Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    Senatore e Magno Pilastro
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    Predefinito Elezioni in Irak: onore e vergogna.

    Otto milioni di irakeni, otto milioni di eroi hanno sconfitto paura e terrorismo, quel terrorismo spietato e stragista che è guidato da Al Zarkawi, nemmeno irakeno ed al quale tanti, troppi verminosi ideologisti di casa nostra (anche qui, in POL) hanno tentato di conferire la patente di "resistenza".
    Mi hanno commosso le donne. Tante, con i bambini in braccio sono andate a votare in massa, sfidando gli squallidi uomini-bomba (poveri plagiati da un'ideologia paranoica) che pure hanno imposto loro un alto tributo di sangue, persino dentro i seggi elettorali.
    Che prova di coraggio, di responsabilità, di onore, di fame di democrazia e di libertà!
    Che lezione all'Europa, all'Europa di Zapatero e di Chirac, che ha vietato all'eroe Allawi di comparire davanti all'assemblea di Strasburgo (territorio francese!) ma che è sempre pronta a leccare i piedi al sanguinario dittatore Castro!
    I caduti della Coalizione, anche i nostri caduti italiani non si sono sacrificati invano. E' iniziato un processo storico inarrestabile. L'Islam è dunque compatibile con la democrazia.
    Elezioni farsa! proclamavano fino a ieri gli epigoni della nostra sinistra ammalata di soviet, sostenitori di fatto di un Irak che doveva divenire, nei loro auspici, talebano.
    La farsa l'hanno recitata loro. Perché se le truppe della coalizione avessero abbandonato l'Irak al suo destino, sarebbe divenuto talebano, con Bin Laden e Al Zarkawi a capo.
    La farsa continueranno a recitarla, perché non è nel loro stile l'ammettere di avere sbagliato, l'accettare di avere sbagliato.
    Questa mattina ho sentito un'intervista di Dalema, voce scandita ed intonazione saccente ed ironica (come al solito) che affermava che se gli americani se ne fossero andati dopo la conquista di Bagdad lasciando il campo all'ONU, il terrorismo non sarebbe nemmeno iniziato. Trascurabile il fatto che il rappresentante dell'ONU in Irak sia stato assassinato e la sede dell'ONU distrutta in uno dei più feroci attentati compiuti in quell'infelice Paese!
    Vergogna!
    La verità è che il terrorismo irakeno si è nutrito anche del consenso, del sostegno di tanti "politici" europei ubriachi di antiamericanismo. Sciovinisti e comunisti si sono alleati, si sono resi di fatto complici dei terroristi, ed hanno perduto.
    Bush ha vinto, e con lui hanno vinto Blair e Berlusconi. E non per interesse: per altruismo, per senso della storia.
    Ma soprattutto ha vinto il popolo irakeno.

  2. #2
    emiro omofobo meridionale
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    Predefinito chi è l'eroe allawi

    In origine postato da Cirno

    Che prova di coraggio, di responsabilità, di onore, di fame di democrazia e di libertà!
    Che lezione all'Europa, all'Europa di Zapatero e di Chirac, che ha vietato all'eroe Allawi di comparire davanti all'assemblea di Strasburgo (territorio francese!) ma che è sempre pronta a leccare i piedi al sanguinario dittatore Castro!

    IRAQ: ALLAWI ORGANIZZO' ATTENTATI CONTRO REGIME SADDAM
    FRA LE VITTIME VI SAREBBERO STATI CIVILI
    Washington, 9 giu. - (Adnkronos) - Nella prima meta' degli anni novanta, Ilyad Allawi dirigeva un'organizzazione affiliata alla Cia che aveva coordinato diversi attentati terroristici in Iraq, contro obiettivi legati al governo di Saddam Hussein, ma non solo. Secondo fonti del deposto regime, le azioni terroristiche, fra cui in un cinema, avrebbero provocato numerose vittime fra i civili. L'unica conferma americana e' quella di Robert Baer, l'inviato della Cia nella regione, specializzato in Iraq, in quel periodo, per cui un attentato, la cui paternita' dice tuttavia di non ricordare, ''fece saltare in aria uno scuolabus e diversi bimbi furono uccisi''. (segue)
    (Tel/Zn/Adnkronos)
    09-GIU-0411:24
    __________________________________________________
    _______________________


