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    Predefinito Perennità della Tradizione ed equivoci "passatisti"

    Lo assicuro, tentai di leggere Evola, anche nelle edizioni Arktos (spero di ricordarmi la casa Editrice correttamente). Mi sforzai, perché è fondamentale per un progressista leggiucchiare del nemico. Niente da fare, una noia mortale. Come leggere un trattato di teologia del 1300, copiato da amanuense neanche troppo esperto. Meglio Gueonon e la sua tradizione. Non solo scrisse meglio, ma aggiunse anche brio.

    Non ho mai capito cosa un conservatore ci trovi negli scritti di Evola. Basterebbe un discorso di Churchill dattiloscritto, e se si vuole raggiungere un non-so-che di mistico, lo si accompagna con Guenon e Blavatski. Ma Evola no, vi prego, banale teorico, pessimo scrittore, personaggio vetusto e copia del passato venuta male. Alla stregua di D'Annunzio ed il suo decadentismo fatto di aggettivi e sostantivi. Anche qui, meglio Pascoli ed al posto dell'atmosfera bucolica si aggiunge la mitologia di Ovidio o Apuleio.

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  2. #2
    Papessa
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    Predefinito Rif: L'ultimo Evola fu benevolo col cristianesimo ?

    Citazione Originariamente Scritto da Cabala Candelaia Circea Visualizza Messaggio
    Lo assicuro, tentai di leggere Evola, anche nelle edizioni Arktos (spero di ricordarmi la casa Editrice correttamente). Mi sforzai, perché è fondamentale per un progressista leggiucchiare del nemico. Niente da fare, una noia mortale. Come leggere un trattato di teologia del 1300, copiato da amanuense neanche troppo esperto. Meglio Gueonon e la sua tradizione. Non solo scrisse meglio, ma aggiunse anche brio.

    Non ho mai capito cosa un conservatore ci trovi negli scritti di Evola. Basterebbe un discorso di Churchill dattiloscritto, e se si vuole raggiungere un non-so-che di mistico, lo si accompagna con Guenon e Blavatski. Ma Evola no, vi prego, banale teorico, pessimo scrittore, personaggio vetusto e copia del passato venuta male. Alla stregua di D'Annunzio ed il suo decadentismo fatto di aggettivi e sostantivi. Anche qui, meglio Pascoli ed al posto dell'atmosfera bucolica si aggiunge la mitologia di Ovidio o Apuleio.
    Si vede che sei "progressista".....
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
    (Sutra di diamante)

  3. #3
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    Predefinito Rif: L'ultimo Evola fu benevolo col cristianesimo ?

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    Si vede che sei "progressista".....
    "Progresso"... concezione cardine della modernità... e che trova origine manco a dirlo da chi sappiamo... è l'infinito e indefinito avanzamento verso un di più e un meglio senza fine, è la perenne ricerca di un qualcosa... è la perenne insoddisfazione di chi pensa che andando sempre oltre e oltre crede di stare arrivando da qualche parte....

    Il "Progresso" è l'antitesi della "Tradizione" che non è stasi stagnante... la Tradizione può avere aspetti 'esteriori' dinamici, ma sono i principi, i pilastri di essa che rimangono immutati... il Dharma, l'Ordine delle Cose, è un Ordine Perenne non certo "Progresso"... verso cosa? verso chi? e se abbisognasse di un progresso allora significa che prima era un ordine difettevole, era imperfetto...

    Che ad un 'progressista non piaccia Evola è naturale... mi preoccuperei del contrario... lo ritengo una nota di merito.

  4. #4
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    Predefinito Rif: L'ultimo Evola fu benevolo col cristianesimo ?

    Citazione Originariamente Scritto da Aquilifer79 Visualizza Messaggio
    "Progresso"... concezione cardine della modernità... e che trova origine manco a dirlo da chi sappiamo... è l'infinito e indefinito avanzamento verso un di più e un meglio senza fine, è la perenne ricerca di un qualcosa... è la perenne insoddisfazione di chi pensa che andando sempre oltre e oltre crede di stare arrivando da qualche parte....

    Il "Progresso" è l'antitesi della "Tradizione" che non è stasi stagnante... la Tradizione può avere aspetti 'esteriori' dinamici, ma sono i principi, i pilastri di essa che rimangono immutati... il Dharma, l'Ordine delle Cose, è un Ordine Perenne non certo "Progresso"... verso cosa? verso chi? e se abbisognasse di un progresso allora significa che prima era un ordine difettevole, era imperfetto...

