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  1. #1
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    Predefinito Peggio l'Europa o l'Italia?

    Oggi su La Padania troneggia un articolo a difesa dei diritti nazionali, del ruolo e delle prerogative degli Stati che, a detta dell'associazione che la ha redatto, sono sempre più ottenebrati dall'Unione Europea. La stessa Lega sembra voler difendere l'unitarismo nazionale contro quello europeo, ponendosi sulla scia di personaggi come Bruno Guerri o Ida Magli.

    Ora mi chiedo: l'Europa, pur pensata in forme diverse rispetto a quella attuale, non dovrebbe essere considerata un'occasione? Si possono e si devono criticare gli odierni contenuti, ma la forma non può rappresentare un'occasione per liberarsi dalla patina nazionale e nazionalista?

    L'Europa non è né si definisce nazione. Non nasce per essere nazione, quindi non nasce per imporre una lingua o una cultura etnica a discapito di altre, né potrebbe visto il pluralismo di forze che la compongono. Non nasce come titanica comunità di destino, ma come federazione che prevede parametri economici e quindi barriere all'accesso. Non nasce per tassare, ma per integrare e creare opportunità a tutti gli attori che la compongono, anche quelli "minoritari" che, in un contesto internazionale, possono trovare un interlocutore migliore rispetto a quello nazionale.

    Certo: il mandato di cattura, l'ingresso della Turchia in Europa, l'alto tasso di burocrazia che la contraddistingue scoraggia l'analisi della "cornice", ma rifugiandosi nello Stato ottocentesco non troviamo mandato di cattura, musulmani con più diritti che doveri e burocrazia bizantina aggravata da scopi assistenzialistici? Non dico che l'Europa sia il Bene, ma dico che, considerato anche il confronto a 360° che ci attende con U.S.A. e Cina, andrebbe rivista con maggiore attenzione.

    Si parla sempre di Europa dei popoli, ma cosa significa ciò in concreto ? Se significa rinforzare il ruolo delle regioni, avviare politiche di tutela e salvaguardia delle lingue minoritarie, proseguire sulla strada della protezione dell'origine e dell'indicazione geografica, pensare a un modello "elvetico" che ripensi integralmente un concetto di federalismo attualmente monco, chiediamo un'Europa diversa ma un'Europa che sia tale. Uno Stato minimo, ovviamente, ma capace di sottrarci all'attuale stato di cose (e quindi all'attuale Stato italiano) in cui i celebrati popoli sono, etno-culturalmente parlando, a un punto di non ritorno.

    Se più Europa vuol dire meno Italia, in sintesi, ciò rappresenta comunque una via di fuga e una via per ripensare l'autonomismo su basi meno impervie, sulla base del declino reale degli Stati nazionali e sulla necessità, per uno Stato continentale non-nazione, di concedere su grandi autonomie alla base arrivando addirittura a fondarsi su di esse.

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  2. #2
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    Predefinito

    Il fatto che la lega abbia scelto di stare nel gruppo politico assieme
    a euroscettici (primo punto del loro programma:
    "difendere gli stati nazionali")
    e ultra-catto-nazionalisti anziche' nel gruppo degli autonomisti,
    la dice lunga sulla distanza di opinioni fra la base originaria
    che ha costruito il partito (gente come te) e i veri interessi degli attuali vertici....

  3. #3
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    Secondo me l' Europa (riformata, ok) e' l' unica reale possibilita' di liberarci dall' itaglia corrotta e mafiosa. In fondo, gli ideali Europei sono quelli dell' Impero Austro-Ungarico, ognuno parli la propria lingua e professi la sua religione.

    Se poi aggiungiamo la chance reale, palpabile, delle Macro-Regioni, il vantaggio e le opportunita' sono sotto glòi occhi di tutti.

  4. #4
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    Predefinito Re: Peggio l'Europa o l'Italia?

