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  • Repubblicani

    1 5.26%
  • Democratici-Estrema

    2 10.53%
  • Liberali di Sinistra (Rattazziani)

    2 10.53%
  • Partito del Centro (Dazeglian-Cavouriani)

    6 31.58%
  • Liberali di Destra (Partito dei conti a posto )

    1 5.26%
  • Consorteria Toscana (Ricasoli)

    1 5.26%
  • Partito Cattolico Nazionale-Neo Guelfi

    1 5.26%
  • Partito della Reazione (Conservatori)

    3 15.79%
  • Papalini-Legittimisti

    0 0%
  • Italici Puri-Federalisti

    2 10.53%
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Risultati da 1 a 10 di 50
  1. #1
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    Predefinito 1849 Elezioni nella Confederazione Italica

    Riprendo pari pari l'idea di Tipo Destro e di Defender, però in Italia.
    La Guerra con l'Austria si è conclusa con una vittoria che ha lasciato di stucco tutta l'Europa. Il prestigio di Casa Savoia è alle stelle in tutti i paesi liberaldemocratici.
    In Francia si fanno proclami osannanti al "Liberatore d'Italia ", Milano e i ducati emiliani si autoannettono con un plebiscito al Regno di Sardegna.

    Nel Febbraio del 1849 La Confederazione Italiana sorge ufficialmente, senza che però sia definita ufficialmente la sua struttura
    Il Trattato di Trento viene confermato con la Pace di Vienna, il 15 aprime del 1849.
    L' Austria cede definitivamente al Re di Sardegna il Lombardo-Veneto, il Trentino, ossia il Tirolo italico ma non l'Alto Adige, che rimane a Vienna, la costa istriana, con Fiume e Pola, Zara, poi Sebenico, Lagosta, Cazza, il Quarnaro e persino Spalato. Dopo una lunga discussione la zona della Bocca di Cattaro viene assegnata alla confederazione italica solo due anni dopo. Il Governo provvisorio di Venezia accetta di subordinarsi a Re Carlo Alberto.
    Inoltre il Regno Austrotedesco si impegna a pagare una grande indennità di guerra, scaglionata in 50 anni. Vienna di fatto è in bancarotta, quindi la prospettiva di essere pagati in tempi brevi svanisce presto
    I territori liberati inviarono i loro delegati a Torino nel maggio del 1849.
    Nel frattempo si danno amministrazioni costituzionali provvisorie, la Toscana, la Venezia (dove alla Repubblica di Venezia, diretta da Daniele Manin si affiancano governi locali a Verona, Brescia e Treviso) e le Legazioni in rivolta formano la Confederazione Italiana.
    Di lì a poco le truppe confederate occupano lo Stato della Chiesa
    (su richiesta esplicita del Parlamento papalino e senza che il Papa, ormai esautorato, si opponga)
    Il Regno delle Due Sicilie, a causa del rifiuto dei Borbone di riconoscere Carlo Alberto come monarca egemone della penisola, deve subire l'occupazione delle fortezze di Capua e Gaeta.
    Ma Poco dopo Ferdinando II recupera il pieno controllo dei suoi stati, vincolato alla costituzione confederale che assegna il controllo della difesa comune e della marina alla Confederazione, quindi ai Savoia e ai loro sostenitori. Fumando di rabbia, Ferdinando deve abbozzare.
    Nasce nel frattempo il Regno d’Italia, con territorio che si estende al vecchio regno di Sardegna, ai Ducati di Modena, Parma, alle provincie lombarde, al trentino e alla regione del Quadrilatero, cui si uniscono in una catena di plebisciti tenuti nei mesi di marzo e aprile 1849: Le Legazioni (Bologna, Ferrara e la Romagna) le Marche e parte dell'Umbria. Rieti e il Lazio rimangono invece alle dirette dipendenze del Papa. Gli altri stati confederati sono:
    la Repubblica di Venezia, cui rimangono il Friuli e le provincie di Verona, Rovigo, Vicenza, Treviso e Belluno.
    Il Regno di Dalmazia (Istria e isole, Dalmazia e Sebenico), la cui corona viene data all'ex-duca di Parma in cambio del suo ducato.
    Lo Stato Pontificio
    Il Regno delle Due Sicilie
    Il Granducato di Toscana

    Il duca di Modena fugge invece in Austria, e rinuncia di fatto a rientrare nei suoi stati.