    Che ad un 'progressista non piaccia Evola è naturale... mi preoccuperei del contrario... lo ritengo una nota di merito.
    Cogli appieno lo spirito: conservatori e progressisti partono da un'origine comune, l'insoddisfazione nel e del presente.
    I primi tendono a rifugiarsi nel passato, in ciò che hanno già visto, sperimentato, vissuto. I secondi tendono all'incognita del futuro, in ciò che mai hanno provato, ritenendo l'ignoto potenzialmente carico di miglioramento del passato e presente.
    Tutti gli altri si collocano in apposite vie di mezzo, dai liberali ai socialdemocratici, dagli anarchici ai reazionari. Tutto parte dal presente, e nel presente nessuno ci vuole stare.

    Questo è il motivo per cui i tradizionalisti sono, dal mio punto di vista, degli eterni nostalgici: tra X generazioni, essi guarderanno alla società attuale come tradizionale, mentre quelli di oggi guardano a quella precedente come ancora più tradizionale, in un gioco senza mai fine. Più si va indietro e più la tradizione aumenta d'intensità. Questo è il fondamento dei tradizionalisti. La proporzione diretta tra era ed intensità, tra ingenuità primoridiale e verità. L'uomo primordiale fu il primogenito, quindi il meno corrotto, il più saggio, il più vero.
    I progressisti invece sono degli eterni visionari, degli psicopatici corridori, sempre in attesa di conoscere cosa ci sia dietro la prossima curva a gomito. In costante movimento, mai immutabile, perché chi si ferma si corrompe col passato e l'istante appena vissuto.

    La politica e la propensione culturale ad essa associata è roba da psichiatri, non da sociologi o politologi. Nella religione e spiritualismo, si arriva a livelli ancora più estremi.
    Ultima modifica di Cabala Candelaia Circea; 16-11-09 alle 11:04

  5. #5
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    Predefinito Rif: L'ultimo Evola fu benevolo col cristianesimo ?

    Citazione Originariamente Scritto da Cabala Candelaia Circea Visualizza Messaggio
    Lo assicuro, tentai di leggere Evola, anche nelle edizioni Arktos (spero di ricordarmi la casa Editrice correttamente). Mi sforzai, perché è fondamentale per un progressista leggiucchiare del nemico. Niente da fare, una noia mortale. Come leggere un trattato di teologia del 1300, copiato da amanuense neanche troppo esperto. Meglio Gueonon e la sua tradizione. Non solo scrisse meglio, ma aggiunse anche brio.

    Non ho mai capito cosa un conservatore ci trovi negli scritti di Evola. Basterebbe un discorso di Churchill dattiloscritto, e se si vuole raggiungere un non-so-che di mistico, lo si accompagna con Guenon e Blavatski. Ma Evola no, vi prego, banale teorico, pessimo scrittore, personaggio vetusto e copia del passato venuta male. Alla stregua di D'Annunzio ed il suo decadentismo fatto di aggettivi e sostantivi. Anche qui, meglio Pascoli ed al posto dell'atmosfera bucolica si aggiunge la mitologia di Ovidio o Apuleio.
    non sono mai stato uno trenuo difensore di Evola, comunque si comprende perche guènomianamente tu sia per il progresso,e non per la tradizione, (guènon era un'anticlassicista e dunque un criptoprogressista) anche se non ho ben compreso quale tipo di progresso ambiresti sostenere , tecnico , spirituale, scientifico ?

    comunque per tua informazione scentifica (anchio sono un progressista )

    la genetica procede per fissazione
    la scienza linguistica per perforazione
    il tempo e lo spazio per curvatura

    vedi un pò tu ?

    comunque è lapalissiano che nel progresso tecnico nell'uomo la dimensione emotiva, istintiva, visiva diventa costitutiva della sua vita e autosufficiente. La tecnologia anziché raffinarlo gli consente al contrario di usufruire senza elaborazioni, senza mediazioni intellettuali, di ciò di cui ha bisogno o desiderio. I mezzi sofisticati consentono una vita semplificata ed una mente plasticamente assai docile. Prevale il feeling, trionfa «l'emisfero non verbale» che segna «la sconfitta del pensiero», . Da qui sorge il nuovo primitivismo contiguo e opposto al fondo primordiale quell'uomo creativo da cui attinge il senso della tradizione.

    ora attendo attendo il neuro-psichiatra ma preferisco il neurologo è un tantinello superiore !
    Ultima modifica di acchiappaignoranti; 16-11-09 alle 11:40
    furono i riti italici ad entrare in grecia, e non viceversa.

