Questo è il luogo giusto per domandare un aiuto su di una cosa letta diversi anni addietro, non ricordo dove esattamente, riguardo a un caso di preveggenza della propria morte.
I ricordi sono sbiaditi, ma la cosa aveva a che fare con uno scrittore italiano del dopoguerra, Cesare Pavese mi sembra, il quale in un classico caso di preveggenza avrebbe scritto un passaggio in un suo racconto dove apparivano degli evidentissimi paragoni con quelli della propria tragica morte.
Non ricordo bene se ci fosse di mezzo anche un quadro che raffigurava questa cosa, oppure se solo di un quadro si trattava senza nulla di scritto.
I ricordi sono molto fumosi, non sono nemmeno sicuro al 100% che si trattasse proprio di Cesare Pavese.
Qualcuno qui saprebbe aiutarmi a ricostruire questa cosa?
Grazie.![]()


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