    Con il trattato di Lubiana, la Slovenia e la Croazia ottengono l’indipendenza e passano sotto influenza italiana, con il nome di Regno di Illiria.
    La corona del regno viene offerta al giovane Ferdinando Duca di Genova, figlio cadetto del Re d'Italia Carlo Alberto I, acclamato Protettore della Confederazione Italica il 24 maggio del 1849. ()

    Per il gennaio del 1850 vengono fissate le elezioni della Camera dei Deputati dei Regni e Stati Federati d'Italia e Dalmazia.
    Gli schieramenti sono i seguenti

    1) Repubblicani
    Guidati da Mazzini in esilio all'estero
    Vogliono la repubblica unitaria e la soppressione di tutti gli stati e del papato, ma sono deboli, divisi e piuttosto screditati, dopo tanti fallimenti e dopo il successo di Carlo Alberto.

    2) Democratici-Estrema
    Vogliono riforme sociali, l'allargamento del suffragio elettorale, che resta molto ristretto, la totale laicizzazione dello Stato.
    Liberali in economia ma favorevoli a dazi per aiutare l'industria
    Loro capi sono Brofferio in Piemonte e Guerrazzi in Toscana ed Emilia.

    3) Liberali di Destra
    Guidati da Sella, Lanza e Minghetti sono favorevoli a suffragio ristretto, politica di economia per rimettere in sesto le finanze dello stato, espansione industriale limitata, ostili ad ogni riforma politica e sociale.

    4) Liberali di Sinistra
    Guidati da Rattazzi, sono favorevoli ad un allargamento del suffragio, a politiche tese ad estendere il potere sabaudo in tutta Italia (sono anche detti Partito dell'Unione) e vorrebbero vedere il Papa ridotto a sovrano temporale. Sono favorevoli all'allargamento delle industrie italiane, soprattutto quelle piemontesi e lombarde. Rimpiangono la mancata occasione di liquidare le Due Sicilie per fare manbassa di tutti i soldi che il re Borbone si ostina a tesaurizzare senza investire.

    5) Partito del Centro
    Guidato da Massimo D'Azeglio. Moderato e laicista in amministrazione, ma rispettoso dei diritti della Chiesa in campo morale e confessionale. Unico vero partito nazionale, grazie ai contatti e alle amicizie del D'Azeglio in tutta la penisola. Unico vero problema la crescente rivalità tra il primo ministro e il suo ministro della Marina, il giovane conte Camillo Benso di Cavour, che con sue azzeccate riforme e con la sua crescente influenza gli dà sempre più fastidio. Unitario in politica interna, avverso a nuove avventure in politica estera, diviso tra gli amici di Gran Bretagna e Francia in politica estera.

    6) Partito Cattolico Nazionale
    Guidato da Vincenzo Gioberti, primo presidente dell'Assemblea Federativa Italica. Esso sostiene l'idea del mantenimento della Federazione entro limiti ben precisi, la libertà d'insegnamento delle gerarchie ecclesiastiche, l'assenza di una scuola e di una anagrafe statale, affidando tutti questi compiti alla Chiesa e il Primato morale del Papa come Presidente della Federazione stessa, anche le incombenze esecutive spettano a Carlo Alberto. "Poco importa in effetti a chi tocchi il Primato, basta che il progetto federativo continuì cosi e che la Lega non si trasformi in stato unico.
    Tutela dei valori tradizionali ma simpatie verso la borghesia, piuttosto che verso la nobiltà.

    7) Partito della Consorteria
    Liberale e sostenitore dei ceti agricoli, avverso all'industrializzazione ha la sua roccaforte nel Granducato di Toscana. Alla testa della Consorteria c'è il brillante primo ministro di Toscana, Barone Bettino Ricasoli, molto amico di diversi esponenti dei liberali di destra piemontesi.
    Tutela dell'autonomia della Toscana, difesa dei comuni interessi italiani, avversione verso la Francia e L'Impero Tedesco, amicizia verso la Gran Bretagna. Sostiene l'Autonomia dello stato rispetto alla Chiesa e la soppressione di ogni privilegio detenuto dai preti.
    Ha fondato due giornali La Patria riservato alla sola Toscana e la Nazione, a diffusione nazionale.

    8) Conservatori (Partito della Reazione)
    Variegato schieramento senza un vero capo e senza un comune sentire su molte questioni. Unico nesso tra savoiardi, napoletani, siciliani: Il Papa non si tocca, e quanto più reazionario è meglio è. Molto ostili a Carlo Alberto, sperano di Sostituirlo con Ferdinando II a capo della Confederazione al primo passo falso del "Re Liberale".