    Platone, "libro delle leggi"

  6. #6
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    Predefinito Rif: L'ultimo Evola fu benevolo col cristianesimo ?

    Citazione Originariamente Scritto da acchiappaignoranti Visualizza Messaggio
    non sono mai stato uno trenuo difensore di Evola, comunque si comprende perche guènomianamente tu sia per il progresso,e non per la tradizione, (guènon era un'anticlassicista e dunque un criptoprogressista) anche se non ho ben compreso quale tipo di progresso ambiresti sostenere , tecnico , spirituale, scientifico ?

    comunque per tua informazione scentifica (anchio sono un progressista )

    la genetica procede per fissazione
    la scienza linguistica per perforazione
    il tempo e lo spazio per curvatura

    vedi un pò tu ?

    comunque è lapalissiano che nel progresso tecnico nell'uomo la dimensione emotiva, istintiva, visiva diventa costitutiva della sua vita e autosufficiente. La tecnologia anziché raffinarlo gli consente al contrario di usufruire senza elaborazioni, senza mediazioni intellettuali, di ciò di cui ha bisogno o desiderio. I mezzi sofisticati consentono una vita semplificata ed una mente plasticamente assai docile. Prevale il feeling, trionfa «l'emisfero non verbale» che segna «la sconfitta del pensiero», . Da qui sorge il nuovo primitivismo contiguo e opposto al fondo primordiale quell'uomo creativo da cui attinge il senso della tradizione.

    ora attendo attendo il neuro-psichiatra ma preferisco il neurologo è un tantinello superiore !
    La prima parte mi è chiara, la seconda un po' meno.

    Rispondo all'unica domanda che spero di aver compreso; il progresso unicamente tecnicista vedrebbe una pletora di nuovi mezzi, non in sincrono necessariamente con l'efficienza e comprensione del loro utilizzo. Il progresso unicamente spirituale renderebbe l'essere umano distaccato dal suo essere sociale. Il progresso unicamente scientifico renderebbe l'essere vivente unicamente un induttivo e non anche un deduttivo.
    Dimentichi il progresso, almeno, ecosociale, psicologico e biochimico.
    Chi è progressista tout court, penso, dovrebbe ambire ad una sintesi di tutti questi obiettivi.

  7. #7
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    Predefinito Rif: L'ultimo Evola fu benevolo col cristianesimo ?

    Citazione Originariamente Scritto da Cabala Candelaia Circea Visualizza Messaggio
    Cogli appieno lo spirito: conservatori e progressisti partono da un'origine comune, l'insoddisfazione nel e del presente.
    I primi tendono a rifugiarsi nel passato, in ciò che hanno già visto, sperimentato, vissuto. I secondi tendono all'incognita del futuro, in ciò che mai hanno provato, ritenendo l'ignoto potenzialmente carico di miglioramento del passato e presente.
    Tutti gli altri si collocano in apposite vie di mezzo, dai liberali ai socialdemocratici, dagli anarchici ai reazionari. Tutto parte dal presente, e nel presente nessuno ci vuole stare.

    Questo è il motivo per cui i tradizionalisti sono, dal mio punto di vista, degli eterni nostalgici: tra X generazioni, essi guarderanno alla società attuale come tradizionale, mentre quelli di oggi guardano a quella precedente come ancora più tradizionale, in un gioco senza mai fine. Più si va indietro e più la tradizione aumenta d'intensità. Questo è il fondamento dei tradizionalisti. La proporzione diretta tra era ed intensità, tra ingenuità primoridiale e verità. L'uomo primordiale fu il primogenito, quindi il meno corrotto, il più saggio, il più vero.
    I progressisti invece sono degli eterni visionari, degli psicopatici corridori, sempre in attesa di conoscere cosa ci sia dietro la prossima curva a gomito. In costante movimento, mai immutabile, perché chi si ferma si corrompe col passato e l'istante appena vissuto.

    La politica e la propensione culturale ad essa associata è roba da psichiatri, non da sociologi o politologi. Nella religione e spiritualismo, si arriva a livelli ancora più estremi.
    Eheheh! analisi acuta ed in parte condivisibile l'argomento sarebbe da sviluppare in altro thread.
    Solo una piccola considerazione: quando la tradizione - ovvero i principi eterni o ritenuti tali - diventa tradizionalismo ovvero attaccamento feticistico per gli aspetti più esteriori del passato o attaccamento o nostalgia per il passato in quanto tale... a prescindere se si tratti di un passato in cui tali principi si sono effettivamente manifestati - in tal caso la cosa è positiva - oppure di un passato altro che solo per essere tale è ritenuto migliore... ecco in questo caso il preferire il passato semplicemente in quanto passato ovvero purchè sia passato è ovviamente stagnazione... è immagine stantia di ciò che fu o si ritiene che fu, è parodia della tradizione, è tradizione senza spirito vivo... ovviamente come hai ben analizzato c'è pure l'estremo opposto...