    [QUOTE]In origine postato da ZENA
    Se più Europa vuol dire meno Italia,



    Se più Europa vuol dire meno itaglia...........certo che sarebbe bello, ma non è così mi sembra,
    Questa costituzione diventerà una camicia di forza per gli stati, le nazioni, i popoli, le comunità e gli individui.
    La sua stesura, il modo in cui la si vuole imporre, l'astio per ogni pur flebile protesta che si leva contro questa nuova burocrazia sovietica, sono segni inequivocabili che essa non aiuterà il processo, autonomista, federalista, identitario chiesto a gran voce dagli uomini liberi.
    Il mandato di cattura poi è cartina di tornasole delle reali intenzioni dei poteri forti che useranno questo potente mezzo repressivo a proprio uso e consumo e contro chiunque oserà cantare fuori del coro.
    L'ingresso della Turchia e a seguire quello di Israele e di tutto il nord Africa, metterà la pietra tombale su quello che fu il continente in cui si sviluppò la più prodigiosa epopea artistica, culturale, umana e politica di tutti i tempi.
    Non illudiamoci Zena; un processo come quello della integrazione europea che dura da 50 anni non ha mai coinvolto il cittadino ma solo i vertici degli stati che hanno sempre ubbidito al volere dei potentati che sostengono questa unione.
    Noi non sceglieremo un bel niente e tutto ci sarà imposto come al solito, così come è avvenuto per l'unità d'itaglia, le guerre combattute per "fare gli itagliani", l'adesione alle alleanze militari, il sistema economico che ci impone di aprire le frontiere alle merci e alle persone, la perdita di ogni residuo di sovranità sul nostro territorio.
    No, molto meglio la frantumazione di questi anonimi monoliti continentali assieme agli stati assemblati con le baionette.

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Peggio l'Europa o l'Italia?

    [QUOTE]In origine postato da Maxadhego
    In origine postato da ZENA
    Se più Europa vuol dire meno Italia,



    Se più Europa vuol dire meno itaglia...........certo che sarebbe bello, ma non è così mi sembra,
    Questa costituzione diventerà una camicia di forza per gli stati, le nazioni, i popoli, le comunità e gli individui.
    La sua stesura, il modo in cui la si vuole imporre, l'astio per ogni pur flebile protesta che si leva contro questa nuova burocrazia sovietica, sono segni inequivocabili che essa non aiuterà il processo, autonomista, federalista, identitario chiesto a gran voce dagli uomini liberi.
    Il mandato di cattura poi è cartina di tornasole delle reali intenzioni dei poteri forti che useranno questo potente mezzo repressivo a proprio uso e consumo e contro chiunque oserà cantare fuori del coro.
    L'ingresso della Turchia e a seguire quello di Israele e di tutto il nord Africa, metterà la pietra tombale su quello che fu il continente in cui si sviluppò la più prodigiosa epopea artistica, culturale, umana e politica di tutti i tempi.
    Non illudiamoci Zena; un processo come quello della integrazione europea che dura da 50 anni non ha mai coinvolto il cittadino ma solo i vertici degli stati che hanno sempre ubbidito al volere dei potentati che sostengono questa unione.
    Noi non sceglieremo un bel niente e tutto ci sarà imposto come al solito, così come è avvenuto per l'unità d'itaglia, le guerre combattute per "fare gli itagliani", l'adesione alle alleanze militari, il sistema economico che ci impone di aprire le frontiere alle merci e alle persone, la perdita di ogni residuo di sovranità sul nostro territorio.
    No, molto meglio la frantumazione di questi anonimi monoliti continentali assieme agli stati assemblati con le baionette.
    Io non mi illudo. Pongo solo una domanda: meglio difender l'Italia dei Bruno Guerri e delle Ida Magli lasciando l'idea d'Europa in mano ad altri, o meglio riappropriarci dell'idea di Europa (un soggetto confederale/federale che veda riuniti padani, bretoni, baschi, catalani etc...) picconando dall'alto e non solo dal basso questo Stato anacronistico? Dell'Europa si parla molto e spesso si sottolineano cose giuste: ma per il momento l'unica burocrazia che vedo e che riconosco è quella italiana. E comunque una cosa è certa: senza Europa con U.S.A. e Cina non si può competere. E fare l'ultima ruota ad America ed Asia, senza rivendicare un ruolo internazionale, non è una gran bella prospettiva.