    11.41 - ALLAWI UCCISE DETENUTI, GIORNALISTA AUSTRALIA CONFERMA. Il giornalista australiano che ha dato notizia delle accuse secondo le quali il premier iracheno, Iyad Allawi, avrebbe ucciso a sangue freddo sei detenuti, ha difeso oggi la serietà del suo reportage e delle informazioni su cui è basato, dopo le smentite giunte da Bagdad

    © Ansa



    ai morti riportati negli articoli precedenti, vanno aggiunti, i 74 civili irakeni che gli ascari del suo esercito, uccisero a colpi di mortaio e di fucile, mentre stavano manifestando pacificamente, contro l'assedio alla moschea dove si era rifugiato al sadr, esattamente come in Italia ai tempi di bava beccaris

  3. #3
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    Predefinito

    Dal quotidiano LIBERO di oggi:

    " TRUFFATORI DEL VOTO

    di VITTORIO FELTRI


    La sinistra in lutto di fronte al successo delle elezioni irachene Anche in Italia la libertà iniziò con una consultazione dubbia Bush e Berlusconi avevano ragione: la democrazia si esporta
    Americani truffatori, iracheni lacché. Questo il senso delle critiche mosse dalla sinistra alle prime votazioni democratiche nel Paese in cui la guerra ha mandato a ramengo Saddam Hussein. Per mesi i progressisti ci hanno ammorbato: Bush guerrafondaio, Bush senza moralità, Bush sfruttatore. Addosso anche a Berlusconi, servo della Casa Bianca, burattino degli Usa. La solita solfa mesi e mesi: non si esporta la democrazia con le armi, non si insegna a un popolo a vivere civilmente bombardandolo. Ne abbiamo sentito di tutti i colori; noia terrificante. A Bagdad intanto si sparava quotidianamente, autobombe, kamikaze, mitragliamenti. Morti e feriti. Il sangue sparso sulla sabbia non faceva più notizia, e ai più sensibili di noi veniva il sospetto che avessero ragione i pacifisti: le elezioni saranno una burla? Voteranno tre gatti e quattro cani? La maggioranza rimarrà asserragliata in casa? Chissenefrega dei seggi delle schede, viva gli imam e viva i tagliatori di teste. Gli americani sono andati avanti per la loro strada democratica, ci hanno creduto, e oggi siam qui con gli occhi sgranati. Gli iracheni hanno sfidato quei bastardi di fondamentalisti e terroristi, hanno rischiato la vita, si sono recati al seggio e hanno deposto la scheda nell'urna. Sembra poco, ma la democrazia è tutta qui. Richiede un gesto semplice e drammatico: la croce su un nome dopo una lunga attesa. Facile votare a Londra o a Milano o a Parigi: usa. Difficile a Bagdad dintorni; poi però si contano i suffragi e si stabilisce anche qui chi governerà. È la prima volta che una nazione del vicino Oriente decide il proprio futuro, e pure il presente. Se gli arabi ci prendono gusto, addio satrapie, addio rais, addio fondamentalsmo. Votare. Sembra semplice votare. La prima esperienza tuttavia è dura. I bamba e i cretinetti italiani ridacchiavano mentre gli iracheni sperimentavano la democrazia; scrivevano articoli sfottitori, facevano dell'ironia sui poveretti vestiti di stracci in fila davanti alle cabine. Bamba e cretinetti si erano già dimenticati di quanto accadde da queste parti sessant'anni orsono. Il fascismo era appena morto strangolato dagli angloamericani (sempre loro), il nazismo anche, con il contributo dell'Armata Rossa. Bisognava ricominciare da capo. Regole diverse, via i sistemi dispotici; nell'urna comanda il popolo. Il primo esercizio dopo la parentesi in camicia nera fu quello del referendum: monarchia o repubblica? Vinse la Repubblica col sospetto di essere stata agevolata da brogli mostruosi; probabilmente i brogli ci furono, alla grande, ma la democrazia è così: soggetta a pasticci. Nessuno si sognò