'ultimo quando il seme è giunto a maturazione completa.
    Questi quattro lotti dovrebbero esser mantenuti separati e la canapa cardata e processata separatamente per rilevare ogni differenza nella qualità e nella quantità della fibra e del seme.



    Diversi tipi di macchinari sono disponibili in questo Paese per la mietitura della canapa. Una di queste venne fuori diversi anni fa dalla International Harvester Company. Di recente, i coltivatori di canapa del Middle West hanno riattato normali mietilegatrici per cereali a questo scopo. Queste modifiche non sono particolarmente costose, e sembra che le macchine prestino un servizio soddisfacente.



    Il procedimento per eliminare la resina è analogo a quello del lino. I canapuli probabilmente offrono una resistenza leggermente superiore alla digestione (decomposizione chimica, N.d.t.). D'altro canto, si spezzano facilmente quando il processo di digestione è completato. E una fibra eccellente può, infine, essere ottenuta anche dalla canapa. Trattata con un procedimento chimico noto, la canapa può essere filata su macchine per pettinare cotone e lana, e ha più assorbenza e vestibilità del lino.



    Sul mercato si trovano anche diversi tipi di macchine per cardare gli steli di canapa. Stabilimenti di cardatura attivi nel passato in Illinois e nel Wisconsin usavano un sistema consistente in una serie di otto paia di cuscinetti scanalati, attraverso i quali gli steli secchi venivano passati per spezzare le parti legnose. Da qui la fibra con i canapuli -hurds, come li chiamano- attaccati era trasferita da un operatore ad un convogliatore a catena infinita. Questo trasportava la fibra oltre due singoli rulli, forniti entrambi di lame battenti lungo la circonferenza, le quali estraevano i canapuli così come le fibre più corte della lunghezza dello stelo. La proporzione tra la fibra e la stoppa è del 50%. La stoppa o piccoli grovigli di fibre corte finiscono quindi in un pulitore vibrante che scuote via qualche altro frammento duro. Nel Minnesota e nell'Illinois, se n'è provato un altro tipo: questa macchina consiste di un piano di alimentazione sul quale gli steli sono posizionati in orizzontale. Un convogliatore a catena muove gli steli affinché siano afferrati da una clampa a catena che li trasporta fino alla metà del macchinario. Un paio di battitori simili a falciatrici accoppiate sono posizionate ad un angolo di °45 rispetto alla catena di alimentazione e spezzano gli steli di canapa sul bordo affilato di un piatto d'acciaio, essendo lo scopo dell'oggetto di spezzare la parte legnosa del gambo e separare i canapuli dalla fibra. Dall'altro lato, appena oltre la prima coppia di battitori-falciatrici c'è un'altra coppia, che è posizionata a 90° rispetto alla prima e rimuove i canapuli.



    La prima clampa a catena trasferisce gli steli ad un'altra per scotolare le fibre; sfortunatamente, questo tipo di gramola produce ancor più stoppa del così detto Modello Wisconsin. Questa stoppa è difficile da ri-pulire poiché i canapuli sono spezzettati in lunghe schegge che aderiscono tenacemente alla fibra.



    Un altro tipo ancora fa passare gli steli attraverso una serie di cuscinetti scanalati e graduati; questi spezzano le parti legnosi in frammenti lunghi circa 3 o 4 pollici, e la fibra passa poi in una serie di piatti (o lamiere; plates -N.d.t.) fessurati alternanti, in movimento tra piatti (id.) stazionari.



    I frammenti appiccicati vengono rimossi dalla fibra che prosegue la corsa su un convogliatore verso la pressa imballatrice. Poiché non avviene alcuna battitura della fibra contro la venatura, questo tipo di gramola produce soltanto fibra di lino. La canapa viene quindi trattata con gli stessi metodi usati per il lino.



    I produttori di vernici e lacche sono interessati all'olio di semi di canapa, che fornisce un buon agente essiccante. Quando si svilupperà il commercio del prodotto che ora viene scartato, la canapa si dimostrerà, sia per i coloni che per il pubblico, il più proficuo raccolto che si possa crescere, e potrà rendere indipendente dall'importazione gli opifici Americani.



    Le recenti alluvioni e le tempeste di sabbia ci hanno dato un avvertimento contro la distruzione degli alberi da legname. Probabilmente, i prodotti finora scartati di lino e canapa possono soddisfare una buona parte di quel bisogno e specialmente nel campo della plastica, che sta crescendo a vista d'occhio.

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    Capitolo Quattro



    Gli Ultimi Giorni della CANNABIS LEGALE



    Come sappiamo, la rivoluzione industriale del XIX sec. fu una battuta d'arresto per la canapa nel commercio mondiale, a causa della scarsità di tecnologie per la mietitura e la frantumazione meccanica necessarie alla produzione di massa. Ma questa risorsa naturale era troppo preziosa per essere tenuta chiusa nel cassetto della Storia per molto tempo.

    Nel 1916, Bolletino USDA 404 predisse che una macchina decorticatrice e mietitrice sarebbe stata messa a punto, e quella della canapa sarebbe tornata a essere la maggiore industria agricola in America. Nel 1938, riviste come Popular Mechanics e Mechanical Engineering presentavano a una nuova generazione di investitori dispositivi perfettamente funzionanti per la scotolatura; questo ci porta ad un altro pezzetto di storia. Grazie a queste macchine, entrambi i giornali prevedevano che la canapa sarebbe stata presto il raccolto numero uno in America!



    Exploit nella fabbricazione della carta



    Se la canapa fosse coltivata legalmente usando le tecnologie del XXI secolo, oggi il suo sarebbe il maggiore raccolto singolo degli USA e del mondo.



    (Popular Mechanics Febbraio 1938; Mechanical Engineering, Febbraio 1938; Rapporti dello U.S. Department of Agriculture 1903, 1910, 1913.)



    Di fatto, quando i due precedenti articoli furono scritti nel 1937, la canapa era ancora coltivabile lecitamente. E quelli che prevedevano miliardi di dollari nel nuovo business della canapa non avevano preso in considerazione gli introiti di medicinali, energia (carburanti) e cibo, che oggi darebbero un altro trillione di dollari annui alla nostra possibile economia "naturale" (comparata alla nostra attuale economia, sintetica ed ambientalmente problematica).
    L'uso ricreativo del fumo aggiungerebbe un valore relativamente secondario a questo quadro.



    La ragione precipua per la quale i giornali del 1938 prospettavano nuove entrate miliardarie era la canapa per "carta di polpa" (distinta dalla carta di fibra, o stracci). Un' altra erano le fibre, i semi e molti altri usi della polpa. Se il procedimento per la polpa di canapa del 1916 fosse usato oggi, si potrebbe sostituire al 40/70% della carta di polpa, compreso il cartone ondulato, la carta per stampanti e i sacchetti di carta.



    Questa notevole tecnica per la polpa di canapa fu ideata nel 1916 dal botanico Lyster Dewey, a capo dello U.S. Department of Agriculture e dal chimico Jason Merrill.



    Tale procedimento, unito all'exploit della decorticatrice di G. W. Schlichten, brevettata nel '917, faceva della canapa una fonte di carta accessibile a meno della metà del costo della carta da polpa di alberi. I nuovi macchinari per la mietitura, assieme alla macchina di Schlichten riducevano il tempo di lavoro dell'uomo da 200/300 ore-per-acro a un paio d'ore.
    Vent'anni dopo, il progresso tecnologico e la costruzione di nuove strade resero la canapa ancora più proficua; ma sfortunatamente a quel tempo le forze nemiche si erano alleate e agirono velocemente per sopprimere la coltivazione della canapa.



    *V. Appendice I.



    Un piano per salvare le foreste



    Alcune piante di cannabis raggiungono regolarmente l'altezza di 20 piedi (mt.6 ca) o più, in una stagione. Il nuovo processo usava i canapuli, il 77% del peso dello stelo, che prima erano un sottoprodotto dell'operazione di scortecciamento per ottenere la fibra e venivano scartati.



    Nel 1916, lo USDA Bulletin No. 404 scriveva che un acro di canapa, in una rotazione di oltre 20 anni, avrebbe prodotto tanta polpa da carta quanto 4,1 acri di bosco che fossero stati tagliati durante quei 20 anni. Questo metodo avrebbe impiegato da 1/4 a 1/7 dei dannosissimi prodotti chimici a base di zolfo usati per eliminare la collosa lignina che unisce le fibre alla polpa, o non ne avrebbe usati del tutto, sostituendoli con la soda, che è ricavata dalle ceneri. Tutta la lignina dev'essere eliminata, per poter ottenere la polpa. La polpa di canapa ha solo un 4-10% di lignina, mentre gli alberi ne hanno il 18-30%.
    Il problema della contaminazione da diossina nei fiumi si evita con il procedimento della trasformazione della canapa in carta, che non richiede l'uso di candeggi clorati (necessari nella cartaria attuale), e utilizza il più innocuo perossido di idrogeno (acqua ossigenata, N.d.t.) per lo sbiancamento.



    Dunque la canapa fornisce quattro volte più polpa e da quattro a sette volte meno inquinamento.



    Come abbiamo visto, questo potenziale polpa/carta era subordinato all'invenzione e alla costruzione di nuovi macchinari per lo scortecciamento della canapa di nuova concezione. Questo avrebbe anche diminuita la domanda di legname e ridotti i costi per l'edilizia, mentre nel contempo avrebbe aiutato nella ri-ossigenazione planetaria. 1



    Ad esempio: se il procedimento per la polpa di canapa del 1916 fosse usato oggi, si potrebbe sostituire al fino al 70% della carta ottenuta dagli alberi, compreso il cartone ondulato, la carta per stampanti e i sacchetti di carta.



    La carta di polpa composta del 60-100 per cento di canapuli è più resistente e più flessibile di quella ottenuta dalla polpa di legno d'albero. Produrre carta dagli alberi danneggia l'ambiente. Produrla dalla canapa, no.



    (Dewey & Merrill, Bulletin #404, U.S.D.A., 1916; New Scientist, 1980; Kimberly Clark, dal suo gigantesco sussidiario in carta di canapa Francese De Mauduit, dal 1937 al 1984.)



    Conservazione e Diminuzione delle Fonti



    La riduzione della fonte di inquinamento, che proviene in genere dalla lavorazione di prodotti petrolchimici e derivati, è un conveniente metodo di controllo spesso invocato dagli ambientalisti.

    Che la fonte inquinante siano i CFC (clorofuorocarburi) dei frigoriferi, degli spray, dei computer, oppure il trizio e il plutonio dei militari, o l'acido solforico delle cartiere, lo scopo rimane quello di ridurre la fonte.

    Al supermarket, quando dobbiamo scegliere fra il sacchetto di carta o di plastica, dobbiamo affrontare un dilemma ambientale: la carta ottenuta dal taglio degli alberi, o la plastica prodotta con il carbonfossile e vari prodotti chimici? Con una terza opzione di scelta disponibile potremmo scegliere una carta durevole da una fonte annualmente rinnovabile - la carta di canapa.

    I vantaggi ambientali di un raccolto di canapa annuale -lasciando le piante nel terreno!- per la cartaria, e la sostituzione di idrocarburi fossili come fonte energetica, sono divenuti cruciali per la riduzione di inquinamento alla fonte.



    Una Cospirazione per Spazzare Via la Concorrenza Naturale



    Alla metà degli anni '30, quando le nuove macchine che strappavano la fibra, lasciando intatta la polpa ricca di cellulosa, furono finalmente messe a punto, in vendita ed economicamente accessibili, gli immensi territori e gli affari conseguenti della Hearst Paper Manufacturing Division, Kimberly Clark di Saint Regis (USA)- e virtualmente di ogni proprietario di vivai d'alberi da legname, di cartiere e di giornali, rischiavano di perdere miliardi di dollari, e forse la bancarotta.



    Nel 1937 la DuPont aveva brevettato un procedimento per ottenere la plastica dal petrolio e dal carbone, e un'altro brevetto per ottenere la carta dal legname con l'uso di solfati e solfiti. Secondo gli archivi della DuPont e gli storici*, questi procedimenti avrebbero occupato più dell'ottanta per cento dei carichi ferroviari della compagnia per i seguenti 60 anni, fino agli anni '90.

    *Ricerche dell'autore e colloqui con la DuPont, 1985-1996.



    Se la canapa non fosse stata dichiarata illegale, l'80% degli affari della DuPont non si sarebbero mai concretizzati, e la stragrande maggioranza dell'inquinamento che ha avvelenato i fiumi dal Nord-Ovest al Sud-Est (degli USA, ma non solo, N.d.t.) non sarebbe mai esistito.



    In un mercato libero, la canapa avrebbe salvato la maggior parte delle famiglie di coloni Americani e probabilmente il loro numero sarebbe aumentato, malgrado la Grande Depressione degli anni '30.



    Ma la competizione contro la carta "pro-ambiente" di canapa e la plastica naturale avrebbe messo a repentaglio i progetti lucrativi di Hearst, della DuPont e del suo sostenitore finanziario, Andrew Mellon, della Mellon Bank di Pittsburgh.



    “Riorganizzazione Sociale”



    Si tenne una serie di riunioni segrete. Nel 1931 Mellon, in quanto Segretario del Tesoro di Hoover, designò il suo futuro genero Harry J. Anslinger, come capo del ri-organizzato Federal Bureau of Narcotics and Dangerous Drugs (FBNDD), carica che mantenne nei successivi 31 anni.



    Questi baroni dell'industria e finanzieri sapevano che i macchinari per mietere, imballare, decorticare (...) e trasformare la canapa in carta sarebbero stati resi disponibili alla metà degli anni '30. La canapa se ne doveva andare.



    Nell'Annual Report DuPont del 1937, rivolta ai suoi azionisti, la compagnia esortava a investire continuamente nei suoi nuovi -ma non prontamente accettati- prodotti di sintesi petrolchimici. DuPont prevedeva “cambiamenti radicali” dovuti al “potere crescente delle entrate del Governo... Convertito in uno strumento per l'accettazione forzata di nuove idee per la riorganizzazione sociale e industriale.”*



    *(Annale della DuPont Company, 1937)



    In The Marijuana Conviction (University of Virginia Press, 1974), Richard Bonnie e Charles Whitebread II descrivono il procedimento nel dettaglio:



    “Nell'autunno del 1936, Herman Oliphant (consulente generale del Dipartimento del Tesoro) aveva deciso di impiegare il potere delle tasse [del governo federale], ma con uno statuto disegnato sulla falsa riga del National Firearms Act (il decreto legge sulle armi da fuoco, N.d.t.) che non aveva nulla a che vedere con il Decreto Harrison del 1914 [sui narcotici]. Oliphant stesso fu incaricato del progetto legislativo. Aslinger mosse il suo esercito per rigirare la sua campagna contro Washington.



    “Il punto di partenza della proposta per la tassazione della marijuana è il principio delle imposte proibitive. Con il Decreto Harrison in vigore, un utente non-medico non poteva comprare o possedere legittimamente narcotici. Per i dissidenti, dopo la decisione della Corte Suprema di sostenere il decreto, questo dimostrava chiaramente che la motivazione del Congresso era di impedire una certa condotta, piuttosto che di aumentare le entrate fiscali.
    Così nel National Firearms Act, ideato per proibire il traffico di armi automatiche, il Congressso "permetteva" a chiunque di comprare un mitragliatore, ma per farlo doveva pagare una tassa di trasporto* di $200, ed eseguire l'acquisto con una cedola di commissione.



    “Il Firearms Act, passato nel Giugno 1934, fu il primo decreto a nascondere i motivi del Congresso dietro una tassazione proibitiva. La Corte Suprema sostenne all'unanimità la legge anti-mitra, il 29 Marzo 1937. Oliphant senza dubbio aveva aspettato quella decisione della Corte, e il Dipartimento del Tesoro presentò la sua Tassa sulla Marijuana due settimane dopo, il 14 Aprile 1937.



    Quindi la decisione di DuPont** di investire nelle nuove tecnologie basate su “l'accettazione forzata di nuove idee per la riorganizzazione sociale e industriale” aveva senso.



    *Circa $5,000 in dollari del 1998 .