    9) Papalini-Legittimisti
    I sostenitori del ritorno degli antichi sovrani spossessati dalla rivoluzione e del reintegro del Papa nei suoi domini, senza se e senza ma.

    10) Partito degli Italici Puri
    Riedizione del vecchio schieramento postnapoleonico, sono i fautori di un regno di Lombardia indipendente dai Savoia, voltisi al federalismo dopo essere stati sconfitti. Sono guidati da Cattaneo sono federalisti, anti centralisti, laicisti e repubblicani.
    La libertà economica è per loro fondamentale come parte della libertà necessaria perchè uno stato possa vivere.

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  2. #2
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    Predefinito Rif: 1849 Elezioni nella Confederazione Italica

    Riprendo pari pari l'idea di Tipo Destro e di Defender, però in Italia.
    La Guerra con l'Austria si è conclusa con una vittoria che ha lasciato di stucco tutta l'Europa. Il prestigio di Casa Savoia è alle stelle in tutti i paesi liberaldemocratici.
    In Francia si fanno proclami osannanti al "Liberatore d'Italia ", Milano e i ducati emiliani si autoannettono con un plebiscito al Regno di Sardegna.
    Piu' o meno come ipotizzare che i Cherokee, con frecce ed archi, abbiano battuto l'esercito statunitense munito di cannoni e fucili. Formando poi la confederazione indiana dai Grandi Laghi fino al Pacifico. Fantapolitica. :sofico:

    Nel Febbraio del 1849 La Confederazione Italiana sorge ufficialmente, senza che però sia definita ufficialmente la sua struttura
    Il Trattato di Trento viene confermato con la Pace di Vienna, il 15 aprime del 1849.
    L' Austria cede definitivamente al Re di Sardegna il Lombardo-Veneto, il Trentino, ossia il Tirolo italico ma non l'Alto Adige, che rimane a Vienna, la costa istriana, con Fiume e Pola, Zara, poi Sebenico, Lagosta, Cazza, il Quarnaro e persino Spalato. Dopo una lunga discussione la zona della Bocca di Cattaro viene assegnata alla confederazione italica solo due anni dopo. Il Governo provvisorio di Venezia accetta di subordinarsi a Re Carlo Alberto.
    Territori che l'Italia, a grandi linee, si prese comunque dopo la I. GM.
    E che causo' la successiva resistenza armata di sloveni e croati durante la II. GM.
    Fu' uno dei piu' grossi errori mai commessi dall'Italia, e lo sarebbe stato anche allora.

    Inoltre il Regno Austrotedesco si impegna a pagare una grande indennità di guerra, scaglionata in 50 anni. Vienna di fatto è in bancarotta, quindi la prospettiva di essere pagati in tempi brevi svanisce presto
    Gli austriaci pagare gli italiani? Nemmeno nei racconti fantastici di Jules Verne, si vede che non conosci gli austriaci...

    I territori liberati inviarono i loro delegati a Torino nel maggio del 1849.
    Nel frattempo si danno amministrazioni costituzionali provvisorie, la Toscana, la Venezia (dove alla Repubblica di Venezia, diretta da Daniele Manin si affiancano governi locali a Verona, Brescia e Treviso) e le Legazioni in rivolta formano la Confederazione Italiana.
    Di lì a poco le truppe confederate occupano lo Stato della Chiesa
    (su richiesta esplicita del Parlamento papalino e senza che il Papa, ormai esautorato, si opponga)
    A questo punto il Papa ne ha le palle piene e ritorna ad Avignone, dove pure il vino e migliore. :sofico:

