Corsa alla casa attorno a Malpensa
Passati gli anni delle proteste per il rumore, in alcuni comuni della zona i residenti sono aumentati del 5% in un anno
MALPENSA (Varese) - Ci sono stati gli anni delle delocalizzazioni, delle migrazioni forzate dai paesi attorno all’aeroporto, tormentati dal rumore. C’erano i cortei, i sit in, le denunce alla magistratura, persino le tegole che volavano via dai tetti. Adesso la tendenza si è invertita e specialmente nel corso del 2004 la popolazione nei comuni dell’area è cresciuta sensibilmente; e anche l’attività edilizia dà inequivocabili segni di ripresa. In alcuni centri attorno all’aeroporto il risveglio del mercato immobiliare si percepisce a occhio nudo: ovunque si giri lo sguardo, ecco apparire gru e cantieri non di capannoni industriali ma di villette a schiera e palazzi. Non bastasse la percezione soggettiva, anche i numeri confermano che il barometro edilizio si è mosso nell’area che gravita attorno all’aeroporto.
«Solo nel 2004 i residenti nel nostro comune sono cresciuti di circa 500 unità; il che su una popolazione di circa 10 mila abitanti significa il 5% di incremento»: Mario Aspesi è il sindaco di Cardano al Campo, il comune dove più evidente sembra essere il boom edilizio e residenziale. «Da quando Malpensa è stata ampliata - prosegue Aspesi -, non avevamo mai registrato una crescita del genere: la media dal ’98 al 2003 parla di un incremento medio di 90 unità, mentre negli ultimi 12 mesi c’è stato un balzo notevole. E anche l’attività edilizia si è mossa di conseguenza, trainata specialmente dalla costruzione di due nuovi hotel».
E’ una realtà in netto contrasto con quella apparsa negli anni scorsi, quando agguerriti comitati di abitanti della zona, sindaci con i gonfaloni scendevano in piazza per protestare contro l’overdose di decibel, il peggioramento delle condizioni di vita per chi abitava attorno all’hub. Cardano, va detto, non è uno dei paesi tormentati dal rumore degli aerei, le rotte di decollo non ne attraversano il territorio. Discorso diverso va fatto a Ferno, altro paese «affacciato» sulle piste, dove una parte degli abitanti (una cinquantina di famiglie) ha dovuto cambiare casa a causa dell’inquinamento acustico. Nonostante ciò, il saldo tra arrivi e partenze dei residenti è positivo: più 300 abitanti in cinque anni, su una popolazione di circa 6000 abitanti.
«Ma secondo me il discorso è più complesso - spiega il sindaco di Ferno Claudia Colombo - certo, lo sviluppo dell’aeroporto ha avuto il suo peso. Ma ad esso va aggiunto l’arrivo di immigrati extracomunitari, richiamati dal bisogno di manodopera. Infine il nostro piano regolatore consente piccoli ampliamenti di volumetrie».
Nuove costruzioni ed espansioni sono previste anche dal piano regolatore, recentemente approvato, a Somma Lombardo, il maggiore dei comuni dell’area di Malpensa: qui l’attuale popolazione di 16.500 abitanti potrebbe teoricamente crescere fino a 22 mila. Somma è il centro più «battuto» dal rumore degli aerei, un’intera frazione, Case Nuove, è diventato un paese fantasma in seguito alle delocalizzazioni. Nonostante ciò il numero degli abitanti nell’intero comune si è mantenuto costante.
«Ultimamente avvertiamo un risveglio nelle richieste di licenze segno che la domanda del mercato c’è - dichiara il sindaco Claudio Brovelli -, ma se devo fare un bilancio delle ricadute di Malpensa, non sono entusiasta. Prevedo tensioni sui prezzi; in più se i nuovi abitanti saranno hostess o piloti che vivranno qui solo di passaggio, temo difficoltà di inserimento, disgregazione nella comunità: è un problema di cui ho già parlato anche con i parroci di Somma».
La ripresa edilizia ha messo in allarme le associazioni ambientaliste, spaventate però non tanto dalla nascita di nuove case quanto dall’intasamento del territorio con nuove opere pubbliche legate a Malpensa: secondo un documento delle associazioni, il piano d’area di Malpensa ne prevede già 80: troppe, e non tutte indispensabili, secondo gli ambientalisti, in un’area che rischia la saturazione.
Claudio Del Frate
Corriere della Sera




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