    ** E' interessante notare che il 29 Aprile 1937, due settimane dopo la presentazione del Marihuana Tax Act, il più importante scienziato della DuPont, Wallace Hume Carothers, inventore del Nylon, il chimico organico numero uno nel mondo, si suicidò bevendo cianuro. Carothers morì a 41 anni...



    La Vera Motivazione



    Si fece allusione ai progetti della DuPont durante le udienze del 1937 di Matt Rens, della Rens Hemp Company:



    M. Rens: Una simile tassazione sbatterebbe fuori dal business della canapa tutti i piccoli coltivatori, e il numero dei piccoli coltivatori è considerevole... Il vero scopo di questa tassa non è quello di far soldi, vero?



    Senatore Brown: Beh, noi ci atteniamo all'idea che lo sia.



    M. Rens: Costerà un milione.



    Senatore Brown: Grazie. (Testimone congedato.)



    Hearst, e le sue Odiose e Isteriche Bugie



    La preoccupazione per gli effetti del fumo di canapa aveva già condotto a due grandi studi voluti dal Governo. Il governatore Britannico dell'India rilasciò il rapporto della Indian Hemp Drugs Commission nel 1893-1894, sui fumatori accaniti di bhang nel subcontinente.



    E negli anni '30 il governo U.S.A. finanziò la Commissione Siler per gli studi sugli effetti ricreativi del fumo di marijuana sul personale Americano di servizio a Panama.
    Entrambi i rapporti conclusero che la marijuana non era un problema, e raccomandavano che nessuna sanzione penale fosse applicata contro il suo uso.



    All'inizio del 1937, l'Assistente Chirurgo Generale Walter Treadway disse alla Cannabis Advisory Subcommittee of the League of Nations (Sottocomitato Consultivo per la Cannabis alla Lega delle Nazioni) che “Può essere assunta per un tempo relativamente lungo senza grave danno sociale o emozionale. La marihuana è un vizio …così come … lo zucchero e il caffè.”



    Ma altre forze erano al lavoro. La furia bellica che portò alla Guerra Ispano-Americana del 1898 fu attizzata da William Randolph Hearst attraverso la sua catena di giornali in tutta America, e segnò l'inizio del “yellow journalism”* come arma dei politici Americani.



    *Il Webster’s Dictionary definisce “yellow journalism” l'uso di metodi senza scrupoli e di sensazionalismo a buon mercato da parte dei quotidiani e altri media per attrarre o influenzare i lettori.



    Negli anni 20 e 30, i giornali di Hearst inventarono deliberatamente una nuova minaccia per l'America, e una nuova campagna di "yellow journalism” per bandire legalmente la canapa . Ad es., la storia di un incidente stradale in cui una "sigaretta di marijuana" era stata ritrovata sul luogo avrebbe dominato nei titoli per settimane, mentre gli incidenti dovuti all'alcool (che superavano quelli dovuti alla marijuana di 10.000:1) occupavano poche righe.



    Questo stesso soggetto, della marijuana che porta agli incidenti stradali, fu marchiato a fuoco nelle menti degli Americani, reiterato all'infinito nei tardi anni '30, mostrando i titoli di incidenti d'auto anche nei film come “Reefer Madness” (lett. follìa da erba) e “Marijuana - Assassin of Youth.” (lett. "marijuana - assassina della gioventù)



    Bigotteria Sfacciata



    A partire dalla Guerra Ispano-Americana del 1898, i giornali di Hearst avevano sempre infamato Spagnoli, Messicani-Americani e Latini.



    Dopo il sequestro di 800.000 acri di pregiato legname di Hearst in Messico, da parte dei "fumatori di marijuana" dell'esercito di Pancho Villa,* queste calunnie si intensificarono.



    *La canzone “La Cucaracha” parla di uno degli uomini di Villa in cerca di “marijuana por fumar!”



    Senza tregua, per i seguenti tre decenni, Hearst dipinse la figura del Messicano pigro e spipazzatore d'erba, che è ancora uno dei nostri più insidiosi pregiudizi. Simultaneamente, egli portò avanti una campagna razzista e diffamatoria nei confronti dei cinesi, a cui si riferiva con il nome di "Pericolo Giallo".



    Dal 1910 al 1920, sui quotidiani di Hearst si leggeva che la maggior parte dei casi in cui dei neri avrebbero stuprato delle donne bianche, potevano essere imputati direttamente alla cocaina.
    Questo continuò per dieci anni, finché Hearst decise che non erano più “cocaine-crazed negroes” (negri resi pazzi dalla cocaina) che stupravano le donne bianche, ma “marijuana-crazed negroes”.



    (Quelli di) Hearst e altri tabloids sensazionalistici usavano titoli isterici per storie che ritraevano “negroes” e Messicani come bestie deliranti che, sotto l'effetto della marijuana, suonavano la satanica musica “voodoo” anti-bianchi (il jazz) ed erano descritti come irriverenti e "depravati" ai lettori, prevalentemente bianchi. Altri crimini vergognosi in questa “ondata criminale” indotta dalla droga comprendevano: calpestare le ombre dei bianchi, guardare i bianchi direttamente negli occhi per tre secondi o più, guardare per due volte una donna bianca, ridere di un bianco, etc. Per simili “delitti” centinaia di migliaia di Messicani e neri hanno passato, in totale, milioni di anni in galere e prigioni e ai lavori forzati, in condizioni di segregazione brutali che rimasero in vigore in tutti gli USA fino agli anni '50 e '60. Hearst, attraverso il suo uso persuasivo e ripetitivo, martellò l'oscuro termine gergale Messicano “marijuana” nelle menti degli anglofoni Americani.

    Nel frattempo, la parola “hemp” (canapa, N.d.t.) fu abbandonata, e “cannabis,” il termine scientifico, ignorato e sepolto.



    Il vocabolo Spagnolo per canapa è “cáñamo.” Ma l'espressione colloquiale Messicana “Sonorana” - marijuana, spesso Americanizzata come “marihuana” - garantiva che in pochi l'avrebbero riconosciuta come una delle principali medicazioni naturali, la “cannabis,” e in quanto alla risorsa industriale primaria, “hemp”, essa era stata cancellata dal linguaggio comune.



    La Proibitiva Tassa sulla Marijuana



    Durante le riunioni segrete al Dipartimento del Tesoro tenutesi tra il 1935 e il 1937, si abbozzò l'idea delle tasse proibitive e si macchinarono delle nuove strategie. La “marijuana” non era ancora del tutto proibita; la legge parlava di una "imposta occupazionale indiretta sulla fornitura, e una imposta sul trasporto commerciale di marijuana.”



    Gli importatori, i fabbricanti, i venditori e i distributori erano costretti a registrarsi al Segretariato del Tesoro e a pagare una sanzione occupazionale. I trasporti erano tassati di $1 per oncia; $100 per oncia se il venditore non era registrato. La nuova tassa raddoppiava il prezzo della "droga grezza" legale, la cannabis, che all'epoca era venduta a un dollaro l'oncia.2 Era l'anno 1937. Lo Stato di New York aveva esattamente 1 agente della narcotici.*



    *New York attualmente ha un network composto da migliaia di agenti della narcotici, spie e informatori pagati - e ha una capacità detentiva 20 che è volte quella del '37, malgrado la popolazione dello Stato sia soltanto raddoppiata da allora.



    Dopo la decisione della Corte Suprema, del 29 Marzo 1937, che segnava la proibizione delle armi automatiche attraverso la tassazione, Herman Oliphant fece la sua mossa. Il 14 Aprile 1937 presentò la sua legge direttamente alla Camera dei Rappresentanti (House of Representatives) attraverso il Comitato “Modi e Maniere” (Ways and Means Committee)** , invece di sottoporla agli opportuni comitati, come quello per cibi e droghe, agricoltura, tessile, commercio, etc.

    Il motivo potrebbe essere stato che soltanto il Comitato “Ways and Means ” avrebbe potuto spedire la sua legge direttamente nella buca della House senza divenire oggetto di dibattito per altri Comitati. Il presidente del Ways and Means Committee Robert L. Doughton,* un alleato chiave di DuPont, approvaò incondizionatamente e prontamente la proposta di legge segreta, e la spedì attraverso il Congresso al Presidente.

    *Jerry Colby , The DuPont Dynasties, Lyle Stewart, 1984.

    ** La commissione parlamentare incaricata di decidere come impiegare i fondi a disposizione del parlamento U.S.A., N.d.t.

    “Nessuno ha mai consultato la American Medical Association?”



    In ogni caso, malgrado le udienze pilotate del Comitato, molti testimoni esperti si opposero al passaggio di queste leggi fiscali insolite.



    Il Dr. William C. Woodward, ad esempio, che fu medico e avvocato della American Medical Association, testimoniò come portavoce della Associazione stessa.



    Egli disse, in effetti, che tutte le deposizioni federali erano sensazionalismo da tabloid! Che nessun vero testimone era stato ascoltato! Che questa legge, promossa nell'ignoranza, poteva negare al mondo una potenziale medicina, specialmente ora che il mondo medico era sul punto di scoprire quali componenti della cannabis erano attivi.



    Woodward disse al comitato che l'unico motivo per cui la AMA non si era fatta sentire prima contro la tassazione sulla marijuana era che questa era stata descritta per 20 anni dalla stampa come “killer weed from Mexico” (erbaccia assassina dal Messico).



    I dottori della AMA avevano preso coscienza soltanto “due giorni prima” di questa udienza della primavera '37, che la pianta che il Congresso intendeva mettere fuori legge era conosciuta dalla medicina come cannabis, una sostanza benefica usata in America in piena sicurezza per svariate patologie, da più di cent'anni.



    “Noi ancora non riusciamo a comprendere, Signor Presidente,” protestò Woodward, “Perché abbiate dovuta preparare questa proposta di legge in segretezza per due anni, senza nessuna dichiarazione più o meno formale, nemmeno alla Categoria, sul fatto che venisse preparata.” Egli, e tutta la AMA* furono prontamente denunciati da Anslinger e dall'intero Comitato Congressionale, e poi perdonati a malincuore.3



    * La AMA e la Amministrazione Roosevelt erano grandi antagonisti nel 1937.



    Quando la proposta di legge del Marijuana Tax Act arrivò ad essere discussa e votata al Congresso, soltanto una domanda pertinente fu posta: “Nessuno si è consultato con la AMA per avere la loro opinione?” Vinson, il rappresentante e portavoce del Comitato Modi e Maniere rispose “Sì, lo abbiamo fatto. Un certo Dr. Wharton [errata dizione di Woodward?] e [la AMA] sono completamente d'accordo!”



    Con questa clamorosa bugia il disegno passò, e divenne legge nel Dicembre 1937. Furono create forze di polizia Federale e di Stato, che avrebbero incarcerato centinaia di migliaia di Americani, accumulando su di loro altri 16 milioni di anni buttati in galere e prigioni -e contribuendo anche alla loro morte- in favore delle industrie venefiche e inquinanti, del corpo delle guardie carcerarie, e per sostenere la politica di odio razziale di qualche politico bianco.



    (Tod Mikuriya, M.D., Marijuana Medical Papers, 1972; Larry Sloman, Reefer Madness, Grove Press, 1979; Alfred Lind smith, The Addict and the Law, Indiana U. Press; Bonnie & Whitebread, The Marijuana Conviction, University of Virginia Press; Atti congressuali degli U.S.A.; etC.)

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    Predefinito Riferimento: Jack Herer: L'imperatore non ha vestiti

    Qualcun altro si decide a parlare



    Ad opporsi con tutte le sue energie contro il Decreto fu anche il National Oil Seed Institute, che rappresentava i produttori di lubricanti meccanici di alta qualità e di vernici.
    Parlando al Comitato nel 1937, il suo consigliere generale Ralph Loziers, testimoniò eloquentemente sull'olio di canapa che stava, di fatto, per essere proibito:



    “Fonti attendibili riportano che in Oriente almeno 200 milioni di persone usano questa droga; e consideriamo che per centinaia, o forse migliaia di anni praticamente questa gente ha usato questa droga. E' significativo che in Asia e dovunque in Oriente, dove la povertà è in ogni angolo e la gente approfitta di tutte le risorse vegetali che una natura munifica ha donato loro - è significativo che nessuno di questi 200 milioni, mai, dall'alba della civilizzazione, sia stato trovato ad usare il seme o l'olio di questa pianta come droga.

    “Ora, se ci fosse un qualsiasi qualità, o principio deleteri, nel seme o nell'olio, sarebbe ragionevole supporre che questi Orientali, che nella loro miseria avrebbero qualcosa con cui soddisfare i loro desideri morbosi, li avrebbero scoperti...



    “Con il permesso del Comitato, il seme di canapa, o seme di cannabis sativa, è utilizzato in tutte le nazioni Orientali e in parte della Russia come cibo. Viene coltivato nei loro campi e usato come una farina d'avena. Milioni di persone ogni giorno usano i semi di canapa come cibo, in Oriente. Lo fanno da molte generazioni, specialmente nei periodi di carestia... Il punto è questo - che questa legge è troppo inclusiva. Questa legge è una misura che circonda il mondo. Questa legge comporta conseguenze - l'affossamento di questa grande industria sotto la supervisione di una agenzia governativa - che possono significare la sua soppressione. L'anno scorso si sono importate negli USA 62.813.000 libbre di semi di canapa. Nel 1935 se ne importarono 116 milioni…”



    Proteggere Interessi Speciali



    Come asseriva il Dr. Woodward dell'AMA, le deposizioni governative rilasciate al Congresso nel 1937, in effetti, consistevano quasi interamente di articoli di giornali sensazionalisti e razzisti come quelli di Hearst e altri, letti ad alta voce da Harry J. Anslinger,* direttore del Federal Bureau of Narcotics (FBN). (L'agenzia governativa poi evoluta nel Drug Enforcement Administration [DEA]).



    *Harry J. Anslinger fu direttore del nuovo Federal Bureau of Narcotics dalla sua istituzione nel 1931 per i successivi 31 anni, e fu costretto al pensionamento solo nel in 1962 dal Presidente John F. Kennedy dopo che Anslinger aveva cercato di censurare le pubblicazioni del Professor Alfred Lindesmith (The Addict and the Law, Washington Post, 1961) e di ricattare e perseguitare il suo datore di lavoro, la Indiana University. Per i suoi commenti razzisti Anslinger era finito sotto l'attacco del senatore della Pennsylvania Joseph Guffey, per aver scritto cose come "negri rossicci" nelle lettere che circolavano nel suo dipartimento, con l'intestazione della F.B.N.



    Fino al 1931, Anslinger fu Assistente dello U.S. Commissioner for Prohibition (Commissione nazionale per la proibizione). Anslinger, ricordiamo, fu scelto come capo del nuovo Bureau of Narcotics da suo suocero Andrew Mellon, Segretario del Tesoro sotto la presidenza di Herbert Hoover. Lo stesso Andrew Mellon era anche il proprietario e il maggiore azionista della sesta banca (nel 1937) degli USA, la Mellon Bank di Pittsburgh, e uno dei due soli banchieri (che abbia mai mutuato capitali) per la DuPont* dal 1928 a oggi.



    *La DuPont ha avuto prestiti soltanto da due banche nei suoi 190 anni di storia, il primo per ottenere il controlllo della General Motors negli anni '20. La sua attività bancaria è la più prestigiosa del mondo finanziario.



    Nel 1937, Anslinger depose dinanzi al Congresso dicendo “La marijuana è la droga che ha causato più violenze nella storia dell'umanità”



    Questo, assieme ad alcune affermazioni e convinzioni oltraggiosamente razziste, fu detto ad un comitato commissionale perlopiù "sudista" e oggi risulta imbarazzante da leggere nella sua interezza.



    Ad es., Anslinger teneva un “gore file”* selezionato quasi interamente da Hearst e altri giornali scandalistici, - e.g., storie di axe murders**, dove uno dei partecipanti avrebbe fumato un joint quattro giorni prima di commettere il delitto.



    Anslinger impose al Congresso come una realtà di fatto che circa il 50% di tutti i crimini violenti commessi negli USA erano opera di Spagnoli, Messicani-Americani, Latino Americani, Filippini, Afro-Americani e Greci, e che tutti i loro delitti erano direttamente relazionati alla marijuana.



