Sono passati sessant’anni dalle esecuzioni delle foibe e dall’esodo degli italiani da Pola, Fiume e Zara in fuga dalla pulizia etnica. A partire da oggi, ogni 10 febbraio, gli italiani saranno chiamati a ricordare con un minuto di raccoglimento negli uffici e nelle scuole quella drammatica pagina, finora sottovalutata, della nostra storia recente. La giornata della memoria, istituita dal Parlamento il 16 marzo, per un ricordo condiviso di tutta la nazione, non inquinato da polemiche e strumentalizzazioni di parte, è stata accolta con «soddisfazione» dal presidente della Repubblica. «Ora è possibile che ricordi ragionati - ha detto Carlo Azeglio Ciampi - prendano il posto dei rancori esasperati, perché è giusto che anche i più giovani conoscano quelle efferatezze che furono conseguenza delle ideologie nazionaliste e razziste dei regimi dittatoriali che si resero responsabili del conflitto». Tra il ’43 e il ’45 migliaia di italiani furono uccisi dai partigiani comunisti titini. Molti furono gettati ancora vivi nelle cavità dell’altipiano carsico, le foibe. «Non dimenticare», ha affermato con forza il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. «Solo il ricordo di ciò che copre di vergogna l’essere umano può impedire di ripercorrere la stessa strada dell’odio e di generare i medesimi mostri - ha dichiarato il capo del governo -. È per questo che nessuna delle pagine delle nostra storia può essere cancellata, anche se il ricordo provoca turbamento, dolore, vergogna».
Il giorno della memoria sarà celebrato nelle 10 mila scuole del Paese, i luoghi dove si impartisce anche un’educazione ai valori della pace e della solidarietà. Il ministero dell’Istruzione ha inviato una circolare invitando dirigenti e insegnanti a promuovere momenti di riflessione e di studio. Il ricordo di quei momenti drammatici entrerà nelle case di tutti gli italiani. Rai, Mediaset, La7 e Sky, ma anche numerose emittenti locali, hanno raccolto l'invito del ministero delle Comunicazioni a orientare la programmazione sul tema delle foibe e dell’esodo. «Per cinquant’anni l’Italia ufficiale ha cercato di minimizzare la tragedia delle foibe - ha affermato il ministro Maurizio Gasparri -. Nei libri di storia non un cenno a questo dramma nazionale. Tanti giovani sono cresciuti senza conoscere nulla. Per molti, luoghi come Porzûs, Istria, Basovizza non hanno mai evocato le tappe di una tragedia nazionale. Ma oggi molto è cambiato».
Il segretario dei Ds Piero Fassino ha scritto una lettera al presidente della Federazione delle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati, Guido Brazzoduro: «Si ricorda, il 10 febbraio, una pagina dolorosa della storia italiana, troppo a lungo negata e colpevolmente rimossa. Nelle foibe morirono donne e uomini colpevoli soltanto di essere italiani. E l’esodo fu l’espulsione di massa di una intera comunità, con l’obiettivo di sradicare l’italianità di quelle terre. Né il contesto politico del tempo, né l’aggressione operata dal regime fascista alla Jugoslavia possono giustificare le sofferenze atroci di cui furono vittime donne e uomini innocenti».
Giulio Benedetti
Dal Corriere di Oggi (nel giorno ricordo dell'olocausto l'articolo commemorativo era nella HP del Corriere, oggi no!!!!)
Chiedo ai congessisti ed i forumisti di unirsi al ricordo di quelle tristi giornate affinche non vengano dimenticate le vittime e le sofferenze degli esuli.
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Cordiali Saluti




