Ciao ragazzi,
sul numero di questo mese della rivista germanica "Aerointernational" ho trovato un articolo interessante dedicato ad airliners.net ed alla sua storia.
Il mega-database fotografico compie proprio quest'anno 10 anni di vita.
Poco consocevo della sua storia e di Johan Lundgren, il suo fondatore.
Io ho scoperto a.net nel 1998, quando aveva già 3 anni di vita. E voi?
Beh, ecco la sua storia, che vi ho tradotto dal tedesco.
Buona lettura e.... buon compleanno a.net!
Chris
(da Aerointernational di febbraio 2005)
"LA STORIA DI AIRLINERS.NET
L’aviazione, dal suo lato più affascinante, può essere ammirata in internet: dieci anni fa, uno studente svedese creava un forum virtuale per gli spotters di tutto il mondo.
Come tutte le grandi cose di questo mondo, anche l’avventura di a.net comincia “in piccolo”. Johan Lungren, un giovane studente di informatica presso l’univesità di Lulea, nel nord della Svezia, aveva un debole per gli aerei, e creò così un pagina personale in rete. In quello spazio, iniziò a raccogliere e collezionare fotografie che trovava – nel 1995 – un una rete internet ancora molto ridotta rispetto a quella attuale.
Anche durante il servizio militare, che interruppe i suoi studi per un anno, Johan continuò a lavorare senza tregua alla sua “homepage”, che battezzò “Pictures of Modern Airliners”. Con lo sviluppo del web, anche la sua homepage divenne sempre più conosciuta, e sempre più appassionati, da tutto il mondo, iniziarono a spedirgli i propri migliori scatti per pubblicarli sul sito.
Il numero di fotografie aumentava costantemente, e Johan decise nel 1996 di creare nel suo sito una speciale sezione, che chiamò “Your Photos”, e che dava alle centinaia di spotter che lo contattavano, la possibilità di inserire direttamente nel sito le proprie fotografie.
Nel 1997 la pagine venne infine battezzata col nome che tutti conosciamo:
era nato così AIRLINERS.NET.
Il sito aveva già ormai una mole tale che costrinse Johan a trasferire il tutto in un server che aveva nella sua stanza in una casa per studenti di Lulea.
Non passò molto tempo e, al database fotografico, nel sito si aggiunsero forum di discussione, schede descrittive di aerei, articoli di aviazione, un negozio virtuale, un servizio di cartoline virtuali, ecc. ecc. ecc. ecc. ecc.
Nel frattempo i server necessari per sostenere il tutto erano già diventati 4, e la piccola camera per studenti in cui viveva Johan era letteralmente farcita di computers, e le temperature raggiungevano livelli tropicali tra le 4 mura della camera.
Gli venne così proposto, più tardi, di traslocare tutto quanto in uno spazio messogli a disposizione dall’università.
In pochi mesi, quello che era nato come un hobby, si era in pratica trasformato in un lavoro a tempo pieno. Lundgren non si occupava solo di hardware, ma anche del software – a.net “viaggia” con Linux – e il sito cresceva di settimana in settimana.
Johan aveva bisogno di aiuto. Fortunatamente non mancarono gli appassionati di aviazione disposti a mettere a disposizione le proprie conoscenze e il proprio tempo per a.net.
Oggi, sono circa 80 i volontari, sparsi dappertutto nel mondo, che curano le differenti sezioni del sito, che moderano i vari forum, che passano le foto in “screening”.
Senza di loro, ovviamente, la gestione del “gigante” airliners.net non sarebbe più possibile. (…)
Ma cosa rende airliners.net unico nella rete? La risposta di Lundgren è semplice: “Siamo i più grandi”. E questo, senza ombra di dubbio: circa 100'000 visitatori cliccano quotidianamente a.net. Più di 10'000 fotografi da tutto il mondo caricano qui le loro migliori fotografie.
Però non tutte le foto che vengono invaite agli screeners vengono pubblicate: circa 2/3 delle immagini vengono rigettate, poiché i criteri sono severi. La qualità della fotografia deve essere ottima, oppure il motivo deve essere unico. (…)
Se da una parte i criteri di accettazione sono restrittivi, d’altro canto airliners.net è “aperto” ad accettare le immagini di chiunque: fotografo professionista o semplice appassionato, basta che gli scatti siano i propri. (...)"
Brigitte Rothfischer, Aerointernational.





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