    (Dalla documentazione personale di Anslinger donata alla Pennsylvania State University, ref.: Li Cata Murders, etc.)



    Gli studiosi che hanno ricostruito scrupolosamente i fatti ritengono che nessuno dei “Marijuana Gore Files” di Aslinger sia riferito a episodi reali.4



    * Il sostantivo gore (verbo incornare) significa "sangue denso scaturito da una ferita, in part. nelle situazioni violente" (Oxford Genie) ed è noto agli appassionati di film horror particolarmente sanguinosi, classificati con questa etichetta che come tale è conosciuta anche in Italia; indica in generale ciò che da noi è riassunto nell'espressione "fatto di sangue". Data la particolarità dell'espressione si è preferito lasciarla invariata -- ("file" è altrettanto noto da noi grazie alla TV, e viene in genere tradotto come "incartamento", "cartella" o "documento d'archivio", anche se paradossalmente è più diffuso il francese dossier) -- N.d.t.

    ** Axe murders, un classico della "stampa sensazionalistica" Americana fin oltre la metà del secolo, sono letteralmente gli omicidi commessi con un'ascia; sono perlopiù leggende metropolitane ante-litteram basate su delitti estremamente cruenti, e la loro importanza nell'immaginario collettivo Americano si può evincere dalla loro presenza nei mass-media di ogni tempo (un esempio è quello del film "Paper Moon", girato negli anni '70, ma basato su un romanzo degli anni '20, dove una cameriera -ovviamente di colore- racconta di un orrendo axe murder alla piccola protagonista)



    Bugie che portano a bugie



    In realtà le statistiche del FBI, che Anslinger non si prese il disturbo di leggere, dimostravano che almeno il 65-75% di tutti gli omicidi negli USA erano - e sono ancora - in relazione con l'alcool.
    Come esempio delle sue dichiarazioni razziste, Anslinger leggeva durante le sue deposizioni congressionali (senza obiezioni) storie di "colorati" con grandi labbra, che adescavano le donne bianche con la musica jazz e la marijuana. Lesse di due studenti neri della Università del Minnesota che avevano fatto questo ad una studentessa bianca, “con l'esito di una gravidanza”. Il membro del Congresso del 1937 restò senza fiato sentendo questo, e che questa droga apparentemente induceva le donne bianche a toccare o anche a guardare un “negro.”



    Virtualmente nessuno in America, a parte una manciata di ricchi industriali e i loro poliziotti corrotti, sapevano che la loro potenziale concorrenza - la canapa - stava per essere messa al bando con il nome di “marijuana.”



    Proprio così : la marijuana fu molto verosimilmente soltanto un pretesto per la proibizione della canapa e la repressione economica.



    Le acque furono ancor più intorbidite dalla confusione della marijuana con il “loco weed” (Jimson Weed). La situazione non fu mai chiarita dalla stampa, che continuò con la disinformazione fino agli anni '60 del 900.



    All'alba degli anni '90, il più stravagante e ridicolo attacco alla canapa attirò l'attenzione mediatica nazionale, quando si pubblicò una ricerca ampiamente riportata da riviste sulla salute* del 1989 la quale concludeva che i fumatori di marijuana aumentano di mezza libbra (ca 220 g.) di peso al giorno. Oggi, nel 2007, cercano di far dimenticare l'episodio.



    *American Health, Luglio/Agosto 1989.



    Nel frattempo, serie discussioni sulla salute, sulle libertà civili e sugli aspetti economici della canapa sono spesso accantonate essendo considerate come “scuse per poter fumare l'erba” - come se la gente avesse bisogno di una scusa per asserire dei fatti su qualsiasi argomento.



    Dobbiamo riconoscere che, come tattica, quella di mentire al pubblico sulla natura benefica della canapa, e di confonderlo grazie alla sua relazione con la “marijuana”, è stata un vero successo.



    Fonti:



    1. Dewey & Merrill, Bulletin 404, US Department of Agriculture 1916; „Billion-Dollar Crop,” su Popular Mechanics, 1938; U.S. Agricultural Indexes, dal 1916 al 1982; New Scientist, 13 November 1980.



    2. Uelmen & Haddox, Drug Abuse and the Law, 1974.



    3. Richard Bonnie & Charles Whitebread, The Marijuana Conviction, Univ. of Virginia Press, 1974; Deposizioni Congressuali del 1937 (riportate integralm. in Appendice); etC.



    4. Larry Sloman; Reefer Madness, 1979; Bonnie and Whitebread, The Marijuana Conviction, Univ. of Virginia Press, 1974.



    Fibre Sintetiche

    L'Alternativa Tossica alle Fibre Naturali


    Gli anni a cavallo tra il '920 e il '930 videro una continua consolidazione del potere nelle mani di poche grandi compagnie produttrici di acciaio, petrolio e prodotti chimici (armi). Il governo federale degli USA mise la maggior parte della produzione tessile per uso domestico nelle mani del suo principale fornitore di armi, la DuPont.



    Il procedimento di trasformazione della cellulosa in esplosivo è molto simile al processo per nitrare la cellulosa delle fibre sintetiche e della plastica. Il rayon, la prima fibra sintetica, è semplice nitrocellulosa - l'esplosivo di base del 19mo secolo - stabilizzata.



    “Le plastiche sintetiche trovano impiego nella fabbricazione di una vasta gamma di articoli, dei quali molti nel passato erano prodotti con materie naturali,” ci illumina Lammot DuPont (Popular Mechanics, Giugno 1939).



    “Considerando le nostre risorse naturali,” continua il presidente della DuPont, “la chimica ci ha aiutati nella loro conservazione, con lo sviluppo di prodotti sintetici per integrare o sostituire del tutto i prodotti naturali.”



    Gli scienziati della DuPont erano i migliori ricercatori del mondo nel processo di trasformazione della cellulosa nitrata e trasformavano infatti la maggior parte della cellulosa dell'epoca.



    Un articolo sul Popular Mechanics del febbraio 1938 afferma che “Migliaia di tonnellate di canapuli sono utilizzati ogni anno da una grande fabbrica di polvere pirica per la produzione di dinamite e TNT.” La Storia ci insegna che la DuPont aveva monopolizzato il mercato degli esplosivi comprando e consolidando le fabbriche minori alla fine dell'800. Nel 1902 controllava i due terzi della produzione industriale.



    Erano i più grandi produttori di polvere da sparo, e fornivano il 40% del munizionamento agli alleati della II Guerra Mondiale. In quanto specialisti in fibre e cellulosa, i chimici della DuPont conoscevano il vero valore della canapa meglio di chiunque altro. Il pregio della canapa infatti va molto oltre quello delle fibre di lino; benché siano molto apprezzate per linerie, tendaggi, reti e cordami, queste fibre lunghe sono soltanto il 20% del peso dello stelo di canapa. Il 77% per cento della canapa è cellulosa, e questa è la più ricca, e pulita fonte di cellulosa (fibra) per plastica, carta o anche rayon.



    Questo libro mostra chiaramente che il governo federale -attraverso il decreto per la tassazione della marijuana - permetteva a questi fabbricanti d'armi di fornire fibre sintetiche per uso domestico senza alcuna concorrenza. La prova di una cospirazione perfettamente riuscita tra queste aziende e il governo è semplicemente questa: nel 1997 la DuPont era ancora la maggiore produttrice di fibre sintetiche negli USA, mentre nessun cittadino Americano ha coltivato legalmente un solo acro di canapa per uso tessile in oltre 60 anni (tranne che nel periodo della II Guerra Mondiale).



    Un quantitativo quasi illimitato di fibre naturali e cellulosa sarebbe stato accessibile ai coloni lo stesso anno in cui la DuPont brevettò il Nylon e il procedimento altamente tossico per la trasformazione della polpa di legno. Tutto il valore potenziale della canapa andò perduto.



    Le plastiche base del primo '900 erano nitrati di cellulosa, direttamente imparentato con i prodotti bellici della DuPont. Celluloide, acetato e rayon erano le plastiche di quell'epoca, e la canapa era ben conosciuta dagli specialisti in cellulosa come la fonte primaria da usare in questa industria. Nel mondo intero, la materia prima per fare plastica, rayon e carta poteva essere fornita dalla canapa.



    La fibra di Nylon fu svilluppata tra il 1926 e il 1937 dal noto chimico di Harvard Wallace Carothers, sulla base di brevetti Tedeschi. Questi poliammidi sono fibre lunghe basate sull'imitazione di prodotti naturali. Carothers, grazie a un programma di ricerca illimitato garantito dalla DuPont, fece uno studio esauriente delle fibre naturali delle fibre di cellulosa. Duplicò le fibre naturali nel suo laboratorio e creò così i poliammidi.
    (Curiosamente, Wallace Carothers commise suicidio nell' Aprile del 1937, due settimane dopo l'udienza del Comitato Modi e Maniere sulla cannabis che avrebbe portato infine alla sua proibizione)



    Catrame minerale e prodotti chimici basati sul petrolio vennero utilizzati; svariate apparecchiature, filiere e procedimenti industriali vennero brevettati. Questo nuovo tipo di tessile, il Nylon, doveva essere controllato dalla materia prima -il carbonfossile- al prodotto finito: un prodotto chimico brevettato. L'industria chimica centralizzò la produzione e i profitti della nuova “miracolosa” fibra. L'avvento del Nylon, l'introduzione di macchinari per separare la fibra su scala industriale, e la legge che rendeva "marijuana" illegale la canapa, avvennero simultaneamente.



    Le nuove fibre sintetiche possono essere descritte come materiale bellico. Il processo della produzione della fibra avviene in grandi fabbriche con grandi ciminiere, dove si usano sostanze chimiche pericolose, e non ha niente a che fare con lo strapparla dalle abbondanti risorse naturali.



    Proveniendo da una storia fatta di esplosivi e munizioni, i vecchi "impianti di tintura chimica" producono oggi maglieria, finto lino, finta tela, vernici di lattice e tappeti sintetici. Fabbriche altamente inquinanti sfornano imitazioni di pelle e di legno e rivestimenti vari , mentre un dono della natura rimane proibito dalla legge.



    La fibra-modello nella Storia mondiale, il raccolto tradizionale Americano, la canapa, potrebbe fornire tutta la carta e il tessile, ed essere la fonte primaria di cellulosa. Le Fabbriche della Guerra – DuPont, Allied Chemical, Monsanto, etc. - sono protette contro la concorrenza, dalle leggi sulla marijuana. Essi fanno letteralmente la guerra, a spese della natura e dei contadini.



    Di Shan Clark



    Fonti:

    Encyclopedia of Textiles, 3a Ediz degli editori dell' American Fabrics and Fashions Magazine, William C. Legal, Publisher Prentice-Hall, Inc., Englewood Cliffs, NJ, 1980; The Emergence of Industrial America Strategic Factors in American Economic Growth Since 1870, Peter George State University, NY; DuPont (una biografia aziendale pubblicata periodicamente da E.I. DuPont De Nemours and Co., Inc., Wilmington, DE.; The Blasting Handbook, E.I. DuPont De Nemours & Co., Inc., Wilmington, DE; Mechanical Engineering Magazine, Feb. 1938; Popular Mechanics, Feb. 1938; Journal of Applied Polymer Science, Vol. 47, 1984; Polyamides, the Chemistry of Long Molecules (autore ignoto); brevetto U.S. Patent #2,071,250 (16.2.1937), W.H. Carothers; DuPont Dynasties, Jerry Colby; The American Peoples Encyclopedia, the Sponsor Press, Chicago, 1953.

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    Predefinito Riferimento: Jack Herer: L'imperatore non ha vestiti

    L'imperatore non è vestito

    di Jack Herer





    Capitolo Sei



    Il Corpus della Letteratura Medica sulla Cannabis Terapeutica



    La nostra fonte qui è il ‘Corpus Letterario’, a partire dall'antica materia medicae: la farmacopea Cinese e Hindu, le tavolette in cuneiforme del Medio Oriente, e via leggendo fino a questo secolo, compreso il rinascimento della ricerca sulla canapa negli USA del 1966-76, per qualcosa come 10.000 diversi studi svolti su applicazioni ed effetti terapeutici della canapa.


    Compendi esaurienti di queste opere sono la fonte primaria di questo capitolo medico, così come le interviste ad alcuni ricercatori.

    Una Fonte Vegetale di Benessere Economica e Sempre Disponibile



    Per più di 3500 anni la cannabis/canapa/marijuana è stata la pianta medicamentosa più usata, o una delle più usate in assoluto, in Paesi come: Cina, India, Medio ed Estremo Oriente, Africa, e nell' Europa pre-Romano-Cattolica (prima del 476 A.D.).

    Il Dr. Raphael Mechoulam, NORML, High Times e Omni (Settembre 1982) affermano che se la marijuana fosse legale rimpiazzerebbe immediatamente il 10-20% di tutti i farmaci su ricetta medica (su ricerche svolte nel 1976). E probabilmente, ha calcolato Mechoulam, il 40-50% di tutti i farmaci, inclusi quelli brevettati, potrebbero contenere qualche estratto di cannabis, quando tutte le sue proprietà fossero note.

    (Esiti della ricerca del Governo U.S. descritti da Cohen & Stillman, in Therapeutic Potential of Marijuana, 1976; Roger Roffman, Marijuana as Medicine, 1980; Tod Mikuriya, M.D., Marijuana Medical Papers, 1972; Dr. Norman Zinberg; Dr. Andrew Weil; Dr. Lester Grinspoon; i rapporti dello U.S. Government’s Presidential Commission [Commissione Shafer] dal 1969 al 1972; Dr. Raphael Mechoulam, Tel Aviv/ Jerusalem Univ., 1964-97; monografia di W.B. O’Shaugnessy, 1839; Jamaican studies I & II, 1968-74; Costa Rican studies del 1982; U.S. Coptic studies, 1981; Ungerlieder; U.S. military studies 1950-60)



    Superstar del XIX Secolo



    La marijuana fu l' analgesico numero uno in America per 60 anni, prima della riscoperta dell' aspirina attorno al 1900. Dal 1842 al 1900, dalla cannabis si otteneva quasi la metà di tutte le medicine vendute, virtualmente senza per nulla temere la sua ebbrezza, o sballo (high, N.d.t.)



    Il rapporto del 1839 sull'uso della cannabis del Dr. W.B. O’Shaugnessy, uno dei più rispettati membri della Royal Academy of Science, fu importante alla metà del XIX Secolo quanto la scoperta degli antibiotici (come penicillina e terramicina) lo furono alla metà del XX.



    Il Committee on Cannabis Indica for the Ohio State Medical Society (Comitato per la Cannabis Indica della Associazione Medica dell'Ohio) concluse che “Preminenti studiosi della Bibbia” ritengono “che il fiele e l'aceto, o vino di mirra, offerto al nostro Salvatore dopo la crocefissione fosse, con ogni probabilità, una preparazione di canapa indiana.”



    (Trascrizioni del 15mo incontro annuale dell' Ohio State Medical Society 12-14 Giugno 1860, pagg. 75-100.)



    Dal 1850 al 1937, la Farmacopea Statunitense elencava la cannabis come terapia principale di oltre 100 diverse malattie o disturbi di sorta.



    In tutto questo periodo (da prima del 1000 a.C. al decennio 1940 d.C.), studiosi, dottori e case farmaceutiche (Eli Lilly, Parke-Davis, Squibb, etc.) non avevano idea di quale fosse il principio attivo della cannabis, fino a che il Dr. Mechoulam scoprì il THC nel 1964.



    Ricerche nel XX e XXI Secolo



    Come accennato nel cap. precedente, la American Medical Association (AMA) e le case farmaceutiche deposero contro il decreto per la tassazione della Marijuana del '37, poiché la cannabis era conosciuta per il suo grande potenziale terapeutico, e non aveva mai causata nessuna forma grave di dipendenza, o morte per overdose.



    Essi ritenevano possibile che una volta isolato il principio attivo della cannabis (come il THC Delta-9) e stabiliti i suoi dosaggi corretti, sarebbe diventato una medicina miracolosa.