  6. #6
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    Non vedo la possibilità di eliminare gli stati nazionali a favore di entità superiori.

    L'Europa non nasce con questo obiettivo.Nasce dalla necessità di paesi medi di avere un peso adeguato nel panorama mondiale.

    Il fatto di costringere decine e decine di milioni di persone ad usare una moneta unica di fatto realizza questa possibilità.

    Più una moneta è utilizzata e maggiore è il peso politico dei paesi che la usano.
    Ma finisce lì.Secondo me non c'è nessuna visione di nessun tipo oltre a questo.Lo dimostrano i fatti che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni.

    Certe volte sembra che l' obiettivo sia quello di appiattire le differenze con un immigrazione sconvolgente e di costruire un superstato privo di identità culturale se non quella imposta dai grandi centri di potere.

  7. #7
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    In origine postato da LosVonRom
    Non vedo la possibilità di eliminare gli stati nazionali a favore di entità superiori.

    L'Europa non nasce con questo obiettivo.Nasce dalla necessità di paesi medi di avere un peso adeguato nel panorama mondiale.

    Il fatto di costringere decine e decine di milioni di persone ad usare una moneta unica di fatto realizza questa possibilità.

    Più una moneta è utilizzata e maggiore è il peso politico dei paesi che la usano.
    Ma finisce lì.Secondo me non c'è nessuna visione di nessun tipo oltre a questo.Lo dimostrano i fatti che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni.

    Certe volte sembra che l' obiettivo sia quello di appiattire le differenze con un immigrazione sconvolgente e di costruire un superstato privo di identità culturale se non quella imposta dai grandi centri di potere.
    Vero, l'obiettivo non è eliminare gli Stati nazionali. Ma sicuramente l'Europa ne può potenzialmente ridurre il peso. Potrebbe, in prospettiva, dotarsi di un esercito unico. E di un'unica politica estera.

    Potrebbe, jnoltre, dare una forte spinta all'autonomismo e alla difesa delle culture minoritarie. Come? Coadiuvando la difesa delle nostre lingue. Conferendo poteri al Consiglio Europeo delle Regioni. Sviluppando il concetto di Euro-Regione. Lavorando a favore di un'identità sostitutiva di quella "nazionale", identità che d'altronde non può esser nazionale ma che, per esistere, deve lasciare spazio al "locale".
    Certo le cose non stanno andando esattamente così, anzi. Ma come scindere la rivendicazione autonomista/indipendentista da un processo d'integrazione senza il quale si pongono aporie evidenti, legate alla necessità di giocare un ruolo internazionale e di non chiudersi, socio-economicamente, fra territori angusti? Non avrebbe senso formare 100 Stati irrelati fra loro, dove istituire il segreto bancario o puntar tutto sul comparto turistico/filatelico. 100 Stati che portino l'Europa in blocco fuori dal gioco internazionale. Bisogna appellarsi al principio di realtà.
    La difesa degli Stati nazionali non è la risposta né lo può essere agli attuali mali d'Europa. Perchè gli Stati nazionali sono il Problema. Con la P maiuscola. E tutto ciò che non va nella direzione della sovranità italiana è una possibile soluzione o comunque un possibile nuovo scenario dove risulta più agile muoversi.

  8. #8
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    Ammesso che si possano eliminare gli stati nazionali (cosa improbabile) ciò che resterebbe sarebbe un deserto senza confini precisi fra una realtà e l'altra.

    I confini , le barriere doganali, le barrirere linguistiche tipici dei vecchi stati nazionali ottocenteschi non esisterebbero più e il locale come lo chiami tu finisce di esistere dal momento che non esistono più queste protezioni.

    Se non si possono mantenere le barriere ogni differenza scomparirà.Quindi l'italia morirà insieme a ciò che c'è dentro.
    La Germania morirà insieme a ciò che c'è dentro e via con tutte le altre comunità etnoculturali.