    Non a caso mi ritengo un archeofuturista - più archeo che futurista - in quanto il tempo è una spirale non un ciclo in senso stretto, ciò che fu, in positivo, può tornare ad essere ma anche meglio di prima e con aspetti diversi possibilmente migliori, la Realtà non è stagnazione.

    iaociao:

  8. #8
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    Predefinito Rif: L'ultimo Evola fu benevolo col cristianesimo ?

    Citazione Originariamente Scritto da Aquilifer79 Visualizza Messaggio
    l'argomento sarebbe da sviluppare in altro thread.
    Eccolo.
    "C'era un Tempo in cui l'uomo viveva accanto agli Dei..poi la predicazione galilea ci porto' il deserto del nulla...e infine caddero le tenebre della modernità"



  9. #9
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    Predefinito Rif: Perennità della Tradizione ed equivoci "passatisti"

    Citazione Originariamente Scritto da Cabala Candelaia Circea Visualizza Messaggio
    Lo assicuro, tentai di leggere Evola, anche nelle edizioni Arktos (spero di ricordarmi la casa Editrice correttamente). Mi sforzai, perché è fondamentale per un progressista leggiucchiare del nemico. Niente da fare, una noia mortale. Come leggere un trattato di teologia del 1300, copiato da amanuense neanche troppo esperto. Meglio Gueonon e la sua tradizione. Non solo scrisse meglio, ma aggiunse anche brio.

    Non ho mai capito cosa un conservatore ci trovi negli scritti di Evola. Basterebbe un discorso di Churchill dattiloscritto, e se si vuole raggiungere un non-so-che di mistico, lo si accompagna con Guenon e Blavatski. Ma Evola no, vi prego, banale teorico, pessimo scrittore, personaggio vetusto e copia del passato venuta male. Alla stregua di D'Annunzio ed il suo decadentismo fatto di aggettivi e sostantivi. Anche qui, meglio Pascoli ed al posto dell'atmosfera bucolica si aggiunge la mitologia di Ovidio o Apuleio.
    E la Blavatski che cavolo c'entra? ncav:

  10. #10
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    Predefinito Rif: L'ultimo Evola fu benevolo col cristianesimo ?

    Citazione Originariamente Scritto da Cabala Candelaia Circea Visualizza Messaggio
    Cogli appieno lo spirito: conservatori e progressisti partono da un'origine comune, l'insoddisfazione nel e del presente.
    I primi tendono a rifugiarsi nel passato, in ciò che hanno già visto, sperimentato, vissuto. I secondi tendono all'incognita del futuro, in ciò che mai hanno provato, ritenendo l'ignoto potenzialmente carico di miglioramento del passato e presente.
    Tutti gli altri si collocano in apposite vie di mezzo, dai liberali ai socialdemocratici, dagli anarchici ai reazionari. Tutto parte dal presente, e nel presente nessuno ci vuole stare.

    Questo è il motivo per cui i tradizionalisti sono, dal mio punto di vista, degli eterni nostalgici: tra X generazioni, essi guarderanno alla società attuale come tradizionale, mentre quelli di oggi guardano a quella precedente come ancora più tradizionale, in un gioco senza mai fine. Più si va indietro e più la tradizione aumenta d'intensità. Questo è il fondamento dei tradizionalisti. La proporzione diretta tra era ed intensità, tra ingenuità primoridiale e verità. L'uomo primordiale fu il primogenito, quindi il meno corrotto, il più saggio, il più vero.
    I progressisti invece sono degli eterni visionari, degli psicopatici corridori, sempre in attesa di conoscere cosa ci sia dietro la prossima curva a gomito. In costante movimento, mai immutabile, perché chi si ferma si corrompe col passato e l'istante appena vissuto.

    La politica e la propensione culturale ad essa associata è roba da psichiatri, non da sociologi o politologi. Nella religione e spiritualismo, si arriva a livelli ancora più estremi.
    Il vero tradizionalismo non è nostalgismo, ma la capacità di cogliere certi principi che vanno al di là della storia, sono idee metastoriche.

 

 
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