    Sarebbero trascorsi ventinove anni, prima che gli studiosi Americani potessero iniziare a considerare nuovamente la cannabis terapeutica.



    Il THC Delta-9 fu isolato dal Dr. Raphael Mechoulam della Università di Tel Aviv nel 1964. Il suo lavoro si basava su quello svolto dal Professor Taylor di Princeton, che aveva condotte le ricerche per identificare i precursori del THC Delta-9 negli anni '30. Anche Kahn, Adams e Loewe lavorarono alla ricerca del principio attivo della cannabis nel 1944.



    Dal 1964, più di 400 diversi composti chimici sono stati isolati dalla cannabis su oltre cento sospetti. Almeno 60 di questi sono terapeutici. Negli USA fu proibito questo tipo di ricerca, attraverso l'autorità burocratica di Harry Anslinger, fino al 1962, quando egli fu costretto al pensionamento. (Omni, Sett. 1982.)



    Consensi Crescenti



    Nel 1966, milioni di giovani Americani avevano iniziato a usare la marijuana. I genitori preoccupati e il governo, volendo conoscere i pericoli a cui erano esposti i loro figli, iniziarono a finanziare decine e poi centinaia di studi medici sulla marijuana.



    Trincerati nelle menti delle vecchie generazioni c'erano 30 anni delle spaventose storie di omicidi, atrocità, stupri, e pacifismo zombie di Anslinger e Hearst.



    Le ricerche patrocinate dal governo federale iniziarono a tranquillizzare gli Americani impauriti dalla violenza o dal pacifismo zombie, e centinaia di nuovi studi suggerirono che nascosto nella chimica della canapa si trovasse un principio di incredibile potere terapeutico. Il governo finanziò molti altri esperimenti.



    Ben presto legioni di studiosi Americani ebbero riscontri positivi nell'uso della cannabis contro asma, glaucoma, nausea da chemioterapia, anoressia, tumore ed epilessia, e come antibiotico per uso generale. Studi cumulativi evidenziarono i risultati favorevoli in casi di morbo di Alzheimer, anemia falciante, morbo di Parkinson, anoressia, sclerosi multipla e distrofia muscolare, e migliaia di episodi anedottici che si meritarono tutti ulteriori studi clinici.



    Fino al 1976, effetti positivi e nuove indicazioni terapeutiche della cannabis giunsero quasi settimanalmente alle pubblicazioni mediche e alla stampa nazionale.



    Una Conferenza Nazionale Elogia il Potenziale
    Terapeutico della Cannabis



    Nel Novembre 1975, quasi tutti i maggiori studiosi che avevano compiute ricerche sulla marijuana si incontrarono all'Asilomar Conference Center di Pacific Grove, California. I seminari furono patrocinati dal National Institute on Drug Abuse (NIDA) volti ad un compendio delle ricerche svolte, dalle primissime alle più recenti.



    Quando i seminari furono al termine, praticamente tutti gli studiosi concordarono che il governo federale, con la prova bruciante del potenziale terapeutico della marijuana, si sarebbe affrettato a investire i soldi delle tasse in nuove richerche.



    Ritenevano che i contribuenti dovessero sapere che esisteva ogni legittimo motivo nel campo della sanità pubblica di continuare gli studi sulla cannabis terapeutica, su larga scala. Sembra che tutti i partecipanti la pensassero così. Molti di loro (come Mechoulam) credevano che la cannabis sarebbe diventata il farmaco principe entro la metà degli anni '80. Nel Marzo 1997 Mechoulam, in una conferenza alla Bio-Fach di Francoforte, affermò che la cannabis era la miglior medicina del mondo. Nel 2006 Mechoulam iniziò a usare la cannabis in casi di Post Traumatic Stress Disorder (PTSD)



    Vietati gli Studi sulla Marijuana



    Nel 1976, così come poi successe per le ricerche multi-disciplinari della seconda, terza, e quarta generazione, (V. Therapeutic Potential of Marijuana e NORML federal files), una decisione a ”sorpresa” del governo USA proibì tutte le ricerche federali sugli effetti terapeutici della marijuana.



    Questa volta il divieto entrò in vigore quando l'industria farmaceutica Americana presentò con successo una petizione al governo federale, che avrebbe permesso loro di finanziare e sovrintendere il 100% delle ricerche.



    Nei 10 anni precedenti si erano conosciute le enormi promesse dell'uso terapeutico della cannabis, e questo tremendo potenziale fu tranquillamente rigirato nelle mani dell'industria, non certo per il bene del pubblico, ma per sopprimere l'informazione medica.



    Questo piano, della petizione delle case farmaceutiche, avrebbe permesso alle compagnie private di tirare fuori dalle molecole della cannabis prodotti sintetici brevettabili, senza spese per il governo federale, e con la promessa di "niente sballo".



    Nel 1976, l'Amministrazione Ford, la NIDA e la DEA dichiararono che nessuno studio indipendente (leggi: universitario) o programma sanitario federale allo scopo di investigare i derivati naturali della cannabis in ambito medico sarebbe stato permesso. Questo accordo fu fatto senza alcuna misura di protezione che garantisse l'integrità delle case farmaceutiche; alle quali era concesso di regolarsi da sé.



    Le compagnie farmaceutiche private potevano svolgere ricerche "senza sballo", ma basate esclusivamente sul THC Delta-9, e non sugli altri 400 isomeri potenzialmente terapeutici della cannabis.



    Le loro ricerche rivelarono positive indicazioni della cannabis contro asma, glaucoma, nausea da chemioterapia, anoressia, tumori, e come antibiotico generale; epilessia, morbo di Parkinson, sclerosi multipla, distrofia muscolare, emicrania, etc.—



    Perché le case farmaceutiche americane cospirarono contro le ricerche sulla marijuana?
    Perché dalle ricerche del governo (1966-1976) era risultato, attraverso centinaia di studi che anche la cannabis “naturale”, non lavorata, era il famaco “migliore e il più indicato” per molti seri problemi di salute.



    1988: un Giudice della DEA Afferma che
    la Cannabis ha Virtù Medicinali



    Proprio il conservatore giudice amministrativo della DEA Francis Young, dopo aver ascoltato deposizioni di medici per 15 giorni, e avere letti centinaia di documenti del DEA e del NIDA prese posizione contro le testimonianze degli attivisti riformisti anti-cannabis, dichiarando nel Settembre 1988 che “la marijuana è una delle sostanze terapeuticamente attive più sicure conosciute dall'uomo.”



    Ma a dispetto della preponderanza di prove a favore, l'allora direttore della DEA John Lawn ordinò il 30 Dicembre 1989 che la cannabis restasse elencata nella Tabella I dei narcotici - non avente usi medici conosciuti. Il suo successore, Robert Bonner, che fu nominato da Bush (Sr.) e mantenuto in quell'ufficio da Clinton, fu ancor più draconiano nel suo approccio con la canapa/marijuana come medicamento. Gli amministratori della DEA sotto Bush Sr., Clinton e Bush Jr. hanno tutte sostenuto politiche ben peggiori di quella di Bonner.



    Dunque... Se tutto questo è risaputo dal 1975, che cosa sta aspettando il nostro governo?



    2007: un Giudice della DEA si Dichiara Contrario
    al Monopolio Governativo dell'Erba



    Washington, DC: il 12 Febbraio 2007 il giudice amministrativo della Drug Enforcement Administration (DEA) Mary Ellen Bittner dichiara che la produzione privata di cannabis a scopo di ricerca è "nel pubblico interesse." Afferma inoltre che la DEA, nel 2004, ha inappropriatamente respinta una richiesta della University of Massachusetts (UMass) di Amherst per utilizzare cannabis in una ricerca approvata dal FDA.



    In Difesa del Profitti delle Case Farmaceutiche



    NORML, High Times e Omni (Settembre 1982) riportano che Eli Lilly, gli Abbott Laboratories, Pfizer, Smith, Kline & French, e molti altri perderebbero centinaia di milioni, se non miliardi di dollari all' anno, e le loro perdite sarebbero anche più gravi nei paesi del Terzo Mondo, se la canapa fosse legale negli USA.*

    *Ricordiamo che nel 1976, l'ultimo anno della Amministrazione Ford, queste fabbriche di medicinali con la loro pressione (specificamente, con un intenso lobbying) riuscirono a far cessare tutte le ricerche sulla marijuana medicale. La situazione è la medesima nel 2007.



    La Volpe nel Pollaio della Cooperativa Sanitaria



    Le case farmaceutiche fecero loro il campo delle ricerche, e finanziarono quelle per la sintesi di THC, CBD, CBN, etc., certificando che fosse "niente sballo" prima di immettere un prodotto sul mercato.
    La Eli Lilly tirò fuori il Nabilone e più tardi il Marinol, cugini sintetici di secondo grado del THC Delta 9, e promise nuovi grandi risultati al governo.



    Omni, nel 1982 affermava dopo nove anni il Nabilone era ancora considerato inutile, se comparato con delle mere infiorescenze di cannabis coltivata in casa, ricca di THC; e il Marinol aveva l'effetto della marijuana solo nel 13% dei pazienti.



    Molti consumatori di marijuana concordano, e non apprezzano gli effetti del Nabilone o del Marinol. Perché? Perché dovremmo essere tre o quattro volte più fatti (high) di Marinol, per ottenere gli stessi benefici dell'esserci fumati una buona cima di cannabis.



    Omni riportava nell'82 (ed è ancora vero nel 2007) che dopo dieci milioni di dollari e nove anni di ricerche sull'uso terapeutico dei prodotti di sintesi della marijuana “queste industrie non hanno avuto alcun successo,” anche se la semplice, grezza cannabis organica è un “medicinale superiore” che funziona naturalmente benissimo contro infinite diverse malattie.



    Omni invitava le case farmaceutiche a indire una petizione governativa per legalizzare la messa in vendita di “estratti grezzi” nell'interesse della salute pubblica. Ad oggi, il governo e le aziende interessate non hanno risposto. O meglio, lo hanno fatto, ignorando l'invito. In ogni caso, le amministrazioni di Reagan, Bush e Clinton si sono categoricamente rifiutate di concedere la ripresa di veri studi (universitari) sulla cannabis, se non quelli per la produzione di farmaci sintetici.



    Omni suggeriva, in accordo con NORML e High Times, che il motivo per cui le case farmaceutiche e Reagan, Bush Sr., Clinton e Bush Jr. hanno voluto mantenere nella legalità soltanto il THC sintetico è che la semplice estrazione delle centinaia di principi attivi dalla cannabis pura può essere apprezzata da chiunque, senza il brevetto di nessuna azienda che ottenga profitto da una manna-dal-cielo.



    Minare la Concorrenza della Medicina Naturale



    La Eli Lilly, la Pfizer e altre industrie rischiavano di perdere almeno un terzo del loro vantaggiosissimo monopolio, ottenuto con il brevetto di farmaci come Darvon, Tuinal, Seconal e Prozac (così come molti medicamenti brevettati che vanno dalla crema per i muscoli alla pomata per le scottature, e migliaia di altri) a causa di una pianta che chiunque può coltivare: la cannabis.



    Non è curioso che le case farmaceutiche e le associazioni di farmacisti* forniscano quasi la metà dei fondi delle 4.000 organizzazioni del tipo “Families Against Marijuana” (Famiglie contro la M.) in America? L'altra metà proviene dalla Action (agenzia federale VISTA) e dalle grandi industrie del tabacco, come la Philip Morris, e produttori di alcolici e birra come la Anheuser Busch, la Coors, etc., oppure passano per “servizio pubblico” degli sponsor che rappresentano le organizzazioni.



    *Pharmacists against Drug Abuse, etc. V. appendice.



    Avvelenamento del Terzo Mondo



    Il principale quotidiano della Colombia, il Periodical el Tiempo di Bogotà, riportava nel 1983 che queste stesse case farmaceutiche Americane delle crociate anti-marijuana sono colpevoli di una pratica conosciuta come “product dumping”, con la quale essi “vendono sul mercato di Colombia, Messico, Panama, Cile, Salvador, Honduras e Nicaragua, più di 150 farmaci da banco (senza ricetta) illegali e pericolosi.” Questo articolo non è mai stato smentito dal governo USA o dalle case farmaceutiche, e la cosa continua nel 2007.



    La vendita di alcuni di questi farmaci è stata proibita negli USA dalla FDA o dalle agenzie equivalenti in Europa, perché sono noti come causa di malnutrizione, deformità e cancro. Ma vengono venduti ancora senza ricetta agli ignari consumatori stranieri!



    La World Health Organization (Organizzazione Sanitaria Mondiale) sostiene che la storia è vera, e stima prudentemente che: qualcosa come 500.000 persone finiscono intossicate ogni anno nel Terzo Mondo da prodotti (farmaci, pesticidi, etc.) che vengono venduti dalle industrie Statunitensi, ma sono proibiti negli Stati Uniti.*



    *Rivista Mother Jones, 1979, “Unbroken Circle” - Giugno 1989; The Progressive, Aprile, 1991; etc.



    Distruzione di Documenti Pubblici



    Circa 10.000 studi sono stati condotti sulla cannabis, di cui 4.000 negli U.S.A., e soltanto una dozzina ha portato a qualche risultato negativo, che non si è più verificato in seguito. L'Amministrazione di Reagan e Bush tirò fuori un' “antenna”, nel Settembre del 1983, per ottenere la distruzione di tutti i lavori di ricerca svolti da università e scienziati, compresi i compendi nelle biblioteche.



    Scienziati e dottori ridicolizzarono talmente questa impareggiabile strategia censoria che il piano fu abbandonato... Per il momento.



    Sappiamo comunque che da allora una quantità di informazioni sono sparite nel nulla, compresa la copia originale del film pro-marijuana "Hemp for Victory", di proprietà dello USDA. Ancora peggio, anche la minima traccia di questo film è stata rimossa dagli archivi ufficiali fino al 1958, mentre dovrebbe essere scrupolosamente reintegrato come parte del nostro archivio nazionale. Molte copie d'archivio del Bollettino USDA 404 sono scomparse. E quanti altri documenti storici inestimabili saranno già andati perduti?



    Alla fine del 1995 e agli inizi del 1996, Dennis Peron, fondatore del Cannabis Buyers’ Club di San Francisco, diede agli elettori Californiani la Proposta 215, una iniziativa statale per legalizzare la cannabis medicale. L'iniziativa raccolse 750.000 firme, portò la California al voto e passò con un 56% nel Novembre del 1996. Oggi, nel 2007, centinaia di migliaia di Californiani coltivano marijuana medicale, legalmente. Il governo federale, in aperta opposizione con il volere popolare, ha trovato il modo di perseguitare del 600 e più circoli di consumatori e coltivatori fino a farne chiudere molti, compreso quello di Peron.



    E' interessante notare che nel 1996, in California, molti più elettori votarono per la marijuana medicale che non per Clinton.



    Nell'Agosto 1997, dopo quasi un anno dalla Proposta 215, un sondaggio del Los Angeles Times rivelò che più del 67% dei Californiani avrebbe votato a favore, con un incremento dell' 11% rispetto alla votazione.



    Nel Febbraio 2007, un sondaggio di Lou Dobbs sulla CNN mostrò che il 79% degli Americani crede che la marijuana dovrebbe essere legalizzata. (con 20.146 voti)



    Ad un simile sondaggio della MSNBC Live nell'Aprile 2007, “Credete che le azioni del Presidente Bush giustifichino l' impeachment?” l'87% votò sì. (425.127 voti)


    I Californiani che si avvantaggiano della nuova legge sulla marijuana medicale comprendono ufficiali di polizia, procuratori distrettuali, sindaci. Alcuni degli stessi che in passato perseguitarono e arrestarono i cittadini a causa della marijuana, medicale o meno, oggi la prendono per sé e per le loro famiglie, in numero sempre crescente.



    Mentre rientrava negli USA dal Canada, nel Marzo '98, il residente Californiano Kareem Abdul-Jabbar, il giocatore professionista che ha realizzato più punti nella storia del basket, fu fermato per il possesso di una piccola quantità di marijuana. Pagò una multa di $500 alla dogana USA e spiegò alla stampa che lui, come cittadino della California, aveva una regolare prescrizione medica per l'uso di marijuana.