    E'impossibile che a tavolino qualcuno decida di trasformare l'europa in una confederazione di aggregazioni omogenee libere di stabilire regole proprie .Figuriamoci.Sappiamo bene cosa vorrebbe dire per i mafiosi di casa nostra.

    A bruxelles ci vorrebbe una Lega che raggruppa i vari partiti autonomisti per individuare una serie di interessi comuni contro i quali qualsiasi tentativo di instaurazione del superstato giacobino possa infrangersi.

    Tuttavia la fine dello stato nazionale è contro gli interessi di molte comunità esistenti nell'ambito dei singoli stati, perchè mi pare ovvio che i bavaresi si guarderebbero bene dall'agire contro lo stato tedesco fintantochè gli garantisce l'autonomia di cui gode oggi.

  9. #9
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    Concordo che l' EU e' nata soprattutto per ragioni di politica economica degli stati nazionali (ex M.E.C.!), ma puo' anche diventare uno strumento per risistemare certe cosette (confini, Euroregioni, minoranze...) e per sorvegliare stati che da tutti sono considerati eredi del banditismo e non della civilta'. Ritengo sia importante non farsi scappare di mano lo STRUMENTO "EU", come ormai la Lega si e' de facto fatta strappare dalle mani il tema delle minoranze e quello delle Euroregioni.

    Sbagliero', ma per me la Lega e' troppo itagliana, si ferma troppo volentieri ai confini di uno stato che, in teoria, non dovrebbe esistere, pecca di provincialismo.
    Guardiamo con chi si e' alleata: quei 4 gatti di antieuropeisti non avranno mai la possibilita' di ottenere qualcosa, e' inutile risalire in canoa un fiume in piena. Meglio tentare di deviare il fiume (Stoiber lo sta facendo silenziosamente in Baviera).

    Saluti

  10. #10
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    In origine postato da LosVonRom
    Ammesso che si possano eliminare gli stati nazionali (cosa improbabile) ciò che resterebbe sarebbe un deserto senza confini precisi fra una realtà e l'altra.

    I confini , le barriere doganali, le barrirere linguistiche tipici dei vecchi stati nazionali ottocenteschi non esisterebbero più e il locale come lo chiami tu finisce di esistere dal momento che non esistono più queste protezioni.

    Se non si possono mantenere le barriere ogni differenza scomparirà.Quindi l'italia morirà insieme a ciò che c'è dentro.
    La Germania morirà insieme a ciò che c'è dentro e via con tutte le altre comunità etnoculturali.

    E'impossibile che a tavolino qualcuno decida di trasformare l'europa in una confederazione di aggregazioni omogenee libere di stabilire regole proprie .Figuriamoci.Sappiamo bene cosa vorrebbe dire per i mafiosi di casa nostra.

    A bruxelles ci vorrebbe una Lega che raggruppa i vari partiti autonomisti per individuare una serie di interessi comuni contro i quali qualsiasi tentativo di instaurazione del superstato giacobino possa infrangersi.

    Tuttavia la fine dello stato nazionale è contro gli interessi di molte comunità esistenti nell'ambito dei singoli stati, perchè mi pare ovvio che i bavaresi si guarderebbero bene dall'agire contro lo stato tedesco fintantochè gli garantisce l'autonomia di cui gode oggi.
    Non ti seguo. Io penso ad un'Europa costruita sul modello elvetico. Un'Europa di regioni e macro-regioni dotate di poteri sovrani e sovranità fiscale. I bavaresi dovrebbero poter godere, in un'Europa vera, di un' autonomia ancora maggiore rispetto ad oggi. Un oggi dove comunque confini e barriere doganali non esistono più. Un domani dove la libertà di stabilire regole proprie deve esistere nel rispetto dei patti e dei parametri stabiliti, fatta salvo il diritto di uscire dall'Unione e anche quello di espellere "i mafiosi di casa nostra". Si parla tanto di Superstato giacobino, ma bisognerebbe riflettere sul fatto che l'unico Superstato giacobino, per il momento, è quello in cui viviamo, dove ciò che c'è dentro è già al rigor mortis.

 

 
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