    Il Regno delle Due Sicilie, a causa del rifiuto dei Borbone di riconoscere Carlo Alberto come monarca egemone della penisola, deve subire l'occupazione delle fortezze di Capua e Gaeta.
    Ma Poco dopo Ferdinando II recupera il pieno controllo dei suoi stati, vincolato alla costituzione confederale che assegna il controllo della difesa comune e della marina alla Confederazione, quindi ai Savoia e ai loro sostenitori. Fumando di rabbia, Ferdinando deve abbozzare.
    Nasce nel frattempo il Regno d’Italia, con territorio che si estende al vecchio regno di Sardegna, ai Ducati di Modena, Parma, alle provincie lombarde, al trentino e alla regione del Quadrilatero, cui si uniscono in una catena di plebisciti tenuti nei mesi di marzo e aprile 1849: Le Legazioni (Bologna, Ferrara e la Romagna) le Marche e parte dell'Umbria. Rieti e il Lazio rimangono invece alle dirette dipendenze del Papa. Gli altri stati confederati sono:
    la Repubblica di Venezia, cui rimangono il Friuli e le provincie di Verona, Rovigo, Vicenza, Treviso e Belluno.
    Il Regno di Dalmazia (Istria e isole, Dalmazia e Sebenico), la cui corona viene data all'ex-duca di Parma in cambio del suo ducato.
    Lo Stato Pontificio
    Il Regno delle Due Sicilie
    Il Granducato di Toscana
    Dalmazia e Istria non c'entrano un tubo l'una con l'altra. La cosa e' innaturale ed in quanto tale non potrebbe durare.

    Il duca di Modena fugge invece in Austria, e rinuncia di fatto a rientrare nei suoi stati.
    Diciamo che invece fugge in Russia o G. Bretagna, che in Austria, per essere fuggito, lo aspetta la fucilazione per alto tradimento.

    Con il trattato di Lubiana, la Slovenia e la Croazia ottengono l’indipendenza e passano sotto influenza italiana, con il nome di Regno di Illiria.
    Cosa c'entrano gli sloveni con gli illiri, ancora nessuno me l'ha spiegato. ostridicolo:

    La corona del regno viene offerta al giovane Ferdinando Duca di Genova, figlio cadetto del Re d'Italia Carlo Alberto I, acclamato Protettore della Confederazione Italica il 24 maggio del 1849. ()
    Questa e' una vera perla. Perche' tu credi davvero che sloveni e croati accetterebbero un re italiano? Secondo me finirebbe linciato il giorno stesso in cui prova a entrare nel ''Regno d'Illiria''.

    Per il gennaio del 1850 vengono fissate le elezioni della Camera dei Deputati dei Regni e Stati Federati d'Italia e Dalmazia.
    Gli schieramenti sono i seguenti

    1) Repubblicani
    Guidati da Mazzini in esilio all'estero
    Vogliono la repubblica unitaria e la soppressione di tutti gli stati e del papato, ma sono deboli, divisi e piuttosto screditati, dopo tanti fallimenti e dopo il successo di Carlo Alberto.

    2) Democratici-Estrema
    Vogliono riforme sociali, l'allargamento del suffragio elettorale, che resta molto ristretto, la totale laicizzazione dello Stato.
    Liberali in economia ma favorevoli a dazi per aiutare l'industria
    Loro capi sono Brofferio in Piemonte e Guerrazzi in Toscana ed Emilia.

    3) Liberali di Destra
    Guidati da Sella, Lanza e Minghetti sono favorevoli a suffragio ristretto, politica di economia per rimettere in sesto le finanze dello stato, espansione industriale limitata, ostili ad ogni riforma politica e sociale.

    4) Liberali di Sinistra
    Guidati da Rattazzi, sono favorevoli ad un allargamento del suffragio, a politiche tese ad estendere il potere sabaudo in tutta Italia (sono anche detti Partito dell'Unione) e vorrebbero vedere il Papa ridotto a sovrano temporale. Sono favorevoli all'allargamento delle industrie italiane, soprattutto quelle piemontesi e lombarde. Rimpiangono la mancata occasione di liquidare le Due Sicilie per fare manbassa di tutti i soldi che il re Borbone si ostina a tesaurizzare senza investire.

    5) Partito del Centro
    Guidato da Massimo D'Azeglio. Moderato e laicista in amministrazione, ma rispettoso dei diritti della Chiesa in campo morale e confessionale. Unico vero partito nazionale, grazie ai contatti e alle amicizie del D'Azeglio in tutta la penisola. Unico vero problema la crescente rivalità tra il primo ministro e il suo ministro della Marina, il giovane conte Camillo Benso di Cavour, che con sue azzeccate riforme e con la sua crescente influenza gli dà sempre più fastidio. Unitario in politica interna, avverso a nuove avventure in politica estera, diviso tra gli amici di Gran Bretagna e Francia in politica estera.