    Lo scrittore Peter McWilliams, che soffriva di AIDS e cancro, disse che “Se non ci fossero venditori illegali d'erba (prima della Proposition 215), non ci sarebbe la marijuana e io non sarei vivo adesso. La marijuana calma la nausea e mi rende possibile mandare giù il cibo e le pillole per combattere le mie malattie. Che si fotta il governo federale. Usatela, se ne avete bisogno.” Per questo fu arrestato dalla DEA. Sua madre diede la sua casa come cauzione. La DEA disse che se lo avessero trovato a usare erba l'avrebbe persa. Lui smise di usare erba, la sua salute peggiorò rapidamente e morì, nel Giugno del 2000.

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    L'imperatore non è vestito

    di Jack Herer





    Capitolo Sette



    Uso Terapeutico della Cannabis



    Sono stati catalogati più di 60 elementi terapeutici nella cannabis; il principale è il THC, e i risultati della terapia sono direttamente proporzionali alla potenza dell'erba, ovvero alla concentrazione di THC. I rapporti più recenti della DEA che parlano di una marijuana sempre più forte rappresentano quindi un passo avanti per la medicina; ma, stranamente, il governo utilizza questi dati per richiedere maggiori finanziamenti e pene più severe.

    Il 5 Novembre 1996, il 56% dei cittadini della California hanno votato per il Compassionate Use Act (iniziativa per la marijuana medicale) mettendo fine agli sforzi dello Stato per impedire che la marijuana fosse usata come farmaco. Anche i cittadini dell'Arizona, nel Novembre 1996, hanno votato a questo proposito con un margine ancora maggiore — del 65%— per una depenalizzazione delle droghe, compresa la cannabis, sostenuta fra gli altri dal Senatore Barry Goldwater.
    Il governatore e i legislatori dell' Arizona per la prima volta in 90 anni hanno esercitato il loro veto contro l'iniziativa statale, stroncando la proposta per la quale il popolo aveva già votato a favore.
    I cittadini dell'Arizona hanno risposto duramente, raccogliendo 150.000 firme con un referendum di tre mesi e ripresentando la proposta alla votazione del Novembre 1998. Quanto segue descrive i benefici che si potranno ottenere quando la libertà di scelta sarà concessa nuovamente ai dottori e ai pazienti.



    AVVERTENZE



    Da parte dell'Autore, Scienziati e Dottori:



    Come qualsiasi altro farmaco, anche la cannabis può provocare effetti indesiderati. Una piccola percentuale della gente può avere reazioni allergiche. I malati di cuore potrebbero aver problemi, anche se in genere la cannabis allevia lo stress, dilata le arterie e diminuisce la pressione diastolica.
    Qualcuno potrebbe soffrire invece di palpitazioni e ansia causati dalla cannabis. Queste persone non dovrebbero usarla. Chi soffre di asma bronchiale in genere trae beneficio dalla cannabis; tuttavia in qualche caso essa può agire come irritante. Per la stragrande maggioranza della gente, la cannabis ha letteralmente centinaia di usi terapeutici, tra i quali:

    1. Asma

    Più di 15 milioni di Americani sono affetti da asma. Il fumo di cannabis (il “farmaco grezzo”* come lo chiamava la AMA) sarebbe un beneficio per l'80% di tutti loro, e aggiungiamo pure 30-60 milioni di persone all'anno, considerando gli anni di vita guadagnati dagli asmatici che si curano attualmente con medicinali tossici come la Teofillina, che viene prescritta anche ai bambini.
    “E' risaputo che fare un tiro di marijuana può arrestare una crisi d'asma al pieno della sua potenza.” (Comunicazione personale con il Dr. Donald Tashkin del 12 Dicembre 1989 e del 1.12.1997.)
    L'uso della cannabis nei casi di asma è citato nella letteratura di migliaia di anni fa.
    I dottori Americani del secolo scorso hanno scritto rapporti entusiastici nelle documentazioni ufficiali, secondo i quali chiunque nel mondo soffriva d'asma avrebbe ”benedetta” la canapa indiana (o cannabis) per tutta la vita**. Oggi, dei 16 milioni di Americani sofferenti d'asma, solo i Californiani con una prescrizione medica possono coltivarla e usarla legalmente, anche se è risaputo essere questo il più efficace trattamento terapeutico contro l'asma. (Dr. Donald Tashkin, UCLA Pulmonary Studies (for smoked marijuana), 1969-2007; Ibid., Asthma Studies, 1969-1976; Cohen & Stillman, Therapeutic Potential of Marijuana, 1976; Dati delle Assicurazioni sulla Vita; Life shortening effects of childhood asthma, 1983.)

    *La traduzione è in ogni caso ambigua, come il termine inglese "drug" che indica sia la droga come sostanza illecita di ogni tipo, che qualsiasi genere di medicinale, o farmaco legale, N.d.t.

    **Il traduttore lo farà, per tutta la vita, N.d.t.

    2. Glaucoma

    Il quattordici per cento della cecità in America è causata dal glaucoma, una perdita progressiva della vista. Il fumo di cannabis sarebbe utile nel 90% dei casi su 2,5 milioni di vittime del glaucoma, ed è 2/3 volte più efficace di ogni medicinale per ridurre la pressione oculare! L'uso della cannabis non provoca danni epatici o renali come effetti collaterali, né esiste il pericolo della sudden death syndrome (lett., sindrome di morte improvvisa, N.d.t.) che può essere causata dai farmaci legali contro il glaucoma. Molti oftalmologi Californiani, negli anni ‘70, ‘80 e ‘90, hanno cautamente suggerito ai loro pazienti di usare marijuana “di strada ” oltre a (o per mitigare gli effetti de) i medicinali intossicanti, ma legali, contro il glaucoma. Dal Novembre 1996 i dottori della California possono raccomandare, o tacitamente approvare l'uso della cannabis per i loro pazienti colpiti da glaucoma, i quali possono coltivare e fumare la loro marijuana, o andare in uno degli oltre 600 Cannabis Buyers’ Clubs per comprare della marijuana medicale. (Harvard; Hepler & Frank, 1971, UCLA; Medical College of Georgia; U. of NorthCarolina School of Medicine, 1975; Cohen & Stillman, Therapeutic Potential of Marijuana, UCLA, 1976; National Eye Institute; Archivio di Bob Randolph e Elvy Musika, affetti da glaucoma, che ricevevano 300 joints al mese dal governo federale - 1975/ 2007), Dr. Donald Tashkin, UCLA, 1976 -2007.

    3. Tumori

    Un tumore è una massa di tessuti ingrossati. I ricercatori del Medical College of Virginia scoprirono che la cannabis ha un successo incredibile nella riduzione di molti tipi di tumori, benigni o maligni (cancerosi). La DEA e altre agenzie federali hanno ordinato la cessazione di questi studi oncologici dopo avere ascoltato un rapporto erroneo, che parlava di possibili problemi immunologici associati al fumo di canapa. Ma, nel 1975, invece di problemi alla salute si ebbero grandi successi nella riduzione dei tumori! A seguito di questa clamorosa scoperta del Medical College of Virginia, la DEA e il National Institutes of Health si mossero per tagliare i fondi di qualsiasi altra ricerca simile. Milioni di Americani che oggi potrebbero essere ancora vivi sono morti a causa di questo e altri provvedimenti della DEA nei confronti della marijuana. Nel 1996 e nel 2006, il Medical College of Virginia ha richiesto nuovamente un permesso per la ricerca sulla cannabis, respinto puntualmente dalla DEA.

    4. Nausea (AIDS, Chemioterapia, Mal di Mare...)

    Benché si conoscano i suoi effetti disastrosi sul sistema immunitario, la chemioterapia è ritenuta da chi la pratica un beneficio, per i pazienti affetti da cancro e AIDS . Tra i gravi effetti collaterali che la chemio produce c'è la nausea. “La marijuana è il migliore agente di controllo per la nausea durante la chemiotherapia” secondo il Dr. Thomas Ungerleider, che ha capeggiato il programma di ricerca medica California’s Marijuana for Cancer dal 1979 al 1984. Questo è altrettanto vero per la cura dell' AIDS e financo per i disturbi allo stomaco comuni durante i viaggi. I farmaci anti-nausea si trovano in pillole che vengono spesso ingerite solo per essere rigettate dal paziente. Dal momento che la cannabis può essere sia ingerita che fumata, può rimanere in circolo e continuare ad agire anche se il vomito persiste.

    5. Epilessia, Sclerosi Multipla, Mal di Schiena, Spasmi Muscolari

    La cannabis funziona nel 60% dei casi di epilessia. E' il miglior trattamento contro molti tipi di epilessia e per i disturbi mentali post-traumatici dovuti alle crisi. Gli estratti di cannabis sono più efficaci del Dilantin (un diffuso anti-epilettico che ha gravi effetti collaterali). Medical World News scrive nel 1971 che “La marijuana ... è probabilmente il più potente anti-epilettico conosciuto dalla medicina oggi.” (Tod H. Mikuriya, M.D., Marijuana Medical Papers 1839-1972, pag. XXII.) Le crisi epilettiche dei consumatori di cannabis sono di minore intensità delle pericolose crisi esperite dai consumatori di altri farmaci. Allo stesso modo, il fumo di cannabis si è dimostrato efficace nella sclerosi multipla, che interessa il sistema nervoso ed è caratterizzata da debolezza muscolare, tremori, etc. A parte la morfina, che crea dipendenza, la cannabis, fumata o applicata come erbolato o cataplasma, è il migliore rilassante muscolare, medicamento per il mal di schiena, e in generale il migliore antispasmodico del pianeta. Nel Settembre 1993, nella Contea di Santa Cruz in California lo sceriffo ha arrestato di nuovo l'epilettica Valerie Corral e confiscate le 5 piante di marijuana che coltivava come farmaco, malgrado il 77% dei cittadini di Santa Cruz avessero votato, nel Novembre 1992, affinchè la polizia locale non criminalizzasse chi usava marijuana medicale. Le accuse contro la Corral furono ritirate nel Marzo del '93 perché era la prima persona in California ad avere i sei requisiti per una necessità di difesa medica. Nel 1997 Valerie, che gestisce un compassionate use club, fu nominata Cittadino dell'Anno di Santa Cruz. (Cohen & Stillman, Therapeutic Potential of Marijuana, 1976; Farmacopea degli U.S.A, precedenti il 1937; Tod H. Mikuriya, M.D., Marijuana Medical Papers, 1839-1972.)


    6. Antibiotici CBD Disinfettanti

    Le giovani piante di canapa senza fiori permettono l'estrazione di CBD (acidi cannabidiolici). Sono molti gli usi antibiotici dei cannabidioli, compresa la cura per la gonorrea. Uno studio del 1990 svolto in Florida ha dimostrato la loro efficacia contro l'herpes. Il quantitativo dei cannabidioli è inversamente proporzionale a quello del tetraidrocannabinolo, ed è quindi più accettabile dai proibizionisti perché “non sballa .” Per quasi tutte le malattie o infezioni curabili con la Terramicina, i derivati di cannabis funzionarono meglio, negli studi Cecoslovacchi svolti dal 1952 al 1955. I Cechi pubblicavano ancora nel 1997 articoli sulle strategie per un raccolto di canapa ricca in cannabidioli. (V. anche Cohen & Stillman, Therapeutic Potential of Marijuana; Tod H. Mikuriya, M.D., Marijuana Medical Papers; Roffman, Marijuana as Medicine, 1982; International Farm Crop)

    7. Artrite, Herpes, Fibrosi Cistica & Reumatismi

    La cannabis è un analgesico topico. Fino al 1937, virtualmente tutti gli impiastri di mais, gli impiastri di senape, le pomate per i muscoli, e i cataplasmi erano composti di o con estratti di cannabis. I reumatismi si curavano in tutto il Sud America fino agli anni '60 con foglie e/o cime di canapa scaldate in alcool e applicate sulle giunture doloranti. In effetti questa forma di medicina erboristica è ancora molto usata nelle aree rurali del Messico, nell'America Centro-Meridionale, e dai Latinos Californiani per lenire i dolori dei reumatismi e dell' artrite.
    Il contatto diretto con il THC uccise il virus dell'herpes alla University of South Florida di Tampa; le ricerche del Dr. Gerald Lancz nel 1990, e del Dr. Peter Medveczky nel 2004, conclusero che “fumare marijuana non cura l' herpes.” Ciononostante, si sono riportati casi dove applicazioni topiche di “forti cime” imbevute di alcool e lavorate in una pasta hanno provocata la rapida essiccagione e quindi una pronta guarigione.


    8. Espettoranti e Depuratori Polmonari

    La cannabis è il migliore espettorante naturale per ripulire i polmoni umani dallo smog, dalla polvere e dal catarro associato all'uso del tabacco. Il fumo di marijuana dilata sensibilmente le vie aeree di polmoni e bronchi, facendo confluire più ossigeno ai polmoni. E' anche un dilatatore delle più piccole vie aeree dei polmoni, i tubi bronchiali, il che fa della cannabis il miglior broncodilatatore in assoluto, per l' 80% della popolazione (il rimanente 20% talvolta mostra reazioni negative secondarie). (V. alla voce Asthma degli studi di Tashkin, UCLA, 1969-97; studi USA in Costa Rica, 1980-82; e in Giamaica 1969-74,76.) Prove statistiche dimostrano che i fumatori di sigarette in genere stanno meglio e vivono più a lungo se fumano anche cannabis, moderatamente.

    Milioni di Americani hanno perso il vizio, o evitano di fumare tabacco in favore della cannabis, il che non fa piacere alla potente lobby del tabacco. Una clausola di legge fin-de-siécle sul tabacco Americano permette l'uso di centinaia o migliaia di additivi chimici; non sappiamo in quanti o quali casi essi abbiano provocato una dipendenza, e il pubblico negli USA non ha il diritto di saperlo.
    Molti corridori (joggers) e maratoneti dicono che la cannabis pulisce i loro polmoni, e questo dà loro più resistenza.

    9. Sonno & Relax

    La cannabis riduce la pressione sanguigna, dilata le arterie e abbassa la temperatura corporea di circa mezzo grado, alleviando così la tensione. Chi fuma cannabis di sera in genere ha un sonno più riposante. L'uso di C. offre a molti un riposo più completo, con un "periodo alfa" maggiore durante il sonno, anche rispetto all'uso di sedativi e sonniferi. Le pillole di sonnifero (farmaci che si dicono “legali, sicuri ed efficaci”) sono spesso prodotti di sintesi di piante davvero pericolose come la mandragora, il giusquiamo e la belladonna.

    Nel 1991 dottori, farmacisti e case farmaceutiche combattevano contro le nuove leggi restrittive per l'uso di questi medicinali spesso abusati. (L.A. Times, 2 Aprile 1991). A differenza del Valium, la cannabis non potenzia gli effetti dell'alcool. Si stima che la cannabis può rimpiazzare più del 50% dei prodotti come Valium, Librium, Torazina, Stelazina, molte altre “-zina”, e la gran parte dei sonniferi.

    E' indecente il fatto che, durante i due decenni scorsi, decine di centinaia di genitori abbiano costretto i loro stessi figli, di età compresa tra 11 e 17 anni, ad essere trattati con dosi massiccie delle cosiddette “-zine drugs” per tirarli fuori dalla marijuana, sotto la pressione di associazioni di genitori, del PDFA, e dottori dei centri di riabilitazione privati dai costi stratosferici.

    Spesso le “-zine drugs” funzionano, e i ragazzi smettono di fumare erba. Smettono spesso anche di amare il loro cane, a causa loro, e i bambini hanno una probabilità su quattro di sviluppare un tremito incontrollabile per il resto della loro vita. *Ma perlomeno non sono fumati.*

    Lo U.S. Centers for Disease Control di Atlanta ha dichiarato nel Novembre 1983 che dal 20 al 40% dei consumatori di “-zine” hanno sviluppato o svilupperanno sussultazioni croniche (tremori).
    Queste neurotossine sono chimicamente imparentate con i pesticidi e con il gas bellico Sarin. Centinaia di centri di riabilitazione privati e i loro direttori mantengono in vita questa politica anche di fronte ai media, citando spesso rapporti screditati dal NIDA o dalla DEA (V. Cap. 15) - perché ingrassano vendendo le loro inutili o dannose “cure per la marijuana” ai ragazzini. Dopo tutto, una ricaduta significa solo ricominciare a fumare marijuana, dopo una serie di round contro una “autorità.” Questo è controllo mentale, e un tentativo di sopprimere il libero arbitrio individuale.

