Gobbo: giudici Veneti per il Veneto. La gente chiede sicurezza e legalità
SIMONE GIRARDIN
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Sottosegretario Gobbo, quale è il significato della manifestazione di Verona?
«La Lega torna in piazza per dire no ai processi alle idee. È un evento che vuole ricordare come in questo Paese sopravviva ancora una giustizia ingiusta che se ne frega della richiesta di legalità da parte dei cittadini».
Si riferisce alla condanna dei sei leghisti veneti per la raccolta di firme contro il campo nomadi nella città scaligera?
«Sicurissimo. Nel sistema c’è qualcosa di profondamente sbagliato se un gruppo di giovani viene condannato per un banchetto in piazza».
Che cosa vuol dire?
«Dico soltanto che un gruppo di nomadi occupava abusivamente un’area del Comune e i residenti erano spaventati per l’escalation di criminalità. Ci fu una pacifica raccolta di firme per chiedere all’Amministrazione cittadina la chiusura del campo nomadi. Poi la sinistra denunciò i leghisti e il procuratore Papalia fece il resto. E questo è potuto avvenire grazie a leggi liberticide ancora in vigore nel nostro Paese».
Sta pensando alla legge Mancino?
«Un “Paese normale”, o se vuole che si definisce democratico, non può mantenere in vigore leggi antiquate che puniscono la libertà di pensiero e di parola».
Quindi andrebbe abolita?
«Certamente. E al più presto. Ma non è così facile».
Perché?
«La sinistra, e non solo, ha tutto l’interesse a tenerla in piedi così da usarla come arma politica contro i loro avversari».
Ma non crede che sia giusto punire chi discrimina per motivi di razza?
«Nessuna obiezione ma la legge Mancino può avere un’estensione talmente ampia da poter mettere sotto accusa praticamente chiunque. Ed è quello che è successo a noi leghisti. Mi dica che cosa c’è di razzista in una pacifica raccolta di firme. Più democrazia di così...».
Insomma c’è qualcosa che non funziona in questa “democrazia”.
«Direi proprio di sì. Mi scusi ma qualcosa non gira per il verso giusto se dei semplici cittadini, che non hanno lanciato molotov né picchiato qualcuno né distrutto negozi, vengono processati e condannati per una semplicissima raccolta di firme. La Lega ha chiesto l’attenzione del Parlamento sui reati di opinione ma nessuno sente».
E in Europa le cose non vanno meglio.
«Purtroppo è così. Anche in questo caso solo la Lega si è detta contraria al mandato di cattura Ue e al giudice unico. C’è la sensazione che si voglia punire chiunque dica no all’immigrazione clandestina. Vogliono omologarci tutti quanti. E per farlo devono toglierci la libertà di espressione».
Torniamo a Verona. Come ha vissuto la condanna dei sei leghisti da parte di Papalia?
«Malissimo. Una sentenza sconcertante, di odio politico, che ha punito chi chiedeva legalità non chi rubava e spacciava. Pazzesco».
E domenica tutta la Lega sarà in piazza per portare solidarietà ai sei cittadini condannati dal tribunale di Verona?
«Ma non solo. Vogliamo dire no alla legge Mancino e chiediamo giudici veneti per il Veneto. I Veronesi, tutti i Veneti sono con noi. La gente pretende sicurezza e legalità, non certo veder a spasso terroristi o spacciatori».
A quando la prossima raccolta di firme...
«Molto presto. La nostra libertà non è in vendita...».
Simone Girardin
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[Data pubblicazione: 04/02/2005]




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