di invalidare il plebiscito, brogli o non brogli. E la repubblica prese a camminare. L'importante - si disse - è che la gente sappia di essere padrona del proprio destino. Gli americani erano lì a sorvegliare, garantirono la legittimità dell'operazione. Fiducia, ragazzi. I ragazzi ebbero fiducia e accettarono il responso (influenzato da una manina o da una manona? Boh!); e si dettero da fare. La sinistra non protestò. Ovvio. Volevano la repubblica, e repubblica fu. In Iraq le cose non sono andate diversamente. Guerra a Saddam. Deposizione di Saddam. Cattura di Saddam. Lungo periodo di stasi, ed ecco le elezioni. Delle bombe, delle minacce e dei morti abbiamo già detto. Infine le elezioni si sono svolte e ha vinto la democrazia, la quale non si esporterà sempre con le armi (tantomeno con la falce e martello). Ma la guerra, per quanto brutta, è servita a spazzare via la dittatura e a istaurare un sistema-novità nell'area dominata per decenni dai satrapi. C'è poco da prendere in giro. L'America ha piazzato un altro colpo. Le consultazioni sono state regolari. E forse proprio per questo non piacciono ai progressisti, specialmente nostrani. I quali non sanno come commentare, sono in crisi e forse si vergognano. Bisogna capirli. Non se l'aspettavano. Erano convinti che Bush fosse un pazzo e invece si è rivelato sagace e accorto. La democrazia non è un'utopia bensì un obiettivo raggiungibile. Nelle pagine interne di Libero troverete articoli curiosi: contengono le dic hiarazioni della sinistra prima del voto e quelle del dopo voto. Confrontatele e giudicate. Scoprirete la doppia faccia del pacifismo un tanto al chilo. Scoprirete che ha fatto il tifo per i fondamentalisti e per la dittatura; e che dinanzi al trionfo della democrazia soffre. Non sopporta di aver avuto torto e insiste con teorie antiquate: la democrazia non si esporta. Non sa - è ignorante - che tutto si esporta: la globalizzazione, la cultura, i buoni e i cattivi costumi. Soprattutto non sa che i popoli non sono statici e mutano a seconda delle relazioni internazionali che riescono a stabilire. La guerra non era contro gli iracheni, era contro Saddam e i suoi scherani. Gli Stati Uniti, accanto ai quali pur con qualche perplessità ci eravamo schierati, hanno avuto ragione. Ha vinto la democrazia. Logico che la sinistra sia in lutto. Non è mai stata democratica.
    "


    Saluti liberali

  4. #4
    emiro omofobo meridionale
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    nessun commento alle gesta eroiche, dell'eroe allawi, che ho ricordato prima?

  5. #5
    Senatore e Magno Pilastro
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    In origine postato da Spartaco
    nessun commento alle gesta eroiche, dell'eroe allawi, che ho ricordato prima?
    ...tu dai per verità rivelate e provate dei rigurgiti di sentina.
    Le tue fonti non sono attendibili. Ci fanno. Ho l'impressione che ci guadagnino la pagnocca. E' un copione già visto e udito, anche da noi. Calunniate, spargete letame e qualcosa resterà. Tra "uniche fonti del deposto regime" (chi? Al Sahaf?), paternità non ricordate e ...travagli australiani ti servi del niente per infangare una persona coraggiosa e onesta.
    Vergognati, letamiere!
    Se poi Allawi ha fatto e/o organizzato della resistenza durante l'efferato regime di Saddam, merita una medaglia al valor partigiano.
    Quanto ad Al Sadr....se sono morti i suoi scudi umani, è lui che li ha mandati a morire. Altro che Bava Beccaris!
    Che c'entra poi Bava Beccaris proprio non capisco. Ma vatti a studiare la storia prima di fare paralleli assurdi.

 

 

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