    10. Potenziale Terapeutico per l'Enfisema

    Le ricerche mediche indicano che fumare moderatamente cannabis può aiutare nella maggior parte dei casi non gravi di enfisema polmonare. Migliorerebbe la qualità di vita di milioni di pazienti e aumenterebbe la loro aspettativa di vita. Il governo USA e la DEA (dal 1976) sostengono che l'effetto collaterale dello “sballo” è inaccettabile, non importa quanti anni o vite si salvino; anche se 90 milioni di Americani hanno provata la marijuana e da 25 a 30 milioni la fumano ancora come forma di svago, o la usano responsabilmente come auto-medicazione, senza un singolo caso di morte da overdose - mai! Tutte le ricerche sugli effetti dell'ossigenazione sanguigna provocata dalla cannabis indicano che i dolori al torace (polmonari) e alle estremità, il fiato corto, e l'emicrania che possiamo esperire nei giorni di maggiore inquinamento si possono in genere alleviare fumando cannabis.
    Il Dr. Donald Tashkin, lo scienziato a capo delle ricerche del governo USA sugli effetti della marijuana sui polmoni, ci ha detto nel Dicembre 1989*, e ancora nel 2006, che non è possibile contrarre o peggiorare un enfisema se si fuma cannabis* V. Tashkin’s Marijuana Pulmonary Research, UCLA, 1969-1997. Dal 1981, l'autore ha personalmente preso parte a questi studi e ha intervistato periodicamente Tashkin sulle indicazioni terapeutiche della cannabis; l'ultimo incontro risale al 2006.

    11. Sollievo da Stress ed Emicrania

    Innanzitutto: è il meglio contro il killer numero uno nel mondo, lo stress.
    Può sostituire in completa sicurezza Valium, Librium, alcool e anche il Prozac, per milioni di Americani. Mentre l'intossicazione da cannabis varia con lo stato psicologico e sociale, “la reazione più comune è uno stato di calma e di moderata euforia in cui il tempo rallenta e aumenta la sensibilità di vista, udito e tatto.” Mentre l'azione terapeutica della marijuana è sicura, l'abuso di benzodiazepina (Valium) è il problema no.1 negli abusi di droga nel Paese, è responsabile negli USA di più ricoveri di quelli per problemi relativi alla cocaina, o di quelli per eroina e morfina messi assieme. Mentre il tabacco restringe le arterie, la cannabis le dilata. Da che l'emicrania è il risultato di spasmi arteriosi associati ad un eccessivo rilasciamento delle vene, le modificazioni vascolari causate dalla cannabis sul rivestimento del cervello (le meningi) solitamente la fanno scomparire. La prova evidente della dilatazione vascolare è visibile dall'arrossamento degli occhi, che sono estensioni del cervello. In ogni caso, a differenza della maggioranza delle altre droghe la cannabis apparentemente non ha effetti sul sistema vascolare in generale, se non per una lieve accellerazione del battito cardiaco quando l'effetto ha inizio.

    12. Per Stimolare l'Appetito

    Chi fuma marijuana spesso (ma non sempre) prova una “fame chimica” (the munchies nell'orig.), o forte desiderio di cibo che, al momento, fa della cannabis la miglior medicina sulla Terra per l'anoressia. Centinaia di migliaia di anziani Americani, di convalescenti e pazienti negli ospedali soffrono di anoressia. Molti di loro potrebbero essere aiutati dalla cannabis, ma una politica governativa dettata dalla polizia del governo nega loro una vita migliore! Questo effetto stimolante della fame potrebbe allungare la vita dei malati di AIDS e di cancro al pancreas (mangia o muori).
    Ma la DEA e il governo degli Stati Uniti impediscono ogni ricerca o uso della cannabis nella terapia del cancro pancreatico dal 1976. Essi hanno letteralmente lasciato morire decine di migliaia di persone ogni anno, negando loro il diritto di vivere una vita altrimenti normale e produttiva, in piena salute.

    13. Riduzione della Saliva

    Fumare marijuana può asciugare l'interno della bocca dal dentista; è il modo migliore per diminuire la salivazione, con l'effetto che tra i fumatori è conosciuto come "bocca felpata" (cotton mouth nell'orig.). Secondo il Canadian Board of Dentistry negli studi condotti negli anni '70, la cannabis potrebbe sostituire i composti Probathine della Searle & Co., altamente tossici. Questo può anche significare che la cannabis potrebbe essere impiegata nella cura delle ulcere peptiche.



    Inoltre…



    AIDS, Depressione e Centinaia di Altre Indicazioni

    Un effetto ben noto del THC è di sollevare lo spirito*... Chi fuma cannabis in Giamaica ne apprezza i benefici per la meditazione, per la concentrazione, per la elevazione della coscienza, e per lo stato di benessere e auto-compiacimento. Questo tipo di buona predisposizione, assieme ad un sano appetito e un riposo migliore, possono fare la differenza tra il “morire di” AIDS o cancro e il “vivere con” AIDS o cancro. La Cannabis lenisce tutti i dolorini e qualcuno di quelli grossi, e può aiutare i cittadini più anziani a convivere con gli acciacchi, con l'artrite, l'insonnia o le infermità debilitanti, per godere della vita con maggior dignità e comfort. Dice la leggenda, e confermano gli studi clinici, che la cannabis è il miglior trattamento in assoluto contro il morbo di Alzheimer, la demenza senile e la senilità in generale, per favorire la “tenuta” della memoria, e centinaia di altri benefici. Le statistiche USA degli anni '70 indicano che si possono vivere fino a 24 anni in più sostituendo al tabacco e all'alcool la cannabis per uso quotidiano. Ulteriori ricerche sono proibite, ovviamente.



    *...Or make you “high”, prosegue, in inglese, l'autore, che ho evitato qui di tradurre con "... o farti sballare" o con una qualsiasi altra locuzione popolare italiana che avrebbe stravolto il senso della frase e, in ogni caso, non l'avrebbe completata adeguatamente. “High” (alto) sta per “sballo”; se il termine anglosassone suggerisce immediatamente -e più esattamente- l'idea di elevazione, quello italiano non suggerisce proprio niente di buono -- N.d.t.

    Rischi Accettabili

    Ogni commissione o giudice federale che abbiano esaminato le evidenze sono risultati concordi sul fatto che la cannabis è una delle droghe (o, anche, medicine, N.d.t.) più sicure in assoluto.
    Con tutte le sue proprietà terapeutiche, ha un solo effetto collaterale* che è stato trasformato in una preoccupazione: lo “high” (-o peggio, sballo -V. N.d.t. prec.)
    La DEA dice che questo è inaccettabile, pertanto la cannabis continua a essere totalmente illegale senza tenere nella benché la minima considerazione dottori e pazienti. Ogni giorno, i pazienti si affidano ai dottori per determinare se i rischi associati a terapie potenzialmente pericolose sono accettabili per loro. I dottori non hanno il permesso di prescrivere l'erba che il Giudice Federale Francis Young nel 1988 ha definita “una delle sostanze terapeuticamente attive più sicure conosciute dall'uomo”.
    Ai dottori non è dato l'incarico di combattere i crimini. Alla polizia non è dato l'incarico di preoccuparsi delle medicine che la gente può utilizzare per i suoi problemi di salute.

    *Va aggiunto che questo "effetto collaterale" della canapa -high o sballo che dir si voglia- è anche l'unico ricercato dai consumatori fisicamente e mentalmente sani (o nella norma) che la utilizzano continuamente, e che dunque, per un notevolissimo numero di persone, esso è tutto tranne che indesiderabile - N.d.t.





    Alimentazione E Semi Di Canapa

    I semi della cannabis contengono tutti gli amminoacidi essenziali e gli acidi grassi essenziali necessari a mantenere in buona salute l'uomo. Nessun'altra singola fonte vegetale fornisce proteine in una forma così facilmente assimilabile, e gli oli essenziali in una proporzione così perfetta per la salute e la vitalità umana. I semi di canapa contengono più acidi grassi polinsaturi di qualsiasi altra pianta. L'olio di semi di canapa è tra i più scarsi in grassi saturi, che sono l'8% sul volume totale; il 55% è acido linoleico e il 25% acido linolenico. Soltanto l'olio di lino contiene più acido linolenico, fino al 58%, ma l'olio di semi di canapa ha la più alta percentuale di acidi grassi polinsaturi, per l'80% del volume oleoso totale. Da questi acidi grassi insaturi dipende la nostra immunodeficienza. Nelle campagne di un tempo i contadini mangiavano burro di canapa, e avevano più resistenza alle malattie della nobiltà. Le classi più elevate non mangiavano burro di canapa perché lo mangiavano i poveri. - R. Hamilton, ED.D., Ph.D. Ricercatore Medico in Biochimica - Professore della U.C.L.A. Emeritus.
    Gli acidi linoleico e linolenico sono responsabili della produzione di energia vitale dal cibo, e del movimento di tale energia attraverso il sangue. Questi acidi grassi insaturi controllano la crescita, la vitalità e lo stato mentale; sono tra i responsabili del trasporto dell'ossigeno, dall'aria nei polmoni, fino ad ogni cellula del corpo. Hanno un ruolo importante nel mantenere l'ossigeno nella membrana cellulare, dove agiscono come una barriera contro virus e batteri invasori, nessuno dei quali sopravvive in presenza di ossigeno. La forma curva delle cellule degli acidi grassi insaturi impedisce loro di mescolarsi l'una con l'altra. Sono scivolose, e non intasano le arterie come quelle dritte, a bastoncino, degli acidi saturi; gli A.G.I. hanno una carica leggermente negativa e una tendenza a formare strati superficiali molto sottili. Questa proprietà permette loro di trasportare sostanze come le tossine alla superficie della cute, nel tratto intestinale, nei reni e nei polmoni, dove possono essere eliminate. Sono estremamente sensibili e si possono trasformare in composti tossici se vengono raffinati a temperature troppo alte o se vengono esposti all'aria o alla luce.

    La natura ha dotati i semi di un guscio esterno che protegge gli oli vitali e le vitamine dal deterioramento. E' un perfetto contenitore, così com'è perfettamente edibile. I semi di canapa possono essere lavorati in una pasta simile al burro di noccioline, ma più delicata nel sapore. Udo Erasmus, Ph.D. , nutrizionista afferma: “Il burro di canapa fa vergognare quello di arachidi, per il suo valore nutrizionale.” I semi possono essere impastati in pane, torte e sformati; sono un ingrediente ideale per le granola bars (tavolette di cereali e altri grani, N.d.t.) I pionieri nel campo della biochimica e della nutrizione umana adesso ritengono che le malattie cardiovascolari e la maggior parte dei cancri siano dovuti alla degenerazione causata dal consumo continuato ed eccessivo di grassi saturi e oli vegetali raffinati che trasformano gli acidi grassi in killers cancerogeni. Un Americano su due muore di malattie cardiovascolari. Uno su quattro muore di cancro. I ricercatori ritengono che il cancro esploda quando le reazioni del sistema immunitario sono indebolite. E più Americani che mai prima d'ora, soccombono per malattie del sistema immunitario. Ricerche promettenti sono in corso per utilizzare gli oli essenziali a rinforzo del sistema immunitario nei pazienti affetti dal virus HIV. Le proteine del seme di canapa forniscono tutti gli amminoacidi necessari per mantenersi in salute, per la produzione di sieroalbumine, e di sieroglobuline come gli anticorpi del sistema immunitario, formati da gammaglobulina. La capacità del corpo di resistere e difendersi dalla malattia dipende dalla rapidità con cui può produrre grandi quantità di anticorpi per respingere l' attacco iniziale. Se la materia prima per produrre le proteine globuline scarseggia, l'esercito di anticorpi può essere troppo scarso per prevenire la comparsa dei primi sintomi della malattia. Il modo migliore per assicurare al corpo abbastanza amminoacidi per produrre le globuline è mangiare cibo con un alto contenuto di globulina. La proteina del seme di canapa è al 65% globulina edestina, più una quantità di albumina (presente in ogni tipo di seme) che rende le proteine facilmente digeribili e disponibili in una forma molto simile a quella del plasma sanguigno. I semi di canapa furono usati per trattare le deficienze nutrizionali dovute alla tubercolosi, una grave malattia che blocca i processi nutritivi e porta alla consunzione del corpo (Czechoslovakia Tubercular nutritional Study, 1955.) L'energia della vita è nel seme integrale. Il cibo di semi di canapa è buonissimo!
    Essi ci assicurano un apporto adeguato di amminoacidi essenziali e acidi grassi insaturi, per costruire corpi e sistemi immunitari più forti, e per mantenerci in perfetta salute.

    Please copy. Excerpted from Hempseed Nutrition by Lynn Osburn. Produced by Access Unlimited, P.O. Box 1900, Frazier Park, CA 93225.

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    Predefinito Riferimento: Jack Herer: L'imperatore non ha vestiti

    L'imperatore non è vestito

    di Jack Herer



    Capitolo Otto



    I Semi di Canapa Come Base per il Nutrimento Mondiale



    Nel 1937, Ralph Loziers, consigliere generale del National Institute of Oilseed Products (Istituto Nazionale dei Prodotti di Olio di Semi, N.d.t.), disse al comitato Congressuale per la proibizione della marijuana che “il seme di canapa ... è utilizzato in tutte le nazioni Orientali e anche in parte della Russia come cibo. Viene coltivato nei campi e usato come farinata. Milioni di persone ogni giorno usano i semi di canapa come cibo. Lo fanno da molte generazioni, specialmente nei periodi di carestia.”



    Questo succedeva più di 70 anni fa. Oggi sappiamo che il seme di canapa è la fonte più ricca di acidi grassi polinsaturi, e che potrebbe essere la cura per il cancro e i disturbi cardiaci.



    Il Seme di Canapa: la Migliore Singola Fonte di Cibo per l'Umanità



    Degli oltre 3 milioni di piante edibili che crescono sulla Terra, nessun'altra singola fonte vegetale di cibo può competere con il valore nutrizionale del seme di canapa. Tanto le proteine che gli oli essenziali nei semi di canapa sono contenuti in una proporzione ideale per l'alimentazione umana.
    Solo i fagioli di soia contengono una percentuale più alta di proteine; ma la composizione delle proteine del seme di canapa è unica nel regno vegetale. Il sessantacinque per cento delle proteine sono globuline edestine.1 (La parola “edestina” viene dal Greco “edestos,” che significa edule.)



    Il contenuto di edestina eccezionalmente alto combinato con l'albumina, un'altra proteina globulare presente in ogni tipo di seme, rende immediatamente disponibili tutti gli amminoacidi, presenti in una proporzione perfetta per assicurare al nostro corpo i mattoni necessari alla costruzione delle immunoglobine, gli anticorpi, il cui compito è di respingere le infezioni prima che si presentino i sintomi di una malattia.2



    Le proteine del seme di cannabis permettono di ottenere il massimo nutrimento anche a chi soffre di tubercolosi, e altre malattie che provocano un blocco del sistema digestivo.*



    *Cohen & Stillman, Therapeutic Potential of Marijuana, Plenum Press, NY, 1976; Czech. Tubercular Nutritional Study, 1955.



    Ancor più importante per la costruzione di un buon sistema immunitario, sono gli acidi grassi polinsaturi, di cui il seme di canapa è la più ricca sorgente nel regno vegetale .
    Questi oli essenziali, gli acidi linoleico e linolenico, sono responsabili della salute della pelle, dei capelli, degli occhi e anche dei nostri processi intellettivi. Essi ripuliscono le arterie, e sono indispensabili per il sistema immunitario.



    Gli acidi grassi polinsaturi furono usati dal Dr. Joanna Budwig (nominata al Premio Nobel per la Pace ogni anno dal 1979) per trattare efficacemente malati "terminali” di cancro, così come quelli affetti da malattie cardiovascolari, atrofia glandolare, calcoli, degenerazioni epatiche, acne, pelle arida, problemi mestruali e immunodeficienza.