    6) Partito Cattolico Nazionale
    Guidato da Vincenzo Gioberti, primo presidente dell'Assemblea Federativa Italica. Esso sostiene l'idea del mantenimento della Federazione entro limiti ben precisi, la libertà d'insegnamento delle gerarchie ecclesiastiche, l'assenza di una scuola e di una anagrafe statale, affidando tutti questi compiti alla Chiesa e il Primato morale del Papa come Presidente della Federazione stessa, anche le incombenze esecutive spettano a Carlo Alberto. "Poco importa in effetti a chi tocchi il Primato, basta che il progetto federativo continuì cosi e che la Lega non si trasformi in stato unico.
    Tutela dei valori tradizionali ma simpatie verso la borghesia, piuttosto che verso la nobiltà.

    7) Partito della Consorteria
    Liberale e sostenitore dei ceti agricoli, avverso all'industrializzazione ha la sua roccaforte nel Granducato di Toscana. Alla testa della Consorteria c'è il brillante primo ministro di Toscana, Barone Bettino Ricasoli, molto amico di diversi esponenti dei liberali di destra piemontesi.
    Tutela dell'autonomia della Toscana, difesa dei comuni interessi italiani, avversione verso la Francia e L'Impero Tedesco, amicizia verso la Gran Bretagna. Sostiene l'Autonomia dello stato rispetto alla Chiesa e la soppressione di ogni privilegio detenuto dai preti.
    Ha fondato due giornali La Patria riservato alla sola Toscana e la Nazione, a diffusione nazionale.

    8) Conservatori (Partito della Reazione)
    Variegato schieramento senza un vero capo e senza un comune sentire su molte questioni. Unico nesso tra savoiardi, napoletani, siciliani: Il Papa non si tocca, e quanto più reazionario è meglio è. Molto ostili a Carlo Alberto, sperano di Sostituirlo con Ferdinando II a capo della Confederazione al primo passo falso del "Re Liberale".

    9) Papalini-Legittimisti
    I sostenitori del ritorno degli antichi sovrani spossessati dalla rivoluzione e del reintegro del Papa nei suoi domini, senza se e senza ma.

    10) Partito degli Italici Puri
    Riedizione del vecchio schieramento postnapoleonico, sono i fautori di un regno di Lombardia indipendente dai Savoia, voltisi al federalismo dopo essere stati sconfitti. Sono guidati da Cattaneo sono federalisti, anti centralisti, laicisti e repubblicani.
    La libertà economica è per loro fondamentale come parte della libertà necessaria perchè uno stato possa vivere.
    Troppi partitelli. Che fondino 2 blocchi politici e si massacrino a vicenda per il potere.

  3. #3
    Chap Socialist
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    Predefinito Rif: 1849 Elezioni nella Confederazione Italica

    Federalisti, via le manacce savoiarde dalla Serenissima Repubblica.:giagia:

  4. #4
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    una città repubblicana, purtroppo
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    Predefinito Rif: 1849 Elezioni nella Confederazione Italica

    Citazione:
    Riprendo pari pari l'idea di Tipo Destro e di Defender, però in Italia.

    Da Krn
    Piu' o meno come ipotizzare che i Cherokee, con frecce ed archi, abbiano battuto l'esercito statunitense munito di cannoni e fucili. Formando poi la confederazione indiana dai Grandi Laghi fino al Pacifico. Fantapolitica.
    Sbagliato: Non hai letto il thread, mi sembra, intanto l'esercito austriace deve affrontare contemporaneamente truppe ungheresi, italiane,polacche e tedesche senza l'appoggio russo. Partita chiusa, visto che gli italiani ancora poco prima di Custoza, avevano più uomini degli austriaci. Furono le esitazioni di Carlo Alberto,che qui non ci sono, a causare il ritorno di Radetzki, che in questa realtà non si verifica, mi sembra.

    Citazione:
    Territori che l'Italia, a grandi linee, si prese comunque dopo la I. GM.
    E che causo' la successiva resistenza armata di sloveni e croati durante la II. GM.
    Fu' uno dei piu' grossi errori mai commessi dall'Italia, e lo sarebbe stato anche allora.
    Gia, nel 1900 forse ma nel 1849 gli sloveni non esistevano come nazione, amico mio, esisteva solo il Ducato di Carniola, e gli sloveni sarebbero passati da un padrone all'altro senza fiatare, credo. I problemi magari sarebbero venuti dopo.
    Citazione:

    Nemmeno nei racconti fantastici di Jules Verne, si vede che non conosci gli austriaci...
    Nemmeno io credo che avrebbero pagato, ma per un altro motivo. Nel 1848-49 l'Austria era in bancarotta. Senza La Lombardia e il Veneto e senza l'Ungheria sarebbe diventata una trascurabile potenza di secondo piano, completamente screditata.

