Dal primo febbraio, in Georgia sono aperti tre uffici di reclutamento americani: cercansi 3 mila giovani sotto i 35 anni in buone condizioni fisiche. Addestrati da istruttori americani, entro la fine dell’anno saranno pronti a partecipare alle operazioni della coalizione in Irak e Afghanistan.
Per propagandare il reclutamento gli americani hanno assunto noti cantanti e poeti georgiani che esaltano, dietro compenso, questo nuovo genere di servizio globale. Non è la prima volta che la Casa Bianca compra carne da cannone nella Georgia ora “democratica” grazie alla rivoluzione dei giovani: già quattro battaglioni di fanteria leggera sono stati così formati tra il 2001 e il 2003, per il lieve costo di 64 milioni di dollari.
Ora il nuovo arruolamento ne costerà solo 50. La paga dei soldatini georgiani ammonterà a 350 lans al mese – circa 140 euro – più vitto e alloggio. Contratto triennale.
E’ un nuovo tipo di outsourcing, di “delocalizzazione”: come l’industria globale licenzia lavoratori ben pagati per assumerne altri in Paesi sottosviluppati dove costano meno, così il Pentagono arruola là dove i prezzi della carne umana sono più competitivi. Al confronto il soldato americano medio, col suo stipendio di 1500 dollari al mese (più 7,50 dollari al giorno se in zona d’operazione) diventa scandalosamente costoso. Tanto più che, sotto la pressione dell’opinione pubblica, la Casa Bianca dovrà aumentare il miserabile assegno di morte del soldato dagli attuali 12.400 dollari a 100 mila.
L’arruolamento di mercenari slavi è reso più urgente dalla fuga dei soldati Usa nel “privato”: i meglio addestrati (commandos, truppe speciali) tendono a non rinnovare la ferma per impiegarsi nelle Private Military Companies, le agenzie di mercenari che il Pentagono e le industrie private con contratti in Irak, bisognose di “sicurezza”, assoldano con paghe superiori agli 11 mila dollari al mese, quasi pari alla paga annuale di un soldato semplice “di Stato”.
di Maurizio Blondet




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