    Questa e altre ricerche mediche portarono il Dr. William Eidleman , e l'Emerito Ricercatore in Biochimica Prof. R. Lee Hamilton, entrambi della UCLA, a parlare in favore del “valore vitale” della cannabis. Essi affermarono:



    “Questi oli essenziali supportano il sistema immunitario e proteggono dagli attacchi virali e altri insulti al sistema immunitario. Sono in corso studi in cui si utilizzano gli oli essenziali per supportare il sistema immunitario di persone affette dal virus H.I.V., i cui risultati sono molto promettenti.



    “Qual'è la più ricca fonte di questi oli essenziali? Sì, avete indovinato, sono i semi della canapa...
    La insana proibizione della più preziosa pianta sulla Terra, la cannabis, dovrebbe cadere di fronte alla richiesta pubblica... La promessa di una super-salute e la possibilità di sfamare il mondo è a portata di mano.” (29 Dicembre 1991 e Aprile 2007)



    Gli estratti di semi di canapa, come quelli di soia, possono essere insaporiti per avere il gusto di pollo, di carne di manzo, o di maiale, e possono essere usati per produrre una sorta di tofu, panna o margarina, ad un costo inferiore a quello dei fagioli di soia. La germinazione di qualsiasi seme aumenta il suo valore nutrizionale, e anche il seme di canapa può essere maltato e usato come ogni altro nelle insalate o nelle ricette. I semi germinati di canapa danno latte, proprio come i fagioli di soia. Alan "Birdseed” Brady di Santa Cruz, California e Abba Das del Colorado usano questo latte per fare gelati in molti gusti, che sono deliziosi, nutrienti e abbassano efficacemente il livello di colesterolo.



    I semi di canapa vengono macinati e usati come farina, oppure cotti, poi addolciti e mescolati con il latte per farne una nutriente colazione simile alle creme di avena o di grano. Questo tipo di farinata è nota come gruel*. (Come la fibra, anche il seme di canapa non dà ebbrezza.)

    *I dizionari italiano/inglese rendono generalmente il termine gruel in "farinata d'avena", N.d.t.

    “I semi della canapa sono i preferiti (dagli uccelli) per via del loro contenuto oleoso altamente nutritivo.” (Margaret McKenny, Birds in the Garden, Reynal & Hitchcock, NY, 1939.) Quando la cannabis viene coltivata per ottenere semi, la metà del peso della pianta femmina matura è dato dai semi!



    I pescatori d'acqua dolce Inglesi ed Europei sono stati i primi a dirmi, nel 1995, che i semi di canapa sono sempre stati l'esca preferita in Europa per fare chumming - che sarebbe gettare dei semi di canapa nell'acqua; i pesci arrivano da ogni parte, facendo a gara per prendere i semi, e questo permette ai pescatori di prenderli. Nemmeno uno, dei molti pescatori Europei con i quali ho parlato, sapeva che la canapa dei semi che usano e la marijuana sono la stessa cosa.
    Dunque i semi di canapa sono i preferiti dai pesci, così come anche dalla maggior parte degli uccelli.



    Il sottoprodotto dei semi pressati per estrarre il prezioso olio è un agglomerato altamente proteico. Questo agglomerato è stato uno dei principali mangimi per animali fino a questo secolo.* Il seme di canapa può fornire una dieta quasi completa per tutti gli animali addomesticati (cani e gatti), per molti animali da fattoria e il pollame, e permette il raggiungimento del loro massimo peso con un costo inferiore a quello dei mangimi attuali. E senza bisogno di usare steroidi per la crescita artificiale e altri farmaci che oggi avvelenano la razza umana e la catena alimentare.



    Non è strano - non è una cosa da impazzire- che il miglior cibo di tutti i tempi per gli uccelli, i pesci, i cavalli, gli umani, e per la vita in generale, non si possa avere naturalmente, per la nostra salute, perchè è stato dichiarato illegale negli Stati Uniti d'America (e nelle loro colonie, N.d.t.) dalla Nazi/Gestapo-like Amerikan Drug Enforcement Administration (SIC!) e, attraverso di loro, dalla USDA?



    *United States Agricultural Index; Jack Frazier, The Marijuana Farmers, Solar Age Press, New Orleans, LA, 1972. Fats That Heal, Fats That Kill; Udo Erasmus, 1996.



    Lo Spettro della Carestia Mondiale



    Di per sé, l'uso di cibi con proteine di semi di canapa potrebbe salvare molti dei bambini che oggi muoiono per carenza di proteine! Si è stimato che il 60% di tutti i bambini nati nei Paesi del Terzo Mondo moriranno per questo motivo prima del raggiungimento dei 5 anni di età. Molti di più saranno quelli con un'aspettativa di vita drammaticamente accorciata e/o gravi danni cerebrali.3



    Ricordiamo che la canapa è una pianta resistente, che cresce quasi dappertutto, anche in condizioni avverse. Gli Australiani nel XIX secolo sopravvissero a due lunghi periodi di carestia usando quasi esclusivamente semi di canapa per le proteine, e foglie di canapa per le fibre.4



    Nondimeno, recenti studi indicano che il diradamento dell'ozono minaccia di ridurre la produzione mondiale di soia in modo sensibile -fino al 30 o addirittura il 50%, a seconda delle fluttuazioni nella densità della barriera di ozono. Ma la canapa, d'altra parte, resiste ai danni causati dalle radiazioni ultraviolette in aumento, e anzi prospera, reagendo con la produzione di cannabinoidi che la proteggono dalla luce ultravioletta.



    Non ci meraviglia che qualche Centro/Sudamericano odi gli Americani (degli Stati Uniti, N.d.t.) e ci vogliano fuori: essi ci vedono come assassini ignoranti. Per anni, il nostro Governo ha voluto che il paraquat* avvelenasse le loro terre; le terre che questi contadini hanno coltivato a canapa, per legge, dal 1525, quando Re Filippo di Spagna ordinò di coltivarla in tutto il suo impero per ricavarne cibo, vele, corda, tele, lenzuola e camicie - così come i più importanti medicamenti per il parto, contro la febbre e l'epilessia, o per i cataplasmi contro i reumatismi... In breve, una delle più antiche fonti di sostentamento, di medicinale... e di piacere ricreativo.

    *Diserbante altamente tossico, N.d.t.



    Attualmente, in Centro/Sud America, a chiunque coltivi il suo antico vitto -la cannabis- viene sequestrato il terreno, ed è incarcerato da un governo i cui leaders ottengono maggiori aiuti economici e militari in cambio, dagli USA, per perpetuare questa politica di annientamento della cannabis.



    Un Anello Biologico Fondamentale nella Catena Alimentare



    I nostri politici, che hanno fatte queste leggi probizioniste basate su anni di disinformazione (o deliberata malinformazione) potrebbero aver condannato non solo gli uccelli, ma l'intera razza umana all'estinzione, da un altro punto di vista.



    Molti animali infatti mangiano gli uccelli, e le loro uova. Gli uccelli selvatici sono essenziali nella catena alimentare; ed essi diminuiscono continuamente a causa -tra le altre cose- dei pesticidi petrolchimici, degli erbicidi, e della mancanza di semi di canapa!
    Includendo i semi di canapa nella loro dieta gli uccelli vivrebbero il 10-20% più alungo, farebbero più uova, e le loro penne sarebbero più lustre e oliate, permettendo loro voli più lunghi.



    Fino al 1937, c'erano più di 10 milioni di acri di piante di canapa cariche di semi, che crescevano selvatiche negli USA. Per centinaia di milioni di uccelli questo era il cibo fondamentale, finché il Governo non ha iniziata una politica di eradicazione totale di questo anello primario della catena alimentare.



    Ignaro dei pericoli del conseguente biocidio, il nostro governo continua l'insana politica per sterminare la pianta più vitale in assoluto, nel nostro Paese e in ogni altro.



    Nel Maggio 1998, gli U. S.A, hanno chiesto alle Nazioni Unite la penalizzazione della cannabis in ogni forma, compresi: farmaci, cibi, carta, tessuti, e ogni altro uso possibile. Il nostro governo vuole persuadere l'ONU a iniziare il più vasto e completo programma di eradicazione di un vegetale di tutta la Storia, affinché non rimanga nemmeno una pianta di canapa al mondo. Questa era la raccomandazione dell'ex-speaker della Casa (dei Rappresentanti, N.d.t.) Newt Gingrich e del suo congresso Repubblicano, che assieme a molti Democratici sono associati in un crimine contro la Natura della Terra.



    Note:



    1. David W. Walker, Ph.D., Can Hemp Save Our Planet?, citando A.J. St. Angelo, E.J. Conkerton, J.M. Dechary, e A.M. Altschul, 1966; Biochimica dei Biophysica Acta, vol. 121, pp. 181; A.St. Angelo, L.y. Yatsu e A.M. Altschul, 1968; Archives of Biochemistry and Biophysics, vol. 124, pp. 199-205; D.M. Stockwell, J.M. Dechary, e A.M. Altschul, 1964, Biochimica Biophysica Act, vol. 82, pp. 221



    2. R.T.Morroson (SIC) Organic Chemistry, 1960; Kimber, Gray, Stackpole, Textbook of Anatomy and Physiology, 1943.



    3. World Hunger Project, Save the Children, EST, Forum.



    4. Jack Frazier, The Marijuana Farmers, Solar Age Press, New Orleans, LA, 1972; V. anche testi di Storia Australiana



    5. Alan Teramura, studio della University of Maryland, Discover magazine, Sett. 1989; Deposizione Congressuale di Ralph Loziers, National Oil Seed Institute, di fronte al Comitato Ways and Means, 1937.

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    Predefinito Riferimento: Jack Herer: L'imperatore non ha vestiti

    L'imperatore non è vestito

    di Jack Herer



    Capitolo Nove



    ECONOMIA: Energia, Ambiente e Commercio



    Abbiamo visto qual'é il significato storico della canapa nell'economia di questo Paese. Ora dobbiamo considerare il futuro della canapa.



    Abbiamo previsto che l'esito conclusivo della fine della proibizione della canapa sarebbe un effetto economico a "sasso nell'acqua" - una agricoltura Americana risanata, che produce la materia prima per una moltitudine di industrie, e la creazione di milioni di posti di lavoro in tutta l'America. Il benessere conseguente toccherebbe le comunità locali, gli agricoltori, piccole imprese e piccoli imprenditori come voi!



    Energia ed Economia



    Il libro "Solar Gas", Science Digest, Omni magazine, L'Alleanza del Partito dei Verdi Tedesco, degli Stati Uniti e altri hanno stimato che i costi per l'energia corrispondono all'80% di tutte le spese per il sostentamento di ogni essere umano.



    A riprova di questo, l' 82% sul totale di tutti i valori venduti e comprati al New York Stock Exchange e delle altre borse mondiali sono direttamente correlati a:



    •Produttori di energia come Exxon, Shell Oil, Conoco, Con-Edison, e via dicendo.



    •Trasporto dell'energia, ad es. costruzione di oleodotti, petroliere, compagnie di spedizioni.



    •Raffinerie e vendita al dettaglio di prodotti Exxon, Mobil, Shell, So. California Edison, Con-
    Edison, etc.



    L'ottantadue per cento di tutti i nostri soldi significa che circa 33 di ogni 40 ore che lavoriamo servono per pagare i costi finali dell'energia per i beni e i servizi che compriamo, compresi il trasporto, il vitto, il riscaldamento e la luce. Gli Americani – il 5% della popolazione mondiale – nella loro insaziabile fame di “patimonio netto” e “produttività,” usano il 25-40% dell'energia mondiale . I costi ambientali impliciti non possono essere calcolati.



    Le nostre attuali fonti di energia fossile forniscono anche un 80% dell'inquinamento solido e atmosferico che sta rapidamente avvelenando il nostro habitat planetario (V. i rapporti U.S. EPA dal 1983 al 2006, sulla imminente catastrofe dovuta allo squilibrio dato dall'anidride carbonica prodotta dalla combustione di carburanti fossili.) Il migliore e più economico sostituto di questi metodi costosi e dannosi non sono il vento o i pannelli solari, il nucleare, il geotermico e simili, ma la luce del sole ben distribuita per la coltivazione di biomasse.



    Su scala globale, la pianta che produce più biomassa è la canapa. E' la sola pianta annuale sulla Terra in grado di sostituire tutti i carburanti fossili.



    Negli anni '20, i primi baroni del petrolio come Rockefeller della Standard Oil, Rothschild della Shell, etc., divennero paranoicamente attenti alla possibilità della visione di Henry Ford, di un carburante economico a base di metanolo* e mantennero sempre il prezzo del petrolio incredibilmente basso – tra uno e quattro dollari al barile fino al 1970 – quasi 50 anni! Poi, quando finalmente si furono sbarazzati della concorrenza, il prezzo del petrolio balzò a più di $60 al barile nei seguenti 30 anni.



    * Henry Ford coltivava marijuana nel suo podere dopo il 1937, probabilmente per provare l'economicità della produzione di metanolo alla Iron Mountain. Fece auto di plastica con gli steli di grano, di canapa e di sisal. (Popular Mechanics, Dic. 1941, “Pinch Hitters for Defense.”) Nel 1892, Rudolph Diesel inventò il motore diesel, che egli intendeva alimentare “con una varietà di carburanti, specialmente oli vegetali e di semi.”



    Entro l'anno 2047, il mondo avrà bruciato tutte le sue riserve conosciute di petrolio, mentre le riserve di carbone potrebbero durare altri 100-30 anni ancora. Ma la decisione di continuare a bruciare carbone avrebbe gravi conseguenze. (...)



    La conversione in favore della bio-massa dovrebbe iniziare immediatamente, per fermare l'inquinamento planetario e il nostro genocidio da lemmings, e per renderci naturalmente indipendenti sul piano energetico.



    Una Fonte di Carburante Rinnovabile e Pulita



    Carburante non è sinonimo di petrolio e carbone. Il procedimento dell'energia da biomassa può fornire una fonte sostenibile di carburante e creare milioni di nuovi posti di lavoro. I carburanti derivati dalla biomassa di canapa possono sostituire ogni tipo di carburante fossile.



    Durante la traspirazione, la pianta di canapa in crescita “inspira” CO2 (anidride carbonica) per costruire la struttura delle sue cellule; l'ossigeno in avanzo viene espirato, rifornendo l'aria del pianeta. Dunque bruciando la biomassa di canapa ricca di carbone la CO2 viene rilasciata di nuovo nell'aria. Il ciclo dell'anidride carbonica si approssima all'equilibrio ecologico con la crescita del nuovo raccolto l'anno successivo. La coltivazione di alberi causa la ritenzione di una quantità di CO2 pari a 10 volte quella dell'atmosfera terrestre, data dall'infrastruttura di microbi, insetti, piante, funghi, etc. per ogni albero. Più vecchio è l'albero, più anidride carbonica è trattenuta.



    (Non tutti i raccolti per biomassa vengono trasformati in carburanti. Parte delle foglie, le stoppie, e tutte le radici restano nei campi come residui del raccolto. Questa materie ricca di carbone aumenta la fertilità del suolo, e ad ogni nuova stagione una quantità sempre maggiore di anidride carbonica passa dall'aria nel terreno, così i raccolti riducono quella presente nell'atmosfera inquinata.)



    La conversione di biomassa attraverso la pirolisi (applicazione di alte temperature al materiale organico in assenza o carenza di aria) produce un carbone pulito che può rimpiazzare il carbone fossile*.

    *Ricordiamo che il "carbone nero" (cioè antracite, o litantrace) è sempre affiancato al "carbone bianco" cosiddetto -l'energia idrica- nelle centrali per la produzione di energia elettrica (a causa della spropositata richiesta dell' Industria), ed è tutt'ora la causa principale di inquinamento da CO2 nel mondo, N.d.t.



    Lo zolfo che proviene dalle ciminiere in cui si brucia carbone è la causa primaria delle piogge acide. Misurando l'acidità con la scala pH, la pioggia del New England sta tra l'aceto e il succo di limone. Questo risulta dannoso per ogni membrana cellulare con la quale venga in contatto, procurando danni tanto maggiori quanto più semplici sono le forme di vita.