    A questo punto il Papa ne ha le palle piene e ritorna ad Avignone, dove pure il vino e migliore.
    Povero illuso, mai visto un prete mollare qualcosa senza prima fare quante più storie possibile. Inoltre questo Papa ha causato lui la valanga che l'ha travolto.

    citazione:
    Dalmazia e Istria non c'entrano un tubo l'una con l'altra. La cosa e' innaturale ed in quanto tale non potrebbe durare.
    Nel 1849 i nomi fantasiosi abbondarono anche in altre situazioni, niente vieta che ciò si ripeta in Italia. Sono d'accordo, non sarebbe durato a lungo.

    Citazione:
    Diciamo che invece fugge in Russia o G. Bretagna, che in Austria, per essere fuggito, lo aspetta la fucilazione per alto tradimento.
    E perchè mai? Si trattava di un sovrano indipendente e di un cugino dell'Imperatore. Anzi le truppe modenesi, fedelissime, sarebbero state inglobate nell'esercito imperiale (Successe davvero nel 1859, con la Brigata Estense, controlla pure.)

    Citazione:
    Cosa c'entrano gli sloveni con gli illiri, ancora nessuno me l'ha spiegato.
    Chiedilo a Napoleone I, cui più di una volta sia i Savoia che Napoleone III vagheggiarono di ispirarsi nella nostra realtà.
    Semmai non capisco perchè non creare un unico regno, questo in effetti è stupido.

    Citazione: ()
    Questa e' una vera perla. Perche' tu credi davvero che sloveni e croati accetterebbero un re italiano? Secondo me finirebbe linciato il giorno stesso in cui prova a entrare nel ''Regno d'Illiria''.
    Come no, certo, per ricadere subito sotto le amorevoli cure del generale Jellacic.
    Ma non dire cavolate. Nell'ottocento era uso affidare le corone di stati appena risorti a dinastie antiche o anche meno antiche.
    In Grecia andarono prima bavaresi e poi danesi, in bulgaria una casata di origine infinitamente più bassa dei Savoia (I Battenberg, poi sostituiti da altri stranieri)
    Non credo proprio che i croati e gli sloveni avrebbero fatto storie.
    Spiacente, ma l'autodeterminazione dei popoli allora aveva dei limiti.

  5. #5
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    Predefinito Rif: 1849 Elezioni nella Confederazione Italica

    In mancanza di Crispi mi adeguo al Partito del Centro!

    P.S. Ma Padova è della Italiana Serenissima Repubblica di Venezia?
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

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  6. #6
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    Predefinito Rif: 1849 Elezioni nella Confederazione Italica

    Ala destra del partito del centro.
    Anti repubblicano per eccellenza ed anti rigurgiti bobbbonici...

  7. #7
    Pasdar
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    Predefinito Rif: 1849 Elezioni nella Confederazione Italica

    Citazione Originariamente Scritto da Gilbert Visualizza Messaggio
    Ala destra del partito del centro.
    Anti repubblicano per eccellenza ed anti rigurgiti bobbbonici...
    Sì, magari mantenendo uno sputo di federalismo per insegnare a tutti a contare solo sulle proprie mani fuori da condizioni di estrema indigenza.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  8. #8
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    Predefinito Rif: 1849 Elezioni nella Confederazione Italica

    Citazione Originariamente Scritto da Defender Visualizza Messaggio
    Sì, magari mantenendo uno sputo di federalismo per insegnare a tutti a contare solo sulle proprie mani fuori da condizioni di estrema indigenza.
    in quel momento sarebbe stato ipotizzabile forse, condivido.

  9. #9
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    Post Rif: 1849 Elezioni nella Confederazione Italica

    riconfermo che Venezia, per decisione dello stesso Re Carlo Alberto ha ottenuto la gran parte dell'antico Stato de Terra Veneto, escluso il quadrilatero.
    Quindi veneto e friuli sono della Serenissima Repubblica Confederata.

  10. #10
    Pasdar
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    Predefinito Rif: 1849 Elezioni nella Confederazione Italica

    Citazione Originariamente Scritto da Gilbert Visualizza Messaggio
    in quel momento sarebbe stato ipotizzabile forse, condivido.
    :giagia:
    Nella realtà storica la riforma amministrativa del 1865 fu un colpo duro per l'Italia, sebbene in quel frangente giustificata dall'insorgenza (diffusa in tutta Italia, con forme particolarmente virulente al Sud).
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

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