    Dalla biomassa si può ottenere un olio non-solforoso che può sostituire gli oli fossili come il diesel. E la CO2 nell'atmsfera non aumenta quando viene bruciato un olio derivato da biomassa.



    La pirolisi utilizza la stessa tecnologia impiegata nell'industria del petrolio per i carburanti fossili. I gas rimanenti dopo l'estrazione di carbone e oli carburanti dalla canapa possono essere utilizzati anche per alimentare generatori elettrici!



    Il processo di conversione in biomassa può essere modificato per produrre carbone, metanolo e oli carburanti, così come prodotti chimici importanti per l'industria: acetone, acetilato, catrame, pece e bitume.



    La Ford Motor Co. gestì con successo un impianto per la conversione di biomasse negli anni '30 ad Iron Mountain, nel Michigan, utilizzando alberi per fare carburanti di cellulosa (La "ecologica" canapa è almeno quattro volte più efficiente degli alberi per fare i carburanti, ed è bio-sostenibile.)





    Biomassa per una Energia Abbondante



    Gli steli di canapa sono per l' 80% canapoli (sottoprodotto dell'estrazione della fibra). I canapoli sono al 77% cellulosa – una materia prima industriale utilizzata nella produzione di prodotti chimici, plastica e fibre. A seconda di quale rapporto agrario ufficiale degli USA sia quello corretto, un acro a canapa può fornire sostenibilmente dalle 50 alle 100 volte la cellulosa che si produce dal grano, dal kenaf, o dalla canna di zucchero, le piante più ricche in cellulosa del pianeta dopo la canapa.



    Nella maggior parte dei luoghi la canapa può essere raccolta due volte l'anno, e in aree più calde come la California del Sud, il Texas, la Florida e simili, il raccolto può essere a ciclo continuo.La canapa ha una crescita breve e può essere piantata dopo i raccolti alimentari.



    Una catena di coltivatori efficienti, indipendenti ed autonomi può diventare la chiave economica per la produzione energetica di questo Paese.



    Il governo USA paga (in contanti, o l'equivalente) affinché i coltivatori lascino a riposo 90 milioni di acri circa ogni anno, la cosiddetta “soil bank.” (banca del terreno, n.d.t.) E 10-90 milioni di acri a canapa o altra biomassa legnosa annuale, piantata su questo maggese (la nostra Banca del Terreno ) sarebbero una nuova carta da giocare nella produzione di energia, e il tentativo reale di far qualcosa per salvare la Terra. Ci sono altri 500 milioni di acri non coltivati in America.



    Ogni acro a canapa potrebbe rendere 1.000 galloni di metanolo, o 500 galloni di benzina. I carburanti estratti dalla canapa, assieme alla carta riciclata, etc., sarebbero sufficienti per far funzionare tutta l'America praticamente senza petrolio.



    Fattorie Familiari o Carburanti Fossili?



    Nel 2006, quando le nostre riserve petrolifere sono state ridotte al 20% dell'originale, l'America ha sei possibilità di evitare la rovina economica e ambientale:



    •Usare più carbone, inquinando maggiormente;



    •Continuare a finanziare il nucleare rischiando l'annichilazione planetaria;



    •Trasformare le foreste in carburanti, alterando permanentemente l'ecosistema che ci tiene in vita;



    •Proseguire con le guerre per il petrolio straniero;



    •Costruire enormi sistemi per la produzione di energia eolica, solare, geotermica e ondosa (o maremotrice);



    •Costruire fattorie per la coltivazione di biomassa per carburanti. Le ultime due sono le uniche razionali e sostenibili.



    Il solo 6% dei terreni statunitensi coltivati a biomassa fornirebbe l'equivalente dell' energia data da petrolio e gas, mettendo fine alla dipendenza da carburanti fossili.



    Stanley E. Manahan, Environmental Chemistry, 4a edizione



    La canapa è la fonte di biomassa no.1 sulla Terra; è in grado di produrre 10 tonnellate per acro in quattro mesi. Non rovina il terreno, e le foglie che perde durante tutta la stagione sono un concime naturale e aiutano a mantenere l'umidità del suolo.
    La canapa è il raccolto ideale per le regioni semi-aride dell'Ovest e per le zone pianeggianti.



    *Adam Beatty, Vice Presidente della Kentucky Agricultural Society, riporta casi di buoni raccolti di canapa sullo stesso terreno per 14 anni di fila, senza una calo nella rendita. A. Beatty, Southern Agriculture, C.M. Saxton & Co., NY; 1843, pag. 113.; Annale USDA del 1913.



    La canapa è la sola fonte di biomassa disponibile che sia in grado di rendere gli Stati Uniti energeticamente indipendenti. Infine, il mondo non ha alternative razionali per salvare l'ambiente, se non smettere di usare i carburanti fossili.



    Allora, Dov'è il Problema?



    Il “problema” è ovvio: le industrie che producono energia! Queste possiedono la maggioranza delle compagnie petrolchimiche, farmaceutiche, di liquori e tabacco, e sono direttamente collegate a compagnie di assicurazioni e banche.



    Secondo la stampa, molti politici attualmente in carica sono comprati e pagati dalle compagnie energetiche, e la loro arma governativa è la CIA – (V. “The Company” di Robert Ludlum, etc.). - Le Amministrazioni di Bush Sr., Clinton e Bush, Jr. erano o sono legate esclusivamente al petrolio, ai quotidiani, ai farmaci, e alla CIA.



    La continua guerra per il denaro nel mondo è di fatto una guerra per l'energia, dal momento che è attraverso l'energia che produciamo cibo, alloggi, trasporti e intrattenimento. E' da questa "guerra" tra virgolette che spesso erutta la Guerra vera e propria. Se noi rimuoviamo la causa, questi conflitti non avranno più modo di esistere.



    (Carl Sagan; e la predizione della EPA, nel 1983, di un disastro mondiale entro 30 o 50 anni.)



    Sicurezza Energetica



    Se introdotta nelle nazioni del Terzo Mondo, la biomassa da canapa potrebbe tagliare drasticamente gli aiuti oltreocano e le cause di guerre, aumentando nel contempo la qualità della vita con incrementi esponenziali.



    Nuove industrie non-inquinanti fiorirebbero ovunque. L'economia mondiale esploderebbe come non mai prima. La razza umana dovrebbe se non altro scommettere sulla sopravvivenza ambientale, invece di indugiare nel consumo suicida di carburanti fossili, che minacciano la vita dell'intero pianeta.



    Libere Imprese e Alti Profitti



    Esistono molte altre aree dell'economia che trarrebbero benefici dal termine della proibizione della canapa, e dal conseguente stimolo al commercio di prodotti di canapa riscoperti, secondo la Hempstead Company, Ecolution, The Body Shop, Hanf Haus, etc.



    La canapa legale restituirebbe miliardi di dollari in potenziali risorse naturali ai coltivatori e porterebbe milioni di posti di lavoro nella produzione di energia. I coltivatori di canapa per l'energia diverrebbero i maggiori produttori nazionali di materia prima.



    I raccolti possono essere adattati ai bisogni della nazione. La canapa può essere coltivata per produrre BDF (Biomass Derived Fuels) a circa $30 la tonnellata. I semi di canapa rifornirebbero di nuovo le industrie di vernici e affini con un'alternativa bio-sostenibile e migliore dei prodotti petrolchimici. I semi di canapa hanno proprietà chimiche simili a quelle dei semi di lino. E il mercato è spalancato per i cibi altamente proteici, nutrienti e deliziosi prodotti con i semi e i loro miracolosi acidi grassi essenziali.



    La canapa coltivata per la fibra toglierebbe l'industria tessile e cartaria dalle mani delle multinazionali, e le restituirebbe alle comunità locali.



    Ricerche condotte da varie associazioni di commercianti di canapa indicano che ci sono circa 50.000 usi commerciali non-smoking per la canapa, che sono economicamente vitali e competitivi sul mercato. Essi comprendono:



    Una Moda che Non Invecchia Mai



    Giocando sulle speciali proprietà delle fibre della canapa -assorbenza, capacità isolante, resistenza e morbidezza- fabbriche di abbigliamento e stilisti potranno nuovamente usare la canapa come lino per la produzione di nuove linee di abiti duraturi, tappeti e tessili di ogni tipo.



    L'arrivo del misto canapa-cotone dalla Cina nel 1989 ha segnato l'inizio di una nuova era per il mondo in costante cambiamento della modo. E ora, nel 2007, compagnie come la Hempstead Company (di Laguna, California), Hemp Connection (Whitehorn, California), Two Star Dog (Berkeley, CA) ed Ecolution (Santa Cruz, CA) creano tutte bellissimi e durevoli capi e accessori da svariati tipi di tessuti di canapa importati da Cina, Ungheria, Romania, Polonia etc.



    Mentre acclamiamo gli sforzi di queste nazioni, che ci forniscono filati di canapa di prima qualità, aspettiamo di vedere il giorno in cui l'America dividerà con loro le piste di decollo!



    Abbigliamento, calde lenzuola, soffici teli (la canapa è 4 volte più assorbente del cotone), pannolini, tappezzerie e rivestimenti, tappeti naturali, e anche il miglior sapone del mondo - tutto questo può essere ricavato al 100% dalla canapa; che è generalmente migliore, più economica, più duratura ed ecologicamente più sicura.



    Le barriere contro lo scambio della canapa e le leggi che limitano l'uso delle sue fibre importate devono essere rimosse.



    Oggi tessile e abbigliamento sono la maggiore percentuale di prodotti importati negli USA, al 59%. Nel 1989 le importazioni tessili erano in perdita del 21% sul mercato USA. I governi stranieri spesso sussidiano le loro industrie tessili e le sottomettono a regolamentazioni ambientali e sanitarie.* La canapa non causa la quantità di problemi ambientali relativi al cotone.



    *The Washington Spectator, Vol. 17, No. 4, Feb. 15, 1991



    Gli USA importano più tessile di ogni altra cosa. Il governo non ostacola più l'importazione di tessile e abbigliamento in canapa. Ma i filati di canapa non saranno competitivi finché la canapa non verrà coltivata e lavorata internamente, evitando le tasse d'importazione e diminuendo i costi dei trasporti.



    Prodotti di Carta Potenziata



    La devastazione dell'ambiente e nel mercato del lavoro nel NordOvest Americano e in altre regioni boscose subirebbero un drammatico dietro-front una volta che la canapa fosse reintrodotta nell'industria cartaria nazionale.



    Studi Recenti indicano che la diminuzione dello strato di ozono minaccia di ridurre sensibilmente la produzione mondiale di loblolly pine* (la principale fonte di polpa da carta) fin oltre il 30 o addirittura del 50%, ma come si è visto la canapa reagisce positivamente agli ultravioletti, che la rendono ancor più rigogliosa.

    *Intraducibile; chiamato anche Arkansas pine o North Carolina pine è classificato scientificamente come Pinus taeda (Linnaeus 1753) conifera tipica degli Stati Uniti, considerato "l'albero economicamente più importante degli USA" con 29.000.000 di acri ca., N.d.t.

    L'aumento di radiazioni UV provoca nella canapa un incremento nella produzione di olii glandolari e nel peso della pianta. (Alan Teramura, University of MD study, Discover magazine, September, 1989.)



    Le cartiere possono ritornare a livelli di piena produzione e i boscaioli possono trovare nuovi impieghi nell'industria della canapa.



    Gli autisti di camion potrebbero continuare a consegnare polpa alle fabbriche, e legname per le costruzioni, anche se il prezzo del legname sarebbe molto inferiore, così come la richiesta per le risorse lignee, e si sostituirebbero coltivazioni di canapa ai boschi di alberi da polpa.

    (Wm. Conde, Conde Redwood Lumber; Jim Evans, Oregon Hemp)



    Ci sarebbe da fare anche un sacco di lavoro di rimboschimento. I nostri fiumi avrebbero finalmente un periodo di riposo, quando la canapa avesse sostituito il legname da polpa nell'industria della carta; il che risulterebbe in un calo del 60-80% degli agenti chimici scaricati in essi.



    Questo significa più pesci e più pesca, così come un incremento nei campeggi e nel turismo, nelle meravigliose e vitali foreste recentemente piantate e nelle vecchie foreste salvate.



    Un Sostituto Biodegradabile della Plastica



    La cellulosa è un polimero organico biodegradabile. Il catrame di carbone, la materia prima per i polimeri sintetici come il nylon, è una risorsa fossile non biodegradabile. Non è parte della ecologia vivente della Terra. Soffoca la vita ovunque sia scaricato o riversato.



    Dalla canapa, una fonte di cellulosa di prima qualità, viene una carta che è più forte e ha più resistenza alla piegatura della comune carta di polpa.* Le carte da gioco di canapa e i sacchetti di carta durerebbero molto più a lungo, con una vita secondaria più utile dei prodotti similari fatti con carta di polpa o con la plastica.

    *Dewey & Merrill, Bulletin#404, U.S. Dept. of Agr.,1916.



    Attività Collaterali e Tasse



    Le risorse biochimiche della canapa possono essere utilizzate per ottenere letteralmente mille prodotti, dalla vernice alla dinamite. Ogni sua applicazione significa nuove opportunità economiche e nuovi posti di lavoro.



    Con lo sviluppo di ogni nuova attività basata sulla canapa, il denaro inizierebbe a scorrere da essa per rafforzare aree dell'economia apparente non correlate. Lavoratori e imprenditori troverebbero milioni di nuove attività e porterebbero milioni di nuovi prodotti sul mercato.



    Comprerebbero anche milioni di case, auto e altri beni non relativi alla canapa - o sarebbero di canapa anche quelli?- stimolando così una vera espansione economica basata sul sistema dei cerchi nell'acqua, piuttosto che su quello economico "trickle down"* vodoo dell'ex Presidente Reagan il quale pompava soldi direttamente nelle vene delle corporations invece di beneficiare gli Americani.



    *Intraducibile; lett. gocciolare giù, è una locuzione idiomatica Inglese così descritta dall'Oxford Genie: trickle down (in part. di denaro) l'estendersi dalla popolazione ricca alla povera attraverso il sistema economico di un Paese (VI Ed. - 2000) - Il Potere di Reagan, come si è visto, è stato in grado di rovesciare il significato di questa espressione rendendola, secondo l'Autore, vodoo, N.d.t.



    Le fattorie risorte porterebbero alla vendita di più attrezzature e ogni nuovo business creerebbe attività collaterali, nella spedizione, nella commercializzazione e in altri settori.



    Anche fabbriche, banche e finanziatori realizzerebbero grandi profitti, e i miliardi di canapa-dollari nella economia legittima aumenterebbero le entrate fiscali e incrementerebbero il capitale liquido disponibile per gli investimenti e per gli acquisti dei beni di consumo.



    Per i governi federali, statali e locali sarebbe una vera manna-dal-cielo, con l'aumento di centinaia di milioni di dollari delle entrate fiscali senza aumentare le tasse, nè continuare ad avvelenare la Terra in modo insensato.*



    *“Se il mercato della marijuana fosse legale, lo stato e il governo federale raccoglierebbero miliardi di dollari l'anno” disse Ethan Nadelmann, ex-assistente di Scienze Politiche alla Princeton University (il quale è oggi, nel 2007, direttore della Lindesmith Foundation). “Invece spendono miliardi in quello che risulta alla fine un sussidio al crimine organizzato.” (L.A. Times, 20 Nov. 1989, pag. A-18.)



    La George Soros’ Lindesmith Foundation supporta molti usi della marijuana medicale e le sue iniziative per la ri-legalizzazione continunano in tutti gli Stati Uniti.



    Infatti la Lindesmith Foundation ha supportato l'iniziativa della Proposta 215 di Dennis Peron per la marijuana medicale in California, promossa nel 1996.



    Nel 1997-98, Soros sovvenzionò iniziative per la marijuana medicale negli stati dell' Oregon, Washington, D.C., Maine e Colorado, e contribuì al referendum che fermò la ri-criminalizzazione della cannabis da parte di governatori e legislazioni in Oregon, nel Giugno 1997.

 

 
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